{"id":19230,"date":"2011-01-25T15:09:49","date_gmt":"2011-01-25T13:09:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=19230"},"modified":"2011-01-27T22:55:44","modified_gmt":"2011-01-27T20:55:44","slug":"frankie-morelloun-day-after-colorato-e-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/frankie-morelloun-day-after-colorato-e-giovanile\/","title":{"rendered":"Frankie Morello:un &#8220;day after&#8221; colorato e giovanile"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/frankie_morello.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19232\" title=\"frankie_morello\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/frankie_morello-300x107.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"107\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/frankie_morello-300x107.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/frankie_morello.jpg 656w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Guarda all&#8217;interno dell&#8217;articolo il video e l&#8217;intervista agli stilisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica\u00a0<span style=\"font-size: 11.6667px;\">hanno sempre dato spettacolo e trasformato le loro sfilate in un palcoscenico da cui lanciare in modo ironico un messaggio. Un modo di concepire la sfilata come altro dalla semplice successioni di capi: una coreografia con una sceneggiatura, un modo per dire qualcosa al pubblico dalla passerella.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta la cosa si \u00e8 fatta seria. Perch\u00e9 la messa in scena vuole essere una denuncia. Principalmente del mondo della moda. La Moda, o meglio il compratore, affermano ai nostri microfoni &#8220;sta cambiando, dobbiamo decidere cosa fare, bisogna pensare in un altro modo&#8221; perch\u00e9 &#8220;la crisi non passer\u00e0, la gente non affoller\u00e0 d&#8217;un tratto i negozi per comprare tutto ci\u00f2 che vede&#8221; . Poi si riferiscono al mondo dell&#8217;arte e delle forme di espressione della creativit\u00e0 in genere. E&#8217; necessario veramente pensare in termini di <strong>Day after<\/strong> cambiare definitivamente, voltare pagina, pensare al giorno dopo la catastrofe e nel campo che li vede protagonisti dicono &#8220;dobbiamo prima pensare alla creativit\u00e0 e poi ai soldi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coreografia ideata dal duo per ambientare la collezione serve per esprimere le loro preoccupazioni, ma anche le loro speranze e ha un nome preciso &#8220;Mind Door Monoliths&#8221;. Perch\u00e9 la rappresentazione non sia fraintesa, non \u00e8 di facile e immediata lettura, ci sembra valga la pena riportare la spiegazione data dai due stilisti &#8220;Nella rappresentazione, danzatori, performer e modelli \u00a0s&#8217;integrano nel comunicare il messaggio che vogliamo dare, attraverso due tipologie di movimento: quello codificato che per noi rappresenta la parte pi\u00f9 interiore e simbolica, la classicit\u00e0, contrapposto a quello dei performer e dei loro monoliti di legno. E&#8217; l movimento pi\u00f9 grezzo, istintivo, finalizzato alla costruzione di un metaforica porta sul futuro&#8221;. Ci azzardiamo a dire, anche se vorremo una conferma dai nostri personaggi, che il futuro deve ripartire da se stessi spogliati da sovrapposizioni, giudizi superficiali e standardizzazioni in certi stili di vita che sono stati la causa della attuale crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la collezione? Quale il suo contenuto e il suo significato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La collezione -ci dicono- attinge al nostro DNA, quello dell&#8217;ironia, della provocazione e del divertimento&#8221;\u00a6 Ci ispiriamo ad un uomo sopravvissuto&#8221;. Sopravvissuto ad una crisi e che quindi usa le coperte militari \u00a0e i plaid come abiti; o deve ricorrere a capi non terminati come la sciarpa e il pullover che hanno ancora il filo di lana infilato nei grandi aghi. Ma non manca il colore anzi tanto colore che \u00e8 sempre un messaggio di speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una collezione adatta ai giovani, dove prevalgono le sovrapposizioni, i maglioni sotto la giacca; sopra tutto la coperta militare \u00a0trasformata in poncho; grandi sciarpe. Una collezione per giovani che possono portare i capi cos\u00ec come sono stati ritrovati dopo l&#8217;apocalisse: blazer strappati, capi incompleti, cinghie per tenere insieme l&#8217;abbigliamento, tante cose diverse addosso come se nella fretta e nella necessit\u00e0 di coprirsi non fosse stato possibile coordinare i pezzi. \u00a0Giovani che osano portare una t-shirt con la grande scritta &#8220;io mangio cultura&#8221;, nel mio panino c&#8217;\u00e8 il companatico della Divina Commedia: \u00a0una metafora \u00a0di Frakie Morello lanciata sul mercato e sulle strade per dire che la cultura e cibo per l&#8217;anima e non va tralasciata se non si vuol soccombere e provocare una apocalisse<span style=\"font-size: 11.6667px;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la rappresentazione e l&#8217;assemblaggio adatto ad esprimere un concetto si comprende che siamo di fronte a veri abiti, capi sartoriali pensati per la &#8220;sopravvivenza&#8221;, per scaldare. Per questo i tessuti sono grossi e prevale la maglieria.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19230?pdf=19230\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Guarda all&#8217;interno dell&#8217;articolo il video e l&#8217;intervista agli stilisti. Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica\u00a0hanno sempre dato spettacolo e trasformato le loro sfilate in un palcoscenico da cui lanciare in modo ironico un messaggio. 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