{"id":22768,"date":"2011-08-29T16:57:14","date_gmt":"2011-08-29T14:57:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=22768"},"modified":"2012-01-15T15:23:02","modified_gmt":"2012-01-15T13:23:02","slug":"le-scarpe-raccontano%e2%80%a6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/le-scarpe-raccontano%e2%80%a6\/","title":{"rendered":"Le scarpe raccontano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_22775\" style=\"width: 230px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/dorothy-stuart-weitzman.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22775\" class=\"size-full wp-image-22775\" title=\"dorothy-stuart-weitzman\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/dorothy-stuart-weitzman.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"206\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22775\" class=\"wp-caption-text\">La scarpa di Doroty nell&#39;interpretazione di Stuart Weitzman<\/p><\/div>\n<p>Sottovalutare il trinomio scarpe, nuove tendenze e cultura sarebbe davvero un errore: la presenza dell&#8217;accessorio che pi\u00f9 di ogni altro risveglia fantasie e desideri, nelle favole, nella letteratura e nell&#8217;immaginario collettivo, sia come archetipo che come oggetto glamour di analisi sociale, merita sicuramente una trattazione e che in proposito venga spesa qualche parola. Look-book dalle immagini accattivanti, romanzi dedicati, libri che contengono scatti e bozzetti utilizzati per celebrare una particolare griffe, confermano un trend ormai consolidato: la scarpa attira e fa parlare di s\u00e9, racconta aspetti della personalit\u00e0 di chi la indossa, incarna tradizioni secolari o miti che durano una sola stagione, forse transitori ma specchio fedele del cambiamento di usi e consumi, comunque dotati di una grande capacit\u00e0 attrattiva e narrativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste accessorio fashion a cui siano stati attribuiti altrettanti poteri. Le <em>&#8220;ruby slippers&#8221;<\/em> che consentivano a Dorothy di tornare a casa dal Regno di Oz ad esempio, hanno catturato la fantasia di milioni di ragazzine pi\u00f9 o meno cresciute, divenendo una realt\u00e0 glamour firmata Salvatore Ferragamo e indossata da Judy Garland nel celebre film del 1939. A settant&#8217;anni dalla creazione della pellicola il dipartimento Consumer Products della Warner Bros e Cristallized Swarovski Elements rilanciavano la sfida estetica, affidando a 19 designers fra cui <strong>Diane Von Furstenberg, Jimmy Choo, Oscar de la Renta, Moschino e Alberta Ferretti,<\/strong> la creazione di altrettante versioni della scarpetta rubino, protagonista nel film <em>&#8220;Il mago di Oz&#8221;.<\/em> Chi avrebbe detto a Charles Perrault o ai fratelli Grimm che la scarpina di cristallo perduta a mezzanotte da Cenerentola, strumento indispensabile per il coronamento della sua storia d&#8217;amore, sarebbe diventata di pvc grazie alla fantasia dello stilista Stuart Weitzman?<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_22779\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 280px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/replica-di-ruby-slippers-del-film-il-mago-di-oz.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-22779 \" title=\"replica-di-ruby-slippers-del-film-il-mago-di-oz\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/replica-di-ruby-slippers-del-film-il-mago-di-oz-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/replica-di-ruby-slippers-del-film-il-mago-di-oz-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/replica-di-ruby-slippers-del-film-il-mago-di-oz.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">La nuova versione delle scarpe di Dorothy<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se qualcosa cambia costantemente nell&#8217;universo immaginifico delle scarpe, qualcosa resta immutato; si pensi alla fiaba intitolata <em>&#8220;Le scarpette rosse&#8221;<\/em> e scritta da Hans Christian Andersen, quando l&#8217;acquisto compulsivo non esisteva e il collezionismo sicuramente non era cosa per tutti. Il racconto continua a lanciare nel tempo il suo anatema, un segnale d&#8217;allarme per tutte le fashion victim, modellando in cuoio scarlatto la metafora oscura della sofferenza che si nasconde dietro l&#8217;eccesso di vanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo tracciare un percorso che racconti il potere evocativo della scarpa attraverso i linguaggi contemporanei della moda, fra vizi e virt\u00f9, non si pu\u00f2 che cominciare con le campagne pubblicitarie e i lookbook di Christian Louboutin. Lo stilista \u00e8 solito incastonare collezione dopo collezione, le sue calzature in scenari fantastici e surreali, artistico-fiabeschi, con ironiche cessioni ad un<em>&#8220;kitsch ricercato&#8221;<\/em> (mi si passi l&#8217;espressione). I suoi stiletti sono stati immortalati nell&#8217;ambito di nature morte di ispirazione settecentesca, esposti fra frutta e dolciumi come golose tentazioni di gola. Le creazioni emergono da scenari acquatici in cui sono adagiate pigramente, abbandonate nell&#8217;elemento fluido, oppure fluttuano in aria fra cilindri e carte da gioco come in un sogno ad occhi aperti <em>&#8220;Attraverso lo specchio&#8221;.<\/em> Set fotografici carichi di oro, ambientazioni da <em>&#8220;Mille e una notte&#8221;<\/em>, circondano scarpe lussuose avvolte con volutt\u00e0 da decorazioni simili alle spire di un serpente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel lookbook Fall 2011 intitolato &#8220;<strong><em>Les Promises de l&#8217;Hiver&#8221;, <\/em><\/strong>realizzato da Peter Lippmann per Louboutin,<strong><em> <\/em><\/strong>la comunicazione utilizza un efficace gioco ad incastro, per pubblicizzare le creazioni dello stilista per il prossimo autunno\/inverno. Le scarpe, inserite in opere come <em>&#8220;Maddalena e la Fiamma&#8221;<\/em> di Georges de la Tour, nei dipinti di Jean-Marc Nattier, Marie-Guillemine Benoist, Jean-Baptiste Camille Corot, James Abbott McNeill Whistler, Francisco De Zurbaran e Francois Clouet conquistano in modo inequivocabile la scena. Gli sguardi interni ed esterni alla tela sono distolti da ogni altro soggetto per rivolgersi invariabilmente all&#8217;<em>&#8220;intrusa&#8221;<\/em>. La <em>&#8220;superbia&#8221;<\/em> dell&#8217;accessorio \u00e8 evidente, eppure non ci si pu\u00f2 astenere dal soffermarsi, dal rimanere a guardare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel paradiso terrestre e contemporaneo della scarpa, non pu\u00f2 sfuggire il rapporto fra ispirazione naturale e letteraria che si applica spesso agli spettacolari modelli di Manolo Blahnik. Se un&#8217;ammirazione pura per l&#8217;universo della natura era evidente nelle <em>&#8220;cherry shoes&#8221;<\/em> lanciate nel 1971 per\u00a0 una sfilata di Ossie Clark, riproposte dopo la morte dello stilista avvenuta nel 1996 e sopravvive nella <em>&#8220;Botanic Collection&#8221;<\/em> creata per la primavera\/estate 2011, non viene meno il riferimento allo scenario naturale come contesto per le azioni di eroine e le vicende narrate da classici della letteratura, per descrivere e raccontare attraverso la scarpa, caratteri moderni e personalit\u00e0 complesse. Nel 2000 veniva lanciato il modello ispirato alla Sicilia e al film <em>&#8220;Il Gattopardo&#8221;<\/em> di Luchino Visconti, adattamento cinematografico dell&#8217;omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; per la prossima stagione A\/I, la passione di Manolo Blahnik per i romanzi di Tolstoj ha ispirato una linea di scarpe che si potrebbe immaginare calzata in uno scenografico paesaggio russo coperto di neve, da una contemporanea Anna Karenina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di nuovi trend e mutamenti di prospettiva, la scarpa non smette di stupire: fra le novit\u00e0 lanciate per l&#8217;A\/I 2011\/2012 c&#8217;\u00e8 <em>&#8220;Debut&#8217;s Men Collection&#8221;,<\/em> prima collezione per uomo firmata da Jimmy Choo che comprende trainers in <strong>cachemire o in pelle di coccodrillo<\/strong>, modelli improntati a un moderno British style fuso con il lusso dell&#8217;alto artigianato italiano, stivali da biker alla James Dean&#8221;\u00a6 per la serie: chi ha osato dire che la vanit\u00e0 \u00e8 donna?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22768?pdf=22768\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sottovalutare il trinomio scarpe, nuove tendenze e cultura sarebbe davvero un errore: la presenza dell&#8217;accessorio che pi\u00f9 di ogni altro risveglia fantasie e desideri, nelle favole, nella letteratura e nell&#8217;immaginario collettivo, sia come archetipo che come oggetto glamour di analisi sociale, merita sicuramente una trattazione e che in proposito venga spesa qualche parola. 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