Il blazer, eleganza senza tempo

di | Rubrica: Note di stile per Lui | giovedì, 15 aprile 2010 |

Navy Blazer

 

Il blazer è da sempre simbolo di una classicità e un’eleganza senza tempo e si configura come quel capo che non può assolutamente mancare nel guardaroba di un vero intenditore. Ma qual è l’origine di tale pass par tout? E soprattutto, com’è arrivato a diventare un must per uomini dotati di charme, eleganza e attenzione allo stile?

 

Ancor prima di soffermarci sulla soluzione a tali interrogativi, è opportuno chiarire quale sia l’effettiva foggia di questo capo d’abbigliamento, onde evitare fraintendimenti e confusioni rispetto alle comuni giacche maschili. Il blazer classico è una giacca doppiopetto blu scuro con sei bottoni dorati, un taschino e due tasche a patta. 

Bottone con stemma

Il vero primo blazer, o piuttosto dovremmo dire Navy Blazer, dato che è questo il suo vero nome di battesimo, fu creato per l’equipaggio della fregata inglese HMS BLAZER, in occasione nel 1837 della visita della regina Vittoria. Quest’ultima apprezzò particolarmente la foggia di tale capo d’abbigliamento e da quel momento la giacca in esame venne adottata dagli equipaggi di svariate navi. Da lì in poi la diffusione fu talmente capillare che il suo utilizzo divenne trasversale a più strati della società.

 

Blazer blu scuro con polo bianca e pantaloni chinos bianchi, mocassini marroni - ph Enzo Ranieri

Accertata l’origine militare di uno dei grandi classici della moda maschile, suffragata anche dal fatto che Gieves & Hawkes, tradizionale fornitore della marina, è tuttora la massima autorità in questioni di blazer, non rimane che operare delle distinzioni rispetto ad altri tipi di blazer e indagare le caratteristiche stilistiche che lo rendono portabile nelle più disparate situazioni.

Il blazer monopetto, altro grande classico, non è di origine militare, ma deriva dalla giacca da club utilizzata dai membri delle associazioni di canottieri nell’Inghilterra del XIX secolo. Tale capo dovrebbe avere tre tasche a toppa, anche se oggi lo si vende prevalentemente con tasche a patta, procedimento molto più veloce e semplice per le case d’abbigliamento maschile. Altra caratteristica di riguardo è l’utilizzo di bottoni dorati incisi con lo stemma del club di appartenenza, costume che però è andato perdendosi, considerata l’enorme diffusione del capo. Di conseguenza, molti conservano lo stemma della casa sartoriale d’origine, famose e degne di nota la London Badge Button Company, ma la stragrande maggioranza abbandona il bottone dorato per fare posto a classici bottoni lucidi blu scuro.

Il secondo tipo di blazer descritto è quello che, abbinato al pantalone di flanella coloniale e alla scarpa marrone, è diventato, soprattutto negli anni ’80, la divisa dell’uomo mediterraneo, il must a cui un vero dandy non può rinunciare, indossabile sia al lavoro che nel tempo libero.

 

Blazer doppiopetto blu con pantalone coloniale

Ma vediamo quali sono i migliori abbinamenti per un capo così diffuso e apparentemente semplice da indossare. Innanzitutto, l’abbinamento considerato universalmente ideale per il blazer è il pantalone di flanella grigio chiaro, scelta che negli anni si è però trovata ad essere superata dal pantalone grigio scuro che, nonostante l’apparente eleganza formale, non esalta il blu e conferisce all’intero look un aspetto abbastanza tetro. Altro classico è l’accostamento al pantalone Cavalry Twill nelle varie tonalità del  marrone e del beige, l’uniforme inglese per eccellenza per il noto venditore di abbigliamento maschile Cordings di Piccadilly. Altra scelta vincente risiede nel pantalone coloniale in cotone, con o senza pinces, con o senza risvolto. L’unione dei due capi costituisce uno sfondo neutro per camicia e cravatta e dona alla figura un’eleganza classica senza tempo. Abbinamento da evitare rigorosamente è quello con il pantalone in velluto, eccezion fatta per determinate tonalità come il bordeaux e il beige, a patto che il tessuto pesante del blazer si addica alla foggia del sotto. Infine, ultimo accostamento da tenere in considerazione è quello con il jeans, amato dai giovani ma decisamente passato di moda, in quanto compromesso forzato fra eleganza e informalità.

Confidando nell’utilità dei precedenti suggerimenti, ci si augura che un siffatto capo d’abbigliamento, considerato ancora oggi una vera e propria leggenda, venga declinato nel miglior modo possibile, allo scopo di non svilire l’eleganza innata che lo contraddistingue.

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