{"id":1082,"date":"2008-09-05T22:20:43","date_gmt":"2008-09-05T20:20:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=1082"},"modified":"2008-12-16T22:57:34","modified_gmt":"2008-12-16T20:57:34","slug":"la-scomparsa-di-mila-schon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-scomparsa-di-mila-schon\/","title":{"rendered":"La scomparsa di Mila Sch\u00f6n"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"170\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_signora_sch_n.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"236\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Mila Sch\u00f6n<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E&#8217; morta a 92 anni la stilista Mila Sch\u00f6n una dei protagonisti della nascita del Made in Italy. Si chiude con lei una pagina importante della moda italiana. I suoi abiti erano indossati da Marella Agnelli, Jacqueline Kennedy, e Farah Diba, Ira F\u00c3\u00bcrstenberg. A Bianca Gervasio, ventottenne stilista originaria della provincia di Bari, l&#8217;onore e l&#8221;\u02dconere di farsi interprete del suo stile sobrio e tipicamente milanese.<!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"240\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_immagine14_001.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"181\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Mila Sch\u00f6n<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Mila, cio\u00e8 Maria Carmen Nutrizio, era nata a Tra\u00f9 una piccola isola della Dalmazia; le vicende storiche degli anni dopo la prima guerra mondiale portano la famiglia e lei -a soli 3 mesi- a Trieste, dove vive e studia fino ai diciotto anni. L&#8217;approdo a Milano \u00e8 nell&#8217;immediato dopoguerra, dopo aver sposato Aurelio Sch\u00f6n, commerciante di preziosi.<br \/>\nAlla moda arriva per necessit\u00e0. Dopo il rovescio finanziario dell&#8217;attivit\u00e0 del marito inizia a disegnare abiti per le amiche del bel mondo milanese; poi apre nel &#8217;58 un piccolo atelier e organizza la sua prima sfilata con capi fatti a mano, dalla linea rigorosa: uno stile elegante adatto alla sobriet\u00e0 tipicamente milanese. Nel &#8217;65 Giovanni Battista Giorgini la invita nella leggendaria Sala Bianca di Palazzo Pitti al debutto del pret-\u00e0-porter Italiano. La sua collezione con capi in tutte le sfumature dal glicine al viola ha un sorprendente successo. E dopo qualche incursione nel mondo dell&#8217;Alta Moda romana accanto a Valentino, Sarli, Gattinoni e alle Sorelle Fontana, nel 1966 \u00e8 negli Stati Uniti a Houston, su invito di Neiman Marcus, e in questa citt\u00e0 riceve l&#8217;Oscar del colore.Poi anche New York la festeggia con un altro premio, durante un gal\u00e0 cui partecipa il jet set internazionale, con ospiti come Marella Agnelli e Lee Radziwill, che indossano abiti firmati Mila Sch\u00f6n. Nel 1985 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga la nomina Commendatore della Repubblica. Nello stesso anno la Camera della Moda Italiana le attribuisce la &#8220;Stella di Michelangelo&#8221; e nell&#8217;87 il Sindaco di Milano le conferisce la Medaglia d&#8217;oro di Benemerenza civica. Nel Maggio del 2008 Letizia Moratti sindaco di Milano la premia come una delle &#8220;donne che hanno fatto grande Milano&#8221;<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;60-70, Mila delinea il suo personale,<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"225\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_img942.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"161\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Mila Sch\u00f6n in un set fotografico<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>riconoscibilissimo stile. Cos\u00ec \u00e8 descritto sul suo sito. &#8220;Le forme assumono un taglio geometrico, pi\u00f9 rigoroso, ogni orpello decorativo o strutturale viene eliminato. E i suoi capi, con l&#8217;enfasi data alla sagoma anche grazie alla scelta della monocromia (fu tra le prime a utilizzare il marrone, il ruggine e il viola), assumono un carattere futuristico, quasi <em>spaziale<\/em>&#8220;. Insomma uno stile dalle linee sobrie e nitide. Rigore e perfezione, saranno gli elementi identificativi del suo lavoro.<br \/>\nLa fama di Mila Sch\u00f6n, il suo trademark, \u00e8 legato alla creazione dei capi in tessuto double a cui \u00e8 pervenuta, insieme a una serie di abili artigiani tessutai (prima Nattier e poi Agnona). Si tratta di una ricercata lavorazione che prevede l&#8217;accoppiamento di due tessuti &#8211; lana con la lana o lana con cotone ecc. -. Il double permette alla stilista di creare un nuovo stile raffinatissimo, fatto di cuciture nascoste e nervature, che diventano tratto indelebile della forma e del taglio di un capo. \u00abConcepivo gli abiti come li volevo: senza fodere, con l&#8217;interno uguale all&#8217;esterno, il double-face mi dava l&#8217;idea dell&#8217;ordine, del pulito\u00bb, affermava Lei.<\/p>\n<p>Affascinata dal dibattito culturale; ispirata dal rapporto personale con i protagonisti dell&#8217;arte contemporanea, Mila Sch\u00f6n porta la sperimentazione in sartoria. Inventa nuovi linguaggi, nuove lavorazioni; ponendo attenzione a linea, colore, superficie, esplora le possibilit\u00e0 e i limiti della tecnica e della materia. Traduce il suo contatto con l&#8217;arte in una personalissima scelta estetica per gli abiti, tessuti, ricami, disegni, colori. I cerchi concentrici di Kennet Noland diventano per lei intrecci geometrici bicolore. I dipinti di Gustav Klimt suggeriscono nuove suggestioni che nelle sue mani si trasformano in preziosi ricami fatti di infinitesimali paillettes, strass e pietre, che creano motivi a onda, tra i suoi preferiti. Ma ritroviamo anche gli influssi delle sculture mobili di Alexander Calder e negli intarsi influssi della optical-art di Victor Vasarely. Tutto ci\u00f2 senza per\u00f2 rinunciare mai a quegli elementi distintivi del suo lavoro che le hanno meritato il titolo di &#8220;Signora dello Stile&#8221; : <strong>Linearit\u00e0. Sobriet\u00e0. Gusto del colore. Geometria<\/strong>. Ora il testimone della maison passa a Bianca Gervasio giovana stilista pugliese che ha gi\u00e0 debuttato a Milano Moda Donna che dovr\u00e0 farsi interprete del suo stile sobrio e tipicamente milanese.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1082?pdf=1082\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; morta a 92 anni la stilista Mila Sch\u00f6n una dei protagonisti della nascita del Made in Italy. Si chiude con lei una pagina importante della moda italiana. I suoi abiti erano indossati da Marella Agnelli, Jacqueline Kennedy, e Farah Diba, Ira F\u00bcrstenberg. 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