{"id":21534,"date":"2011-06-03T13:25:58","date_gmt":"2011-06-03T11:25:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=21534"},"modified":"2011-06-03T13:25:58","modified_gmt":"2011-06-03T11:25:58","slug":"la-vera-bellezza-non-perde-smalto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-vera-bellezza-non-perde-smalto\/","title":{"rendered":"La vera bellezza non perde smalto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21570\" title=\"rene-lalique_01\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_01-300x272.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_01-300x272.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_01.jpg 441w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>A fasi alterne torna di moda, in gioielleria, lo smalto. Si tratta di una tecnica ornamentale antichissima, che in Europa fu particolarmente diffusa sia dai Bizantini sia dagli Arabi con la loro conquista del Mediterraneo, da cui sort\u00ec un proficuo confronto e sincretismo delle due culture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al pari delle modalit\u00e0 decorative a incrostazioni colorate, lo smalto applicato su oro, argento, rame, bronzo ed altri metalli \u00e8 un&#8217;invenzione delle lontane civilt\u00e0 orientali. Amatissimo dai Romani, era gi\u00e0 conosciuto presso le trib\u00f9 dei Galli, probabilmente a causa dell&#8217;influenza esercitata dagli artigiani provenienti dalla Siria, grandi esperti nell&#8217;arte del vetro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal III all&#8217;VIII secolo, in Gran Bretagna e soprattutto in Irlanda, la lavorazione locale, sopravvissuta all&#8217;impatto con le orde barbariche, trasse notevole beneficio dagli scambi con l&#8217;impero bizantino, prendendo a modello i sontuosi manufatti importati ed evolvendosi in un nuovo stile di smalti <em>cloisonn\u00e9<\/em>, piuttosto elaborati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia fu specialmente l&#8217;oreficeria longobarda a raggiungere, grazie a questa tecnica, un alto livello di finezza esecutiva, favorita dai continui influssi orientali sull&#8217;onda degli stanziamenti bizantini sull&#8217;intero territorio, tali da irradiare il loro lusso ed estro artistico. Fu cos\u00ec che i laboratori italiani arrivarono a produrre i migliori smalti d&#8217;Europa, esportati in gran copia all&#8217;estero, dove spesso venivano copiati, mettendosi in competizione con la stessa manifattura bizantina che li ispirava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le popolazioni barbariche, in oreficeria, preferivano generalmente evitare la complessa lavorazione dello smalto a caldo, scegliendo pi\u00f9 semplici incrostazioni a freddo, suddivise in alveoli, di vetri e pietre dure, pi\u00f9 appariscenti che raffinate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nell&#8217;VIII secolo fu riportata in auge da Bisanzio l&#8217;autentica decorazione a smalto barbarica. A sua volta Bisanzio l&#8217;aveva mutuata dai Persiani sassanidi, a cui era accumunata dal medesimo gusto per il fasto, le gemme ed i metalli preziosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli abili orafi bizantini perfezionarono la tecnica applicando alla loro sontuosa produzione il metodo pi\u00f9 aggiornato dello smalto traslucido <em>cloisonn\u00e9<\/em> su oro, che consentiva di raffigurare addirittura personaggi e ritratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 711 gli Arabi conquistarono la Spagna dei Visigoti, installandovi i loro governatori in rappresentatnza dei califfi di Damasco. Anche costoro avevano la passione per le cose sfarzose in grado di esaltare il loro potere, dando cos\u00ec origine alla splendida civilt\u00e0 di Al-Andalus ispirata all&#8217;Oriente musulmano, ma carica pure delle tradizioni locali. Nacque, pertanto, un nuovo stile di impronta tipica mozarabica (ovvero della Spagna cristiana sotto il dominio musulmano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli smalti arricchiti con tecniche iberiche classiche ed altre caratteristicamente orientali come la damaschinatura, il bronzo fuso e cesellato, la niellatura, venivano realizzati per impreziosire gioielli ed armi da parte di orafi ebrei, dal momento che, a causa di un pregiudizio religioso, gli Arabi preferivano astenersi da questo tipo di lavoro. Gli oggetti prodotti erano di eccezionale qualit\u00e0 ed andavano a soddisfare le squisite esigenze prima di tutto dell&#8217;aristocrazia spagnola e poi, tramite l&#8217;esportazione, delle classi pi\u00f9 facoltose dell&#8217;Occidente e del Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-21571\" title=\"rene-lalique_02\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_02-300x275.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_02-300x275.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rene-lalique_02.jpg 425w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Gli straordinari laboratori di Siviglia, Almeria, Cordova, Badaioz, Toledo e Granada, agevolati dalla presenza in loco di molto oro, argento, pietre preziose, seppero portare avanti ad alto livello questa attivit\u00e0 anche dopo la caduta del califfato degli Omayyadi di Cordova, nei successivi regni di Taifas (1030-1091), dei nomadi berberi e, infine, del regno di Granada, in sostanza fino al 1610, allorch\u00e9 i Mori di Spagna furono cacciati da Filippo III. Ma gi\u00e0 nel 1492, con la riconquista di Granada da parte dei re cattolici, l&#8217;arte sublime della civilt\u00e0 di Al-Andalus rinnovava la sua fioritura in Africa settentrionale (Maghreb), portata dai rifugiati andalusi e mori di fede muslmana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta, quindi, l&#8217;arte dello smalto venendo a contatto con le diverse influenze locali, si trasformava progressivamente, dando esito a nuovi felici sviluppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono i secoli citati in questo articolo i momenti di elevazione stilistica e tecnica pi\u00f9 grande per quest&#8217;arte. Grazie ad essi, oggi forse si vive ancora di rendita.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21534?pdf=21534\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fasi alterne torna di moda, in gioielleria, lo smalto. Si tratta di una tecnica ornamentale antichissima, che in Europa fu particolarmente diffusa sia dai Bizantini sia dagli Arabi con la loro conquista del Mediterraneo, da cui sort\u00ec un proficuo confronto e sincretismo delle due culture. 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