{"id":19083,"date":"2011-01-21T12:38:00","date_gmt":"2011-01-21T10:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=19083"},"modified":"2011-01-21T14:03:09","modified_gmt":"2011-01-21T12:03:09","slug":"sfogliando-la-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/sfogliando-la-moda\/","title":{"rendered":"Sfogliando la moda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quanti libri di moda e sulla moda si stanno pubblicando negli ultimi tempi! Pare che sia in costante crescita il numero di coloro (non solo addetti ai lavori) che sentono l&#8217;esigenza di riflettere sui fondamentali tanto del fenomeno quanto degli epifenomeni. Non \u00e8 solo una questione di autoreferenzialit\u00e0; piuttosto, anche e soprattutto i non-insider hanno capito che la moda \u00e8 uno degli indicatori pi\u00f9 sensibili a disposizione per capire il pensiero, la societ\u00e0 e l&#8217;economia in cui viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_19084\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9788870187694.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19084\" class=\"size-medium wp-image-19084  \" title=\"la filosofia del corpo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9788870187694-175x300.jpg\" alt=\"\" width=\"112\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9788870187694-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9788870187694.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 112px) 100vw, 112px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19084\" class=\"wp-caption-text\">copertina del libro<\/p><\/div>\n<p>Si prenda ad esempio &#8220;La filosofia del corpo&#8221; di Michela Marzano (Il Melangolo, Genova), che alla luce di un presente in cui la bellezza del corpo \u00e8 divenuta un must di moda, ripercorre la storia del concetto, dal disdegno platonico della materialit\u00e0 fisica alle speculazioni del secondo &#8220;\u02dc900 sulla sessualit\u00e0 come finzione culturale imposta ai singoli individui. Secondo la Marzano (gi\u00e0 autrice di &#8220;Sii bella e stai zitta&#8221;, Mondadori), la filosofia deve occuparsi delle ossessioni del nostro tempo e oggi pi\u00f9 che mai in cima a queste sta il corpo, considerato una sorta di mero involucro da modificare a propria discrezione con la chirurgia plastica o un virtuale avatar. Di tali degenerazioni non \u00e8 responsabile (o meglio: non \u00e8 responsabile solo) la moda, ma la radice di parecchi mali sta in un perverso ideale di libert\u00e0 inculcato nella nostra <em>forma mentis<\/em> da un marketing selvaggio, killer dei valori autentici e seminatore di disvalori diabolicamente nocivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_19086\" style=\"width: 135px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/contro-la-falsa-bellezza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19086\" class=\"size-medium wp-image-19086  \" title=\"contro-la-falsa-bellezza\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/contro-la-falsa-bellezza-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"125\" height=\"192\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19086\" class=\"wp-caption-text\">copertina del libro<\/p><\/div>\n<p>In proposito, ci pu\u00f2 essere utile senz&#8217;altro leggere anche &#8220;Contro la falsa bellezza&#8221; di Tommaso Ariemma (Il Melangolo, Genova), che affronta gli stessi temi, ragionando su quella nebulosa mediatico-pubblicitaria che promuove un&#8217;estetica post-umana, e alla fine ci invita a rispondere nella profondit\u00e0 del nostro animo alla domanda: dopo aver alterato una o pi\u00f9 parti del nostro corpo, saremo veramente pi\u00f9 &#8220;liberi di essere noi stessi&#8221;, come recita la pubblicit\u00e0?<\/p>\n<div id=\"attachment_19088\" style=\"width: 156px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/la-moda-\u00e8-un-romanzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19088\" class=\"size-medium wp-image-19088 \" title=\"la moda \u00e8 un romanzo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/la-moda-\u00e8-un-romanzo-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"210\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19088\" class=\"wp-caption-text\">copertina del libro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando a tutt&#8217;altra latitudine tematica, consigliamo un bel viaggio tra letteratura e stile nei testi letterari degli ultimi tre secoli. Lo percorre per noi Fabiana Giacomotti in &#8220;La moda \u00e8 un romanzo&#8221; (Cairo editore), ricostruendo la moda di ogni epoca in base ai ritratti dei personaggi tratteggiati nei grandi romanzi. Ci sfilano davanti, cos\u00ec, la\u00a0Lucia manzoniana in busto broccato a fiori tipico delle contadine lombarde secentesche, l&#8217;Angelica del &#8220;Gattopardo&#8221; di Tomasi di Lampedusa in abito da ballo rosa pallido, il balzachiano Lucien de Rubempr\u00e9 in gilet dai colori sgargianti nella Parigi delle &#8220;Illusioni perdute&#8221;, la provocante Lolita di Nabokov in bikini a pois, la  Holly Golightly di &#8220;Colazione da Tiffany&#8221; in tubino nero, solo per citarne alcuni. La  Giacomotti osserva quanto gli scrittori non solo amino raccontare la storia dei loro eroi, ma indulgano pure a &#8220;vestirli&#8221; secondo gli stili del rispettivo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_19085\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/china-chic.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19085\" class=\"size-full wp-image-19085 \" title=\"china chic\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/china-chic.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/china-chic.jpg 248w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/china-chic-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19085\" class=\"wp-caption-text\">copertina del libro<\/p><\/div>\n<p>Pu\u00f2 essere utile poi, per meglio capire in quali direzioni la moda (nonch\u00e9 il mondo) sta andando, rileggere un libro di una decina d&#8217;anni fa che ci guida nel complesso sistema culturale cinese, focalizzando vari aspetti (tra cui la moda) e spiegando come agisca la contaminazione tra Occidente e Oriente, ovvero dimostrando come si fondano gli stereotipi estetici delle due macro-aree e si scambino segni, simboli, pensieri. Si tratta di &#8220;China Chic&#8221; di Vivienne Tam (Regan Books-an imprint of Harper Collins Publishers, Londra). Ne emerge un Paese dei Mandarini dallo <em>charme<\/em> fiabesco, in grado di esercitare un <em>appeal<\/em> irresistibile sui &#8220;creativi&#8221; del nostro Continente. Cos\u00ec, se le giacche ricamate di Megan Park o di Sebastiano Barbagallo spiccano nelle pi\u00f9 sofisticate vetrine metropolitane e l&#8217;avanguardia stilistica si cimenta in cineserie preziose foderando i soprabiti di dragoni e fantasie floreali, nella China Town milanese si trovano eleganti cheungsam (i tipici abiti del Nord nati negli anni Venti) in tinte brillanti come smalti, e poi le tradizionali chiusure (huaniu) realizzate con applicazioni di tessuto, ricami in rilievo che rappresentano elementi naturalistici di buon augurio, e, ancora, incrostazioni di perline, sete e broccati che convivono senza imbarazzi con acrilico e materiali sintetici vari. Quasi tutto appare all&#8217;insegna dei bagliori dorati, per consumatori occidentali che rigettano l&#8217;understatement e sognano esotiche opulenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_19087\" style=\"width: 94px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/edotori.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19087\" class=\"size-full wp-image-19087    \" title=\"edotori\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/edotori.gif\" alt=\"\" width=\"84\" height=\"119\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19087\" class=\"wp-caption-text\">copertina del libro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i volumi di non recente uscita ci piace ricordare anche &#8220;Editori lettrici e stampa di\u00a0\u00a0moda.\u00a0Giornali di moda e di famiglia a Milano dal <em>Corriere delle dame<\/em> agli editori dell&#8217;Italia unita&#8221; (Franco Angeli, Milano) dell&#8217;attenta ricercatrice Silvia Franchini, che ha indirizzato i suoi studi alla &#8220;specialit\u00e0&#8221; editoriale della citt\u00e0 ambrosiana. Nel campo dei periodici di moda la figura che maggiormente si distinse fin dagli albori del genere risulta l&#8217;illuminato editore Alessandro Lampugnani, il quale si accorse che a met\u00e0 &#8220;\u02dc800 da un lato andavano maturando le valenze sociali dell&#8217;abito, mentre dall&#8217;altro si faceva strada il bisogno di una letteratura pi\u00f9 leggera per il pubblico femminile. Oltre che del &#8220;Corriere delle dame&#8221; il Lampugnani fu fondatore di periodici come il &#8220;Giornale delle famiglie&#8221;, &#8220;Ore casalinghe&#8221;, &#8220;La ricamatrice&#8221;, che segnarono il passaggio dalla formula mista (figurini, notizie, recensioni teatrali) alla rivista specializzata. Va sottolineato che queste testate &#8211; il &#8220;Corriere delle Dame&#8221; in particolare, su cui nel 1870 venne pubblicata a puntate la &#8220;Storia di una capinera&#8221; di Giovanni Verga &#8211; giocarono un ruolo di rilievo pure sul piano del linguaggio, promuovendo l&#8217;uso dell&#8217;italiano al posto del raffinato francese da una parte e dei rozzi dialetti dall&#8217;altra. Ma ancora pi\u00f9 decisiva fu la loro funzione di sprone nei confronti delle donne a farsi madri-educatrici e, quindi, a diventare motori del risorgimento civile e morale dell&#8217;Italia. La Franchini osserva che fu poi il crescente condizionamento dell&#8217;industria dell&#8217;abbigliamento sulla stampa di moda a provocarne, gi\u00e0 a fine &#8220;\u02dc800, la cristallizzazione nella visione del mondo femminile e quella concezione un po&#8217; frivola dello stile, che tutt&#8217;ora non l&#8217;ha abbandonato del tutto.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19083?pdf=19083\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanti libri di moda e sulla moda si stanno pubblicando negli ultimi tempi! Pare che sia in costante crescita il numero di coloro (non solo addetti ai lavori) che sentono l&#8217;esigenza di riflettere sui fondamentali tanto del fenomeno quanto degli epifenomeni. Non \u00e8 solo una questione di autoreferenzialit\u00e0; piuttosto, anche e soprattutto i non-insider hanno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2842,2840,2838,2839,2841,2319,2713,2827,2835,2829,2832],"class_list":["post-19083","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bibliografia","tag-china-chic","tag-contro-la-falsa-bellezza","tag-editori-lettrici-e-stampa-di-moda-giornali-di-moda-e-di-famiglia-a-milano-dal-corriere-delle-dame-agli-editori-dellitalia-unita","tag-la-filosofia-del-corpo","tag-la-moda-e-un-romanzo","tag-fabiana-giacomotti","tag-libri-di-moda","tag-michela-marzano","tag-silvia-franchini","tag-tommaso-ariemma","tag-vivienne-tam"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19083"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19083"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19083\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19089,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19083\/revisions\/19089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}