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	<title>IMORE</title>
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	<description>Rivista di Moda e Cultura di Moda</description>
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		<title>Omaggio ad un grande orafo del passato:  Giuseppe Gillio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Sbolzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Gillio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia del gioiello]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1867 nasceva a Torino quello che sarebbe diventato uno dei più celebri orafi italiani, stimato a livello internazionale, vale a dire Giuseppe Gillio (scomparso a Valenza Po nel 1964), il quale &#8211; coetaneo di Picasso &#8211; attraversò come lui gran parte della parabola creativa del Novecento, spaziando tra esperienze artistiche diverse. Noto al grande [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Gillio-Mostra1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25600];player=img;" title="Gillio Mostra"><img class="alignleft size-medium wp-image-25602" title="Gillio Mostra" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Gillio-Mostra1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Nel 1867 nasceva a Torino quello che sarebbe diventato uno dei più celebri orafi italiani, stimato a livello internazionale, vale a dire Giuseppe Gillio (scomparso a Valenza Po nel 1964), il quale &#8211; coetaneo di Picasso &#8211; attraversò come lui gran parte della parabola creativa del Novecento, spaziando tra esperienze artistiche diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Noto al grande pubblico soprattutto per la realizzazione di un cofanetto portagioie donato al Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1959, Gillio è stato riscoperto in patria grazie alla bella mostra che Valenza gli ha dedicato nel 1997. Come ha scritto la studiosa Maria Carla Manenti (cfr. “Gioielli in Italia”, AOV-Marsilio), “la straordinarietà dell’opera di Gillio è data dalle sue indiscusse capacità creative ed esecutive, che ne fanno un vero <em>artifex</em> rinascimentale, e dalla eccezionale longevità lavorativa che lo ha portato ad affrontare tanti cambiamenti di moda e stile, mantenendosi costantemente aggiornato senza mai rinunciare a una classicità di forme; oltre a questo, la sua sete di novità e uno spirito inquieto, anarchico e solitario lo portarono tra il 1889 e il1895 a Parigi e a Londra dove lavorò per famosi atelier”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue opere, in effetti, offrono una panoramica esemplare dell’evoluzione del gioiello tra Ottocento e pieno Novecento. Si va, così, dai suoi esordi simbolisti a Torino all’adesione all’<em>art nouveau</em>, per cui gli vennero commissionati vari lavori da prestigiose aziende parigine, relativi non solo a gioielli, ma anche a cornici, medaglie e oggetti d’arte. Tra il 1905 ed il 1919 egli arrivò a dotarsi di un proprio punzone caratterizzato da due spighe incrociate, tra le quali si inseriscono le iniziali JG (Joseph, alla francese, Gillio). Sono questi gli anni dominati dai motivi vegetali ed <em>animalier</em>, nonché dalla figura femminile interpretata come <em>femme fatale</em>, che evoca suggestioni erotiche ed ambiguità, colta in atteggiamenti che si spingono fino al labile confine tra arte e pornografia (vedasi quale chiaro esempio l’anello denominato “La primavera”, raffigurante un plastico e sensuale nudo a figura intera).</p>
<p style="text-align: justify;">Si inseriscono nella sua produzione, poi, anche temi classicheggianti e, in particolare, di ispirazione rinascimentale, finché Gillio tra il 1915 e la fine degli anni ’30 si volge al geometrismo art-déco, tornando solo negli anni ’40 a forme più morbide e ampie, a riprova della sua continua disponibilità ad aggiornarsi secondo la moda del tempo (si ammiri questo suo mutamento di stile nel magnifico pendente in oro, platino e diamanti, che rappresenta il mito di “Amore e Psiche”).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la morte del sommo maestro, alcune sue opere sono state completate dall’allievo valenzano Luigi Baggio, che Gillio ebbe sempre molto caro ed a cui fece dono dei suoi attrezzi da lavoro.</p>
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		<title>Next Generation. Edizione 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Mestiere]]></category>
		<category><![CDATA[Camera della Moda Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Incubatore della Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation]]></category>
		<category><![CDATA[Nude]]></category>

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		<description><![CDATA[Next Generation &#8211; Ludovico Loffreda &#8211; Ph D. Munegato / Paul de Grauve Communication Incubatore della Moda, Next Generation e Nude, sono tre progetti che evidenziano l’impegno della Camera della Moda per la formazione e promozione di giovani talenti: ricerca attenta di una nuova generazione di stilisti che sappiano mantenere e sviluppare l’eccellenza del Made [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: -webkit-left;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_25596" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/L.Loffreda-foto-D.-Munegato.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25595];player=img;" title="Next Generation - Ludovico Loffreda Fall Winter 2012/13"><img class="size-medium wp-image-25596" title="Next Generation - Ludovico Loffreda Fall Winter 2012/13" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/L.Loffreda-foto-D.-Munegato-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Next Generation &#8211; Ludovico Loffreda &#8211; Ph D. Munegato / Paul de Grauve Communication</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Incubatore della Moda, Next Generation e Nude, sono tre progetti che evidenziano l’impegno della Camera della Moda per la formazione e promozione di giovani talenti: ricerca attenta di una nuova generazione di stilisti che sappiano mantenere e sviluppare l’eccellenza del Made in Italy. I tre progetti offrono una ottima visibilità durante il calendario delle sfilate di Milano:copertura stampa, presentazione delle collezioni e di conseguenza contati con i buyers presenti a Milano per l’occasione.</p>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Il 15 maggio &#8211; e fino al 10 ottobre 2012 &#8211; si apre il nuovo bando di concorso per Next Generation reperibile nell’area giovani del sito <a href="http://www.cameramoda.it/">www.cameramoda.it</a>. Il progetto promossa da Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano è alla sua settima edizione. Ai vincitori viene offerta l&#8217;opportunità unica di avere la propria collezione prodotta a spese della Camera Nazionale della Moda Italiana. I giovani premiati vedranno le loro creazioni sfilare in passerella durante la manifestazione di Milano Moda Donna di febbraio 2013. Giunto alla sua settimana edizione, Next Generation è il progetto dedicato ai giovani designer che non hanno ancora compiuto 30 anni.</div>
<div style="text-align: justify;">L’obbiettivo del progetto è la ricerca di una nuova generazione di stilisti per lo sviluppo futuro del Made in Italy.</div>
<div style="text-align: justify;">
<div>Il percorso prevede l’affiancamento e accompagnamento di Camera Nazionale della Moda Italiana nella realizzazione della collezione attraverso la roduzione di una capsule collection (12 outfits) e la sua presentazione in sfilata a Milano Moda Donna. Camera Nazionale della Moda Italiana coordina e organizza anche la fase di presentazione e comunicazione attraverso la partecipazione a Milano Moda Donna e la realizzazione di una sfilata inserita nel calendario di Manifestazione.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Per presentare la propria candidatura occorre scaricare e compilare il modulo, allegare cv, il progetto di collezione e una sua descrizione. A metà ottobre una Giuria di professionisti del settore formata da stilisti, imprenditori e direttori di moda tra i più rappresentativi del sistema internazionale sceglierà tra tutti i candidati i 4 vincitori che debutteranno sulle passerelle di Milano.</div>
<div style="text-align: justify;">Bando e scheda di partecipazioni sono al seguente link</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.cameramoda.it/it/area-giovani/progetto/2_Next_Generation/">http://www.cameramoda.it/it/area-giovani/progetto/2_Next_Generation/</a></div>
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		<title>I primi dati su Pitti Uomo &#8217;82 e Pitti Woman &#8211; 19-22 giugno 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
				<category><![CDATA[82° Pitti uomo]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento maschile]]></category>
		<category><![CDATA[AD di Pitti Immagine]]></category>
		<category><![CDATA[Carven a pitti Uomo '82]]></category>
		<category><![CDATA[Food e Moda a Pitti Uomo '82]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Marzotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gli spaventapasseri di Pitti uomo]]></category>
		<category><![CDATA[le 11 sezioni di Pitti Uomo '82]]></category>
		<category><![CDATA[Pitti Immagine]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaello Napoleoni]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino a Pitti uomo '82]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto lo staff di Pitti Immagine a presentare in una conferenza stampa l&#8217;82 esima edizione di Pitti Uomo in programma dal 19 al 22 giugno 2012. Cauti nel loro ottimismo. Gaetano Marzotto Presidente di Pitti Immagine, riconosce che rispetto al 2009 la situazione è migliorata, ma solo grazie al buon andamento dei mercati asiatici, compresa la [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25582" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/conscritta11.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25579];player=img;" title="Pitti"><img class="size-medium wp-image-25582 " title="Pitti" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/conscritta11-300x125.jpg" alt="La locandina di Pitti Uomo '82" width="300" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina di Pitti Uomo &#39;82</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tutto lo staff di Pitti Immagine a presentare in una conferenza stampa l&#8217;82 esima edizione di Pitti Uomo in programma dal 19 al 22 giugno 2012. Cauti nel loro ottimismo. Gaetano Marzotto Presidente di Pitti Immagine, riconosce che rispetto al 2009 la situazione è migliorata, ma solo grazie al buon andamento dei mercati asiatici, compresa la Corea del Sud, che scelgono l&#8217;abbigliamento griffato italiano; più critica la situazione a monte della filiera per i produttori di filati e tessuti. Secondo i dati forniti da SMI e riferiti da Gaetano Marzotto, nel primo trimestre 2012, il fatturato nazionale ha registrato un -4,6%, mentre quello estero è cresciuto del 5,5%. Forse questa è la ragione per cui Raffaello Napoleoni amministratore delegato di Pitti Immagine confessa di non aspettarsi “ grandi numeri dai buyer italiani, si invece ottime performance dai compratori esteri”. Comunque i numeri di Pitti ‘82 sono 1024 marchi/collezioni,  di cui 374 (il 36% del totale) provenienti dall’estero e  70 quelle previste per Pitti Woman, il salone-evento dedicato ai progetti di moda donna”.</p>
<p style="text-align: justify;">Pitti Uomo, “la piattaforma più importante a livello internazionale per le collezioni di abbigliamento e accessori uomo e per il lancio di nuovi progetti sulla moda maschile”, ha scelto come tema, condiviso con tutti i saloni estivi, il <strong>food</strong> con una interessante motivazione: quella di “ ri-appropriarsi di motivi fondamentali del vivere e del convivere che suggeriscono anche motivi di re-invenzione dell’estetica e dell’ecologia nostra e del panorama urbano”.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_25581" class="wp-caption alignright" style="width: 280px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/PI_news-carousel_wonderfoodpitti.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25579];player=img;" title="food e pitti"><img class=" wp-image-25581 " title="food e pitti" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/PI_news-carousel_wonderfoodpitti-300x225.jpg" alt="Gli spaventa passeri" width="270" height="203" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Gli spaventa passeri di Pitti &#8217;82</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente Pitti interpreterà il tema del food con ironia ma anche con grande inventiva, sempre di impatto in modo che il messaggio sia molto chiaro. Il piazzale della Fortezza da Basso sarà trasformato in appezzamenti di terreno coltivano  con tanto di frutta e verdura di stagione, sorvegliato &#8211; il messaggio è esplicito- da 30 spaventapasseri. Ed ecco un’altra interessante “trovata” per coinvolgere gli espositori: gli spaventapasseri saranno vestiti con gli abiti che per loro confezioneranno altrettanti brand tra quelli che saranno presenti tra gli espositori.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi le 11 sezioni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Pitti uomo</span></strong> dove si incontrano tradizione ed innovazione; sartorilità e contemporaneità</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Por Up Store, </strong>un miscuglio di prodotti, dai cosmetici alle <strong> </strong>scarpe, borse, gioielli, occhiali ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Futuro Maschile</strong> laboratorio di ricerca sulle nuove espressioni del formale</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Make </strong>alla riscoperta dell’artigianato e del “su misura”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Touch </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altro uomo</strong> collezioni ed accessori per una creatività internazionale d’avanguardia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>New Beat(S)</strong> i giovani designer c tra i più interessanti oggi nel panorama del fashion che si presentano al primo appuntamento con il pubblico internazionale proprio a Pitti Uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sport &amp;Sport</strong> protagonista e lo sportswear</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ynforma</strong>l protagonista l’abbigliamento informale</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Urban Panorama </strong> protagonista è il denim una certa <strong>patina vintage</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>My Factory spazio per stili emergenti</strong>,nel segmento urban e sportswear.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine gli eventi speciali</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CARVEN</strong> il brand francese  guidato da Guillaume Henry è menswear guest designer a Pitti uomo ’82.</p>
<p style="text-align: justify;">La maison <strong>Valentino</strong> per la seconda volta consecutiva<strong> p</strong>resenterà la sfilata della collezione Valentino Uomo Primavera/Estate 2013</p>
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		<title>Vestirsi per la rivoluzione</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Caricilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Capitol City]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Cordella]]></category>
		<category><![CDATA[Cinna]]></category>
		<category><![CDATA[Hunger Games]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Lawrence]]></category>
		<category><![CDATA[Judianna Makovsky]]></category>
		<category><![CDATA[Katniss Everdeen]]></category>
		<category><![CDATA[Mietitura]]></category>
		<category><![CDATA[Panem]]></category>
		<category><![CDATA[Peeta Mellark]]></category>
		<category><![CDATA[Ragazza in fiamme]]></category>
		<category><![CDATA[Reality show]]></category>
		<category><![CDATA[Tributi]]></category>

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		<description><![CDATA[In una realtà distopica e postapocalittica, sulle rovine del Nord America sorge la nazione di Panem, soggiogata al potere della ricca Capitol City. Come monito per una ribellione scoppiata molto tempo prima, la nazione divisa in 13 distretti - di cui solo 12 rimasti funzionanti - è costretta ogni anno ad inviare in città 24 tributi (un ragazzo e una ragazza per ogni distretto) dai 12 ai 18 anni per partecipare agli Hunger Games, il reality show più amato e seguito dagli abitanti di Capitol City. Reality che non ha il solo scopo di soddisfare il voyeurismo malato degli spettatori, ma anche e soprattutto quello di esercitare un controllo politico sui distretti, un modo per mantenere l'ordine e stringere sempre più la morsa attorno al collo dei più deboli e sofferenti.
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25575" class="wp-caption alignleft" style="width: 226px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/katniss-e-peeta-fuoco.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25574];player=img;" title="Katniss e Peeta alla sfilata dei Tributi"><img class=" wp-image-25575  " title="Katniss e Peeta alla sfilata dei Tributi" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/katniss-e-peeta-fuoco-300x290.jpg" alt="Katniss e Peeta alla sfilata dei Tributi" width="216" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Katniss e Peeta alla sfilata dei Tributi</p></div>
<p style="text-align: justify;">In una realtà distopica e postapocalittica, sulle rovine del Nord America sorge la nazione di Panem, soggiogata al potere della ricca Capitol City. Come monito per una ribellione scoppiata molto tempo prima, la nazione divisa in 13 distretti &#8211; di cui solo 12 rimasti funzionanti &#8211; è costretta ogni anno ad inviare in città 24 tributi (un ragazzo e una ragazza per ogni distretto) dai 12 ai 18 anni per partecipare agli Hunger Games, il reality show più amato e seguito dagli abitanti di Capitol City. Reality che non ha il solo scopo di soddisfare il voyeurismo malato degli spettatori, ma anche e soprattutto quello di esercitare un controllo politico sui distretti, un modo per mantenere l’ordine e stringere sempre più la morsa attorno al collo dei più deboli e sofferenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I tributi verranno addestrati, restaurati, intervistati, manovrati come burattini e trasformati in celebrities tutte glamour e sorrisini, per poi essere condotti in un’arena dove dovranno combattere fino alla morte gli uni contro gli altri, finché non ne rimarrà soltanto uno. Sebbene possa sembrare assurdo, non sono solo le armi e la preparazione atletica a contare. Ogni tributo è infatti seguito da uno staff di estetisti e parrucchieri, ma soprattutto da uno stilista che ne cura il look in maniera ossessiva. Sì, perché nel circo di assurdità che si rivelano essere gli Hunger Games, il giusto look può salvarti la vita. Una fase cruciale della sfida infatti avviene ben prima che i concorrenti accedano all’arena: si tratta di conquistare sponsor apparendo al meglio del proprio aspetto, perché gli sponsor sono i ricchi abitanti di Capitol City e, se si riesce ad attirare la loro attenzione, si verrà ricompensati con doni inviati da piccoli paracadute direttamente nell’arena, quando un fiammifero o un po’ d’acqua possono fare la differenza tra la vita e la morte.</p>
<div id="attachment_25576" class="wp-caption alignright" style="width: 188px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/katniss-interview.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25574];player=img;" title="Katniss durante l'intervista"><img class=" wp-image-25576 " title="Katniss durante l'intervista" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/katniss-interview-223x300.jpg" alt="Katniss durante l'intervista" width="178" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Katniss durante l&#39;intervista</p></div>
<p style="text-align: justify;">A Katniss Everdeen (interpretata magistralmente dalla bellissima e talentuosa Jennifer Lawrence) e Peeta Mellark, i tributi del distretto 12 – il distretto dei minatori – ci pensa Cinna, promettente stilista di Capitol City, ma ben lontano dagli eccessi che il gusto cittadino impone. Alla sfilata in cui i Tributi vengono presentati per la prima volta agli sponsor, il distretto 12 è sempre stato penalizzato: l’obiettivo infatti è quello di richiamare alla mente il territorio di appartenenza, e così il giovani del 12 si sono sempre ritrovati sporchi di carbone con addosso informi tute da minatore, incapaci di attirare l’attenzione. Ma Cinna ha pensato a qualcosa di diverso per Peeta e Katniss: li veste con aderenti tute di pelle nera, austere e seducenti allo stesso tempo, che verranno accese durante la sfilata, facendo fiammeggiare le spalle dei due Tributi e offrendo uno spettacolo mai visto prima. Katniss si guadagna così il soprannome di “Ragazza in Fiamme” e l’attenzione della platea. E Cinna coglie il suggerimento, preparando un costume mozzafiato per l’intervista singola della coraggiosa ma riservata Katniss: un abito lungo rosso fuoco, elegantissimo, con una cascata di diamanti sulla spalla che, riflettendo i bagliori delle luci sul palco, sembrano tante piccole scintille. Ma il coupe de theatre arriva quando la ragazza dichiara di indossare ancora le sue fiamme e, alzatasi in piedi, fa una piroetta: ecco che la gonna si apre, rivelando lingue di stoffa gialle e nere, brillando e ondeggiando come un falò in una notte estiva. Il pubblico è estasiato, gli spettatori in sala anche, e la nostra eroina si conquista così l’appoggio degli sponsor.</p>
<div id="attachment_25577" class="wp-caption alignleft" style="width: 195px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/effie.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25574];player=img;" title="Effie Trinket, abitante di Capitol City"><img class=" wp-image-25577 " title="Effie Trinket, abitante di Capitol City" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/effie-264x300.jpg" alt="Effie Trinket, abitante di Capitol City" width="185" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Effie Trinket, abitante di Capitol City</p></div>
<p style="text-align: justify;">La descrizione dell’abito resa così bene da Suzanne Collins, l’autrice del romanzo da cui è tratta la pellicola, prende vita grazie all’arte di Christian Cordella, costumista di origini salentine emigrato all’estero per cercare fortuna. Non sono solo questi due costumi – realizzati in collaborazione con la costumista Judianna Makovsky – a raccontarci il talento di Cordella. I costumi del film sono in uno strano equilibrio tra atmosfere futuristiche e secondo dopoguerra. Gli abitanti di Capitol City indossano colori sgargianti, accessori bizzarri, abiti kitsch. Tingono capelli e sopracciglia di fuxia accesi, blu elettrici o accecanti gialli, si truccano tanto da somigliare a maschere grottesche, e ben rappresentano l’ostentazione dei ricchi abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contrasto con la popolazione di Panem è ancora più evidente: i loro abiti sono scuri, richiamano i colori dei boschi che circondano le loro case, niente trucchi o gioielli, nessun fronzolo. E alla cerimonia della Mietitura (quando vengono estratti i nomi dei Tributi che parteciperanno ai giochi), dove il governo impone che ci si presenti al meglio, col vestito più bello, il distretto 12 è una macchia indistinta di bianco sporco, azzurro e grigio. Colori freddi, spenti, che richiamano alla mente le tristi immagini dei deportati nei campi di concentramento. Ogni abito diventa espressione di altro: stati d’animo, provocazioni, critiche… il tutto senza forzature, dando un forte contributo alla narrazione.</p>
<div id="attachment_25578" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/mietitura.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25574];player=img;" title="La cerimonia della Mietitura"><img class=" wp-image-25578 " title="La cerimonia della Mietitura" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/mietitura-300x126.jpg" alt="La cerimonia della Mietitura" width="240" height="101" /></a><p class="wp-caption-text">La cerimonia della Mietitura</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sebbene il contenuto della pellicola possa sembrare così lontano dalla nostra realtà e gli abitanti di Capitol City così degni di biasimo, siamo così diversi noi che godiamo dell’aggressività scaturita dalle tifoserie dei concorrenti dei reality? Ci distinguiamo quando ci sintonizziamo per vedere persone abituate alla civiltà immergersi in contesti selvaggi ed esercitarsi alla sopravvivenza? O quando tutto quello che aspettiamo è lo sbocciare di una storia d’amore in diretta tv? E il vezzo di pitturarsi le ciglia di rosa confetto solo per attirare l’attenzione, non è forse simile agli abusi di silicone della nostra società?</p>
<p style="text-align: justify;">Katniss diventa così simbolo di una ribellione non solo cinematografica; accende un’eco di interrogativi nei nostri cuori e ci consegna un messaggio: anche una sola piccola scintilla può causare un incendio.</p>
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		<title>Concorso &#8220;Roberto Capucci per i giovani designer&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 13:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Concorso per giovani designer]]></category>
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		<category><![CDATA[creatività ]]></category>
		<category><![CDATA[Imore]]></category>
		<category><![CDATA[Moda e Modi]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Capucci]]></category>
		<category><![CDATA[“Roberto Capucci per i giovani designer. Oltre (a)gli abiti – Il design prende una nuova piega”]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Moda e Modi (www.modaemodi.org) e la rivista on line IMORE (www.imore.it) lanciano un concorso per giovani designer che vede protagoniste le opere –abiti scultura- [...]
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<p style="text-align: justify;">L&#8217;Associazione Moda e Modi (<a href="www.modaemodi.org" target="_blank">www.modaemodi.org</a>) e la rivista on line IMORE (<a href="http://www.imore.it" target="_blank">www.imore.it</a>) lanciano un concorso per giovani designer che vede protagoniste le opere –abiti scultura- di Roberto Capucci.<br />
Tutte le notizie sul concorso sono reperibili a partire dal 23 aprile 2012 al seguente indirizzo <a href="http://www.concorsocapucci.org" target="_blank">www.concorsocapucci.org</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma facciamo un po&#8217; di storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco più di un anno fa -dalle pagine della nostra rivista IMORE, attraverso la rubrica Questioni di stile che vedeva protagonista un maestro della moda italiana, Roberto Capucci- ponevamo una serie di domande sul tema della creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è la creatività?</p>
<p style="text-align: justify;">Le statistiche ci indicavano che per i giovani &#8211; a cui erano rivolti gli interrogativi &#8211; la creatività è innanzitutto talento naturale, ma alimentato da studio, ricerca, esperienza; è capacità di cogliere ed esprimere un cambiamento, anzi di anticipare il cambiamento e quindi è innovazione, ma anche rivisitazione – conoscenza quindi &#8211; della tradizione, di ciò che è già stato “sperimentato”. Quindi niente che abbia da spartire con ciò che è strano, bizzarro, o trasgressivo che renderebbe non utile ed efficace il pensiero, l’oggetto, il comportamento nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui è nata l’idea di lanciare un concorso che potesse essere di stimolo alla creatività di giovani designer. Così, promosso dall’Associazione Moda e Modi, dalla Rivista on line <a href="www.imore.it" target="_blank">www.imore.it</a> e dalla Fondazione Capucci, dal 23 aprile parte il concorso “Roberto Capucci per i giovani designer. Oltre (a)gli abiti – Il design prende una nuova piega”. Giovani talenti del design e anche della moda si cimenteranno nella realizzazione di creazioni ispirate agli abiti-scultura di Capucci segnalati come fonte di ispirazione: gli elaborati selezionati saranno esposti durante il Salone del Mobile di aprile 2013 (9-14 aprile) accanto ai bozzetti e agli abiti scultura di Roberto Capucci scelti dagli organizzatori come fonte di ispirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti al concorso saranno selezionati attraverso un bando rivolto a giovani designer italiani (18-35 anni) e agli alunni delle scuole di design italiane e giudicati da un comitato presieduto da Roberto Capucci. Saranno anche accolte partecipazioni di designer non italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli iscritti avranno la possibilità di elaborare dei manufatti ispirandosi alle caratteristiche degli abiti-scultura di Capucci con la massima libertà nell’uso dei materiali e nelle tecniche di lavorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le notizie sul concorso sono reperibili a partire dal 23 aprile 2012 al seguente indirizzo <a href="http://www.modaemodi.org/concorsocapucci/" target="_blank">www.concorsocapucci.org</a>.</p>
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		<title>La bella moda di sedersi sull&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Sbolzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[MO.D.A.A]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Molinari]]></category>
		<category><![CDATA[Blumarine]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Tolomeo]]></category>
		<category><![CDATA[Hermés]]></category>
		<category><![CDATA[Moda e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Ottavio Missoni]]></category>
		<category><![CDATA[Pitti]]></category>
		<category><![CDATA[sedie scultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’artista cara alle muse della moda. Questa è Carla Tolomeo, pittrice, scultrice, ceramista, incisore, scrittrice, che dal suo primo maestro Giorgio De Chirico ha ereditato la cultura e la sensibilità per le metamorfosi della natura e dell’animo umano. Per lei tutto è trasformazione e nulla esiste che non sia distillato nella coscienza onirica per poi [...]
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<p style="text-align: justify;">Un’artista cara alle muse della moda. Questa è Carla Tolomeo, pittrice, scultrice, ceramista, incisore, scrittrice, che dal suo primo maestro Giorgio De Chirico ha ereditato la cultura e la sensibilità per le metamorfosi della natura e dell’animo umano. Per lei tutto è trasformazione e nulla esiste che non sia distillato nella coscienza onirica per poi materializzarsi oltre l’illusorio velo di Maya.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fashion system ha fatto di lei anche una designer nonché una visual merchandiser d’eccellenza, visto che l’avventura in questo mondo iniziò in virtù di una collaborazione con Anna Molinari di Blumarine, che nel 2000 le commissionò le sedie-scultura “Rose Chair” esposte in tutte le boutique del pianeta del celebre brand emiliano. Invece, con i tessuti realizzati ad hoc da Ottavio Missoni la Tolomeo creò e mise in mostra presso lo Studio Cappellini a Milano alcune sedie-scultura che incantarono il pubblico (quella per le sedie fu una passione bruciante che la coinvolse sin dalla metà degli anni ’90). Fu quindi la prestigiosa casa francese Hermès, nella persona dell’art director Leyla Menchari, a volerla nel 2002 per il progetto delle proprie vetrine parigine di Faubourg Saint-Honorè nel periodo natalizio: un trionfo di magia e colore! Da allora 4 sue sculture sono stabilmente collocate presso il Museo Hermès. Poi nel 2003 l’artista ideò per le lussuose hall e gli storici ambienti dell’hotel parigino “Le Meurice” strepitosi mobili-scultura che hanno conferito un tocco di trasgressione all’atmosfera. Non a caso fece il giro del mondo la foto di Dita von Teese ospite dell’hotel, che fu la prima celebrity a sedersi sul fiabesco divano rosa concepito dalla fantasia di Carla Tolomeo.</p>
<div id="attachment_25561" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/2007-red-rose.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25559];player=img;" title="2007 red rose"><img class=" wp-image-25561 " title="2007 red rose" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/2007-red-rose-300x200.jpg" alt="2007 red rose" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">2007 red rose</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da anni Carla Tolomeo porta avanti un suo personalissimo itinerario artistico che, pur spaziando in vari ambiti, dall’iniziale vocazione metafisica si dirige puramente verso la sperimentazione “giocosa” di forme e materiali, aspirando a trasformare certi oggetti quotidiani in opere d’arte sì fastose e raffinate, ma fruibili, che sembrano arrivate come un grato dono da un Eden felice, popolato di fiori, frutti, foglie, animali arcobaleno, solo per recare agli uomini allegria e felicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vedano, appunto, le sue meravigliose sedie che concentrano molteplici riferimenti letterari ed echi di culture lontanissime. Così le ha descritte lei medesima: “Quasi sempre la struttura è verticale, totemica, cerca il cielo come la natura stessa insegna, in infinite variazioni da musica barocca, che sale sempre simile a se stessa e sempre diversa e sempre più in alto, aspirando a qualcosa che è perfetta armonia… Perché in questa operazione di puro piacere io non faccio che raccontarmi la mia vera vita, le mie esperienze più profonde che attraverso il viaggio mi hanno portata alla rivelazione di me e della mia creatività…”.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, una sedia per Carla Tolomeo non è solo un pezzo d’arredo su cui sedersi, ma rappresenta una sorta di “medium” (e nello stesso tempo di messaggio in senso mcluhaniano) per accedere ad un universo parallelo, quasi il <em>Wonderland</em> di Alice, dove l’eleganza della struttura si arricchisce di suggestioni oscillanti tra passato e presente per dare diletto alla mente ed al corpo: “per restituire al quotidiano l’uso della bellezza, dei materiali nobili, per dare brividi con il velluto e suggerire attese toccando il raso di seta…” spiega l’artista.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre che per le sedute,la Tolomeoè celebre per le sue ceramiche policrome ispirate al bestiario fantastico di Borges e per i bianchi marmi astratti che con la loro “leggerezza” sembrano sfidare le leggi della fisica.</p>
<div id="attachment_25562" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/2008-totemgreen-parrots_3.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25559];player=img;" title="2008 totemgreen parrots"><img class=" wp-image-25562 " title="2008 totemgreen parrots" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/2008-totemgreen-parrots_3-200x300.jpg" alt="2008 totemgreen parrots" width="160" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">2008 totemgreen parrots</p></div>
<p style="text-align: justify;">Carla resta comunque la chair-lady, “ideologa” dell’oggetto utile&amp;banale che può farsi arte se a colorarlo, strutturarlo, ornando, vestirlo provvede uno spirito creativo come il suo. Lei stessa, infatti, “confeziona” le sue opere, selezionando tessuti, colori, paillettes, pattern, che poi lavora di persona ricamandoli e decorandoli con la passamaneria.</p>
<p style="text-align: justify;">Presente nelle principali rassegne internazionali di arte contemporanea, importanti musei, prestigiose gallerie e spazi pubblici, Carla Tolomeo ha un rapporto speciale con Milano, dove tra l’altro ha curato l’installazione dell’originale mosaico della stazione della metropolitana di Bisceglie ed ha dipinto il quadro “L’albero della Giustizia”  per il Palazzo di Giustizia (si tratta una tela ad olio di25 metriquadrati, i cui disegni preparatori sono stati acquisiti dal Museo Nazionale di Budapest).</p>
<p style="text-align: justify;">Carla si è anche dedicata con successo all’incisione, realizzando numerose lastre per i “bestiari” di Borges e Montale, quindi lasciandosi ispirare da Baudelaire, Casanova, Dante, Verlaine ecc., non disegnando nel contempo la pittura ad acquerello affascinata dal Petrarca.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ultime sue “grate fatiche” riguardano Pitti Firenze, dove è stata inviata da Linea Più con 5 mega-installazioni, la collaborazione con primari brand internazionali, la messa a punto di ben 40 sculture per l’Asia Museum di Seoul, la preparazione dell’intervento alla prossima mostra alla Triennale di Milano su invito di Gillo Dorfles, la scrittura del romanzo “La volpe monca”, l’esposizione al Museo Piaggio di Pontedera (accanto alle splendide ceramiche del filippino Richard Gabriel di cui lei stessa è “musa”)… e molto altro, a conferma del fatto che ci troviamo di fronte ad un’artista “integrale” in senso rinascimentale, a tutto tondo come una sua scultura.</p>

<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/the-hand-3.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-25559];player=img;' title='the hand ' title="the hand"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/the-hand-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="the hand" title="the hand" /></a>
<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/n-14-lunelune-1.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-25559];player=img;' title='lunelune 1' title="lunelune 1"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/n-14-lunelune-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lunelune 1" title="lunelune 1" /></a>
<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/n13-lune-lune-divano-nero.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-25559];player=img;' title='lune lune divano nero' title="lune lune divano nero"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/n13-lune-lune-divano-nero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lune lune divano nero" title="lune lune divano nero" /></a>
<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/me-and-cici.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-25559];player=img;' title='Carla Tolomeo' title="Carla Tolomeo"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/me-and-cici-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carla Tolomeo" title="Carla Tolomeo" /></a>
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		<title>Il mito Schiaparelli rivive grazie a Diego Della Valle</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Caricilli</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">Nacque a Roma nel 1890, negli anni ’20 si trasferì a Parigi, dove aprì una casa di moda. Il rosa shocking, i tessuti a simulare un ritaglio di giornale, le farfalle, la boccetta di profumo a forma di busto sartoriale, l’abito “lacrima” ispirato a Salvador Dalì, il celeberrimo cappello-scarpa col tacco che punta verso l’alto – e che le ha fatto guadagnare l’associazione ai Surrealisti… Elsa Schiaparelli non fu una semplice stilista. Scomparsa più di 60 anni fa, continua ad essere una fonte d’ispirazione per i designer di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1927 presentò la sua prima collezione di sportwear, ma è negli anni ’30 che si forma l’immagine della Schiaparelli, fatta di una femminilità impalpabile, vaporosa, poetica, che l’ha resa celebre. I suoi modelli sono ricchi di fantasia, talvolta eccentrici, eppure sempre equilibrati e ben proporzionati; accompagnano le curve del corpo della donna senza mortificarne la figura. Le sue più belle collezioni le firmò tra il 1935 e il 1940, declinando svariati temi e ispirandosi a mondi tanto diversi tra loro: il circo, la commedia dell’arte, l’astrologia, le farfalle,la Veneredel Botticelli… La sua non fu mai solo moda: fu incanto, cultura, passione.</p>
<p style="text-align: justify;">A riconoscere il grande talento della Schiaparelli fu Coco Chanel, designandola come sua più grande rivale, temendo e “odiando” quell’italiana che si trasferì a Place Vendome, nella sua Parigi, per brillare.</p>
<p style="text-align: justify;">Che il successo della Schiaparelli non fosse destinato a tramontare potevamo immaginarlo – complice anche la mostra appena inaugurata al Metropolitan di New York “Schiaparelli and Prada: Impossibile conversations” -, quello che invece ci coglie di sorpresa è l’annuncio della rinascita della maison. Il progetto è di Diego Della Valle, patron di casa Tod’s, che ha già dimostrato la sua abilità con il rilancio delle calzature francesi Roger Vivier. L’imprenditore aveva acquistato gli archivi e i diritti di Elsa Schiaparelli nel 2007, e ora riparte da Parigi per far rivivere il mito.</p>
<div id="attachment_25555" class="wp-caption alignright" style="width: 201px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Sketch-2-Schiaparelli.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25553];player=img;" title="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod's"><img class=" wp-image-25555 " title="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod's" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Sketch-2-Schiaparelli-212x300.jpg" alt="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod's" width="191" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#39;s</p></div>
<p style="text-align: justify;">A giugno, durante la settimana della Haute Couture, sarà inaugurata la sede della Maison Schiaparelli al 21 di Place Vendome, nello stesso edificio dove, nel lontano 1935, la stilista aveva aperto il suo atelier. Lo storico indirizzo sarà ristrutturato in chiave contemporanea, pur conservando il fascino storico dell’atelier.</p>
<p style="text-align: justify;">Farida Khelfa, attrice francese originaria dell’Algeria con un passato da modella, sarà l’ambasciatrice della Maison. Già musa di Jean Paul Gautier e di Azzedine Alaïa, la Khelfa incarna oggi la capacità di interpretare l’avanguardia degli abiti con la sua forte personalità. “E’ con grande entusiasmo ed orgoglio che ho scelto di rappresentare Schiaparelli. La prima designer che ha fuso arte della moda conla Haute Couture, ed ha ispirato così tanti designer fino ad oggi”, ha commentato l’attrice.</p>
<p style="text-align: justify;">A settembre la presentazione dello stilista, non ancora nominato. Voci di corridoio fanno i nomi di Rodolfo Paglialunga e John Galliano; il primo artefice del rilancio di Madeline Vionnet, il secondo ex direttore creativo di Dior, licenziato a marzo dell’anno scorso dopo l’incresciosa vicenda degli insulti razziali.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi prodotti del nuovo marchio saranno presentati a febbraio 2013, e il marchio promette collezioni speciali sia negli abiti che per profumi e cosmetici, con grande attenzione agli accessori – da sempre punto focale delle creazioni Schiaparelli. “Una traduzione fedele ma molto moderna inseguirà il vero obbiettivo dell’operazione: recuperarne il ‘sogno’ e tutta la sua modernità”, assicura Diego Della Valle “Nessuna rincorsa ai tempi commerciali del mondo della moda, ma un lavoro che punti al meglio, nel gusto e nella qualità, con tutta la calma necessaria per farlo”.</p>

<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Shocking-photos-by-Christophe-Roué.jpeg' rel='shadowbox[sbalbum-25553];player=img;' title='Shocking- photo by Christophe Roué courtesy Tod&#039;s' title="Shocking- photo by Christophe Roué courtesy Tod&#039;s"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Shocking-photos-by-Christophe-Roué-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Shocking- photo by Christophe Roué courtesy Tod&#039;s" title="Shocking- photo by Christophe Roué courtesy Tod&#039;s" /></a>
<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Sketch-Schiaparelli.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-25553];player=img;' title='Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s' title="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Sketch-Schiaparelli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s" title="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s" /></a>
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<a href='http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Sketch-2-Schiaparelli.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-25553];player=img;' title='Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s' title="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s"><img width="150" height="150" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Sketch-2-Schiaparelli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s" title="Bozzetto Elsa Schiaparelli - ph. courtesy Tod&#039;s" /></a>
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		<title>Mercato del Lusso: l&#8217;Osservatorio Altagamma conferma una crescita per il 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 12:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 7 maggio 2012, come da tradizione, presso il Museo della Scienza e della tecnologia di Milano si è svolto l’aggiornamento primaverile dell’Osservatorio Altagamma. Claudia D’Arpizio, partner di Bain&#38;Co., e Armando Bianchini, Segretario Generale di Fondazione Altagamma, hanno presentato gli aggiornamenti del Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali e del Consensus Altagamma, in collaborazione con analisti [...]
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<p style="text-align: justify;">Lunedì 7 maggio 2012, come da tradizione, presso il Museo della Scienza e della tecnologia di Milano si è svolto l’aggiornamento primaverile dell’Osservatorio Altagamma.</p>
<p style="text-align: justify;">Claudia D’Arpizio, partner di Bain&amp;Co., e Armando Bianchini, Segretario Generale di Fondazione Altagamma, hanno presentato gli aggiornamenti del Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali e del Consensus Altagamma, in collaborazione con analisti internazionali specializzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Monitor conferma che la progressione delle vendite di beni di lusso non si arresterà, fatta eccezione per i mercati di Spagna, Giappone e Italia. Anche se, per quanto riguarda il Bel Paese, Armando Bianchini dichiara: “L’Italia è particolarmente fragile, ma nelle città turistiche quali Roma, Firenze, Venezia e Milano può contare su un flusso importante di clienti esteri”. In ogni caso, il mercato mondiale del lusso dovrebbe passare a più di 200 miliardi di euro nel 2012 – ricordiamo che il 2011 ha visto una crescita di 191 miliardi – con una crescita stimata del 6-7% a tassi di cambio costanti.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_25551" class="wp-caption alignright" style="width: 170px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/232.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25549];player=img;" title="Osservatorio Altagamma"><img class=" wp-image-25551 " title="Osservatorio Altagamma" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/232-200x300.jpg" alt="Osservatorio Altagamma" width="160" height="240" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Osservatorio Altagamma</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">In queste circostanze, non si conferma valida la distinzione tra mercati maturi ed emergenti per analizzare l’andamento in diverse aree geografiche; i cosiddetti mercati maturi hanno performance in antitesi: escludendo i casi di Italia, Spagna e Giappone, il resto d’Europa e gli Stati Uniti si dimostrano solidi – con un peso crescente dei Paesi dell’Est grazie ai flussi turistici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è la Cina che continua ad essere il motore della crescita, con un tasso del 18-22% nel 2011. Claudia D’Arpizio conferma: “Questo mercato continuerà ad offrire un enorme tasso di crescita nei prossimi anni. I cinesi rappresentano il 20% dei consumi mondiali del lusso nel mondo e la totalità dell’Asia più del 50%”. Grandi aspettative anche per l’India, vista come la più grande opportunità di sbocco per le griffe di lusso nei prossimi 10 anni, che mostra una crescita del 15-20%. L’invito è a prestare attenzione anche ad alcuni nuovi mercati emergenti, come Sud Africa, Asia Centrale e Sud Est asiatico – in particolare Indonesia e Vietnam.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservando le categorie di prodotto, si nota che sono gli accessori a coprire la fetta maggiore del mercato – sia gioielli e orologi che pelletteria. L’abbigliamento fatica ad affermarsi, sfidato nuovamente dai brand fast fashion.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aggiornamento del Consensus Altagamma conferma una crescita del margine operativo lordo (EBITDA) del 10% per il 2012.</p>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Museo Balenciaga]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25541" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/2ingles.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25540];player=img;" title="2ingles"><img class="size-medium wp-image-25541" title="2ingles" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/2ingles-300x203.jpg" alt="Locandina del corso" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina del corso</p></div>
<p style="text-align: justify;">Partire dal passato, immergersi nelle principali correnti artistiche, trarre spunti da esse per realizzare un book di schizzi che siano fonte di ispirazione per un abito in materiale non tradizionale (cartone, carta per cartamodello, ecc.) a sua volta ispirazione per altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche attingere ad una visione interdisciplinare in cui stilismo, musica, scenografia, sfilate immettono nel quadro di riferimento delle più recenti tendenze della moda.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono questi gli obiettivi di due workshop promossi da Bilboost/Art&#038;Fashion assieme all&#8217;Università UPV/EHU, Università dei Paesi Baschi e Creativity Zertrum una associazione senza fini di lucro che si propone di promuovere le industrie della creatività. Tre giorni di lavoro pratico per mettere alla prova la propria creatività e trasferirla negli schizzi sotto la guida dei docenti. Indirizzati a studenti di disegno di moda o comunque a chi, vicino al mondo della moda, voglia cimentarsi e rendere operativi concetti ed idee nuove.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_25542" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/20120420-myth-reality-en.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25540];player=img;" title="20120420-myth-reality-en"><img class="size-medium wp-image-25542" title="20120420-myth-reality-en" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/20120420-myth-reality-en-300x203.jpg" alt="Locandina del corso" width="300" height="203" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Locandina del corso</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il workshop <strong>Disegno creativo</strong> è in programma nei giorni 25,26,27 giugno; il secondo <strong>Miti e realtà della moda</strong> si svolgerà il 3,5,5 luglio. Ambedue avranno come scenario il Museo Balenciaga.</p>
<p style="text-align: justify;">Bilboost <a href="http://www.bilboost.com/">www.bilboost.com</a> è un portale dedicato ai giovani stilisti. Una vera piattaforma virtuale in grado di facilitare per i giovani il contatto con il mondo del lavoro specifico e di dare un impulso alla loro capacità imprenditoriale. Mostrare il proprio portfolio, farsi conoscere, rafforzare il brand, offrire opportunità più ampie di migliorare la propria carriera professionale attraverso le nuove tecnologie: i sono i servizi più globali che il portale vuole offrire ai giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni sui corsi</p>
<p><a href="http://www.bilboost.com/news/article/425/2012/4/12/?title=Sign-up-now">http://www.bilboost.com/news/article/425/2012/4/12/?title=Sign-up-now</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mosaico di moda</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Sbolzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura di Moda]]></category>
		<category><![CDATA["Villa Necchi: dettagli di vista e nuove visioni 2012"]]></category>
		<category><![CDATA[Caruso Spa]]></category>
		<category><![CDATA[China Garments Co]]></category>
		<category><![CDATA[eleganza maschile]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Gianfranco Ferrè]]></category>
		<category><![CDATA[Missoni]]></category>
		<category><![CDATA[Moda e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Moda uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Ottavio Missoni]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Mobile 2012]]></category>
		<category><![CDATA[SheJi-Sorgere]]></category>
		<category><![CDATA[Soragna]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Necchi Campiglio]]></category>
		<category><![CDATA[“Il genio del colore”]]></category>
		<category><![CDATA[“Milano capitale della moda dal Quattrocento ai giorni nostri”]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<div id="attachment_25536" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/cinese.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25535];player=img;" title="Uomo d'affari cinese"><img class=" wp-image-25536 " title="Uomo d'affari cinese" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/cinese-300x200.jpg" alt="Uomo d'affari cinese" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Uomo d&#39;affari cinese</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">LA NUOVA VIA DELLA SETA PASSA PER SORAGNA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">La notizia suona paradossale, rasentando l’ossimoro. Dopo tanti mantra all’indirizzo degli articoli italiani fabbricati in Cina, ecco che ora è nato il primo fashion brand cinese interamente prodotto in Italia: è SheJi-Sorgere, nome che evoca i colori della terra e la sua fertilità. A tirare le fila di questa mini rivoluzione culturale sono la China Garments Co., società a partecipazione statale, quotata alla Borsa di ShenZhen, e la Caruso Spa di Soragna (nel Parmense), in listino a Piazza Affari a Milano. Scopo dell’operazione è realizzare capi maschili d’alta gamma per l’élite economica ed intellettuale del Paese asiatico, dove sono oltre tre milioni i cittadini considerati “affluent”. Costoro, dopo aver sperimentato gli abiti dei grandi stilisti occidentali per ansia di autostima e legittimazione, sono ora desiderosi di un total look di manifattura eccellente come quella italiana ma con un concept tutto mandarino. Lo stile di questo menswear è sobrio e raffinato, con cuciture preziose, fili d’oro a disegnare i gessati, bottoni sofisticati, particolari curati in modo maniacale, tessuti di pregio (cashmere, seta, velluto, pelliccia), per gente che ormai conosce bene l’essenza del vero lusso, anche se vuole continuare ad indossare completi-uniformi, giacche “alla coreana”, colli alti, colori spenti. L’importante è che siano “luxury” ed interpretino alla perfezione il nuovo “power suit”. Ricordiamo, per inciso, che nella fabbrica di Caruso a Soragna lavorano oltre 600 addetti, artigiani di grande professionalità capaci di dar vita a 2000 prototipi sartoriali per stagione. W la Cina made in Italy!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; </span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<div id="attachment_25538" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/villa_necchi_campiglio_500.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25535];player=img;" title="Villa Necchi Campiglio"><img class=" wp-image-25538 " title="Villa Necchi Campiglio" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/villa_necchi_campiglio_500-300x207.jpg" alt="Villa Necchi Campiglio" width="240" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Villa Necchi Campiglio</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO NEL DESIGN DI VILLA NECCHI</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">Far rivivere lo stile originale della famiglia alto-borghese Necchi Campiglio, che nella Milano della prima metà del XX secolo si distinse per l’affascinante vita dei suoi componenti all’insegna della squisitezza nella moda e nell’arredamento: questo è l’obiettivo che si propone la mostra “Villa Necchi: dettagli di vista e nuove visioni 2012”, allestita nelle raffinate stanze della dimora stessa (costruita nel cuore del capoluogo lombardo negli anni ’30 su progetto dell’arch. Piero Portaluppi). Ad organizzare l’evento, in programma dal 13 Aprile al 6 Maggio (in occasione del Salone del Mobile che pervade l’intera Milano), è il FAI (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton. Vi si trovano esposti i prototipi di oggetti di design, moda, arredo, concepiti ad hoc dal team dei giovani creativi di Fabrica ispirati alla storia, all’architettura ed agli accessori autentici della Villa. Così, tra piatti che richiamano gli affreschi delle volte dei soffitti, porta-iPad in pelle lavorata artigianalmente, attrezzi da caminetto con base di marmo, sedie in cuoio e tavoli che ricordano quelli da gioco, i visitatori non possono che sentirsi coinvolti nel “dialogo” tra oggetti del presente e del passato che si incontrano, esaltando i particolari. La rassegna, ideata e curata da Sam Baron, Matteo Schubert e Francesca Serrazanetti, si avvale anche dell’ausilio di video, pannelli e schizzi di progettazione esplicativi del lavoro dei designer. Alcuni dei prestigiosi marchi interpellati per realizzare i nuovi pezzi in mostra (ad esempio Alessi, Ginori, Amoroso) continueranno poi a produrli per il mercato o li metteranno all’asta a scopo benefico.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;"> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<div id="attachment_25539" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Ottavio-Missoni.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25535];player=img;" title="Ottavio Missoni"><img class=" wp-image-25539 " title="Ottavio Missoni" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Ottavio-Missoni-300x163.jpg" alt="Ottavio Missoni" width="240" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Ottavio Missoni</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">IL SENSO DI OTTAVIO PER IL COLORE</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Il genio del colore” è l’azzeccato titolo della mostra itinerante che la Slovenia ha voluto dedicare al nostro grande stilista Ottavio Missoni dal 5 al 30 Aprile presso lo storico complesso del Vetrinjski dvor di Maribor (l’esposizione si trasferirà poi a Capodistria, Pola, Rovigno, Fiume). Jugoslavo d’origine (è nato a Ragusa, l’attuale Dubrovnik) il 91enne Ottavio (Tai per gli amici) può vantare un’esistenza straordinaria, costellata di successi grandiosi non solo nella moda, ma anche nello sport (fu campione olimpico nei 400 metri piani) e nell’arte (è pure un apprezzato pittore). E su questi 3 temi che caratterizzano la sua vita si è declinata la mostra oltreconfine (organizzata dall’Unione Italiana), che è stata scelta dall’Ambasciata d’Italia per inaugurare il programma “Maribor Capitale Europea della Cultura 2012”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’evento racconta la storia di un autentico “rivoluzionario” della moda, che con la moglie Rosita ha portato una ventata di rinnovamento nel comparto della maglieria in un’apoteosi di colori, disegni astratti, righe, zigzag, greche, grafismi estrosi e inconfondibili tanto da divenire un marchio di fabbrica. La rassegna slovena ripercorre le diverse fasi della lunga vita di Missoni attraverso i successi conseguiti nei vari campi in cui egli si è confrontato con se stesso prima che con gli altri, attingendo la sua forza forse proprio da quella creatività che si è espressa alla massima potenza nel senso per il colore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; </span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<div id="attachment_25537" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Fgf.jpg" rel="shadowbox[sbpost-25535];player=img;" title="Fgf"><img class=" wp-image-25537 " title="Fgf" src="http://www.imore.it/rivista/wp-content/uploads/2012/05/Fgf-300x138.jpg" alt="Fondazione Gianfranco Ferrè" width="240" height="110" /></a><p class="wp-caption-text">Fondazione Gianfranco Ferrè</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">UN PRIMATO CHE VIENE DA LONTANO</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;">Un ciclo di conferenze suggestive che si declinano in quattro lezioni di moda milanese: è questa la straordinaria occasione offerta agli appassionati di moda e storia ambrosiana nel mese di Maggio. Teatro degli incontri – raccolti sotto il titolo “Milano capitale della moda dal Quattrocento ai giorni nostri”- è la Fondazione Gianfranco Ferrè in Via Tortona, dove ogni lunedì alle h 18 si alternano in veste di relatori illustri personaggi quali Silvio Leydi che affronta il tema delle raffinate armature cinquecentesche (7 Maggio), Aldo Citterio che si occupa dei gioielli rinascimentali (14 Maggio), Chiara Buss che tratta della moda in città da Bianca Visconti Sforza a Bianca Rhò (21 Maggio), Enrica Morini che esamina il processo evolutivo dalla  grande sartoria al prêt-à-porter (28 Maggio). Alla base dell’iniziativa vi è la riflessione sul fatto che già nel XV secolo Milano era il principale polo europeo del lusso, in cui venivano prodotte le armature, i tessuti, i pezzi di oreficeria più belli e sofisticati. Quindi le origini dell’attuale primato del capoluogo lombardo nella moda e nel design vanno ricercate senz’altro nelle antiche botteghe dell’epoca sforzesca.</span></p>
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