{"id":18130,"date":"2010-12-30T16:23:38","date_gmt":"2010-12-30T14:23:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=18130"},"modified":"2017-01-30T22:14:17","modified_gmt":"2017-01-30T20:14:17","slug":"e-la-festa-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/e-la-festa-continua\/","title":{"rendered":"&#8220;\u00a6E la festa continua&#8221;\u00a6"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_18139\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/dg_tartan.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18139\" class=\"size-medium wp-image-18139\" title=\"dg_tartan\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/dg_tartan-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/dg_tartan-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/dg_tartan.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-18139\" class=\"wp-caption-text\">Il tartan di D&amp;G<\/p><\/div>\n<p>Esistono modi di vestire che sono talmente &#8220;classici&#8221; e &#8220;intramontabili&#8221; che non ci stanchiamo mai di annoverarli tra ci\u00f2 che definiamo &#8220;di moda&#8221;, pur essendo, la moda stessa, mutevole per sua essenza. Sono quelli che si avvicinano a quella parola cos\u00ec magica e controversa che \u00e8 &#8220;stile&#8221;.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 detto tante volte che dedicarsi a ricercare con attenzione abiti particolari, accessori originali, colori fuori dalla consuetudine e cos\u00ec via, pu\u00f2 portare a raggiungere un certo grado di eleganza. Arrivare invece a far nascere &#8211; mescolando e rimescolando quegli stessi abiti, quegli stessi accessori, quegli stessi colori &#8211; uno stile che duri per sempre, dando un &#8220;imprinting&#8221; a ci\u00f2 che verr\u00e0, \u00e8 sicuramente cosa di non facile realizzazione.<\/p>\n<p>Ecco, tra quei capi che vorrei segnalare come depositari di qualcosa che sopravvive a tutte le mode e a tutte le tendenze &#8211; in un momento dell&#8217;anno in cui, tra l&#8217;altro, il sapore della tradizione ci affascina e ci permette di fermarci un po&#8217; di pi\u00f9 ad ascoltare voci interiori e a vivere atmosfere calde e vagamente nostalgiche-, metterei tra i primi posti quelli in tartan, madras o scozzesi.<\/p>\n<p>Non pi\u00f9 di due settimane fa, mentre con paziente entusiasmo mi apprestavo a decorare la casa con i vari simboli del Natale, mi sono capitate tra le mani alcune vecchie &#8220;Barbie&#8221; di quando le mie figlie erano piccole. Tra tutte, tre in particolar modo avevano un preciso significato: l&#8217;avvicinarsi delle feste, con tutta la gioia e la trepidazione legate ad esse. Le ho guardate e riguardate &#8211; cos\u00ec belle, fulgide e sfavillanti nei loro vestiti adatti all&#8217;occasione &#8211; e mi sono detta che una donna, cent&#8217;anni fa come oggi come fra cent&#8217;anni, potrebbe vestirsi cos\u00ec, senza cambiare un solo nastro o un solo tono di colore.<\/p>\n<p>Il rosso, il verde, l&#8217;oro, il bluette, mescolati insieme a creare intrecci e quadri. \u00a0La croccantezza del taffett\u00e0, la dolcezza del velluto a contrasto, il bagliore dei fili luccicanti, quel sapore di nonne e di mamme &#8220;\u00a6.. e poi di figlie.<\/p>\n<p>Quelle gonne ricche e lunghe dal fruscio irresistibile che, una volta finite le serate trascorse a brindare con gli amici e i familiari, si potranno accostare, nei mesi a venire, a splendidi cardigan dall&#8217;aspetto rustico anzich\u00e9 a corpetti di satin o a piccoli scalda-cuore di angora verde-bottiglia che ora ben si ambientano tra ghirlande e rami di pino.<\/p>\n<p>Al contrario, quella camicia in madras con il rosso a fare da sfondo e un prepotente jabot a fare da protagonista, render\u00e0 frivolo anche il pi\u00f9 serio tra i pantaloni o romantica anche la pi\u00f9 austera tra le gonne. Tolto lo jabot e slacciato il collo, quasi quasi la si potr\u00e0 usare per una gita in campagna.<\/p>\n<p>Simile ad una fiaba rimodernata, il solito tubino nero rinascer\u00e0 a nuova vita se sottolineato da una cintura scozzese, o da un cerchietto scozzese, o da una ballerina scozzese, o da un bracciale scozzese &#8220;\u00a6&#8221;\u00a6<\/p>\n<p>E, meraviglia delle meraviglie, due o tre spille retr\u00f2 a tema per enfatizzare, abbellire, ornare. In questi giorni, in una delle pi\u00f9 belle biblioteche milanesi, si tiene una mostra proprio su quelle natalizie, quasi tutte americane, quasi tutte anni cinquanta. Quasi tutte evocatrici di sogni. Tanto belle da sembrare finte. Pare che Marc Jacobs abbia detto, dopo una sfilata, che \u00e8 proprio nell&#8217;ossessione delle cose nuove che non si trova pi\u00f9 il nuovo perch\u00e9 sempre pi\u00f9 ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, non \u00e8 nuovo per niente &#8220;\u00a6&#8221;\u00a6. Gran bel gioco di parole.<\/p>\n<div id=\"attachment_18132\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/camicia-ralph-lauren.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18132\" class=\"size-medium wp-image-18132\" title=\"camicia-ralph-lauren\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/camicia-ralph-lauren-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/camicia-ralph-lauren-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/camicia-ralph-lauren.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-18132\" class=\"wp-caption-text\">Camicia di Ralph Lauren<\/p><\/div>\n<p>Tornando al nostro tema, direi che il desiderio di tartan lo si potr\u00e0 soddisfare anche con una semplice rifinitura come il bordino di una t-shirt, il cinturino di un orologio, il piccolo laccio di una scarpa. Un collant non troppo appariscente, un gilet sotto un semplice blazer. E poi le tradizionalissime sciarpe che, eclettiche e camaleontiche, trasformano e diversificano ogni capo cui esse vengono accostate. La storia del costume ha tanto da raccontarci a proposito dei clan scozzesi che hanno dato il via a tutto quel filone da cui poi la moda ha cos\u00ec attinto.<\/p>\n<p>Si \u00e8 notato quest&#8217;anno, sulle passerelle e tra gli addetti ai lavori, un istinto a rispolverare, non so come dire, una sorta di &#8220;album dei ricordi&#8221;. Un che di &#8220;gi\u00e0 visto&#8221; ma che, proprio per questo, d\u00e0 sicurezza e conforto. Un&#8217;attitudine classica nel vestire che per\u00f2 non disdegna di strizzare l&#8217;occhio a dettagli divertenti. Un invito ad osare ma prendendo precauzioni, senza farsi sopraffare da orpelli che potrebbero stancare subito o per lo meno presto. Quasi tutti hanno cercato di tenersi lontani dall&#8217;essere edonisti impenitenti o snob senza ritegno.<\/p>\n<p>E allora, arricchita da ci\u00f2, ho provato ad immaginare alcuni dei capi delle sfilate attuali indosso a famose icone di stile che hanno fatto da punto di riferimento a generazioni di donne, adattando alle necessit\u00e0 di oggi l&#8217;eleganza, il decoro e la sobriet\u00e0 tanto in auge ieri. E viceversa. E ho provato ad immaginare i meravigliosi vestiti di quelle bambole tolte dalla soffitta trasformati e rinvigoriti. E ho provato e riprovato. E ho capito che tutto andava bene cos\u00ec com&#8217;era e che tutto ci\u00f2 che ha lasciato una testimonianza \u00e8 ancor oggi testimone di qualcosa. Ci sono dei tessuti, dei colori, delle fogge che, in modo intercambiabile, passano trasversalmente da un&#8217;epoca all&#8217;altra, da un genere all&#8217;altro, da una moda all&#8217;altra, da uno stile all&#8217;altro. Senza mai paura di sfigurare.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-18130 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl 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