{"id":22258,"date":"2011-06-30T14:48:24","date_gmt":"2011-06-30T12:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=22258"},"modified":"2011-06-30T15:00:24","modified_gmt":"2011-06-30T13:00:24","slug":"aggregatevi-se-potete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/aggregatevi-se-potete\/","title":{"rendered":"Aggregatevi se potete!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/joint-venture.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22261\" title=\"joint-venture\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/joint-venture-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/joint-venture-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/joint-venture.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217; noto come il settore orafo sia tra i pi\u00f9 frammentati, caratterizzato da una vera e propria &#8220;polverizzazione&#8221; delle imprese, in prevalenza di medie e piccole dimensioni. Non \u00e8 l&#8217;unico del cosiddetto fashion-system, per\u00f2, dove la norma \u00e8 rappresentata da comparti alquanto parcellizzati, dominati da un atavico individualismo e da un pervicace sentimento tradizionalista per non dire misoneista, che hanno costellato il business di micro-realt\u00e0 aziendali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esperti, specialmente a fronte della crisi e dell&#8217;iperconcorrenza degli ultimi anni, non fanno che raccomandare alleanze, aggregazioni, acquisizioni e fusioni: un <em>must<\/em> per non essere marginalizzati ed estromessi dal mercato, sciagura gi\u00e0 capitata a molti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stavolta, quindi, vogliamo occuparci delle numerose forme di collaborazione che le imprese possono realizzare al fine di regolamentare i rapporti tra loro intercorrenti e garantirsi, con un&#8217;adeguata economicit\u00e0, la sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo dai gruppi, cio\u00e8 dagli insiemi di imprese, ciascuna autonoma giuridicamente, legate l&#8217;una all&#8217;altra da vincolo di partecipazione o tutte governate dallo stesso capitale di comando. Ci\u00f2 significa che ciascuna di esse \u00e8 tenuta a presentare un bilancio, \u00e8 dotata di propri organi di governo economico, risponde in proprio delle obbligazioni assunte. La struttura di gruppo \u00e8 particolarmente idonea al raggiungimento dei seguenti obiettivi: personali (ad esempio, l&#8217;imprenditore vuole offrire ad ogni suo figlio la possibilit\u00e0 di gestire un&#8217;azienda oppure sceglie lo sviluppo attraverso la costituzione di nuove societ\u00e0 piuttosto che attraverso la crescita dimensionale dell&#8217;azienda originaria); economico-finanziari (l&#8217;assetto di gruppo permette di controllare tutta una serie di attivit\u00e0 con un investimento relativamente contenuto); strategico-organizzativi (la forma del gruppo pu\u00f2 essere una soluzione vincente, che consente di abbinare i vantaggi della struttura gerarchica con quelli propri del mercato, nonch\u00e9 di mantenere all&#8217;interno di ogni azienda un clima pi\u00f9 familiare e di sviluppare pi\u00f9 capacit\u00e0 imprenditoriali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando al decentramento produttivo, va detto che esso rientra in quella categoria di aggregati in cui le aziende sono legate da rapporti di natura contrattuale e, in particolare, di fornitura. In genere, si ritengono parte dell&#8217;aggregato solo quei fornitori che hanno una relazione stabile con l&#8217;azienda considerata e per i quali l&#8217;azienda cliente assorbe una parte significativa del fatturato (25-30%). Grazie a questa struttura, l&#8217;impresa pi\u00f9 grande ottiene i benefici propri dell&#8217;integrazione verticale, mentre il piccolo fornitore pu\u00f2 godere dei benefici legati alla stabilit\u00e0 del rapporto, alla possibilit\u00e0 di mantenersi aggiornato su tecnologie e mezzi produttivi, all&#8217;opportunit\u00e0 di conseguire economie di scala grazie al volume di produzione e vendita che solo un rapporto duraturo con un cliente pu\u00f2 offrire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>joint-venture<\/em>, invece, \u00e8 l&#8217;associazione di due o pi\u00f9 imprese per l&#8217;esecuzione di un certo progetto, con l&#8217;obiettivo ultimo di utilizzare in modo sinergico le risorse portate dalle singole imprese. Spesso le <em>joint-venture<\/em> coinvolgono aziende ubicate in Paesi diversi e, in effetti, sono scelte soprattutto per superare le barriere all&#8217;entrata su un determinato mercato. Tuttavia il vantaggio pi\u00f9 evidente perseguito \u00e8 la contrazione dei costi di produzione, in specie quello del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I consorzi, d&#8217;altra parte, sono forme di aggregati tra pi\u00f9 imprese realizzati per il raggiungimento di un obiettivo ben definito, che pu\u00f2 essere legato alla commercializzazione in comune di pi\u00f9 prodotti, alla cura dell&#8217;immagine o al controllo del rispetto di certi standard qualitativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono poi i gruppi d&#8217;acquisto, ovvero aggregati di aziende commerciali che si associano per conseguire economie negli approvvigionamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguendo nella rassegna, la costellazione \u00e8 un insieme di imprese con un minimo comune denominatore, che le fa convergere verso obiettivi di interesse collettivo. In essa converge un numero limitato di imprese (5-10) che, mentre si dividono il lavoro, operano con sostanziali rapporti di interdipendenza reciproca rispetto al fine di realizzare un prodotto finale o comunque complesso. Il coordinamento delle attivit\u00e0 delle imprese aderenti \u00e8 garantito non dall&#8217;esistenza di organi comuni, bens\u00ec da un&#8217;impresa-guida, che sovente si colloca a valle. La costellazione \u00e8, per alcuni aspetti, simile all&#8217;integrazione verticale, ma diversa da questa per quanto riguarda la dimensione e la quantit\u00e0 delle imprese che ne fanno parte, oltre che per la distribuzione meno centralizzata del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Limitandoci solo a citare, infine, la modalit\u00e0 distributiva del <em>franchising<\/em> e le associazioni di categoria, che pure rappresentano altre forme di aggregazione ben note, passiamo immediatamente ad analizzare quali tipi di &#8220;unione&#8221; fanno maggiormente la &#8220;forza&#8221; delle imprese di dimensioni minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aggregazione verticale esprime pi\u00f9 imprese impegnate nello svolgimento di fasi diverse del processo tecnico produttivo, mentre l&#8217;aggregazione orizzontale riguarda pi\u00f9 imprese impegnate nello svolgimento della stessa attivit\u00e0 (ad esempio, per l&#8217;esecuzione di commesse).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono forme di aggregazione orizzontale: i consorzi di acquisto e di vendita, le <em>trading company <\/em>(societ\u00e0 di commercializzazione che acquistano e vendono in proprio o esercitano attivit\u00e0 ausiliaria negli scambi con l&#8217;estero), le associazioni in partecipazione (in cui tutti collaborano per concludere le operazioni oggetto dell&#8217;associazione stessa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/948.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-22260\" title=\"948\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/948-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/948-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/948.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tra i tipi di aggregazione verticale particolarmente rilevanti sono: la sub-fornitura (per cui un imprenditore esegue un ordine speciale per conto di un altro imprenditore committente), la costellazione ed il sistema di imprese (unit\u00e0 produttive legate da stretti rapporti di interdipendenza e complementariet\u00e0), dove la differenza tra costellazione e sistema sta nella diversa &#8220;consapevolezza&#8221; dell&#8217;importanza dell&#8217;insieme (forte nell&#8217;una, assente nell&#8217;altro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E veniamo, da ultimo ai distretti o &#8220;aree di localizzazione produttiva&#8221;, considerati il fenomeno socio-economico pi\u00f9 originale del nostro Paese, attraverso cui la struttura produttiva italiana ha riscoperto e valorizzato le sue radici storiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assunto che il governo delle aggregazioni di imprese \u00e8 governo di relazioni economiche, va notato che il buon funzionamento di queste aree \u00e8 strettamente connesso al buon funzionamento delle imprese e delle aggregazioni in esso esistenti. Qui le funzioni critiche non si trovano tanto nella produzione, quanto nelle funzioni di commercializzazione e di ricerca e sviluppo. Il punto-chiave \u00e8 comunque questo: il governo degli aggregati \u00e8 economicamente efficiente se si opera in un ambiente sociale fortemente condiviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno mai riflettuto le imprese dei distretti sul fatto che probabilmente le difficolt\u00e0 incontrate negli ultimi anni possono anche derivare dal progressivo venir meno di una strategia sociale da loro stesse voluta, oltre che dall&#8217;ambiente in cui sono inserite?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22258?pdf=22258\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; noto come il settore orafo sia tra i pi\u00f9 frammentati, caratterizzato da una vera e propria &#8220;polverizzazione&#8221; delle imprese, in prevalenza di medie e piccole dimensioni. 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