{"id":1045,"date":"2005-03-15T21:39:07","date_gmt":"2005-03-15T19:39:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=1045"},"modified":"2008-12-17T10:34:29","modified_gmt":"2008-12-17T08:34:29","slug":"eleganza-e-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/eleganza-e-bellezza\/","title":{"rendered":"Eleganza e bellezza"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <span class=\"summary\"><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"79\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/35_490_001.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"79\" height=\"150\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Balestra by courtesy Altaroma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;eleganza si nutre del patrimonio interiore della persona, della capacit\u00e0 di contemplare il bello, dell&#8217;emozione che il bello suscita, ma anche della razionalit\u00e0 che permette una valutazione critica ed una scelta conseguente.<br \/>\nLa persona elegante non \u00e8 quella che veste secondo un classicismo stantio, ma quella che fa sua la novit\u00e0, anche di moda, con un equilibrio che non la fa essere &#8220;alla moda&#8221;, ma appunto, modernamente e rigorosamente elegante.<\/span><\/span><!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"73\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/35_494.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"73\" height=\"150\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Balestra by courtesy Altaroma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;eleganza si nutre della bellezza: \u00e8 capacit\u00e0 di scegliere il bello per se stessi. E&#8217; la volont\u00e0 che quegli oggetti che sono pi\u00f9 direttamente coinvolti nella propria sfera vitale siano belli: la casa, l&#8217;arredamento, il vestito che si indossa.<br \/>\nPer arrivare ad essere eleganti bisogna saper riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 bello, avere gusto estetico: qualit\u00e0 innata che permette di percepire la bellezza, ma anche acquisizione dello spirito.<br \/>\nIl bello non \u00e8 apprezzato come tale a prima vista, a meno di non possedere un gusto molto educato. Solo la prolungata e silenziosa osservazione, ascolto o lettura permette che le emozioni immediate prendano consistenza e diventino espressione di un giudizio estetico. E&#8217; per questo che in un museo, durante un concerto c&#8217;\u00e8 silenzio: per facilitare quel silenzio interiore in cui nasce la percezione del bello. E&#8217; nella propria interiorit\u00e0 dove si forgia il gusto estetico, la capacit\u00e0 apprezzare secondo un codice personale e di conseguenza scegliere il bello.<\/p>\n<p>Con grande meraviglia ho ascoltato un esperto affermare che nel campo della pubblicit\u00e0 si va affermando sempre pi\u00f9 la considerazione antropologica della complessit\u00e0 dell&#8217;essere umano. Dico &#8220;con meraviglia&#8221; perch\u00e9 le osservazioni, dette in forma attuale, appartengono al patrimonio dell&#8217;antropologia classica. Il mio interlocutore descriveva tale complessit\u00e0 come una casa con due stanze, la stanza dell&#8217;emozione e la stanza della ragione: la comunicazione -\u00e8 dato assodato &#8211; mira alle emozioni; ma &#8211; seguendo le considerazioni dell&#8217;esperto di cui sopra &#8211; deve raggiungere anche la stanza della ragione. La percezione del bello non \u00e8 solo emozione, \u00e8 anche giudizio razionale, valutazione critica di ci\u00f2 che si percepisce e di ci\u00f2 che si sceglie.<br \/>\nQuindi l&#8217;eleganza si nutre del patrimonio interiore della persona, della capacit\u00e0 di contemplare il bello, dell&#8217;emozione che il bello suscita, ma anche della razionalit\u00e0 che permette una valutazione critica ed una scelta conseguente rispetto all&#8217;oggetto contemplato adesso.<br \/>\nL&#8217; eleganza nel vestire, \u00e8 quindi espressione di una<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"79\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/35_490.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"79\" height=\"150\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Balestra by courtesy Altaroma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>personalit\u00e0 capace di innestare il nuovo su qualcosa di gi\u00e0 posseduto: un patrimonio estetico. Si \u00e8 cos\u00ec in grado di giudicare e scegliere la novit\u00e0 che pu\u00f2 sottolineare, arricchire la propria personalit\u00e0, senza per\u00f2 cedere alle stravaganza o allo spontaneismo privi di misura e di stile. La persona elegante non \u00e8 quella che veste secondo un classicismo stantio, ma quella che fa sua la novit\u00e0, anche di moda, con un equilibrio che non la fa essere &#8220;alla moda&#8221;, ma appunto, rigorosamente elegante. Un look totalmente alla moda e ostentatamente firmato non \u00e8 mai elegante.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1045?pdf=1045\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;eleganza si nutre del patrimonio interiore della persona, della capacit\u00a0 di contemplare il bello, dell&#8217;emozione che il bello suscita, ma anche della razionalit\u00a0 che permette una valutazione critica ed una scelta conseguente.<br \/>\nLa persona elegante non \u00e8 quella che veste secondo un classicismo stantio, ma quella che fa sua la novit\u00a0, anche di moda, con un equilibrio che non la fa essere &#8220;alla moda&#8221;\u009d, ma appunto, modernamente e rigorosamente elegante.<\/p>\n","protected":false},"author":211,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-1045","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1045"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/211"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1045"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1045\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}