{"id":23040,"date":"2011-09-27T16:17:19","date_gmt":"2011-09-27T14:17:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=23040"},"modified":"2011-09-27T18:17:31","modified_gmt":"2011-09-27T16:17:31","slug":"poesia-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/poesia-di-moda\/","title":{"rendered":"Poesia di Moda"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_23043\" style=\"width: 185px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/francois_boucher_025_la_sarta_1746.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-23043\" class=\"size-medium wp-image-23043 \" title=\"francois_boucher_025_la_sarta_1746\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/francois_boucher_025_la_sarta_1746-250x300.jpg\" alt=\"La sarta\" width=\"175\" height=\"210\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-23043\" class=\"wp-caption-text\">Francois Boucher - La sarta 1746<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Aveva cucito vesti \/ a donne e regine. \/ Decise infine \/ di rammendare \/l&#8217;anima. \/ Buona vista, grande cuore \/ e mano delicata \/ per riannodare invisibili fili, \/ per riportare a tenuta \/ una stoffa lisa \/ e molto preziosa&#8221;. Questi versi bellissimi sono stati dedicati ad una sarta dalla sensibile poetessa parmigiana Ida Albianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 tanta poesia, in effetti, nella creazione di un abito, cos\u00ec come c&#8217;\u00e8 tanta poesia in chi ama davvero la moda nella sua essenza, ovvero nel suo consistere in un&#8217;espressione alta di arte, di sentimento, di cultura, di operosit\u00e0, di vita. Se amiamo profondamente la poesia, non potremo non amare la moda nella sua accezione migliore, in quanto essa stessa &#8220;lirica&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eugenio Montale, quando gli venne conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1975, afferm\u00f2 che la poesia \u00e8 &#8220;un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo \u00e8 uno dei suoi titoli di nobilt\u00e0&#8221;. E allora perch\u00e9 da millenni l&#8217;uomo &#8220;sciupa&#8221; tempo e risorse a scrivere e recitare poesie&#8221;\u00a6 nonch\u00e9 a ideare fogge vestimentarie diverse? Perch\u00e9 non ci basta la prosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Karol Wojtyla, che oltre ad un papa &#8220;magno&#8221;, fu anche un egregio poeta, si dichiar\u00f2 convinto che la poesia potesse costruire ponti e vie di salvezza per &#8220;chi ha le ali legate&#8221;. Si badi, non ha parlato della preghiera come fonte di salvezza, ma della poesia, in termini laici. Forse si riferiva al fatto che con la poesia aiutiamo l&#8217;anima a restare pronta e vigile &#8211; come avrebbe detto Martin Buber &#8211; &#8220;fin che sorger\u00e0 l&#8217;aurora e una strada si mostrer\u00e0 ai nostri occhi l\u00e0 dove nessuno la supponeva&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando dal sacro al profano, potremmo richiamare il mito di Amore e Psiche, la cui morale ultima \u00e8: &#8220;Non videbis si videris \/ Vere videbis si non videris&#8221;, per cui vedremo la verit\u00e0 solo se non vedremo con gli occhi della testa, bens\u00ec con quelli della mente e del cuore. Spostandoci ad un altro mito, abbiamo mai pensato che Medusa potesse rappresentare la fantasia poetica che non si riesce a vedere, ma che rende reali, solide come pietre, le illusioni pi\u00f9 alte e pi\u00f9 folli?<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23041\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 189px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/tubino-nero-di-colazione-da-tiffany.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23041 \" title=\"tubino nero di colazione da tiffany\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/tubino-nero-di-colazione-da-tiffany-256x300.jpg\" alt=\"Tubino nero di Colazione daTtiffany\" width=\"179\" height=\"210\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">ll Tubino nero di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ezra Pound riconosceva in ci\u00f2 l&#8217;intento della poesia: &#8220;To fill up chaos (riempire il caos), populate solitudes (popolare le solitudini), multiply images (moltiplicare le immagini) \/&#8221;\u00a6 And thence to God (per giungere quindi al Divino), \/ To the ineffable (verso ci\u00f2 che \u00e8 indicibile)&#8221; e poi citava in latino Dante: &#8220;Trashumanar non si potria per verba&#8221;: con le parole non si potrebbe andare oltre i limiti umani. William Blake, d&#8217;altro canto, ci avrebbe portati &#8220;To see a World in a Grain of Sand, \/ And a Heaven in a Wild Flower&#8221;, a vedere il mondo in un granello di sabbia e il cielo in un fiore selvatico. Parimenti un altro papa, Paolo VI, sosteneva che la poesia, come qualsiasi altra forma di arte, pu\u00f2 essere la &#8220;sofferta testimonianza di una tragica assenza, il bisogno insopprimibile di qualcosa, meglio di Qualcuno, che dia senso all&#8217;effimero, all&#8217;altrimenti assurdo agitarsi dell&#8217;uomo nel tempo e nello spazio di questo mondo finito&#8221;. Sembra fargli eco la poetessa russa Marina Cvetaeva dichiarando: &#8220;La mia esperienza della poesia&#8221;\u00a6 mi ha fatto sentire qualcosa o Qualcuno che dentro di me vuole disperatamente essere&#8221;. Fran\u00c3\u00a7ois Mauriac\u00a0avrebbe concluso che la poesia \u00e8 &#8220;il nodo d&#8217;oro divino che tiene insieme tutte le cose&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il poeta puro (e con lui lo stilista di moda puro), in quest&#8217;ottica, \u00e8 anche un profeta, ma non nel senso che formula pronostici: in effetti, egli &#8220;vede dentro&#8221;, &#8220;intuisce&#8221; le cose e, dunque, la sua \u00e8 una visione sul piano della realt\u00e0 ultima, visione illuminata di senso. Il greco Titos Patrikios ha scritto due versi stupendi: &#8220;La poesia cerca risposte \/ a domande non ancora fatte&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pensiamo, con questo, che il poeta sia una sorta di &#8220;super-uomo&#8221;, tutt&#8217;altro: \u00e8 solo meno inorridito della solitudine e di se stesso, per cui osa guardare ed ascoltare, guardarsi ed ascoltarsi: si rifiuta di liberarsi della sua coscienza, della sua ragione e delle sue emozioni, \u00e8 insomma &#8220;un uomo che si volta&#8221; (come lo definirebbe Montale), mentre gli altri scelgono il &#8220;rumore&#8221; e l&#8217;esibizionismo isterico per esorcizzare la paura del mondo e di se stessi, la sfiducia nella vita e nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il poeta, con la sua sensibilit\u00e0 acuta, avverte pi\u00f9 di tutti la &#8220;voce del silenzio e se ne fa interprete, parlando per tutti e per ognuno, incontrandosi anche solo per un attimo col sentimento universale. E fa ci\u00f2 senza sapere chi sia il suo vero destinatario, tuttavia ponendolo al centro del mondo, fra tutti gli altri uomini.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23044\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 189px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Keira-Knightley-in-espiazione-abito-di.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23044 \" title=\"Keira Knightley in espiazione \" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Keira-Knightley-in-espiazione-abito-di-199x300.jpg\" alt=\"Keira Knightley in espiazione\" width=\"179\" height=\"270\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">L&#8217;abito di Keira Knightley nel film Espiazione<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;epoca odierna caratterizzata da un consumismo esasperato e dalle aberrazioni dei mezzi di comunicazione di massa, ogni verso che nasce (ed ogni bell&#8217;abito che viene creato) appare tuttavia sempre pi\u00f9 un &#8220;miracolo&#8221;, come un fiore, un profumo od una melodia che si diffondano inattesi dall&#8217;Orto delle Muse nei pressi di una tangenziale o in uno talk-show televisivo. Eppure questo fiore nasce ancora e nascer\u00e0 sempre, liberando il suo profumo nell&#8217;aria deserta, libero, ignorando per fortuna che &#8211; come scrisse Emily Dickinson &#8211; &#8220;essere un fiore \u00e8 profonda responsabilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, vorrei citare quanto della poesia ha colto Franco Loi, poeta milanese contemporaneo: &#8220;La poesia&#8221;\u00a6 \u00e8 imprendibile e presente come l&#8217;aria che respiriamo e passa sconosciuta tra noi e ci siamo dentro come pesci nell&#8217;acqua e proprio per questo non vi prestiamo attenzione. Forse \u00e8 bene che sia cos\u00ec&#8221;\u00a6 Del resto, si difende da sola, perch\u00e9 ci\u00f2 che non si pu\u00f2 dire \u00e8 poesia&#8221;\u00a6 Tanto che i Greci l&#8217;hanno definita con un verbo: fare. Destino assurdo il suo: vivere tra le parole, darsi corpo di parole e rimanere nascosta e indifferente ad esse&#8221;\u00a6 La poesia &#8211; lo diceva Ungaretti &#8211; \u00e8 una preghiera che bussa a una porta fatta di legno, inconcepibile alla nostra ragione. Ma io dico che \u00e8 preghiera e insieme oggetto di preghiera, ed \u00e8 nell&#8217;unit\u00e0 tra la preghiera ed il suo oggetto che si sostanzia la parola, proprio come nella vocazione alla divinit\u00e0&#8221;. Ed \u00e8 pure in questa unit\u00e0 che si sostanzia ogni splendido abito che viene realizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi pu\u00f2, allora, scriva poesie (e concepisca abiti incantevoli), anche solo per lasciarle in un cassetto, o almeno ne legga, e si lasci librare in cielo: &#8220;Le mani una volta erano ali \/ Per questo ora, mentre scriviamo, voliamo&#8221; (versi della poetessa croata Lidja Vukcevic).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 , quando cogliamo &#8220;il bello e il buono&#8221; in un abito, anche noi voliamo.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23040?pdf=23040\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fare poesia con la moda, fare della moda una poesia. Confrontare il fare la moda con il fare poesia. Come la poesia, un bell&#8217;abito \u00e8 quasi un miracolo; quando in esso si coglie &#8220;il bello e il buono&#8221; si vola come sulle ali di una poesia. In sintesi un bell&#8217;articolo a firma Sonia Sbolzani.<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[3799,3791,3794,3800,3789,3792,3801,3797,3793,3796,3790,3798,3795],"class_list":["post-23040","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","tag-emily-dickinson","tag-eugenio-montale","tag-ezra-pound","tag-franco-loi","tag-ida-albianti","tag-karol-wojtyla","tag-lidja-vukcevic","tag-marina-cvetaeva","tag-martin-buber","tag-paolo-vi","tag-poesia","tag-titos-patrikios","tag-william-blake"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23040"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23040"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23045,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23040\/revisions\/23045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}