{"id":19738,"date":"2011-02-14T19:38:03","date_gmt":"2011-02-14T17:38:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=19738"},"modified":"2017-01-30T22:14:52","modified_gmt":"2017-01-30T20:14:52","slug":"tra-bauli-e-armadi-nel-segno-del-donare-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/tra-bauli-e-armadi-nel-segno-del-donare-2\/","title":{"rendered":"Tra bauli e armadi, nel segno del donare"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_19741\" style=\"width: 195px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/images32.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19741\" class=\"size-full wp-image-19741 \" title=\"images3\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/images32.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"221\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19741\" class=\"wp-caption-text\">Bettina Gabetti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche giorno fa, a Milano, nella prestigiosa villa Necchi Campiglio, di propriet\u00e0 del FAI, si \u00e8 svolto un week-end &#8220;particolare&#8221;: la vendita, a scopo benefico, del guardaroba di una tra le donne pi\u00f9 eleganti del mondo, Bettina Gabetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di mille i capi esposti, tra abiti e accessori. Tanti gli stili, ma un unico filo conduttore, quello che lega raffinatezza, qualit\u00e0, coerenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nelle sale adibite e attrezzate per l&#8217;occasione, subito colpiva l&#8217;atmosfera eccentrica, ed uniforme al contempo, che &#8220;usciva&#8221; dagli abiti appesi, dalle borse classicissime o stranissime appoggiate su delle strutture di supporto ecosostenibili totalmente riutilizzabili, dai gioielli a volte disegnati personalmente dalla stessa Bettina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutte le stanze dominavano gli specchi che, con il loro effetto moltiplicatore, davano idea di profondit\u00e0 e di grande luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E grande luce si percepiva anche negli occhi di coloro che, ammirando tutto ci\u00f2,\u00a0 erano consapevoli di essere testimoni di qualcosa non facilmente replicabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disponibilit\u00e0 nel mostrare tale e tanta bellezza, ben si esplicava nelle garbate movenze di un gruppo di giovani allievi forniti da una agenzia di formazione della Provincia di Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bettina Gabetti era una donna molto colta, molto curiosa, molto creativa. Tanti suoi abiti riflettevano dunque il suo amore per i viaggi e le differenze culturali, variando tantissimo ma mantenendo un unico stile. Quello stile che denota la passione per il bello, per quel bello che rimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanti gli stilisti da cui attingeva. Da Missoni &#8211; di cui era molto amica &#8211; a Jil Sander, da Janson &#8211; curatore dell&#8217;evento &#8211; a Herm\u00e8s, da Armani ai giapponesi come Miyake. L&#8217;etnico, il pop, il classico, l&#8217;originale, il divertente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tutto a sottolineare una personalit\u00e0 decisamente unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei cappotti grandissimi, a vestaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle giacche con le maniche a pipistrello dai tessuti secchi e scattanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei soprabiti leggerissimi, adatti a sovrapporsi e a intercambiarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_19739\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 200px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/images12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-19739 \" title=\"images1\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/images12.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"170\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Un abito nel giardino della Villa Necchi Campiglio<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi quegli abiti da sera cos\u00ec sofisticati ma semplici al tempo stesso e quei pezzi nipponici dai colori meravigliosamente simili a quelli visti su certi arazzi preziosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; bello pensare che riprenderanno vita addosso a donne sconosciute che con il loro benefico contributo, se ne sono impossessate!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stupiva, comunque, nel procedere ad osservare ad uno ad uno i vari capi, la ripetitiva modellatura di alcuni di essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi tutti della stessa foggia, i pantaloni: ora pi\u00f9 pesanti, ora pi\u00f9 elaborati ma pressoch\u00e9 identici, a volte anche nel colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso dicasi per i suoi magnifici pullover: essenziali, a collo alto anche se in cotone, declinati in varie tonalit\u00e0 somiglianti fra loro, dall&#8217;azzurro acqua al blu cobalto, dal vaniglia al cammello, dal verde pallido al malachite, dal giallo pulcino al girasole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre pronti a diventare parte di una identit\u00e0 forte che non si scomponeva affatto davanti al dubbio di poter essere, cos\u00ec facendo, banale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidente, immediatamente al primo sguardo, la sua capacit\u00e0 di mescolare un capo di Balenciaga con uno trovato in un suk senza che il secondo potesse offuscare la prepotente magnificenza del primo, anzi&#8221;\u00a6&#8221;\u00a6..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio davanti alle foto di questa donna non particolarmente e canonicamente bella, ma estremamente affascinante, si scopriva l&#8217;essenza vera della sua persona. Gli occhi grandi intelligentemente aperti al mondo, le mani lunghissime e affusolate, il sorriso decisamente accattivante, e autentico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel leggere poi le parole dedicate a lei dalla figlia Cristina, facile e spontaneo l&#8217;accomunarle a quelle dette da Sean a sua madre Audrey, a noi tanto cara e da noi spesso citata:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Mia madre \u00e8 stata una metodica ed eclettica collezionista di cose belle.\u00a0 Gli armadi, abilmente mimetizzati nelle sue case, nei decenni si sono moltiplicati, invisibili custodi delle sue scelte. La ricerca della qualit\u00e0 \u00e8 stata la costante di Bettina, in ogni aspetto della sua vita, e la sua maniera di vestire ne \u00e8 stata grande testimonianza&#8221;\u00a6.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una frase, in particolare, bloccava quasi il respiro, leggendola:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Le soluzioni, quando sono giuste, non esigono spiegazioni&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore, diremmo noi, si nutre di bellezza, quella bellezza che, unita ad un progetto entusiasmante e ad un desiderio di condivisione, riporta in vita ci\u00f2 che esce &#8220;ab imo p\u00e8ctore&#8221;.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19738?pdf=19738\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, a Milano, nella prestigiosa villa Necchi Campiglio, di propriet\u00e0 del FAI, si \u00e8 svolto un week-end &#8220;particolare&#8221;: la vendita, a scopo benefico, del guardaroba di una tra le donne pi\u00f9 eleganti del mondo, Bettina Gabetti. 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