{"id":14623,"date":"2010-05-04T11:59:43","date_gmt":"2010-05-04T09:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=14623"},"modified":"2017-04-30T19:29:46","modified_gmt":"2017-04-30T17:29:46","slug":"le-foto-raccontano-la-creativitaa-di-roberto-capucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/le-foto-raccontano-la-creativitaa-di-roberto-capucci\/","title":{"rendered":"Le foto raccontano la creativit\u00e0\u00a0 di Roberto Capucci"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_14625\" style=\"width: 172px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Spazio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14625\" class=\"size-medium wp-image-14625  \" title=\"Spazio\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Spazio-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"162\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Spazio-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Spazio-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Spazio-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Spazio.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 162px) 100vw, 162px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14625\" class=\"wp-caption-text\">Spazio<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sperimentare \u00e8 sempre un po&#8217;osare, stupire inventando il nuovo, l&#8217;inedito; trasgredire modalit\u00e0 acquisite, uscire dai luoghi comuni. Sperimentare \u00e8 il verbo dell&#8217;artista. Ancora oggi Roberto Capucci osa sperimentare e non solo con gli abiti di nuova creazione, ma cercando nuove\u00a0 rappresentazioni delle sue opere, quelle che da mezzo secolo a questa data ci ha regalato e che oramai occupano un posto alla pari con altre opere d&#8217;arte. E&#8217; di qualche settimana fa la presenza di un abito di Capucci &#8220;La Donna Gioiello&#8221; nelle sale di Palazzo Braschi a Roma all&#8217;interno della mostra &#8220;Carnevale romano&#8221;. E sono innumerevoli le mostre &#8220;personali&#8221;, l&#8217;ultimo successo \u00e8 stato <strong>&#8220;Sovrana Eleganza&#8221; &#8211; Roberto Capucci al Castello Odescalchi di Bracciano<\/strong><strong>.<!--more--><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il seminario &#8220;Gli archivi raccontano la moda. Testimonianze, immagini e suggestioni&#8221;\u00a0 svoltosi presso il Museo Boncompagno-Ludovisi\u00a0 di Roma e in occasione della &#8220;Settimana della Cultura&#8221; \u00e8 stato presentato dai fotografi <strong>Sham Hinchey<\/strong> e <strong>Marzia Messina<\/strong> un loro personalissimo modo di rappresentare l&#8217;opera di Roberto Capucci: un concept forte accompagna ogni singola fotografia fatta di paesaggi dall&#8217;atmosfera surreale ottenuta sovrapponendo immagine diverse in grado di esaltare la singolarit\u00e0 dell&#8217;abito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo chiesto agli autori degli scatti una descrizione del lavoro fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le fotografie appartengono ad un vostro progetto in corso &#8220;THE WAVERING BALANCE&#8221; che \u00e8 anche il titolo dato, tutte ne portano uno, ad una delle vostre realizzazioni.\u00a0 Quali sono gli elementi che accomunano le singole immagini<em>?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Innanzitutto l&#8217;assenza del tempo, l&#8217;indecifrabilit\u00e0 di un orario, di un&#8217;epoca o di un luogo realmente esistente.\u00a0 <\/em><em>Le donne sono spesso l&#8217;unico essere vivente che rappresentiamo. Sono narratrici, vestali che accompagnano l&#8217;osservatore in luoghi surreali nei quali soffermando lo sguardo \u00e8 possibile cogliere messaggi riconducibili al nostro tempo. Si fanno cos\u00ec\u00a0 portatrici del legame tra passato presente e avvenire, tra storia e modernit\u00e0. <\/em><em>Infine l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 sempre rappresentata ma sottoforma di opere d&#8217;arte come la scultura e l&#8217;architettura, oppure attraverso opere urbane ed elementi di palese riferimento contemporaneo che irrompono nella scena generando effetti ottici di forte contrasto<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_14624\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Danae.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14624\" class=\"size-medium wp-image-14624 \" title=\"Danae\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Danae-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Danae-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Danae-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Danae-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Danae.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14624\" class=\"wp-caption-text\">Danae<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Danae&#8221; utilizza un abito scultura in\u00a0taffetas smerlato, costruito con teli di vari toni di verde. E&#8217; stato presentato nel 1992, in occasione dell&#8217;ultima sfilata della carriera di Roberto Capucci tenutasi\u00a0al Teatro Shauspielhaus a Berlino con i solisti della Kammerensemble des Berliner Sinphonie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale \u00e8 il concept che avete assegnato all&#8217;ambientazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E&#8217; la rappresentazione simbolica di una figura della mitologia greca, Danae figlia di Re Acrisio e di Euridice. Acrisio rivolgendosi ad un oracolo gli predice che sar\u00e0 ucciso dal figlio di sua figlia.\u00a0Danae viene rinchiusa dal padre in una torre di bronzo per evitare il compimento dell&#8217;oracolo, ma Zeus sotto forma di pioggia d&#8217;oro la feconda, nasce cos\u00ec Perseo.\u00a0Deciso a non provocare l&#8217;ira degli dei uccidendo la sua discendenza, Acrisio abbandona in una cassa i due in mare. Il mare venne calmato da Poseidone su richiesta di Zeus, madre e figlio sopravvivono. <\/em><em>La scena \u00e8 immersa nel mare calmo dove per\u00f2 un cielo molto scuro evoca la coda di una burrasca\u00a0 quasi ad\u00a0 anticipare l&#8217;esito dell&#8217;oracolo. <\/em><em>L&#8217;elemento verticale che irrompe al centro della foto \u00e8 &#8220;900&#8221; scultura di Arnaldo Pomodoro e rappresenta la torre di bronzo, luogo di clausura della donna.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Spazio&#8221; si serve di un\u00a0bolero in gazaar bianco e nero lavorato a effetto tubolare. Si tratta della parte superiore di un abito da sera completato da gonna lunga bianca, \u00a0presentato nel 1985 a New York nella sede dell&#8217;Army National Guard Armory. L&#8217;abito \u00e8 stato ambientato in un tempio cambogiano del XII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali simboli racchiude l&#8217;immagine?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;immagine \u00e8 evidentemente un simbolo per il nostro tempo. Racconta il rumore, il chiasso dal quale non possiamo sottrarci. Le parabole tese a captare e rimandare segnali, gli spazi pubblicitari in vendita, tutto corrode la quiete e deturpa il luogo. Anche la donna sembrerebbe manifestare\u00a0 lo stesso stato di abbandono; ma proprio la sua presenza di sentinella e vestale degli elementi circostanti serve a trasmettere un sottile rimprovero.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_14626\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/The-Queen-of-Sheba.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14626\" class=\"size-medium wp-image-14626 \" title=\"The Queen of Sheba\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/The-Queen-of-Sheba-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/The-Queen-of-Sheba-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/The-Queen-of-Sheba-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/The-Queen-of-Sheba-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/The-Queen-of-Sheba.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14626\" class=\"wp-caption-text\">The Queen of Sheba<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In &#8220;The Queen of Sheba&#8221; abbiamo un abito veramente regale, presentato nel 1992, anche questo in occasione dell&#8217;ultima sfilata della carriera di Roberto Capucci,\u00a0al Teatro Shauspielhaus a Berlino con i solisti della Kammerensemble des Berliner Sinphonie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Un riferimento alla modernit\u00e0 ma utilizzando un personaggio del passato. Si tratta di una stigmatizzazione delle moderne capitali nel deserto o un esaltazione di ci\u00f2 che in un passato molto remoto l&#8217;uomo, o meglio una donna, \u00a0\u00e8 stato in grado di fare?\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Volevamo per quest&#8217;abito una donna regale e\u00a0 con una grande storia. Si pensa che la Regina di Saba possa essere vissuta nel secondo millennio A.C, a Marib capitale dell&#8217;antico Regno Sabeo nello Yemen e di aver regnato per circa 40 anni. La citt\u00e0 era situata al centro del deserto ed era nota per lo splendore di grandi templi e palazzi.\u00a0 <\/em><em>Le casette in legno pieno con cui abbiamo voluto ricostruire la citt\u00e0 sono opere dell&#8217;architetto designer Michele De Lucchi. Nella nostra interpretazione le piccole case prendono nuove ed ingannevoli dimensioni, modellate su diversi livelli. Hanno il colore del deserto, le stesse sfumature dell&#8217;ocra degli antichi edifici eretti a mano, imperfette e calde.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le metafore non finiscono qui. Tutte le immagini create dai due fotografi, ci regalano una riflessione. Ora sulle contraddizioni del progresso come in &#8220;Vertigo&#8221; che rappresenta il rapporto alterato tra Natura e Umanit\u00e0 . In &#8220;The Wavering Balance&#8221; lei, la donna con l&#8217;abito &#8220;Crete&#8221;, in taffetas pliss\u00e9 ermesino color creta esposto per la prima volta a Roma, Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna nel 1989, su un precario ponte sembra voler tentare di ristabilire l&#8217;armonia tra l&#8217;uomo e la natura rappresentata dall&#8217;acqua che bisogna risanare. Altre volte la riflessione \u00e8 sui sentimenti, anche essi contaminati e smarriti, come in &#8220;Drive thru Venus&#8221; dove Venere \u00e8 prigioniera di una palude su cui campeggia un totem, metafora dell&#8217;amore consumistico.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14623?pdf=14623\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sperimentare \u00e8 sempre un po&#8217;osare, stupire inventando il nuovo, l&#8217;inedito; trasgredire modalit\u00e0 acquisite, uscire dai luoghi comuni. Sperimentare \u00e8 il verbo dell&#8217;artista. 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