{"id":15506,"date":"2010-08-01T20:00:40","date_gmt":"2010-08-01T18:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=15506"},"modified":"2010-08-16T11:15:50","modified_gmt":"2010-08-16T09:15:50","slug":"ci-sono-molti-modi%e2%80%a6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/ci-sono-molti-modi%e2%80%a6\/","title":{"rendered":"Ci sono molti modi&#8221;\u00a6"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15507\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15507\" class=\"size-thumbnail wp-image-15507\" title=\"Essere o Apparire\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15507\" class=\"wp-caption-text\">Essere o Apparire<\/p><\/div>\n<p>Osannata e glorificata dagli addetti al settore e dagli appassionati, svilita al rango di fenomeno frivolo e superficiale da pi\u00f9 menti eccelse, additata come il trionfo dello spreco e del materialismo da chi non condivide l&#8217;entit\u00e0 del giro d&#8217;affari messo in atto da un&#8217;industria, la cui ratio rimane ancora oscura a molti.<\/p>\n<p>Come ogni manifestazione dell&#8217;umano ingegno, la moda trova i suoi sostenitori e i suoi detrattori, in una continua lotta per l&#8217;affermazione di cosa sia giusto o sbagliato e in un&#8217;ottica di priorit\u00e0 umane e morali.<\/p>\n<p>Scrivendo per una rivista di moda e nutrendo evidentemente una grande passione per tale settore, sarebbe ipocrita e quanto mai falso additare e stigmatizzare le dinamiche trainanti tale mondo. Nonostante ci\u00f2, mi sembra interessante e doveroso cercare di andare a fondo, allo scopo di capire cosa significhi davvero, ad oggi, il termine moda e quali siano le ripercussioni sociali ed umane di questo contraddittorio, ma affascinante fenomeno.<!--more--><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle innumerevoli sfaccettature economiche, stilistiche e pi\u00f9 in generale attinenti all&#8217;attuale realt\u00e0 industriale del fenomeno, credo sia interessante capire da dove effettivamente una precisa moda o tendenza si origini e quale sia il processo che la conduce ad una progressiva diffusione ed accettazione per poi condannarla ad un inevitabile declino.<\/p>\n<p>Lasciamo per un attimo in secondo piano la comune convinzione che siano gli stilisti, unitamente alla grande macchina economica del tessile, ad imporre e successivamente decretare la fine di un trend, con l&#8217;obiettivo di favorire l&#8217;incessante susseguirsi di nuove proposte e garantire in tal modo l&#8217;inesauribilit\u00e0 della gigantesca industria della moda. A questo punto, quali sono le dinamiche che conducono noi consumatori e aficionados a ritenere l&#8217;adozione di un preciso stile un tratto saliente della nostra identit\u00e0 pubblica e privata?<\/p>\n<p>Arduo rispondere, soprattutto considerando l&#8217;infinit\u00e0 di domande che un tale assunto provocherebbe in relazione ai nostri quotidiani comportamenti di consumo e alle ripercussioni sociali e psicologiche che essi stessi producono.<\/p>\n<p>La moda \u00e8 diventata un tratto saliente della nostra vita e della nostra societ\u00e0, inutile negarlo, non solo all&#8217;interno del suo ambito per eccellenza, quale \u00e8 l&#8217;abbigliamento, ma anche nei pi\u00f9 disparati e impercettibili confini della nostra quotidiana esistenza. Ed ecco che frequentiamo un particolare quartiere o un particolare locale perch\u00e9 in quel momento \u00e8 <em>in<\/em>, organizziamo le nostre serate con una precisa cadenza perch\u00e9 altrimenti saremmo <em>fuori dal giro<\/em>, scegliamo come meta delle nostre vacanze luoghi esotici o metropolitani o <em>alternativi<\/em> perch\u00e9 sempre in quel dato momento vengono considerati destinazioni ambite e imperdibili.<\/p>\n<p>Insomma, da una prima e quanto mai superficiale analisi, sembra che la nostra vita sia scandita da azioni e scelte che vengono unanimemente ritenute giuste e al passo con i tempi. Peccato per\u00f2 che la durata di questi fatidici &#8220;tempi&#8221; sia sempre pi\u00f9 breve, peccato che da un anno all&#8217;altro, o peggio da un giorno all&#8217;altro, ci\u00f2 che veniva considerato <em>fashion <\/em>perda la sua aurea glamour e venga relegato come fuori dallo spazio e dal tempo.<\/p>\n<p>La stessa medesima logica la rintracciamo nell&#8217;abbigliamento, anzi, come detto precedentemente, \u00e8 proprio da tale ambito che questo modo di approcciarsi alle cose e alla vita ha preso piede trionfalmente. Ogni anno gli stilisti ci propongono almeno due principali collezioni, che si moltiplicano esponenzialmente man mano che scaliamo i gradini della segmentazione del mercato, per arrivare ai grandi distributori del fast fashion che riempiono gli scaffali delle loro cattedrali consumistiche con proposte che cambiano ogni settimana. Ci\u00f2 che acquistiamo durante la stagione corrente fra un anno potrebbe essere addirittura tacciato come demod\u00e9, costringendo i nostri deboli e facilmente influenzabili animi a sentirsi fuori luogo indossando ci\u00f2 che appena pochi mesi prima dettava tendenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_15510\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15510\" class=\"size-thumbnail wp-image-15510\" title=\"Consumismo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumismo-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumismo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumismo-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15510\" class=\"wp-caption-text\">Consumismo<\/p><\/div>\n<p>Lungi dall&#8217;essere una critica pretenziosamente moralistica o un ammonimento alla condanna del settore del fashion nella sua interezza, le considerazioni appena precedenti vorrebbero solo far luce sulle dinamiche socio-economiche che intervengono ad influenzare le scelte e i comportamenti d&#8217;acquisto di noi tutti. Ci\u00f2 allo scopo di comprendere cosa sia diventata attualmente la moda e in che modo ci si approcci ad essa.<\/p>\n<p>All&#8217;interno dei vari libri passati fra le mani di chi la moda l&#8217;ha studiata con l&#8217;intenzione di capirne le profonde motivazioni sottostanti, i soggetti considerati ideatori e promotori delle tendenze che annualmente mettono in moto un impressionante congegno economico e sociale sono molteplici. Il famoso Bureaux de Style, pool di sociologi, designer, imprenditori e produttori di fibre che intercettano con largo anticipo i trend futuri, unitamente ai tanto osannati e invidiati &#8220;opinion leaders&#8221; e &#8220;fashion innovators&#8221;, animi con una particolare sensibilit\u00e0 estetica e stilistica, ai quali si richiede di anticipare e di conseguenza influenzare le mode di anno in anno. A completamento di tale entourage potremmo annoverare la lunga serie di fiere nazionali e internazionali, la creativit\u00e0 dei nostri stilisti e la scoperta di nuovi materiali e nuove tecniche sartoriali da parte di chi \u00e8 impegnato in un costante lavoro di ricerca. Parallelamente a tali figure, molte aziende hanno ammesso di avere all&#8217;interno dei Paesi pi\u00f9 socialmente ed economicamente &#8220;vivi&#8221; figure incaricate di studiare &#8220;la strada&#8221;, la sua popolazione e il suo stile di vita, allo scopo di sviscerare possibili scenari futuri da presentare in passerella. Sono questi i cosiddetti &#8220;cool hunter&#8221;, nella lingua di Dante &#8220;cacciatori di tendenze&#8221;, vivida testimonianza della duplice provenienza delle mode e del vicendevole scambio fra laboratori stilistici e intuizioni di massa.<\/p>\n<p>A prescindere per\u00f2 dalla netta importanza ricoperta da tali figure nel progressivo alternarsi delle mode e delle tendenze, \u00e8 innegabile quanto il fenomeno, una volta arrivato al fruitore finale, diventi una potente arma di identificazione. Identificazione che si sviluppa non solo a livello sociale, in una complessa rete di relazioni basate molto spesso su fondamenta unicamente di superficie, ma anche sul piano privato e individuale. Il costante tentativo di far derivare la propria peculiare personalit\u00e0 da un&#8217;attenta e studiata costruzione del proprio corpo e della propria immagine ne \u00e8 la pi\u00f9 alta manifestazione. L&#8217;eventuale sovrapposizione delle due entit\u00e0, per\u00f2, potrebbe risultare in una personalit\u00e0 completamente artificiale, o meglio in un&#8217;identit\u00e0 che affonda le sue radici in valori soggetti a cambiamenti repentini e costanti.<\/p>\n<p>Ovviamente tali prospettive costituiscono scenari assolutamente estremi, ma purtroppo molto pi\u00f9 subdoli e diffusi di quanto si possa immaginare.<\/p>\n<p>La moda \u00e8 un meccanismo perfetto, che solo nel nostro Paese costituisce l&#8217;11% dell&#8217;intero settore manifatturiero, dando lavoro a circa un milione di persone. \u00c8 uno degli ambiti in cui la ricerca costante e l&#8217;inattaccabile professionalit\u00e0 diventano i presupposti per una piena espressione della creativit\u00e0, una creativit\u00e0 dalle mille sfaccettature che non cessa mai di stupire anche i critici pi\u00f9 severi. Ma la moda \u00e8 anche un fenomeno sociale di vasta portata, con evidenti ripercussioni sull&#8217;immagine e le identit\u00e0 individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moda necessita di essere sostenuta, amata e rafforzata, ma sempre nella consapevolezza che si tratti di un affascinante e fortemente simbolico mezzo di adornamento e piacevolezza estetica, piuttosto che un fine o una ragione di vita, che interviene a moderare le nostre scelte esistenziali.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15506 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumismo.jpg\" title=\"Consumismo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumismo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Consumismo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15510\"><span class=\"imagecaption\">Consumismo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda.jpg\" title=\"Essere o Apparire\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Essere o Apparire\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15507\"><span class=\"imagecaption\">Essere o Apparire<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumi.jpg\" title=\"Consumi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/consumi-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Consumi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15509\"><span class=\"imagecaption\">Consumi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda-anoressia.jpg\" title=\"Mutevolezza dei modelli\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/moda-anoressia-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Mutevolezza dei modelli\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption15508\"><span class=\"imagecaption\">Mutevolezza dei modelli<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15506?pdf=15506\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osannata e glorificata dagli addetti al settore e dagli appassionati, svilita al rango di fenomeno frivolo e superficiale da pi\u00f9 menti eccelse, additata come il trionfo dello spreco e del materialismo da chi non condivide l&#8217;entit\u00e0 del giro d&#8217;affari messo in atto da un&#8217;industria, la cui ratio rimane ancora oscura a molti. 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