{"id":10080,"date":"2009-11-30T16:00:32","date_gmt":"2009-11-30T14:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=10080"},"modified":"2017-01-12T13:45:42","modified_gmt":"2017-01-12T11:45:42","slug":"cinema-alla-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/cinema-alla-moda\/","title":{"rendered":"Cinema alla moda"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_10083\" style=\"width: 151px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10083\" class=\"size-medium wp-image-10083 \" title=\"divinegarbohanson1zd\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/divinegarbohanson1zd-201x300.jpg\" alt=\"Greta Garbo\" width=\"141\" height=\"210\" \/><p id=\"caption-attachment-10083\" class=\"wp-caption-text\">Greta Garbo<\/p><\/div>\n<p>Il mondo del cinema da sempre influenza la moda e ne \u00e8 influenzato. Il grande Luchino Visconti ai suoi attori faceva indossare non solo abiti e accessori autentici, ma addirittura quei particolari che mai gli spettatori avrebbero visto (ad esempio le sottovesti). Nell&#8217;epoca del muto i couturier creavano per le &#8220;divine&#8221; i costumi pi\u00f9 bizzarri, affinch\u00e9 essi stessi diventassero degli eventi, e spesso le sceneggiature erano scritte appositamente per consentire alla star di turno &#8211; da Gloria Swanson a Greta Garbo &#8211; di sfoggiare abiti sempre diversi.<\/p>\n<div id=\"attachment_10081\" style=\"width: 184px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10081\" class=\"size-medium wp-image-10081 \" title=\"american-gigolo-richard-gere\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/american-gigolo-richard-gere-217x300.jpg\" alt=\"Richard Gere in Armani\" width=\"174\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/american-gigolo-richard-gere-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/american-gigolo-richard-gere.jpg 463w\" sizes=\"(max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><p id=\"caption-attachment-10081\" class=\"wp-caption-text\">Richard Gere in Armani<\/p><\/div>\n<p>Sicch\u00e9 questa &#8220;follia&#8221; port\u00f2 i grandi sarti, alla fine degli anni &#8217;20, a concepire lo stile del bianco e nero giusto in ossequio al bianco e nero dello schermo. Fu forse negli anni &#8217;60 che il rapporto tra moda e cinema si fece pi\u00f9 stretto, a giochi invertiti per\u00f2, nel senso che, col tramonto delle star del passato, furono gli stilisti ad imporre il mito dell&#8217;immagine. Tutt&#8217;oggi \u00e8 cos\u00ec e ci piace constatare che sovente dalle <em>major<\/em> hollywoodiane vengono scelti abiti <em>made in Italy<\/em> per i set cinematografici. Cos\u00ec vediamo James Bond, alias Pierce Brosnan, in Brioni e l&#8217;<em>American gigolo <\/em>Richard Gere in Armani (indelebile la scena dell&#8217;affascinante attore che stende sul letto camicie e cravatte, giacche e pantaloni, tono su tono, per accostare i pezzi giusti). King Giorgio, in verit\u00e0, ha vestito i protagonisti di oltre 80 film: per ricordarne solo alcuni, citiamo &#8220;Entrapment&#8221;, &#8220;Batman&#8221;, &#8220;Pulp Fiction&#8221;, &#8220;Nirvana&#8221;. Anche Missoni ha dato il suo tocco a varie pellicole, da &#8220;Basic Instinct&#8221; a &#8220;Pretty Woman, da &#8220;Philadelphia&#8221; a &#8220;Qualcosa \u00e8 cambiato&#8221;. Ma pure Ermenegildo Zegna, Valentino, Versace, Fendi, Corneliani &#8220;firmano&#8221; i guardaroba della mecca del cinema; del resto, non dimentichiamo che &#8220;il diavolo veste Prada&#8221;!<\/p>\n<p>Tenendo conto dell&#8217;egemonia dell&#8217;industria filmica americana e della sua forza commerciale, possiamo ben comprendere quale sia la promozione che deriva per la moda italiana.<\/p>\n<p>Insomma, spettacolo e moda viaggiano mano nella mano su vie sempre pi\u00f9 intricate: si pensi a quanti stilisti cerchino di accaparrarsi come testimonial (a suon di doni e ricchi cachet) le star pi\u00f9 note. Valentino, ad esempio, si distingue per lo strabiliante numero di attori di cui si aggiudica la &#8220;vestizione&#8221; alla serata degli Oscar.<\/p>\n<div id=\"attachment_10082\" style=\"width: 169px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10082\" class=\"size-medium wp-image-10082 \" title=\"jennifer aniston in valentino\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/jennifer-aniston-in-valentino-177x300.jpg\" alt=\"Jennifer Aniston in Valentino\" width=\"159\" height=\"270\" \/><p id=\"caption-attachment-10082\" class=\"wp-caption-text\">Jennifer Aniston in Valentino<\/p><\/div>\n<p>Non va trascurato, inoltre, lo stretto legame che esiste tra fotografia di moda e cinema: lo osserviamo nella comunicazione di tanti stilisti, dove il desiderio di frammentazione e veridicit\u00e0 appaiono fortissimi, al punto che talvolta le immagini delle campagne pubblicitarie vengono tratte da veri e propri cortometraggi girati ad hoc. Cos\u00ec le atmosfere patinate cedono il passo ai toni narrativi del cinema o del documentario, in una commistione di linguaggi sempre pi\u00f9 esplicita (l&#8217;eccezione che conferma la regola \u00e8 stata la storica campagna di Ferdinando Scianna per Dolce&amp;Gabbana che ha sottratto al tempo gli abiti per farne segni semantici puri).<\/p>\n<p>Si pensi, del resto, all&#8217;importanza che hanno assunto forme espressive come i videoclip &#8220;griffati&#8221;, da cui trapela tutta l&#8217;ambizione delle case di moda a vestire le <em>celebrities<\/em> del mondo della musica.<\/p>\n<p>E d&#8217;altro canto, scopriamo che sono davvero esigui i registi cimentatisi con successo nel raccontare la moda. C&#8217;\u00e8 riuscito, ad esempio, Wim Wenders nel 1989 con &#8220;Appunti di viaggio su moda e citt\u00e0&#8221; incentrato sulla figura di Yamamoto, di cui viene esaltato il magistrale lavoro (incarnato in una camicia da uomo).<\/p>\n<p>Comunque, \u00e8 solo quando moda e cinema arricchiscono reciprocamente i loro linguaggi, caricandoli di valori, che le immagini si fanno senza tempo, in grado di narrare in pochi fotogrammi il cuore di tutta l&#8217;esistenza.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10080?pdf=10080\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo del cinema da sempre influenza la moda e ne \u00e8 influenzato. 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