{"id":1151,"date":"2004-12-17T10:35:59","date_gmt":"2004-12-17T08:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=1151"},"modified":"2008-12-17T10:40:48","modified_gmt":"2008-12-17T08:40:48","slug":"che-lingua-parliamo-con-gli-abiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/che-lingua-parliamo-con-gli-abiti\/","title":{"rendered":"Che lingua parliamo con gli abiti?"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <span class=\"summary\"><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"100\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/le_copians.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"123\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Trend Les Copains<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Una delle funzioni del vestito \u00e8 quella comunicativa: quando ci vestiamo comunichiamo qualcosa, volenti o no. Comunichiamo la nostra identit\u00e0, il nostro ruolo o anche qualcosa di pi\u00f9 accidentale, come l&#8217;umore del momento. Questa comunicazione attraverso gli abiti \u00e8 una sorta di lingua che \u00e8 indispensabile nelle nostre relazioni con gli altri. Ma essa nasconde un&#8217;ambiguit\u00e0.<\/span><\/span><!--more--><span class=\"general_text\"><span class=\"article_text\">Come \u00e8 stato notato, ogni abito che scegliamo di indossare non \u00e8 un semplice indizio, ma \u00e8 un segno. Mentre l&#8217;abito unico del povero \u00e8 semplicemente indizio di miseria, l&#8217;abito passepartout che viene indossato per comodit\u00e0 o per contestazione segnala appunto uno di questi due atteggiamenti. Anzi, si \u00e8 soliti definire l&#8217;abito come un codice, ossia un insieme di segni, perch\u00e9 \u00e8 veicolo di trasmissione e di espressione di molti messaggi allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Trasmette chi sono, quanti anni ho, qual \u00e8 il mio carattere e la mia posizione sociale, addirittura di che umore sono oggi.<\/p>\n<p>Non solo: oltre a mandare molti messaggi su chi sono io, l&#8217;abito manda una serie di messaggi sulla relazione che in ogni momento desidero stabilire con l&#8217;altro.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"104\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/maxmara3.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"104\" height=\"200\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Max Mara<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;abito elegante \u00e8 segno di rispetto o di autorit\u00e0, l&#8217;abito casual \u00e8 segno di confidenza o di indifferenza, l&#8217;abito audace indica seduzione, quello castigato desiderio di passare inosservati. Per questo, il vestiario \u00e8 stato paragonato a una lingua: il vocabolario \u00e8 rappresentato dal guardaroba e le frasi dagli abiti che scelgo di volta in volta se indossare o abbinare.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 una complicazione: oggi la moda ha moltiplicato e confuso i segni. Vestire trasandato ma griffato pu\u00f2 costare una fortuna, mentre dietro una certa ricercatezza pu\u00f2 nascondersi spesso l&#8217;ingenuit\u00e0 del parvenu. Questa variet\u00e0 e ambiguit\u00e0 di messaggi ha spinto a ridefinire l&#8217;abito come sottocodice: per decifrarlo, devo conoscere non solo la grammatica, ma anche la sintassi; non solo i vocaboli, ma anche le frasi idiomatiche. Il sari indiano indossato da una donna in piena Torino non trasmette gli stessi messaggi se indossato a Calcutta, per non parlare della kefiah portata dal beduino nel deserto o in una protesta studentesca.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"86\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/le_copains1.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"86\" height=\"200\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Trend Les Copais <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Se non vogliamo vagare in una specie di babele, \u00e8 allora necessaria una bussola. Ma quale? Questa bussola \u00e8 lo stile personale: solo chi ha un inconfondibile stile personale \u00e8 capace di esprimersi con maggiore sicurezza e dunque di inviare messaggi pi\u00f9 facilmente decodificabili rispetto a chi non sa distinguere i modi dalle mode.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell&#8217;importanza del vestito, resta sempre il soggetto che si veste; oltre e attraverso l&#8217;abito, la persona.<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1151?pdf=1151\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle funzioni del vestito \u00e8 quella comunicativa: quando ci vestiamo comunichiamo qualcosa, volenti o no. 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