{"id":15483,"date":"2010-07-25T15:46:58","date_gmt":"2010-07-25T13:46:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=15483"},"modified":"2010-07-25T15:47:32","modified_gmt":"2010-07-25T13:47:32","slug":"rosso-e%e2%80%99-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/rosso-e%e2%80%99-bello\/","title":{"rendered":"ROSSO E&#8217; BELLO!"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15486\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15486\" class=\"size-medium wp-image-15486 \" title=\"corallo-1\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-1-247x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"240\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15486\" class=\"wp-caption-text\">Coralli<\/p><\/div>\n<p>Quale miglior stagione dell&#8217;estate per indossare un bel gioiello in corallo? Parliamone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pi\u00f9 remoto passato, agli albori della civilt\u00e0, l&#8217;uomo era gi\u00e0 a conoscenza del corallo, che usava soprattutto come talismano per propiziarsi la fortuna. Da sempre, curiosamente, il colore rosso viene associato all&#8217;idea di vita e di bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora in epoca preistorica il corallo cominci\u00f2 ad essere destinato ad impieghi diversi: medicamento panacea, antidoto ai veleni, afrodisiaco, fertilizzante, moneta da baratto, ornamento, perfino laterizio. Simbolo di bellezza fisica nella mitologia greca, di ricchezza in India, di longevit\u00e0 in Giappone, di potere in Cina ed in Africa (basti pensare che ancor oggi nel Benin per partecipare ad un evento in societ\u00e0, un battesimo od un funerale, bisogna obbligatoriamente indossare ornamenti di corallo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il famoso scrittore naturalista romano Plinio il Vecchio, il filosofo greco Teofrasto ed il medico Dioscoride furono tra i primi a classificare il corallo come essere vivente (di origine vegetale), negando cos\u00ec le teorie mineraliste fino ad allora dominanti. Nessuno, comunque, prendeva in considerazione l&#8217;ipotesi che esso potesse appartenere al regno animale. Solo nel 1600 un alchimista ed astrologo napoletano, certo Filippo Fanella, lo cit\u00f2 nei suoi scritti come tale, ma la notizia non fu ritenuta degna di attenzione. Un secolo dopo, pero, esattamente nel 1723, un medico marsigliese di nome Andrea Peyssonnel, sanc\u00ec definitivamente la natura animale del corallo, definendolo anzi composto da una &#8220;colonia di animali&#8221;, ed una commissione di studiosi riconobbe finalmente l&#8217;attendibilit\u00e0 e l&#8217;importanza delle ricerche condotte dallo scienziato francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si contano i testi dedicati all&#8217;affascinante &#8220;oro rosso&#8221;, ma tuttora l&#8217;opera fondamentale in materia resta &#8220;Histoire Naturelle du Corail&#8221; di Henry Lacaze-Duthiers.<\/p>\n<div id=\"attachment_15491\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/icona_4-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15491\" class=\"size-medium wp-image-15491 \" title=\"icona_4-2\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/icona_4-21-300x256.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/icona_4-21-300x256.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/icona_4-21.jpg 434w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15491\" class=\"wp-caption-text\">Corallo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corallo, quindi, altro non \u00e8 che un &#8220;polipaio&#8221; del genere &#8220;Corallium&#8221;, Celenterato della classe degli Antozoi, ordine dei &#8220;Madreporari&#8221;. Per quanto riguarda la specie, invece, il discorso si fa pi\u00f9 complesso, dal momento che ne sono note ben 27 variet\u00e0 presenti in tutto il mondo, dal bacino del Mediterraneo al Giappone, dalle Filippine alle Hawaii, diversamente denominate e differenti per colore, profondit\u00e0 di pesca, morfologia, dimensioni e peso del corno (*).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corallo ha rappresentato in ogni epoca il &#8220;gioiello&#8221; per ogni tasca, destinato non solo ad uso decorativo personale, bens\u00ec anche all&#8217;abbigliamento, alle armi, agli arredi domestici e religiosi (oggi \u00e8 l&#8217;Olanda il Paese che pi\u00f9 usa il corallo nella realizzazione di costumi regionali tipici, mentre in Italia sono Alto Adige ed Abruzzo a sfoggiarlo pi\u00f9 significativamente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premesso che fino ad oggi si ignora qualsiasi indicazione sull&#8217;epoca e sul popolo che per primo ha praticato la manifattura del corallo, \u00e8 possibile comunque documentarne l&#8217;origine in epoca preistorica, grazie ai reperti archeologici portati alla luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1858, ad esempio, durante l&#8217;attivit\u00e0 di costruzione di una strada ferrata presso Basilea, in Svizzera, tra i resti di una palafitta neolitica (8000 a.C.) furono rinvenuti dei frammenti di corallo lavorato. Nei primi anni del 1900, poi, nel Wurtemberg, furono scoperti in una caverna preistorica numerosi ornamenti personali, fra cui qualche corallo forato, mentre in Alta Baviera, presso Costanza, venne trovato uno spillone di bronzo con applicazioni di corallo (probabilmente usato per ornare un&#8217;acconciatura femminile). Il pi\u00f9 antico corallo inciso resta, tuttavia, quello reperito nella cosiddetta Grotta dei Piccioni, in provincia di Chieti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ritiene, ciononostante, che la lavorazione del corallo in epoche tanto remote fosse per lo pi\u00f9 occasionale e svolta su scala modestissima. Proprio per questo, nel vicino Oriente l&#8217;impiego di tale gemma era affiancato a quello dell&#8217;oro e di altri materiali preziosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; stato accertato dagli archeologi che grandi popoli all&#8217;origine della nostra civilt\u00e0, come Sumeri, Egiziani e Fenici, praticavano con abilit\u00e0 l&#8217;incisione del corallo. Ed i Celti nutrirono un vero e proprio culto per esso, al punto che, quando fu introdotto su mercati pi\u00f9 remunerativi e cominci\u00f2 a scarseggiare presso di loro, ne cercarono un sostituto nello smalto rosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Romani, d&#8217;altronde, portarono ad alti livelli la lavorazione artistico-ornamentale del corallo, preferendone l&#8217;impiego in s\u00e9 e per s\u00e9, senza combinarlo con altre materie preziose. Fra le innumerevoli esecuzioni, quella che a ragione pu\u00f2 reputarsi la pi\u00f9 perfetta ed espressiva opera corallina mai compiuta \u00e8 una testa greco-romana di Giove Sereapide, custodito nell&#8217;ufficio privato del direttore del British Museum di Londra (alzi la mano chi non sta pensando &#8220;Beato lui!&#8221;).<\/p>\n<div id=\"attachment_15494\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/presepe-XVII-secolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15494\" class=\"size-medium wp-image-15494 \" title=\"presepe XVII secolo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/presepe-XVII-secolo-300x237.jpg\" alt=\"Presepe in corallo-manifattura trapanese XVII secolo\" width=\"210\" height=\"166\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15494\" class=\"wp-caption-text\">Presepe in corallo-manifattura trapanese XVII secolo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al Cinquecento il corallo viene utilizzato soprattutto per rosari e collane. Il che ne limit\u00f2 la lavorazione a semplici operazioni di taglio dei rametti, arrotondatura e pulitura dei pezzi. Ma in quegli anni si ebbero anche i primi accenni di impiego nell&#8217;arte figurativa e nella scultura. La citt\u00e0 siciliana di Trapani, in particolare, divenne un punto di riferimento per gli altri centri coralliferi mediterranei, specializzandosi in incrostazioni di piccoli manufatti nell&#8217;oreficeria destinata ad arredi sacri e domestici. Al 1570 risale la famosa &#8220;Montagna di Corallo&#8221;, donata dal Vicer\u00e8 di Sicilia a Filippo II di Spagna, nella quale si pu\u00f2 ravvisare l&#8217;apoteosi dell&#8217;arte scultorea isolana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figure sacre, pastori, cherubini, stemmi araldici commissionati dalla nobilt\u00e0 dell&#8217;epoca, completavano l&#8217;estesa gamma dei prodotti tipici siciliani, per quanto significativa sull&#8217;arte trapanese fosse pure l&#8217;influenza dell&#8217;ispirazione levantina, che port\u00f2 ad applicare il corallo a metalli come rame, bronzo ed argento. Nel 1633 furono approvate apposite norme per regolamentare l&#8217;attivit\u00e0 dei corallari trapanesi, sulla scia di quanto avvenuto gi\u00e0 150 anni prima a Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi dell&#8217;Ottocento, bench\u00e9 Genova e Livorno godessero di notevole reputazione e velassero l&#8217;inesorabile declino in atto dell&#8217;arte trapanese, si manifest\u00f2 il preludio alla definitiva concentrazione e &#8220;consacrazione&#8221; nel Napoletano di tutta l&#8217;attivit\u00e0 relativa al corallo (nel 1805 a Torre del Greco sorse la prima &#8220;fabbrica&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia attuale \u00e8 quella di un successo che continua, grazie all&#8217;avveduta combinazione di sapienza artigianale e strategie di marketing.<\/p>\n<div id=\"attachment_15492\" style=\"width: 181px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/mostra_corallo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15492\" class=\"size-full wp-image-15492 \" title=\"mostra_corallo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/mostra_corallo.jpg\" alt=\"Gioielli in corallo\" width=\"171\" height=\"209\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15492\" class=\"wp-caption-text\">Gioielli in corallo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i maggiori problemi oggi riscontrabili nell&#8217;approvvigionamento, i corallari lamentano il forte ridimensionamento delle unit\u00e0 di misura del grezzo, una volta acquistato a quintali ed ora in chilogrammi, mentre il lavorato, un tempo disponibile a chilogrammi, viene trattato in grammi. E recentemente, in occasione della Conferenza di Doha (Qatar), i nostri corallari hanno rischiato che &#8220;l&#8217;oro rosso&#8221; venisse inserito nell&#8217;elenco Cites (che comprende le specie di fauna e flora minacciate di estinzione) e quindi bandito dal commercio. Pericolo per ora scampato. In tutto il bacino del Mediterraneo, tuttavia, si pu\u00f2 riscontrare da tempo una sensibile contrazione nel numero delle &#8220;Coralline&#8221;, anche a causa dell&#8217;assenza di qualsiasi aiuto statale. In particolare, si auspicano interventi governativi volti ad incentivare la specializzazione nella lavorazione del corallo ed a favorire l&#8217;innovazione, per scongiurare che la crisi in atto nel comparto si aggravi ulteriormente. Il vantaggio distintivo e vincente degli operatori di Torre del Greco, di fronte allo spiazzante dilagare della concorrenza asiatica, resta comunque una pi\u00f9 profonda conoscenza tecnica ed esperienza professionale della gemma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 dunque ancora rosso il futuro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) I coralli lavorabili si possono suddividere in due gruppi: tradizionali e nuovi. Tra\u00a0 i primi ricordiamo le seguenti specie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Rubrum&#8221; (denominazione commerciale &#8220;Sardegna&#8221;), di colore rosso uniforme, pescato nel Mar Mediterraneo ed in aree atlantiche dell&#8217;Africa, a profondit\u00e0 di 30-250 mt, con forma a cespuglio, altezza media 15 cm, diametro medio del tronco di 8 mm, peso medio 100 gr.;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Japonicum&#8221; (Moro\/Aka), rosso scuro e scurissimo con &#8220;anima&#8221; longitudinale bianca, pescato nelle acque del Giappone e di Taiwan a 80-300 mt di profondit\u00e0, dalla tipica conformazione a ventaglio, altezza media 25 cm, diametro medio del tronco di 12 mm, peso medio 200 gr.;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Elatius&#8221; (Cerasuolo\/Momo), di colore rosso vivo, salmone, arancio carnicino con &#8220;anima&#8221; centrale bianca, originario delle isole di Taiwan e Giappone, colto a profondit\u00e0 di 150-300 mt, con forma a ventaglio, altezza di 35 cm, diametro del tronco di 25 mm, peso medio di 500 gr.;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Konojoi&#8221; (Bianco\/Shiro), di colore bianco latteo o bianco punteggiato di rosso e rosa, pescato in Giappone e Hainan a profondit\u00e0 di 80-200 mt, con caratteristiche del corno simili a quelle della specie &#8220;Japonicum&#8221; (cfr. sopra);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Secundum&#8221; (Pelle d&#8217;angelo\/Bok\u00e8), di tonalit\u00e0 rosa carne, pescato in Giappone, Taiwan, Hainan, corrente di Hong Kong, a profondit\u00e0 di 150-300 mt, con caratteristiche morfologiche della specie &#8220;Japonicum&#8221; (cfr. sopra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i coralli nuovi distinguiamo tre specie, non ancora classificate scientificamente, conosciute con le seguenti denominazioni commerciali :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rosato\/Midway, di colore bianco o rosa punteggiato o venato di rosso o rosa chiaro uniforme, pescato nell&#8217;isola\u00a0 Midway a 400-600 mt di profondit\u00e0, con caratteri pressoch\u00e8 simili a quelle dello &#8220;Japonicum&#8221; (il diametro medio del tronco \u00e8 per\u00f2 di 15 mm);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Garnet, di colore granato con sfumature rosa di varie intensit\u00e0, pescato nell&#8217;isola Midway in acque profonde da 700 a 900 mt, con caratteristiche analoghe alla specie precedente;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Deep Sea, rosso vivace, rosa chiaro, bianco, sempre venato o chiazzato di granato, pescato a nord-ovest di Midway a profondit\u00e0 di oltre un chilometro, con forma a ventaglio ed a tronchi paralleli poveri di rami primari e secondari, altezza media 30 cm, diametro medio del tronco di 10 mm, peso medio 150 gr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15483 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () 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href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Corallo11.jpg\" title=\"Microscultura in corallo-Manifattura trapanese XVIII secolo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Corallo11-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Microscultura in corallo-Manifattura trapanese XVIII secolo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15493\"><span class=\"imagecaption\">Microscultura in corallo-Manifattura trapanese XVIII secolo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/gioielli-corallo.jpg\" title=\"Anello con corallo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/gioielli-corallo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Anello con corallo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15490\"><span class=\"imagecaption\">Anello con corallo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo.jpg\" title=\"Scultura di corallo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Scultura di corallo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15488\"><span class=\"imagecaption\">Scultura di corallo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/arg_ravello_corallo.jpg\" title=\"Ramo di corallo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/arg_ravello_corallo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Ramo di corallo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15484\"><span class=\"imagecaption\">Ramo di corallo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-nero.jpg\" title=\"Gerardia Savaglia detto corallo nero\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-nero-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Gerardia Savaglia detto corallo nero\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15489\"><span class=\"imagecaption\">Gerardia Savaglia detto corallo nero<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-1.jpg\" title=\"Coralli\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-1-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Coralli\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15486\"><span class=\"imagecaption\">Coralli<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-bianco.jpg\" title=\"Corallo bianco\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/corallo-bianco-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Corallo bianco\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15487\"><span class=\"imagecaption\">Corallo bianco<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl 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in corallo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15483?pdf=15483\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale miglior stagione dell&#8217;estate per indossare un bel gioiello in corallo? Parliamone. Nel pi\u00f9 remoto passato, agli albori della civilt\u00e0, l&#8217;uomo era gi\u00e0 a conoscenza del corallo, che usava soprattutto come talismano per propiziarsi la fortuna. Da sempre, curiosamente, il colore rosso viene associato all&#8217;idea di vita e di bellezza. 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