{"id":15041,"date":"2010-06-17T12:39:08","date_gmt":"2010-06-17T10:39:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=15041"},"modified":"2010-06-20T11:06:07","modified_gmt":"2010-06-20T09:06:07","slug":"antonio-marras-intervista-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/antonio-marras-intervista-parte-i\/","title":{"rendered":"Antonio Marras: intervista-parte I"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"580\" height=\"360\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/rnGnm0jga6E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"580\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/rnGnm0jga6E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\"><\/embed><\/object><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Marras ha risposto ad una lunga serie di domande formulate da Marinella Calzona, che ne tracciano il profilo umano e artistico, il percorso professionale e il lavoro creativo quotidiano. Abbiamo preferito non intervenire sulle risposte, per non alterare nulla di ci\u00f2 che lo stilista ha voluto narrare di s\u00e9; anche se ci\u00f2 ci costringe a mandare in rete il testo in due momenti successivi.\u00a0Questa prima parte \u00e8 accompagnata dalle immagini che sintetizzano i primi 10 anni del lavoro dello stilista.<!--more--><strong> <\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_15091\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2.jpg\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15091\" class=\"size-medium wp-image-15091\" title=\"antonio marras colore 2\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/antonio-marras-colore-2-640x640.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/strong><\/a><p id=\"caption-attachment-15091\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Marras<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un suo ritratto, come si definirebbe come uomo e come stilista? Cosa le interessa che gli altri sappiano e apprezzino di lei?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Odio dare definizioni di me stesso: preferisco siano gli altri a farlo. Sono un uomo fortunato che ha il privilegio di fare ci\u00f2 che pi\u00f9 gli piace: un mestiere dove mischiare tutto, ogni possibile forma d&#8217;arte, abiti, musica, teatro, cinema, danza<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come nasce Antonio Marras stilista?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla moda sono approdato per caso, non sono nato e cresciuto con l&#8217;intenzione di fare lo &#8220;stilista&#8221;. In realt\u00e0 ancora oggi odio questa parola, sa di caricatura, di macchietta: l&#8217;inglese designer o, meglio, il francese createur mi sembrano avere tutt&#8217;altra connotazione. Sulla mia carta d&#8217;identit\u00e0 mantengo ancora la definizione commerciante: il mio primo lavoro, ci\u00f2 da cui provengo. Sono &#8220;nato&#8221; e cresciuto nel negozio di stoffe di mio padre ad Alghero, e l\u00ec ho cominciato a maturare un amore ossessivo per i tessuti. Nel lontano 1988 un imprenditore mi chiese di disegnare una collezione. All&#8217;inizio mi parve una pazzia: perch\u00e9 proprio io? Non avevo nessuna esperienza, nessun scuola ufficiale di moda alle spalle: ma decisi comunque di accettare, non avevo nulla da perdere in fondo! Ho lavorato per dieci anni su una linea che non portava il mio nome, ma che ebbe un grosso successo commerciale. E fu proprio questo essere legati al ritorno economico che mi stava convincendo a smettere: ma proprio mentre stavo maturando questa idea, feci un incontro destinato a cambiare la mia vita. Conobbi Maria Lai, un&#8217;artista eccezionale, una donna di 80 anni che mi apr\u00ec un universo al quale non sapevo di appartenere. E cos\u00ec nel 1996, da solo e unicamente con i pochi mezzi a mia disposizione, scelsi di tentare l&#8217;Alta Moda, dove niente era finalizzato esclusivamente alla vendita, grande e pressante censura alla creativit\u00e0. Quelle collezioni mi restituirono entusiasmo e voglia di fare. Il resto \u00e8 storia nota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ispirazione viene degli oggetti, dalla natura, da immagini e scene o dagli avvenimenti personali o globali e dai sentimenti?<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_15101\" style=\"width: 197px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1996.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15101\" class=\"size-medium wp-image-15101\" style=\"margin: 10px;\" title=\"AltaModa 1996\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1996-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1996-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1996.jpg 710w\" sizes=\"(max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15101\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Marra Alta Moda 1996<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arte, cinema, design, musica: tutto, qualsiasi stimolo visivo, qualsiasi forma e materia di natura artistica, artigianale, naturale o artefatta, tutto insomma, anche senza una ragione apparente, pu\u00f2 suscitare il mio interesse e, quindi, essere fonte di ispirazione. A volte, pu\u00f2 bastare una parola detta da un amico al telefono&#8221;\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come considera il rapporto moda e arte. E&#8217; un rapporto paritario, \u00a0oppure, essendo la moda un&#8217;arte applicata, \u00a0semplicemente utilizza richiami ed ispirazioni artistiche?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che oggi queste categorie andrebbero in parte ridefinite; non \u00e8 pi\u00f9 una questione di prestiti o di influenze reciproche, quello che accade realmente \u00e8 che i confini tra arte e moda diventano sempre pi\u00f9 sfumati, al punto che esiste tutta una fascia di esperienze intermedie, difficili da classificare con sicurezza nell&#8217;uno o nell&#8217;altro dei due ambiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente, ho sempre sentito forte la necessit\u00e0 e l&#8217;importanza di lavorare su spazi di autonomia creativa. La libert\u00e0 \u00e8 un lusso che mi permetto per creare qualcosa di trasversale alla moda, qualcosa che nasca da momenti di vita indipendenti, come nel caso dell&#8217;incontro con Maria Lai o con Carol Rama. La loro modalit\u00e0 corrisponde in modo naturale a ci\u00f2 che ho sempre creato. Mi viene in mente un episodio che riguarda proprio Maria Lai. Una volta le dissi che avevo copiato un suo disegno. Mi ha risposto: &#8220;l&#8217;arte \u00e8 un continuo rubare, non ti preoccupare, io rubo dappertutto. Nel momento in cui la rubi, l&#8217;opera diventa tua&#8221;. Ecco, mi sembra che questo ci aiuti a capire quanto sia difficile definire un confine sicuro tra arte e moda &#8220;\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sua moglie e la famiglia nella sua vita.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_15102\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1997.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15102\" class=\"size-medium wp-image-15102\" title=\"Copia di AltaModa 1997\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1997-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1997-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Copia-di-AltaModa-1997.jpg 697w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15102\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Marras AltaModa 1997<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia famiglia \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante della mia vita, ed \u00e8 uno dei motivi principali per cui ho deciso di non lasciare la mia casa di Alghero. L\u00ec ho deciso di far crescere i miei figli, l\u00ec ho conosciuto, amato e sposato la donna pi\u00f9 importante della mia vita, mia moglie Patrizia, che \u00e8 parte fondamentale del mio lavoro. Patrizia \u00e8 la mia fonte di ispirazione, il mio primo e pi\u00f9 importante punto di riferimento, il mio primo critico e, allo stesso tempo, il mio stimolo pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La donna per cui crea le sue collezioni\u00a0 ha i caratteri della donna sarda, forte e fiera, o \u00e8 una donna pi\u00f9 globale e quindi pi\u00f9 ideale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo confessarle che temo molto questa domanda sulla donna ideale &#8220;\u00a6 mi sembra un pochino riduttiva l&#8217;idea dello stereotipo di donna da prendere a modello per una collezione. Credo sia indispensabile riconoscersi in un abito, nei suoi segni, nelle sue forme e, soprattutto, in quello che racconta scoprendo la storia della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che stereotipi od icone, altro termine abusato nella moda, esistono donne che mi attraggono come Pina Bausch, Silvana Mangano, Isabelle Huppert, tanto per fare qualche esempio. Ogni mia collezione racconta una storia diversa, quindi non esiste n\u00e9 un tema ricorrente e neppure un preciso tipo di femminilit\u00e0 a cui io mi riferisca sempre: come dicevo prima, trovo molto riduttivo e poco rispettoso delle donne ridurle ad un &#8220;tipo&#8221;. Io amo le donne, specialmente quelle forti, intelligenti, creative ed indipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15041?pdf=15041\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Marras ha risposto ad una lunga serie di domande formulate da Marinella Calzona, che ne tracciano il profilo umano e artistico, il percorso professionale e il lavoro creativo quotidiano. 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