{"id":1649,"date":"2008-12-11T15:35:24","date_gmt":"2008-12-11T13:35:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=1649"},"modified":"2012-01-15T21:13:08","modified_gmt":"2012-01-15T19:13:08","slug":"inno-alle-gioie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/inno-alle-gioie\/","title":{"rendered":"Inno alle gioie"},"content":{"rendered":"<dl id=\"attachment_1651\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 207px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/anello2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1651 \" title=\"anello2\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/anello2.jpg\" alt=\"Anello di fidanzamento e nuziale del XIX sec.\" width=\"197\" height=\"135\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Anello di fidanzamento e nuziale del XIX sec.<\/dd>\n<\/dl>\n<p>Percorrendo, anche solo mentalmente, l&#8217;Italia, possiamo parafrasare un celebre detto: &#8220;Paese che vai, gioielli che trovi&#8221;. In effetti, sono molte nella nostra nazione, anche senza considerare i distretti pi\u00f9 noti, le comunit\u00e0 che da tempo fondano la loro economia e la loro cultura sui preziosi.<\/p>\n<p>Mettiamoci, allora, in viaggio, per scoprirne le caratteristiche pi\u00f9 curiose.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_1658\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/bottoni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1658\" class=\"size-full wp-image-1658\" title=\"bottoni\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/bottoni.jpg\" alt=\"Bottoni in oro del XIX sec.\" width=\"197\" height=\"123\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1658\" class=\"wp-caption-text\">Bottoni in oro del XIX sec.<\/p><\/div>\n<p>Prima, per\u00f2, va ricordato che la gioielleria &#8211; ovunque ed in ogni epoca investita di un prestigio particolare e di un onere economico elevato &#8211; \u00e8 stata sempre considerata un&#8217;arte aulica, cos\u00ec come si racconta nella leggenda medievale di S. Eligio, un orefice di corte che per la sua onest\u00e0 divenne appunto patrono della categoria. Fin da Omero, in verit\u00e0, le opere di gioielleria sono molto apprezzate, anzi il poeta greco definiva gli orefici i soli artisti in grado di produrre oggetti al culmine dell&#8217;ingegnosit\u00e0 tecnica e della perfezione stilistica.<\/p>\n<p>In ogni epoca il gioiello \u00e8 realizzato non solo per creare ricchezza, ma anche per donare gioia e felicit\u00e0. Ci\u00f2 che caratterizza gli artefici popolari \u00e8 il fatto di non abbandonare mai i loro repertori tradizionali, anche quando essi apprendono nuove forme decorative. Ne offre un esempio la Lombardia, che vanta radici millenarie in questo campo: tesori longobardi sono conservati nel Duomo di Monza, nella Basilica di Sant&#8217;Ambrogio, in alcune chiese di Bergamo e di Chiavenna.<\/p>\n<div id=\"attachment_1652\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ridimensiona-dicorona-ferrea-giuseppe-borsoi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1652\" class=\"size-full wp-image-1652\" title=\"ridimensiona-dicorona-ferrea-giuseppe-borsoi\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ridimensiona-dicorona-ferrea-giuseppe-borsoi.jpg\" alt=\"Corona Ferrea\" width=\"198\" height=\"127\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1652\" class=\"wp-caption-text\">Corona Ferrea<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;arte orafa raggiunse a Milano il suo pieno sviluppo nel XV secolo. Ed oggi, accanto all&#8217;attivit\u00e0, dei gioiellieri milanesi, va segnalata la nascita di un centro di lavorazione a Mede Lomellina, sotto l&#8217;influenza della vicina Valenza Po. Per quanto riguarda l&#8217;argento, va segnalata la produzione in stile degli esperti cesellatori di Como, di Cernobbio e di Fino Mornasco.<\/p>\n<p>Anche il Trentino ha tradizioni antiche: uno splendido reliquiario gotico \u00e8 conservato nel duomo tridentino, mentre un esemplare rinascimentale di tabernacolo cuspidato con pinnacoli e nicchie si pu\u00f2 visitare nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Oggi i maggiori centri di produzione sono, oltre al capoluogo, a Cavalese, Mattarello, San Martino di Castrozza e Pieve Tesino.<\/p>\n<p>Numerose ed antiche le testimonianze di arte orafa custodite nei musei del Veneto, particolarmente in quello di Adria: piastrine votive preistoriche, monili, braccialetti, fibule e collane di epoca etrusca e romana, gioielli di et\u00e0 barbarica, che ci parlano tutti di una cultura senza tempo. Fra tutti, basti accennare al tesoro della Basilica di San Marco, uno dei pi\u00f9 ricchi della cristianit\u00e0, per oggetti di oreficeria bizantina, soprattutto gemme e smalti.<\/p>\n<div id=\"attachment_1653\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/fibbia-aurea-con-pietre-preziose-bottega-veneziana-meta-xiv-verona-museo-civico-wwwmestieriarteit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1653\" class=\"size-full wp-image-1653\" title=\"fibbia-aurea-con-pietre-preziose-bottega-veneziana-meta-xiv-verona-museo-civico-wwwmestieriarteit\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/fibbia-aurea-con-pietre-preziose-bottega-veneziana-meta-xiv-verona-museo-civico-wwwmestieriarteit.jpg\" alt=\"Fibbia aurea con pietre preziose (Bottega veneziana met\u00e0 XIV sec).\" width=\"199\" height=\"222\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1653\" class=\"wp-caption-text\">Fibbia aurea con pietre preziose (Bottega veneziana met\u00e0 XIV sec).<\/p><\/div>\n<p>Venezia, in effetti, vantava un&#8217;antica scuola orafa, con sede nei pressi della Chiesa di S. Stae, famosa per un particolare tipo di maglia chiamato &#8220;Manin&#8221;, con cui si fabbricavano orecchini, anelli, spille in foggia di farfalla e di libellula. Orafi e cesellatori fiorirono anche a Padova, dove tuttora si conservano splendidi calici, reliquiari ed evangelari del &#8220;\u02dc400 e &#8220;\u02dc500; altri a Treviso, Verona e Vicenza.<\/p>\n<p>Pure l&#8217;Emilia annovera una storia secolare nella gioielleria sacra: il massimo orafo del Trecento fu Jacopo Roseto, autore del reliquiario del capo di San Domenico nell&#8217;omonima chiesa di Bologna. Stupendi anelli concepiti nel cosiddetto &#8220;stile bolognese&#8221; sono ancora creati in alcuni laboratori della citt\u00e0, dove allo stile tradizionale ben si coniuga il design moderno.<\/p>\n<p>La storia dell&#8217;arte orafa toscana \u00e8 assai ricca e complessa. Basti pensare che gi\u00e0 nel 1400 Firenze dominava incontrastata su tutta la regione e molti dei suoi artisti pi\u00f9 famosi iniziarono la loro carriera proprio come orafi, per poi passare alla pittura, alla scultura, all&#8217;architettura: dal Ghiberti al Brunelleschi, dal Verrocchio al Pollaiolo, da Leonardo al Cellini.<\/p>\n<p>Lo smalto costituisce uno degli elementi pi\u00f9 importanti della decorazione orafa fiorentina e ne documentano la diffusione i tanti prodotti delle botteghe artigiane esportati ovunque. Anche oggi Firenze \u00e8 una capitale dell&#8217;artigianato e della bigiotteria, mentre ad Arezzo ogni anno si lavorano centinaia di tonnellate d&#8217;oro per preziosi manufatti.<\/p>\n<p>Insolita, invece, \u00e8 la vicenda delle Marche, la cui tradizione orafa risale addirittura ai Romani, ma ebbe l&#8217;impulso pi\u00f9 forte nel Medioevo e nel Rinascimento, finch\u00e9 una lenta decadenza iniziata nel &#8220;\u02dc900 non ne ha cancellato le tracce. Ma negli ultimi anni, grazie ad alcuni studenti e docenti degli Istituti d&#8217;Arte di Pesaro, Fano, Ancona e Macerata, l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 parzialmente ripresa.<\/p>\n<div id=\"attachment_1660\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/presentosa-wwworafomancinelliit.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1660\" class=\"size-full wp-image-1660\" title=\"presentosa-wwworafomancinelliit\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/presentosa-wwworafomancinelliit.gif\" alt=\"Presentosa (foto da web)\" width=\"150\" height=\"149\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1660\" class=\"wp-caption-text\">Presentosa (foto da web)<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;Abruzzo, d&#8217;altro canto, deve l&#8217;origine e lo sviluppo della produzione orafa ai monaci Benedettini di Montecassino, che gi\u00e0 nel Medioevo la spinsero a livelli tecnici e stilistici altissimi. La lavorazione si basa prevalentemente su una filigrana purissima di eccezionale fattura: un monile tipico \u00e8 la &#8220;presentosa&#8221;, un medaglione d&#8217;oro o d&#8217;argento che le donne portano al collo, il cui nucleo centrale \u00e8 formato da due cuori trafitti da una freccia. I maggiori centri della produzione orafa abruzzese sono: Pescocostanzo, Sulmona, Guardiagrete, Scano.<\/p>\n<p>Nel Lazio oggi si assiste ad una riscoperta delle lavorazioni artigiane che tendono a superare per qualit\u00e0 e finezza esecutiva la stessa produzione industriale. Tra le citt\u00e0 pi\u00f9 attive ricordiamo Albano Ariccia, Fiuggi, Frosinone, Mentana ed anche Roma, dove in alcuni viali intorno a Campo dei Fiori si possono incontrare parecchi laboratori. Capolavori di arte orafa del passato si conservano in quasi tutte le chiese della capitale, nella cattedrale di Gaeta ed in quella di Anagni.<\/p>\n<p>La gioielleria napoletana \u00e8 da intendere soprattutto come arte di corte. Maestri orafi ed argentieri operavano solo per il sovrano e la reale famiglia, per il clero e per potenti feudatari, per banchieri e ricchi mercanti. Fu solo con l&#8217;affermarsi, alla fine del &#8220;\u02dc400, della Corporazione che i maestri orafi accrebbero la loro clientela attraverso lo sviluppo del commercio e l&#8217;estendersi degli interessi borghesi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1659\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/pettorale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1659\" class=\"size-full wp-image-1659\" title=\"pettorale\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/pettorale.jpg\" alt=\"Pettorale con inserti in corallo, perle e pietre preziose del XIX sec.\" width=\"198\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/pettorale.jpg 198w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/pettorale-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/pettorale-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1659\" class=\"wp-caption-text\">Pettorale con inserti in corallo, perle e pietre preziose del XIX sec.<\/p><\/div>\n<p>E&#8217; difficile parlare di gioielli in Campania senza accennare al corallo. Simbolo della fecondit\u00e0 e gi\u00e0 impiegato dai Romani come amuleto, sal\u00ec in auge nel 1500 per merito dei Siciliani di Trapani e Messina, ma dal 1800 il predominio assoluto lo acquistarono i Napoletani, allorch\u00e9 il marsigliese Paolo Bartolomeo Martin fond\u00f2 una fabbrica nel bel Palazzo Caracciolo. Inoltre, nel 1879 venne attivata una Scuola d&#8217;Incisione del corallo, tuttora operante col nome di Istituto Statale per l&#8217;Arte del Corallo e l&#8217;Oreficeria.<\/p>\n<p>Infine, la Calabria si distingue per una raffinata tradizione manifatturiera, che vede dominare la filigrana d&#8217;oro e d&#8217;argento, le medaglie, le catene, tutte destinate all&#8217;ornamento femminile. Tra i centri principali menzioniamo: Catanzaro, Crotone e Castel Silano.<\/p>\n<p>Buon viaggio a tutti, dunque, nel Belpaese delle gioie!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1649?pdf=1649\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anello di fidanzamento e nuziale del XIX sec. Percorrendo, anche solo mentalmente, l&#8217;Italia, possiamo parafrasare un celebre detto: &#8220;Paese che vai, gioielli che trovi&#8221;. In effetti, sono molte nella nostra nazione, anche senza considerare i distretti pi\u00f9 noti, le comunit\u00e0 che da tempo fondano la loro economia e la loro cultura sui preziosi. 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