{"id":15393,"date":"2010-07-14T13:42:17","date_gmt":"2010-07-14T11:42:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=15393"},"modified":"2010-07-14T13:42:17","modified_gmt":"2010-07-14T11:42:17","slug":"lusso-di-moda-o-moda-di-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/lusso-di-moda-o-moda-di-lusso\/","title":{"rendered":"Lusso di moda o moda di lusso?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15394\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15394\" class=\"size-thumbnail wp-image-15394\" title=\"Kelly - Herm\u00e8s\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes.jpg 405w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15394\" class=\"wp-caption-text\">Kelly - Herm\u00e8s<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un settore cos\u00ec fortemente segmentato quale quello della moda, risulta talvolta ostico operare le giuste differenziazioni tra i diversi marchi, in base non solo al prodotto offerto ma anche ai valori e ai significati che tale prodotto assume, alla luce di una pi\u00f9 o meno vasta e significativa tradizione. Negli ultimi anni, a fronte di notevoli cambiamenti nei comportamenti del consumatore e a fronte di un&#8217;incombente esigenza di rinnovamento, i confini fra i diversi ambiti e in particolare fra lusso e moda stanno scemando in maniera progressiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lusso, storicamente, non ha mai seguito le logiche produttive e stilistiche della moda, ma se ne \u00e8 sempre discostato volontariamente, proprio al fine di rappresentare e trasmettere un insieme di valori e significati che nulla avevano a che fare con i principi cardine del fashion.<!--more-->\u00a0L&#8217;obsolescenza programmata e la soddisfazione di necessit\u00e0 stagionali non hanno mai guidato le politiche aziendali dei grandi marchi del lusso, che per loro stessa natura poggiavano su basi totalmente differenti. &#8220;Datemi il lusso! Far\u00f2 a meno del necessario&#8221; diceva Oscar Wilde, nella sua veste di tuonante e inimitabile provocatore. Ecco, il lusso \u00e8 l&#8217;esatto opposto di utilit\u00e0, esigenza, soddisfacimento di bisogni materiali e primari. Il lusso \u00e8 eleganza senza tempo, esclusivit\u00e0, il luogo in cui i sogni si materializzano e il tempo si ferma. Il lusso \u00e8 prima di tutto la risposta storica alla democratizzazione della moda e tutte le strategie aziendali che lo caratterizzano ne sono una conferma, dalla distribuzione alla comunicazione fino alla selezionatissima produzione su misura. \u00c8 proprio a causa di una tradizione cos\u00ec massiccia e di un bagaglio culturale da preservare che negli ultimi decenni i grandi marchi del lusso hanno avvertito la necessit\u00e0 di aggregarsi in giganteschi gruppi finanziari, per evitare che l&#8217;eccessiva offerta di mercato erodesse le loro attivit\u00e0. Ed ecco che nel 1987 nasce LVMH, nel 1999 con l&#8217;acquisizione del gruppo Gucci prende definitivamente piede PPR, insomma l&#8217;alta finanza fa il suo ingresso nel lusso, alla luce di una concorrenza industriale sempre pi\u00f9 sfrenata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moda invece, nella sua accezione pi\u00f9 moderna o, oserei dire, post-moderna, si impone compiutamente negli anni &#8217;70, periodo in cui il felice matrimonio fra stilisti e industria porta alla nascita del pret-a-port\u00ear e delle grandi <em>griffe<\/em> del Made in Italy. Il potere comunicativo di tali realt\u00e0 aziendali risiedeva nella creativit\u00e0 e nell&#8217;immagine del designer, simbolo dei valori trainanti del brand e guru stilistico per il grande pubblico. \u00c8 a questo punto che la grande industria della moda assume i connotati di un settore in continua ascesa, che riesce a farsi arbitro dello stile e dell&#8217; eleganza internazionale. L&#8217;elemento cardine di realt\u00e0 come Armani o Versace \u00e8 il cambiamento stagionale, la presentazione di collezioni completamente rinnovate ogni sei mesi che dettano le tendenze imperanti e sono frutto di un costante lavoro di ricerca sartoriale e creativa. Gli abiti sono destinati ad un pubblico molto pi\u00f9 ampio rispetto a quello del lusso, sono creazioni pensate per soddisfare le esigenze femminili in qualsiasi occasione d&#8217;uso e soprattutto non sono pezzi unici, edizioni limitate o prodotti che incarnano valori di esclusivit\u00e0 ed eternit\u00e0. Gli anni &#8217;80 in particolare vedono il trionfo del total look e gli stilisti italiani sono quelli che pi\u00f9 di altri rappresentano una moda ed una creativit\u00e0 al servizio di una donna in carne ed ossa, con esigenze pratiche diventate vincolanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, pare per\u00f2 che i confini fra un segmento e l&#8217;altro stiano scomparendo, provocando una sovrapposizione di strategie commerciali, produttive e comunicative non trascurabile. I marchi del lusso, grazie al lavoro di singoli stilisti indipendenti, promuovono anch&#8217;essi collezioni stagionali, sebbene caratterizzate da una variet\u00e0 ed una copertura distributiva molto meno invasiva rispetto alle griffe tradizionali.<\/p>\n<div id=\"attachment_15396\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15396\" class=\"size-thumbnail wp-image-15396\" title=\"Sfilata Herm\u00e8s\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15396\" class=\"wp-caption-text\">Sfilata Herm\u00e8s<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle intenzioni di tali brand, la sfilata stagionale si configura come una ricerca ed un laboratorio creativo da supporto all&#8217;immagine e alla reputazione dell&#8217;azienda, che necessita in ogni caso di un certo grado di rinnovamento temporale. Parallelamente il pret-a-port\u00ear sta diventando sempre pi\u00f9 esclusivo, edizioni limitate, capi su misura per il singolo cliente, campagne di comunicazione sempre pi\u00f9 sofisticate e alla ricerca di valori caratterizzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quanto pare, le due facce di una medaglia cos\u00ec multiforme quale la moda si stanno avvicinando e sovrapponendo, in una competizione di cos\u00ec vasta portata da coinvolgere anche tanti altri attori periferici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cause di siffatti cambiamenti sono potenzialmente infinite e appartenenti ad altrettanto infinite categorie, di ordine economico, finanziario, sociale e culturale. Forse gli imperativi di bilancio sono diventati estremamente vincolanti a scapito della tradizione, o forse i consumatori vogliono acquistare sogni a prezzi accessibili. O probabilmente si tratta solo di un naturale e fisiologico cambio di rotta in un contesto in cui il cambiamento rimane la principale ragion d&#8217;essere dell&#8217;intero meccanismo, industriale e culturale.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15393 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes.jpg\" title=\"Sfilata Herm\u00e8s\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/sfilata-hermes-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Sfilata Herm\u00e8s\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15396\"><span class=\"imagecaption\">Sfilata Herm\u00e8s<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes.jpg\" title=\"Kelly - Herm\u00e8s\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/kelly-hermes-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Kelly - Herm\u00e8s\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15394\"><span class=\"imagecaption\">Kelly - Herm\u00e8s<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/armani.jpg\" title=\"Occhiali Armani in edizione limitata\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/armani-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Occhiali Armani in edizione limitata\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15395\"><span class=\"imagecaption\">Occhiali Armani in edizione limitata<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15393?pdf=15393\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un settore cos\u00ec fortemente segmentato quale quello della moda, risulta talvolta ostico operare le giuste differenziazioni tra i diversi marchi, in base non solo al prodotto offerto ma anche ai valori e ai significati che tale prodotto assume, alla luce di una pi\u00f9 o meno vasta e significativa tradizione. 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