{"id":22704,"date":"2011-07-20T13:05:36","date_gmt":"2011-07-20T11:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=22704"},"modified":"2011-07-20T14:21:33","modified_gmt":"2011-07-20T12:21:33","slug":"il-valore-del-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-valore-del-femminile\/","title":{"rendered":"Il valore del femminile."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_22705\" style=\"width: 261px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/marina_terragni2-b-e1311160632811.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22705\" class=\"size-full wp-image-22705\" title=\"marina_terragni2-b\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/marina_terragni2-b-e1311160632811.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"194\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22705\" class=\"wp-caption-text\">Marina Terragni<\/p><\/div>\n<p>Donne in fermento. Dalla battaglia contro l&#8217;anoressia, alla riscoperta delle rotondit\u00e0, dai sempre pi\u00f9 discussi messaggi pubblicitari, alle manifestazioni in piazza. Ecco che i fari si riaccendono sulla &#8220;questione femminile&#8221;, tanto nella moda, quanto nella politica e nella comunicazione. Forse nell&#8217;aria c&#8217;\u00e8 un rinnovato bisogno (o un desiderio?) di recuperare il valore della femminilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne abbiamo parlato con Marina Terragni, giornalista di <em>Io donna<\/em> e autrice del libro &#8220;<em>La scomparsa delle donne. Maschile, femminile e altre cose del genere<\/em>&#8221; (Mondadori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiacchierata comincia con una domanda sul significato della parola femminilit\u00e0, oggi. La risposta di Terragni \u00e8 preceduta da una precisazione:\u00a0&#8220;Femminilit\u00e0 non \u00e8 una parola che uso volentieri. Meglio femminile, perch\u00e9 femminilit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 un femminile che concede al maschile&#8221;. Dal punto di vista dell&#8217;immagine, prosegue la giornalista, &#8220;il valore del femminile lo vedo oggi in una grande fluidit\u00e0, in una destrutturazione delle rigidit\u00e0 e in una grande libert\u00e0 di interpretazione del corpo. Nella non omologazione ai modelli maschili: questo \u00e8 il femminile, lo abbiamo talmente sepolto nei processi di emancipazione che \u00e8 un&#8217;avventura ritrovarlo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D <\/strong>Fluidit\u00e0, morbidezza: le stesse che, come scrivi nel tuo blog, hai notato, ad esempio, nell&#8217;abbigliamento delle donne durante la presentazione della nuova giunta alla citt\u00e0 di Milano. Ti sembra un passo avanti rispetto alla rigidit\u00e0 degli anni &#8217;80, quando l&#8217;abito manageriale sembrava voler eliminare la differenza di genere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R<\/strong>: &#8220;Me lo auguro vivamente, anche se sono consapevole che a volte si parte cos\u00ec e poi quando entri in quei luoghi ti scontri con un simbolico talmente forte, talmente consolidato, che la possibilit\u00e0 di perdersi \u00e8 molto concreta. Sto osservando quello che fanno le nostre assessore: \u00e8 ancora presto, ma ancora non vedo segni di femminilizzazione della politica. Niente che mi faccia dire: ecco lo scarto simbolico! Non ho ancora visto il <strong>doppio sguardo <\/strong>(quello femminile e quello maschile<strong>, <\/strong><em>ndr<\/em>) in azione. Secondo me la fase successiva deve essere quella di convocarle ed esortarle a lavorare sui linguaggi, sui modi, sui passaggi, sui rituali. C&#8217;\u00e8 da cambiare un bel po&#8217; di cose&#8221;\u00a6&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;apporto femminile alla gestione della cosa pubblica, insomma, sembrerebbe molto semplice. &#8220;Si tratta di partire da s\u00e9 anche di fronte a un grande problema pubblico, chiedendosi: come lo affronterei io? E non lasciarsi condizionare dal gi\u00e0 pensato e codificato&#8221; spiega Marina Terragni, \u00a0&#8220;Si tratta di riferirsi alle nostre pratiche, <strong>di non dimenticare come siamo state nelle case<\/strong>, dove abbiamo esercitato il femminile, di non liquidare quei modelli, di vedere che cosa c&#8217;\u00e8 l\u00ec che pu\u00f2 venirci buono nel governo del mondo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <\/strong>In<strong> <\/strong>cosa identifichi, quindi, la femminilizzazione della politica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R:<\/strong> Come dicevo si tratta di lavorare sui codici della politica\u00a0 e di tenere sempre ben presente che i generi sessuali sono due, anche facendo le forzature necessarie a rompere un simbolico consolidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D<\/strong>: L&#8217;abito in s\u00e9 deve sottolineare la differenza di genere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R<\/strong>: &#8220;S\u00ec, immagino di s\u00ec, perch\u00e9 no! Perch\u00e8 mi dovrei vestire come un uomo?! Capisco che quando si \u00e8 nei &#8220;luoghi del potere&#8221; ci si deve proteggere dal fatto di poter essere equivocata, quindi si tende\u00a0 a evitare mise che enfatizzano troppo il proprio potenziale seduttivo, magari ci si scolla un po&#8217; meno&#8221;\u00a6\u00a0 Io, per esempio mi sento a mio agio con un tailleur dal taglio maschile, per\u00f2 che questo debba essere un obbligo per essere presa sul serio&#8221;\u00a6 Scegliere l&#8217;abito \u00e8 libert\u00e0 espressiva &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D<\/strong>: Donne e comunicazione: che differenza c&#8217;\u00e8 secondo te tra il manifesto del Pd e il servizio sulle &#8220;<em>Belle Vere&#8221;<\/em> di Vogue? Perch\u00e9 si \u00e8 gridato tanto allo scandalo del primo e non del secondo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R<\/strong>: &#8220;Il servizio di Vogue pone un&#8217;alternativa secca tra anoressiche e prostitute. Ho trovato invece il manifesto del Pd un saggio di stupidit\u00e0 comunicativa. Non \u00e8 questione di centimetri di pelle esposta. L&#8217;obbrobrio \u00e8 abbinare politica e sex-appeal. In questi anni abbiamo dovuto combattere col fatto che se non eri abbastanza bella in politica non entravi: se si continua a farlo si resta in quel solco! La bellezza femminile \u00e8 un dono prezioso, il godimento del corpo una cosa bella e legittima, ma quando siamo in politica, siamo l\u00ec per fare altre cose e non per sedurre e blandire gli uomini&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D:<\/strong> Torniamo alla moda: hai chiesto agli stilisti di aiutare Milano a diventare pi\u00f9 bella. Cosa potrebbero fare? E non pensi che parte del decoro della citt\u00e0 potrebbe manifestarsi in un ritorno all&#8217;eleganza, che era il vanto di Milano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R: <\/strong>Trovo che Milano sia ancora una citt\u00e0 sobria, elegante<strong>. <\/strong> Una citt\u00e0 austera che non ama l&#8217;esibizione, \u00e8 proprio del carattere milanese. E tutti quelli che vivono qui, anche da poco, sentono questo richiamo a un certo understatement. A Milano c&#8217;\u00e8 anche una tradizione di mecenatismo e di filantropia molto antica: la borghesia si \u00e8 sempre impegnata nell&#8217;aiuto di chi aveva bisogno, oltre ad aver donato i suoi figli alla politica. Le grandi griffe da Milano hanno avuto tantissimo: soldi, successo, fama, ma hanno restituito ben poco. E invece potrebbero fare qualcosa di utile per i cittadini, anche firmandolo con il proprio nome, perch\u00e9 no? Non parlo solo di soldi, ma anche di idee, chi lavora con la bellezza e la esporta in tutto il mondo potrebbe anche regalarne un po&#8217; alla\u00a0 citt\u00e0. Adottare un luogo di periferia da risanare (come ha fatto, per Roma, Diego Della Valle, patron del marchio Tod&#8217;s, che si \u00e8 impegnato economicamente per il restauro del Colosseo -che proprio in periferia non \u00e8, ma tant&#8217;\u00e8!-, <em>ndr<\/em>)<strong>, <\/strong>ognuno secondo i propri modi e secondo la specificit\u00e0 del proprio tratto, del proprio stile. Gli stilisti lavorano a Milano, fanno l&#8217;immagine di Milano: sarebbe una bellissima cosa se partecipassero, creativamente e economicamente, a far muovere una citt\u00e0 che \u00e8 ferma da molti, molti anni. Loro lo sanno benissimo, conoscono il resto del mondo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22704?pdf=22704\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donne in fermento. Nella politica, nella moda, nella pubblicit\u00a0: nell&#8217;aria c&#8217;\u00e8 un rinnovato bisogno (o un desiderio?) di recuperare il valore della femminilit\u00a0. 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