{"id":15525,"date":"2010-08-18T12:07:50","date_gmt":"2010-08-18T10:07:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=15525"},"modified":"2011-05-30T14:35:54","modified_gmt":"2011-05-30T12:35:54","slug":"maison-martin-margiela-%e2%80%9820%e2%80%99","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/maison-martin-margiela-%e2%80%9820%e2%80%99\/","title":{"rendered":"Maison Martin Margiela &#8220;\u02dc20&#8242;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-15526\" title=\"masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"134\" height=\"180\" \/><\/a>Fino al 5 settembre la Somerset House di Londra celebra i 20 anni di carriera di uno dei pi\u00f9 geniali esponenti della <em>&#8220;\u02dcmoda concettuale&#8217;<\/em>. La retrospettiva <em>&#8220;\u02dcMaison Martin Margiela (20) The Exhibition&#8217; <\/em>curata da Kaat Debo<em> <\/em>comprende istallazioni, video, foto e abiti (alcuni creati espressamente per l&#8217;esposizione) che ripercorrono le tappe e riassumono lo stile del sovversivo designer belga, che ha fatto del decostruzionismo e di un approccio <em>&#8220;\u02dcavanguardista&#8217;<\/em> all&#8217;abito, il tratto distintivo della sua filosofia estetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore quasi ossessivo per il colore bianco, la latitanza mediatica dello stilista, la sperimentazione di un approccio no-logo alla griffe e i punti vendita veramente difficili da trovare, sottolineano l&#8217;unicita&#8217; di creazioni concepite in un punto indefinito del percorso che collega il capo o l&#8217;accessorio fashion, il must have divenuto oggetto di culto e un approccio al design decisamente non tradizionale. Portando avanti il racconto di una moda eccentrica e di rottura, inventato negli anni &#8217;80 da fashion designers orientali come Rei Kawakubo (storica fondatrice del marchio Comme des Garcon), Margiela sfida e ridefinisce le proporzioni classiche del corpo, costruisce armonie dissonanti che proprio non ci stanno a rispettare le regole, in primis il dogma totalizzante della sezione aurea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverse collezioni hanno esplorato le possibilita&#8217; del sovradimensionamento attraverso abiti e accessori, vestiti-involucro oversize che realizzano una metamorfosi del corpo, avvolto e contenuto in favolosi bozzoli artificiali. Proposte moda tratte dal guardaroba delle bambole e caratterizzate da dettagli esasperati, come zip e bottoni giganteschi, si alternano a sperimentazioni sartoriali che agendo sugli scolli, ridefiniscono in modo netto, volutamente esasperato, le spalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrapponendosi ad una visione sfrontata del lusso, le creazioni di Margiela utilizzano materiali di riciclo e tessuti avvenieristici, palette monocromatiche ed essenziali. La ricchezza non dipende dall&#8217;uso di stoffe pregiate e&#8217; frutto di numerose ore di lavorazione, impiegate per realizzare capi unici e diligentemente segnalate nel percorso espositivo della mostra. Ci sono volute 51 ore di lavoro per creare la giacca fatta di parrucche bionde che ha sfilato per la Primavera-Estate del 2009, 45 ore per il top-mosaico ricoperto di piccoli specchi, presentato nell&#8217;ambito della collezione Primavera-Estate del 2008, 47 ore per il jeans multicolore che assembla cinte e parti di trench vintage in cuoio, portato in passerella per l&#8217;Autunno-Inverno 2006-2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura, essenza proggettuale di ogni abito, viene posta in evidenza, svelata e messa in primo piano. L&#8217;uso frequente del <em>trompe d&#8217;oeil<\/em> caratterizza collezioni, campagne fotografiche, persino gli interni degli uffici e degli store della maison. L&#8217;illusione ottica e&#8217; esasperata attraverso i complementi d&#8217;arredo, specchi barocchi, porte decorate con immagini di altre porte (che riproducono in bianco e nero l&#8217;estetica metropolitana dei cartelloni stradali) amplificano impressioni, restituendo effetti labirintici. L&#8217;allestimento della mostra trae spunto da queste suggestioni creando un percorso interessante che fonde tempo e spazio, descrive l&#8217;istante in cui la moda diventa arte secondo Martin Margiela.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15525?pdf=15525\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 5 settembre la Somerset House di Londra celebra i 20 anni di carriera di uno dei pi\u00f9 geniali esponenti della &#8220;\u02dcmoda concettuale&#8217;. 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