{"id":149,"date":"2006-04-12T18:19:50","date_gmt":"2006-04-12T16:19:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=149"},"modified":"2008-12-17T09:53:00","modified_gmt":"2008-12-17T07:53:00","slug":"la-scomparsa-di-maria-pezzi-un-ricordo-molto-personale-legato-agli-inizi-di-imore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-scomparsa-di-maria-pezzi-un-ricordo-molto-personale-legato-agli-inizi-di-imore\/","title":{"rendered":"La scomparsa di Maria Pezzi: un ricordo molto personale legato agli inizi di Imore"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"160\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/img171061.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"99\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Maria Pezzi<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Maria Pezzi ha raccontato per oltre sessanta anni le sfilate, le tendenze di moda, i nuovi talenti dalle pagine di giornali come La Domenica del Corriere, il Giorno, l&#8217;Europeo, Grazia, Donna. Pu\u00f2 essere considerata la pi\u00f9 grande firma del giornalismo di moda italiano. Nel 2001 le era stato conferito il Presidente della Repubblica il Cavalierato di Gran Croce.<!--more--><span class=\"general_text\"><span class=\"article_text\">L&#8217;ho conosciuta poco pi\u00f9 di un anno fa durante una serata per la presentazione di una donazione di abiti -base per un futuro museo del costume a Milano?- al Castello Sforzesco durante la settimana delle sfilate di Milano Moda Donna di febbraio 2005. Era accompagnata da una comune amica che me la ha subito segnalata e gi\u00e0 l\u00ec ci siamo scambiate alcune battute ironiche perch\u00e9, manifestando il mio compiacimento di conoscerla, evidentemente stavo sottolineando che non era &#8220;giovanissima&#8221;. Qualche mese dopo la chiamai per telefono chiedendole un appuntamento. Abbiamo trascorso insieme alcune ore davanti ad una tazza di te e biscotti nella sua casa di Foro Bonaparte. Le ho posto alcune domande forse banali, ma per me, che mi affacciavo al mondo della moda, importanti per iniziare a comprendere la complessit\u00e0 di un mondo sconosciuto. Gentile, cortese, rispose con pazienza ai miei quesiti, segnalandomi le tappe fondamentali della storia della moda; indicandomi le luci e le ombre di un tempo trascorso e del tempo attuale,ed anche le incertezze del futuro. Ben conosceva l&#8217;evoluzione della moda lei che ne aveva seguito lo svolgimento dall&#8217;anno 37 quando si era trasferita a Parigi. Solo nel 1949 inizia a scrivere, seguendo e illustrando con i suoi schizzi- non c&#8217;erano fotografi per mostrare i capi- il trionfo della moda francese, dal new look di Dior , all&#8217;ascesa di Yves Saint Laurant. Dal 1951 dopo le sfilate della Sala Bianca di Palazzo Pitti, inizia a raccontare la moda italiana e i suoi protagonisti fin dal loro esordio, Capucci, Valentino, Pucci, Missoni e cos\u00ec di seguito.<br \/>\nParlammo di eleganza e mi indic\u00f2 un dato essenziale, &#8220;non basta avere disponibilit\u00e0 economiche e comprare capi di grande firme per essere eleganti&#8221; e cos\u00ec mi segnal\u00f2, nella collezione che avevamo visto al Castello, gli errori; non fu tenera con la proprietaria degli abiti, ma ci tenne a sottolineare che l&#8217;interessata conosceva il suo giudizio. Parlammo di Buzzati, c&#8217;era una fotografia nel salotto; dei suoi figurini -gli schizzi degli abiti con cui accompagnava il resoconto delle sfilate-, molti dei quali, disse con dispiacere, si erano perduti, perch\u00e9 nei giornali non avevano avuto l&#8217;accortezza di conservarli. Parl\u00f2 con gratitudine di Guido Vergani e del libro che le aveva dedicato Una vita dentro la Moda e di una recentissima pubblicazione -l&#8217;autore gliene aveva fatto omaggio- di Quirino Conti Mai il mondo sapr\u00e0. Ci trovammo d&#8217;accordo nel giudizio dal momento che ambedue non eravamo riuscite a portarlo a termine. Mi accorsi che stava sondando la mia cultura.<br \/>\nLe raccontai del progetto Moda e Modi e della rivista Imore, che aveva appena iniziato i primi passi. Mi incoraggi\u00f2 a perseguire i nostri obiettivi, mi disse ce n&#8217;era molto bisogno, &#8221; la gente non sa pi\u00f9 cosa \u00e8 l&#8217;eleganza; c&#8217;\u00e8 troppa confusione negli stili&#8221;. Parlammo dei difetti del giornalismo di moda, delle cartelle stampa cos\u00ec eteree e poco descrittive dei contenuti delle collezioni, delle fonti ispirazioni e degli aspetti tecnici. E mi sorprese chiedendomi &#8220;ma lei scrive?&#8221; le dissi di no che la mia formazione era di area scientifica e non pensavo di poter imparare; insistette &#8220;deve scrivere!&#8221; Ridendo le dissi che allora doveva avere pazienza, perch\u00e9 l&#8217;avrei interpellata spesso specialmente quando avessi dato inizio in Imore alla rubrica di &#8220;Storia della moda&#8221;: non potevo trascurare la sua memoria storica di testimone. Purtroppo la rubrica non \u00e8 ancora iniziata ed io ho perduto l&#8217;occasione di avere come maestra Maria Pezzi.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149?pdf=149\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Pezzi Maria Pezzi ha raccontato per oltre sessanta anni le sfilate, le tendenze di moda, i nuovi talenti dalle pagine di giornali come La Domenica del Corriere, il Giorno, l&#8217;Europeo, Grazia, Donna. Pu\u00f2 essere considerata la pi\u00f9 grande firma del giornalismo di moda italiano. Nel 2001 le era stato conferito il Presidente della Repubblica&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":211,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-149","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/211"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=149"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}