{"id":17969,"date":"2010-12-10T18:08:23","date_gmt":"2010-12-10T16:08:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=17969"},"modified":"2010-12-10T19:04:01","modified_gmt":"2010-12-10T17:04:01","slug":"1960-il-ballo-le-olimpiadi-la-dolce-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/1960-il-ballo-le-olimpiadi-la-dolce-vita\/","title":{"rendered":"1960: Il Ballo, le Olimpiadi, la Dolce vita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Invito_Roma_mail4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17977\" title=\"Invito\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Invito_Roma_mail4-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/a>Il 3 settembre 1960, mentre l&#8217;Italia viveva una fase di forte boom economico, si teneva a Napoli un ballo descritto dalla stampa come l&#8217;<em>&#8220;evento mondano del secolo&#8221;<\/em>. I duchi Francesco ed Elena Serra di Cassano accoglievano nei saloni del loro splendido palazzo pi\u00f9 di mille invitati fra cui capi di stato, il gotha dell&#8217;aristocrazia internazionale, assieme a personalit\u00e0 eccellenti del giornalismo, della moda e del costume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ballo organizzato per festeggiare l&#8217;apertura delle regate olimpiche a Napoli, ospitate dalla citt\u00e0 durante la XVII edizione dei Giochi che si stavano svolgendo a Roma, ha dato vita ad un evento senza uguali nella memoria dell&#8217;intera Nazione, un insieme di eleganza e celebrit\u00e0 paragonabile solo alla <em>r\u00e9union<\/em> che si tenne a New York qualche anno dopo, su invito dell&#8217;autore di <em>&#8220;Colazione da Tiffany&#8221;<\/em> Truman Capote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un prezioso volume edito da Mondadori-Electa racconta questo evento eccezionale ricostruendo attraverso 200 immagini, documenti inerenti la storia di Palazzo Serra, carteggi autografi fra i duchi e gli ospiti della serata, l&#8217;affresco di un&#8217;intera epoca, narrata attraverso gli articoli pubblicati per l&#8217;occasione dai principali quotidiani e periodici nazionali e internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume<em> &#8220;1960. L&#8217;anno dei re a Napoli il ballo a Palazzo Serra di Cassano, le Olimpiadi, la Dolce Vita&#8221;<\/em> a cura di Francesco Serra di Cassano, Masha Prunas Hobart, Amedeo Palazzi, Peter Glidewell e Fabio Nicolucci, verr\u00e0 presentato il 15 dicembre presso la Fondazione Memmo &#8211; Palazzo Ruspoli a Roma e rientra in un progetto pi\u00f9 ampio che comprende due mostre organizzate a Napoli e nella Capitale. Oltre ad interventi appositamente commissionati a protagonisti della vita culturale, imprenditoriale e mondana dell&#8217;Italia di ieri e di oggi, come il giornalista e scrittore Nicola Caracciolo, l&#8217;avvocato Mario D&#8217;Urso e l&#8217;esperto di cucina e costume Franco Santasilia, la pubblicazione comprende contributi eccellenti che recano la firma di Roberto Capucci e Paolo Bulgari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_17974\" style=\"width: 223px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Copertina-del-libro-ricavata-dallinvito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-17974\" class=\"size-medium wp-image-17974\" title=\"Copertina del libro \" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Copertina-del-libro-ricavata-dallinvito-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17974\" class=\"wp-caption-text\">Il libro <\/p><\/div>\n<p>Roberto Capucci ha raccontato come l&#8217;alta societ\u00e0 dettasse legge nella moda e le impressioni potenti suscitate dalla dimora settecentesca dei duchi, la maestosa scalinata realizzata da Ferdinando Sanfelice, i saloni e le gallerie, gli stucchi rococ\u00f2 e i mobili neoclassici, i pregiati dipinti e gli inimitabili affreschi. L&#8217;animo d&#8217;esteta del Maestro Capucci coglie nell&#8217;edificio, la medesima visione enigmatica e sensazionale della bellezza che contraddistingue le sue creazioni. Capucci racconta la moda e le regole di comportamento dettate dalla buona societ\u00e0 degli anni &#8217;60: le fogge dei vestiti da ballo dai colori chiari e luminosi, gli accessori ricercati, le stoffe (raso e sete preziose &#8211; taffetas, mikado, georgette, ermesino), \u00a0i pizzi e i ricami. Ispirandosi alle suggestioni offerte dalla moda da ballo degli anni &#8217;60, Capucci ha realizzato 11 nuovi, eccezionali disegni. I bozzetti inediti del Maestro verranno esposti presso la Galleria Rucellai di Palazzo Ruspoli a Roma. I gioielli costituiscono un capitolo a parte nella sua trattazione. Parure di diamanti e i famosi cinque fili di perle, collier di smeraldi, rubini e zaffiri evocati in modo vivido, costituivano parte dell&#8217;eredit\u00e0 trasmessa dalle madri alle <em>jeunes filles<\/em> appartenenti alle famiglie pi\u00f9 in vista e pi\u00f9 prestigiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel volume Paolo Bulgari racconta lo stile inconfondibile della sua griffe. Nel 1960 l&#8217;azienda di famiglia era un negozio di alta gioielleria in via Condotti a Roma, dove Giorgio e Costantino Bulgari incontravano il mondo, negli anni in cui nasceva il jet set e i VIP erano sempre in viaggio. Tra le frequentatrici assidue di questa boutique-laboratorio capostipite del lusso firmato Bulgari, c&#8217;erano le divine di Hollywood e di Cinecitt\u00e0, Liz Taylor e Anna Magnani, Sophia Loren e Gina Lollobrigida. L&#8217;\u00e9lite sceglieva i preziosi di Bulgari per serate in cui la bellezza delle dame era <em>&#8220;celebrata dal fascino degli abiti e delle acconciature, ma i gioielli giocavano sempre un ruolo fondamentale (&#8220;\u00a6)&#8221;. <\/em>Le creazioni del marchio gi\u00e0 si distinguevano per alcuni tratti inconfondibili: i volumi unici e le linee curve, il taglio cabochon prediletto per le pietre, gli accostamenti inediti di materiali preziosi e di colori (dall&#8217;uso delle tormaline rosse al giallo del topazio, dall&#8217;ametista viola ai turchesi, oltre a smeraldi, rubini, zaffiri e diamanti). Nelle vetrine splendevano gioielli rari e preziosi, il mondo veniva a Roma per ammirali, solo pochi privilegiati potevano permettersi di acquistarli. I gioielli amati e indossati dalle star del cinema entravano per la prima volta nelle pellicole cinematografiche, simbolo di una eleganza assoluta e dell&#8217;eccellenza sofisticata in cui \u00e8 maestra la creativit\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17969?pdf=17969\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 3 settembre 1960, mentre l&#8217;Italia viveva una fase di forte boom economico, si teneva a Napoli un ballo descritto dalla stampa come l&#8217;&#8220;evento mondano del secolo&#8221;. 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