{"id":11558,"date":"2010-02-08T18:48:46","date_gmt":"2010-02-08T16:48:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=11558"},"modified":"2010-02-10T16:35:08","modified_gmt":"2010-02-10T14:35:08","slug":"nijinskij-detta-moda-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/nijinskij-detta-moda-a-milano\/","title":{"rendered":"Nijinskij detta moda a Milano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_11559\" style=\"width: 134px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/ballets_russes_dett.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11559\" class=\"size-full wp-image-11559  \" title=\"ballets_russes_dett\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/ballets_russes_dett.jpg\" alt=\"\" width=\"124\" height=\"113\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11559\" class=\"wp-caption-text\">Locandina della mostra <\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Musa dei Ballets Russes di Sergej Djaghilev torna ad ispirare la moda e l&#8217;intero mondo del lusso. Lo si nota dallo sfarzo, dalla spettacolarit\u00e0, dall&#8217;eccentricit\u00e0 di certe passerelle (soprattutto francesi), ma anche dalla nuova audacia creativa che sembra caratterizzare alcune recenti collezioni di gioielli, da Bulgari a Cartier, da Van Cleef&amp;Arpel a Tiffany, da Gucci a Pomellato, solo per citare qualche<em> brand<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpiscono, in particolare, gli accostamenti cromatici inediti, le dimensioni ariose, l&#8217;eccesso &#8220;architettonico&#8221; (pi\u00f9 anelli cabochon da indossare insieme, ad esempio), ispirati a cattedrali moscovite, icone ortodosse, voluminosi turbanti, mosaici multicolore, giochi di luce esotici. Via libera, allora, all&#8217;impiego di gemme a volont\u00e0: dalle pi\u00f9 preziose (diamanti, zaffiri, smeraldi, rubini) alle semi-preziose dei pi\u00f9 svariati colori (acquamarine, ametiste, turchesi, topazi, tormaline, citrini, ecc.), e poi fiumi di perle, oltre a tanto oro lavorato in modi sofisticati e abbondante smalto variopinto, a richiamare le celebri uova Faberg\u00e8. L&#8217;obiettivo \u00e8 dar vita a modelli pieni di movimento, colore cangiante, luminosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nemmeno i giovani designer sono immuni dall&#8217;attrazione fatale per la fastosa Russia pre-rivoluzionaria, come Gianni De Benedictis (vincitore del concorso di <em>Vogue Italia <\/em>&#8220;Who in on Next?&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella medesima scia, il Museo Teatrale alla Scala di Milano ospita fino ad Aprile la bella mostra.<\/p>\n<div id=\"attachment_11565\" style=\"width: 109px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/balanchine184.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11565\" class=\"size-full wp-image-11565  \" title=\"balanchine184\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/balanchine184.jpg\" alt=\"\" width=\"99\" height=\"132\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11565\" class=\"wp-caption-text\">George Balanchine Ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Les Ballets Russes &#8211; Milano Anni Venti&#8221;, curata da Marinella Guatterini e concepita per celebrare il centenario della fondazione della &#8220;mitica&#8221; compagnia coreutica (Maggio 1909). L&#8217;evento, che ha richiesto due anni e mezzo di lavoro, verte sulle 14 coreografie (tra cui <em>La<\/em> <em>bella addormentata nel bosco<\/em>, <em>La boutique fantasque<\/em>, <em>Contes Russes<\/em>, <em>Il lago dei Cigni, Le Carnival<\/em>) presentate dai Balletti Russi a Milano nel 1920 e nel 1927.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a bozzetti, <em>silhouettes<\/em>, foto d&#8217;epoca, riviste raffinate e libri antichi, porcellane e oggetti vari legati a danzatori e musicisti, sono pure esposti magnifici abbigliamenti originali di scena, tra cui preziosi inediti: si vedano i fantasmagorici costumi dell&#8217;<em>Uccello di fuoco <\/em>e della mummia in taffett\u00e0 di <em>Cl\u00e9opatre <\/em>(disegnata da Sonia Delaunay<em>)<\/em>. Il tutto in un ambiente reso ancor pi\u00f9 suggestivo da luci, proiezioni, video che creano dinamismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fanno sensazione ancora oggi l&#8217;abito a scacchi della bella addormentata ed i pantaloni a campana da marinaio, l&#8217;amplissimo mantello nero dell&#8217;orco immortale dell&#8217;<em>Uccello di fuoco<\/em>, le tuniche dalle grandi maniche delle mogli dei boiardi, i merletti d&#8217;oro cuciti sui vestiti, gli stupendi bottoni decorati, cappelli ed abiti alla turca, tessuti dalle fantasie astratte e psichedeliche <em>ante-litteram<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per allestire una mostra cos\u00ec particolare, a tema, fior di ricercatori hanno attinto a diverse fonti, dall&#8217;Archivio Costumi Caramba della Scala al Museo Teatrale della stessa Scala, dalle collezioni di Toni Candeloro all&#8217;associazione Fokine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi furono realmente i protagonisti dell&#8217;irripetibile stagione dei Ballets Russes?<\/p>\n<div id=\"attachment_11560\" style=\"width: 129px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/SergeiDiaghilevEX.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11560\" class=\"size-medium wp-image-11560  \" title=\"SergeiDiaghilevEX\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/SergeiDiaghilevEX-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"162\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11560\" class=\"wp-caption-text\">Sergej Djaghilev Ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto, Sergej Djaghilev (1872-1929), l&#8217;impresario russo che da Parigi, a partire dagli anni &#8217;10, consacr\u00f2 gli spettacoli di balletti come l&#8217;evento teatrale pi\u00f9 importante del primo quarto del Novecento, destinato a trionfare ovunque. Gli elementi della compagnia, del resto, erano i migliori sulla scena, provenendo quasi tutti dal grande Teatro Marijnskij di Pietroburgo (Pavlova, Karsavina, Smirnova, Nijinskij, Bolm, ecc.). Dotato di un carattere piuttosto autoritario e bisbetico, cultore ortodosso della danza classica, Djaghilev cre\u00f2 coreografie innovative in collaborazione con i massimi artisti contemporanei, dai pittori Picasso e De Chirico ai compositori Stravinskij e Debussy, solo per citarne alcuni, uscendo cos\u00ec dalle angustie del balletto accademico e sposando audacemente (diciamo pure scandalosamente, talvolta) temi moderni e stili d&#8217;avanguardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al &#8220;divo&#8221; Vaslav Nijinskij, i ballerini e coreografi pi\u00f9 noti dei Ballets Russes furono Fokine, Massine, B. Nijinska (sorella di Vaslav), Balanchine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte di Djaghilev (1929) , la compagnia si sciolse, ma la dispersione degli artisti che collaborarono con lui fece riprendere vitalit\u00e0 e vigore al balletto. A Montecarlo, in particolare, si cerc\u00f2 pi\u00f9 volte di ricostituire il gruppo, ma non si toccarono pi\u00f9 i vertici creativi del Maestro.<\/p>\n<div id=\"attachment_11561\" style=\"width: 105px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a class=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/Vaslav-Nijinsky-dans-\u00abJeux\u00bb-de-Claude-Debussy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11561\" class=\"size-medium wp-image-11561   \" title=\"Vaslav Nijinsky dans \u00abJeux\u00bb de Claude Debussy\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/Vaslav-Nijinsky-dans-\u00abJeux\u00bb-de-Claude-Debussy-177x300.jpg\" alt=\"\" width=\"95\" height=\"162\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11561\" class=\"wp-caption-text\">Vaslav Nijinsky in &quot;Jeux&quot; di C. Debussy Ph sconosciuto <\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di Nijinskij (1890-1950), in particolare, va ricordato che egli fu uno dei pi\u00f9 grandi danzatori di ogni tempo, capace di acrobazie feline e movimenti sensuali, dotato di una tecnica tale da conferirgli levit\u00e0 e nobilt\u00e0 uniche (furono leggendari, ad esempio, il secondo atto di &#8220;Gisele&#8221;, 1910, per la vis patetica raggiunta, \u00e8 il suo <em>jet\u00e9<\/em> finale in &#8220;Le spectre de la rose&#8221;, 1911). Amante di Djaghilev fino alla brusca rottura (che lo condusse al manicomio), come coreografo Nijinskij dest\u00f2 spesso scandalo (sin dalla sua prima creazione &#8220;L&#8217;apr\u00e8s-midi d&#8217;un faune&#8221; (1912) per l&#8217;erotismo, l&#8217;andamento lineare, a due dimensioni, dei movimenti, ispirati ai bassorilievi greci. La sua fu una danza che precorse i tempi, sperimentale, di ricerca, finalizzata alla carica espressiva, attraverso gesti angolosi, <em>en dedans<\/em>, legati alla terra. E i costumi indossati furono il suo specchio.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11558?pdf=11558\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Musa dei Ballets Russes di Sergej Djaghilev torna ad ispirare la moda e l&#8217;intero mondo del lusso. 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