{"id":10050,"date":"2009-11-23T15:57:46","date_gmt":"2009-11-23T13:57:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=10050"},"modified":"2017-01-12T13:46:38","modified_gmt":"2017-01-12T11:46:38","slug":"10050","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/10050\/","title":{"rendered":"Bolero"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_10052\" style=\"width: 130px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10052\" class=\"size-medium wp-image-10052 \" title=\"bolero\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/bolero2-200x300.jpg\" alt=\"Valentino \" width=\"120\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/bolero2-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/bolero2.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 120px) 100vw, 120px\" \/><p id=\"caption-attachment-10052\" class=\"wp-caption-text\">Valentino <\/p><\/div>\n<p>Il bolero o bolerino \u00e8 un giacchino corto con maniche lunghe e aderenti, senza bottoni, priva di collo, con bordi arrotondati e spesso ornati da guarnizioni e nappine. Tradizionalmente \u00e8 realizzato a maglia e per la stagione estiva pu\u00f2 essere senza maniche. Generalmente, un bolero \u00e8 sagomato come un corpetto ma non raggiunge mai il punto vita. Proprio per questo, copre una porzione di torso minore di un gilet o di un cardigan ed \u00e8 normalmente indossato come parte di un abbigliamento pi\u00f9 completo, insieme ad una maglia o un top.<\/p>\n<p>Esistono anche boleri adatti a circostanze pi\u00f9 formali, bench\u00e9 dal design molto simile a quelli classici. Si tratta di giacche o pellicce pi\u00f9 corte del normale, che coprono dalle spalle a met\u00e0 busto, e spesso rappresentano un&#8217;alternativa alla stola o allo scialle.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Niente a che vedere con i soliti coprispalle, i bolerini che faranno da corollario all&#8217; abito delle nozze, saranno delle stupende creazioni in pizzo o chiffon con delle piccole ruches o dettagli ricamati che, durante la danza del dopo cerimonia, fluttueranno in modo elegante.<\/p>\n<p>Il termine spagnolo &#8220;bolero&#8221; infatti originariamente significa &#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\">ballerino<\/span>&#8220;, in riferimento alla danza tipica spagnola nata alle fine del XVIII secolo e caratterizzata da un tempo in \u00be e un ritmo netto, spesso scandito da tamburi. Oggi questa danza \u00e8 ricordata grazie a Ravel, importante compositore e pianista francese.<\/p>\n<p>Il bolero composto da Maurice Ravel nel 1928 \u00e8 una musica, di 340 battute circa, per balletto, divenuto noto anche come pezzo concertistico. \u00c8 sicuramente il bolero pi\u00f9 celebre mai composto, nonch\u00e9 l&#8217;opera pi\u00f9 popolare del compositore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-10051\" title=\"liepa1\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/liepa1.jpg\" alt=\"liepa1\" width=\"210\" height=\"149\" \/>La composizione fu commissionata da parte di Ida Rubinstein, una ballerina russa. Ravel non ne voleva pi\u00f9 sapere di balletti dopo che aveva rotto con il mostro sacro dell&#8217;epoca in tema di balletti, quel Sergej Diaghilev che imperava a Parigi in quegli anni come direttore artistico nonch\u00e9 fondatore dei famosi Ballets Russes. Ma cedette alle insistenze della Rubistein e decise di orchestrare un pezzo del compositore spagnolo Isaac Alb\u00e9niz, il componimento per pianoforte <strong>Iberia<\/strong> per un balletto. Arriv\u00f2 presto per\u00f2 la notizia che gli eredi del grande compositore spagnolo non avevano acconsentito a nessuna trascrizione di pezzi del maestro anche perch\u00e9 la partitura della Iberia era gi\u00e0 stata orchestrata dal maestro Enrique Fern\u00e0ndez Arb\u00f2s. Fu a questo punto che Ravel, non scoraggiandosi, prese l&#8217;iniziativa di comporre ex novo un pezzo a tempo di bolero, scegliendo dunque un brano dal carattere tipicamente spagnolo.<\/p>\n<p>Il Bolero and\u00f2 in scena all&#8217;Op\u00e9ra di Parigi il 22 novembre 1928, diretto da Walter Straram con le coreografie di Bronislava Nijinska. Il balletto, pur molto innovativo e provocatorio, ottenne un clamoroso successo. La prima esecuzione come brano concertistico avvenne invece l&#8217;11 gennaio 1930 e fu eseguita sotto la direzione dello stesso Ravel.<\/p>\n<p>Il balletto originale \u00e8 una sorta di ballo rituale durante il quale una donna danza seducente su un tavolo, mentre un gruppo di uomini si avvicinano a lei sempre pi\u00f9, con il crescere della musica.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10050?pdf=10050\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bolero o bolerino \u00e8 un giacchino corto con maniche lunghe e aderenti, senza bottoni, priva di collo, con bordi arrotondati e spesso ornati da guarnizioni e nappine. Tradizionalmente \u00e8 realizzato a maglia e per la stagione estiva pu\u00f2 essere senza maniche. Generalmente, un bolero \u00e8 sagomato come un corpetto ma non raggiunge mai il&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[1280,1281,1282],"class_list":["post-10050","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-parole-di-moda","tag-bolero","tag-bolero-di-ravel","tag-ravel"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10050"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10050"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37104,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10050\/revisions\/37104"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}