{"id":17918,"date":"2010-11-29T17:01:30","date_gmt":"2010-11-29T15:01:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=17918"},"modified":"2010-11-29T17:02:44","modified_gmt":"2010-11-29T15:02:44","slug":"indimenticabile-chic-sciu-scia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/indimenticabile-chic-sciu-scia\/","title":{"rendered":"Indimenticabile &#8220;Chic Sci\u00f9 Scia&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_17920\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/dolce-y.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-17920\" class=\"size-medium wp-image-17920 \" title=\"Emilio Schubert\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/dolce-y-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/dolce-y-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/dolce-y.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17920\" class=\"wp-caption-text\">Federico Emilio Schuberth e Anita Eckberg<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stile spettacolare ed onirico, che fece furore negli anni &#8217;60, del &#8220;sarto delle dive&#8221; Emilio Schuberth, italiano (anzi napoletano) malgrado il cognome, torna a rivivere, oltre che negli abiti, in una trilogia di profumi lanciati all&#8217;ultimo Cosmoprof di Bologna dalla maison che reca il suo nome, rivisitando la sua nobile storia. Si tratta di Coquillage, Taffetas e Schu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultimo porta la denominazione di un&#8217;essenza di grande successo negli anni della Dolce Vita (in effetti comparve pure nel celebre film di Fellini), distillata per la prima volta nel 1955 dalla Adam di Parma, a cui Schubert si era rivolto per la produzione delle sue fragranze. La &#8220;mission&#8221;, come si direbbe oggi, era quella di ammaliare il senso dell&#8217;olfatto e &#8211; perch\u00e9 no? &#8211; del gusto, cos\u00ec come la qualit\u00e0 della stoffa seduceva la vista, il tatto, perfino l&#8217;udito con i suoi fruscii, in una sorta di sinestesia polisensoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepiti per la donna di classe moderna, i nuovi profumi di Emilio Schuberth, riprendono anche nell&#8217;immagine grafica il fasto del passato, quando era in essere la proficua collaborazione col talentuoso maestro della comunicazione Ren\u00e9 Gruau (egli pure italiano a dispetto del nome), che aveva gi\u00e0 espresso la sua creativit\u00e0 per il Dior del New Look con segni slanciati evocativi delle pennellate di Toulouse-Lautrec. In effetti, Schuberth pu\u00f2 ben definirsi un sarto-pittore (egli stesso si proclamava &#8220;il Picasso degli anni Cinquanta&#8221;), sensibile all&#8217;estro del sogno per fare di ogni donna una creatura unica e distintiva, cos\u00ec come unico e distintivo \u00e8 ogni quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_17921\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 218px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gina-lollogrida-federico-emilio-schuberth-son-atelier-23-octobre-1954.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-17921 \" title=\"gina lollogrida federico emilio schuberth son atelier 23 octobre 1954\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gina-lollogrida-federico-emilio-schuberth-son-atelier-23-octobre-1954-260x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gina-lollogrida-federico-emilio-schuberth-son-atelier-23-octobre-1954-260x300.jpg 260w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gina-lollogrida-federico-emilio-schuberth-son-atelier-23-octobre-1954.jpg 276w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Federico Emilio Schuberth e Gina Lollogrida  &#8211; Foto Archivio Palmas<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprannominato &#8220;Chic Sci\u00f9 Sci\u00e0&#8221; (per l&#8217;eleganza dei suoi abiti, per il glamour del suo profumo pi\u00f9 famoso, per l&#8217;amicizia con Soraya), Schuberth, nato nel 1904 e scomparso nel 1972, fu uno dei maggiori interpreti che occuparono la scena della moda italiana ai suoi albori, partecipando il 12 Febbraio 1951 alla storica passerella fiorentina di Palazzo Pitti e poi nel 1953 contribuendo a fondare il Sindacato Italiano di Alta Moda assieme alle sorelle Fontana, Alberto Fabiani, Vincenzo Ferdinandi, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Heim e pochi altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A lui &#8220;<em>arbiter elegantiae<\/em>&#8221; si deve una sorta di &#8220;rivoluzione copernicana&#8221; nel campo della moda grazie ad un ribaltamento di ottica nei confronti del ruolo del sarto, non pi\u00f9 operoso artigiano dietro le quinte, ma artista creativo dello stile vestimentale (entr\u00f2 in prima persona nello show-business recitando nel ruolo di se stesso in &#8220;Era lui&#8221;\u00a6 S\u00ec! S\u00ec!&#8221; con Sophia Loren, per la quale disegn\u00f2 molti abiti ispirandosi ad Eleonora Duse, e prendendo parte al famoso programma televisivo &#8220;Il Musichiere&#8221;). Egli &#8211; come ha giustamente riconosciuto Beppe Modenese &#8211; &#8220;cap\u00ec per primo l&#8217;importanza della comunicazione della moda attraverso l&#8217;eccentricit\u00e0 e la bravura. Esaltava la donna con il senso del colore e dello spettacolo&#8221;. Che dire, in effetti, davanti agli aristocratici barboncini, dipinti nei colori degli abiti, che Schuberth faceva sfilare a fianco delle modelle? Se possiamo riconoscere un suo degno erede in uno stilista odierno, dobbiamo forse citare Valentino, che fu appunto suo allievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di Schuberth, del resto, \u00e8 una donna internazionale, iconica degli anni &#8217;50: formosa ma con vita stretta, ricca ma inguaribilmente romantica. Le sue clienti furono soprattutto principesse e attrici, da Soraya (per cui si dice che realizz\u00f2 un intero guardaroba regale nel giro di una notte) a Maria Pia di Savoia, da Rita Hayworth a Brigitte Bardot, da Ingrid Bergman a Silvana Mangano, per citare solo alcune delle tante che passarono per il suo atelier capitolino soprannominato &#8220;la quinta basilica di Roma&#8221;. Ma tra le sue creazioni pi\u00f9 apprezzate vi furono pure le semplici vestagliette che fece indossare a Gina Lollobrigida in pellicole come &#8220;Pane, amore e fantasia&#8221;, &#8220;La provinciale&#8221;, &#8220;La romana&#8221;. Del resto l&#8217;attrice stessa dichiar\u00f2: &#8220;Fu lui a farmi diventare la Lollo nazionale, con il vitino da vespa e il seno all&#8217;italiana&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_17923\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 210px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/n27444074731_790768_7284.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-17923  \" title=\"Schubert \" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/n27444074731_790768_7284-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/n27444074731_790768_7284-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/n27444074731_790768_7284.jpg 403w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Schuberth P\/E 2009<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, da buon napoletano, egli amava vestire le donne come statuine di Capodimonte settecentesche, con i corpini avvitati, ampie sottane a ruota, petto in fuori. E ancora oggi si ricorda il suo stile per certi dettagli raffinati come le camicette bianche con gli jabot di pizzo e le gonne tessute a prato, con tulle e lustrini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;odierna moda della maison Schuberth, di cui \u00e8 direttore creativo la brava Elena Perrella, pur innovando a livello di tessuti, tagli, toni stilistici, cerca sempre di conservare e valorizzare i tratti distintivi del suo fondatore, che si riscontrano in particolari importanti come i preziosi ricami, i fiocchi e le stampe fedeli ai motivi originali, tutti realizzati rigorosamente in Italia (la sede commerciale \u00e8 strategicamente ubicata a Milano) con una sapiente combinazione di materiali e tecniche all&#8217;insegna del vero lusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella memoria della moda italiana Schuberth resta dunque un protagonista imprescindibile, degno forse di una miglior riscoperta, perch\u00e9 avrebbe ancora molto da insegnarci.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17918?pdf=17918\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stile spettacolare ed onirico, che fece furore negli anni &#8217;60, del &#8220;sarto delle dive&#8221; Emilio Schuberth, italiano (anzi napoletano) malgrado il cognome, torna a rivivere, oltre che negli abiti, in una trilogia di profumi lanciati all&#8217;ultimo Cosmoprof di Bologna dalla maison che reca il suo nome, rivisitando la sua nobile storia. 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