{"id":14817,"date":"2010-05-20T16:21:33","date_gmt":"2010-05-20T14:21:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=14817"},"modified":"2010-06-15T07:46:14","modified_gmt":"2010-06-15T05:46:14","slug":"raw-couture-intervista-a-saverio-palatella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/raw-couture-intervista-a-saverio-palatella\/","title":{"rendered":"Raw Couture. Intervista a Saverio Palatella"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align:center;\"><object width=\"580\" height=\"360\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/QpbF9Zkr1Qo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b&#038;border=1\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><embed src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/QpbF9Zkr1Qo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b&#038;border=1\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" width=\"580\" height=\"360\"><\/embed><\/object><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua collezione F\/W 10\/11 &#8211; parliamo di Saverio Palatella &#8211; ha un nome singolare Raw Couture che potremmo tradurre con lavorazione grezza o meglio raffinata lavorazione grezza:\u00a0 ci\u00f2 che ne risulta non ha l&#8217;apparenza grezza, bens\u00ec molto raffinata. <strong><em>&#8220;Per molti anni abbiamo declinato il foulard\u00a0 in molti modi e quest&#8217;anno abbiamo provato a renderlo tridimensionale tagliandolo e poi tricottandolo col ferro 12 con cui abbiamo realizzato molte giacche e maglioni<\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un intreccio di sete di foulard che diventano fili voluminosi per ottenere un capo leggerissimo dal volume ricco, luminoso e multicolore se i grossi fili sono stampati. Il maglione, completato magari intorno al collo da una sciarpa ottenuta con lo stesso procedimento,\u00a0 acquista \u00a0un sapore vagamente andino. Il capo diventa\u00a0 chic se il tessuto \u00e8 monocromatico, nero, con la lucentezza della seta: una giacca avvolgente e leggera per accompagnare una mise da sera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un occhio alla ricerca e all&#8217;espressione pura della creativit\u00e0, un occhio alle tendenze della stagione. La collezione si completa con elementi trend come \u00a0il cappotto in maglia, il giaccone e l&#8217;abito in maglia, l&#8217;utilizzo delle paillettes, la mescolanza del lucido e opaco. <strong>&#8220;<em>Poi <\/em><\/strong>-aggiunge-<strong><em> abbiamo lavorato sul painting, sull&#8217;uso dei tatuaggi, sottolineando il fatto che i tatuaggi raccontano la vita senza dover parlare&#8221;.<\/em> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saverio Palatella ama l&#8217;arte, ma ama principalmente il su lavoro di stilista con una propria linea, e di consulente per altre griffe e cerca di conciliarlo con altre espressioni artistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>Il lavoro dello stilista -gli chiediamo- si migliora con una frequentazione di ambiente artistici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Assolutamente! La moda \u00e8 un&#8217; arte, \u00e8 un modo di esprimersi, poi naturalmente c&#8217;\u00e8 una parte dedicata all&#8217;uso merceologico, a quello che serve per coprirci,\u00a0 e poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;uso ludico del vestire. Ho letto e studiato la figura della Marchesa Casati e sono rimasto colpito dal fatto che lei volesse fare del suo corpo un&#8217; opera d&#8217;arte. Credo che l&#8217;abito serva eticamente a renderci migliori. Per quanto riguarda il mio rapporto con l&#8217;arte, esiste da quando avevo 14 anni.\u00a0 Mi sono occupato molto di video arte. Ho smesso perch\u00e9 bisogna dedicarsi alle cose con molta passione e tempo e in questo momento in cui lavoro per una grande maison non riesco a conciliare le due cose. Ho sempre amato la pittura, la\u00a0 fotografia, il cinema, la\u00a0 musica&#8221;\u00a6 Le mie sfilate hanno sempre avuto artisti musicali forti, interessanti. Posso dire di essere un fruitore del mondo dell&#8217;arte, sia come stilista che come consulente per gli artisti. Ho anche collaborato alla stesura di dischi e progetti italiani con Antonella Ruggiero, Anna Oxa e con Jimmy Scott in America&#8221;<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si definisce una persona alla continua ricerca. <strong><em>&#8220;La ricerca \u00e8 lo stimolo che mi tiene sempre giovane ed entusiasta. Sono una persona che cerca e ricerca nella vita. Credo di avere fatto un percorso molto coerente: sono 30 anni che mi occupo di tricot couture e non ho mai smesso di approfondire l&#8217;argomento. Mi piacerebbe lasciare memoria di questo e sto pensando anche alla realizzare un libro sull&#8217;argomento. L&#8217;idea\u00a0 mi \u00e8 venuta dopo l&#8217;invito che mi ha rivolto, insieme ad altri stilisti,\u00a0 il museo di Melbourne, per un\u00a0 lavoro sul 3 D.&#8221;<\/em> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; uno dei i progetti futuri ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;In realt\u00e0 sono tanti! Vorrei tornare a lavorare sulla video arte e misurarmi con esperienze nuove come\u00a0 raccontare con la video arte un frame di moda. La video presentazione potrebbe essere il futuro della moda. Antesignano in questo \u00e8 stato Walter Albini che gi\u00e0 nell&#8217;80 fece il primo video di donne spadaccine, per presentare la sua sfilata!&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La video presentazione, la presentazione in 3D abbandonando le formule usuali -defil\u00e9, performance, quadri moda, ecc.- sono\u00a0 idee nuove, rivoluzionarie, al passo con i tempi: progetti capaci di generare in prospettiva nuovi orizzonti professionali, nuovi sviluppi commerciali per la moda<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo Saverio Palatella ha dimostrato di volere e di sapere affrontare strade nuove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; a lui che il &#8220;\u02dctricot&#8217; deve il passaggio da accessorio a vero e proprio &#8220;\u02dcoutfit&#8217;. La maglieria afferma <strong><em>&#8220;<\/em><\/strong><strong><em>da sempre \u00e8 un must e ora c&#8217;\u00e8 un grande ritorno; \u00e8 un capo fondamentale nel modo di vestire contemporaneo perch\u00e9 \u00e8 pratica; nel viaggio ci accompagna molto bene: non ha bisogno di grossa manutenzione, in senso lato,\u00a0 perci\u00f2 le donne la prediligono.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre lui ha segnato il passaggio successivo, verso la <strong><em>Couture<\/em><\/strong><strong><em> &#8220;La sessione di tricot couture \u00e8 nata grazie a me e a Sandra Backlund&#8221;<\/em><\/strong>, stilista svedese che crea capi di maglieria che sono vere strutture architettoniche<strong><em>. &#8220;<\/em><\/strong><strong><em>E&#8217; una sfida ma ho dato un anima al modo di vestire in maglia che \u00e8 assolutamente personale.&#8221;<\/em><\/strong> Nel 2008 ad Altaroma ha presentato \u00a0un progetto legato alla lavorazione tubolare della maglia, \u00a0cio\u00e8 senza cuciture, una lavorazione rivoluzionaria che permette di ampliare la versatilit\u00e0 della maglia, \u00a0facilitando in questo modo la possibilit\u00e0 di creare capi couture in maglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto \u00e8 importante la ricerca nel lavoro dello stilista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;La ricerca influisce tantissimo. Se non c&#8217;\u00e8 la ricerca, rimane il mero prodotto. E il prodotto si deve riempire di contenuto. Dopo la crisi degli ultimi due anni abbiamo sub\u00ecto uno stop su questo fronte, perci\u00f2 dobbiamo fare tesoro di quello che abbiamo imparato lavorando con le grosse aziende. Le prossime generazioni devono per\u00f2 poter lavorare al meglio con le nuove tecnologie, che sono \u00a0pi\u00f9 sofisticate di un tempo, pertanto richiedono una preparazione e un training molto diversi dal passato.&#8221; <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a collezioni donna, Palatella si sperimenta anche su collezioni uomo. <strong><em>&#8220;<\/em><\/strong><strong><em>Sono due linguaggi diversi, ma altrettanto facili e difficili allo stesso tempo. Per me \u00e8 pi\u00f9\u00a0 facile lavorare la collezione donna, ma sto migliorando nell&#8217;uomo perch\u00e9 mi sono misurato con pi\u00f9 difficolt\u00e0 e ho capito di essere pi\u00f9 portato di quello che pensavo.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa significa lavorare su una collezione non propria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Penso che lavorare come consulente per altri, anche se a volte questo \u00e8 limite, in realt\u00e0 diventa uno stimolo per lo stilista, si \u00e8 \u00a0\u00a0incentivati a costruire un percorso, che pur se \u00e8 imposto, permette forse di tracciare una strada che noi non avremmo voluto. Si cerca di mettere a disposizione il proprio sapere, consapevoli che \u00a0quando si lavora per altri bisogna dar conto a molte persone di quello che si fa. La consulenza \u00e8 una palestra\u00a0 molto importante per lo stilista&#8221;. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 la donna che vuole vestire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;La mia donna veste tricot couture, quindi \u00e8 un&#8217; immagine morbida, possibilista. Non lavora sulle forme precise, \u00e8 una donna che si avvolge, che si copre pi\u00f9 che esibirsi anche se poi mi piace il gioco dell&#8217;iper aderente, ma lo faccio ogni tanto come <em><em>divertissemen<\/em><\/em><\/em><\/strong><em><em>t<\/em><\/em><strong><em>. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La mia donna si stratifica in maniera elegante, in maniera cocooning&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua definizione di eleganza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Secondo me \u00e8 un mix perfetto di elementi, quando si ha una propria\u00a0 esperienza e un sapere e lo si miscela, allora l&#8217;eleganza \u00e8 quello. L&#8217;abbigliamento pu\u00f2 contribuire a raccontare chi sei, ma non determina tutto. La persona elegante la si riconosce da come porta una qualsiasi cosa, anche la pi\u00f9 vistosa o improbabile.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14817?pdf=14817\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sua collezione F\/W 10\/11 &#8211; parliamo di Saverio Palatella &#8211; ha un nome singolare Raw Couture che potremmo tradurre con lavorazione grezza o meglio raffinata lavorazione grezza:\u00a0 ci\u00f2 che ne risulta non ha l&#8217;apparenza grezza, bens\u00ec molto raffinata. &#8220;Per molti anni abbiamo declinato il foulard\u00a0 in molti modi e quest&#8217;anno abbiamo provato a renderlo&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1973],"tags":[1917,1647,1918],"class_list":["post-14817","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-intervistiamo-chi","tag-raw-couture","tag-saverio-palatella","tag-tricot-couture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14817"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14817"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14817\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}