{"id":23654,"date":"2011-11-26T20:03:07","date_gmt":"2011-11-26T18:03:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=23654"},"modified":"2011-11-26T20:03:07","modified_gmt":"2011-11-26T18:03:07","slug":"la-bellezza-torna-ruggente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-bellezza-torna-ruggente\/","title":{"rendered":"La bellezza torna ruggente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 se \u00e8 un nuovo anelito di liberazione del corpo (e non, piuttosto, un mero riciclo storico) il ritorno in auge degli anni &#8217;20 in passerella. Fatto sta che la moda della primavera 2012 sar\u00e0 &#8220;posseduta&#8221; dallo spirito degli Anni Ruggenti: &#8220;anni folli&#8221;, come vennero battezzati in Francia, con la musica del Charleston in sottofondo, i boa di piume svolazzanti al collo di signore avvolte in abiti di georgette impreziositi di ricami grafici dai bagliori argentei, a cui il film &#8220;Metropolis&#8221; di Fritz Lang (1927) aveva indubbiamente fornito motivo di ispirazione.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23656\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 280px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/midnight+in+paris_m.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23656 \" title=\"midnight+in+paris_m\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/midnight+in+paris_m-300x224.jpg\" alt=\"midnight+in+paris\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Midnight in Paris Regia di Woody Allen<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fiutare il trend per primo, pare essere stato il grande schermo con il geniale Woody Allen (e la sua costumista Sonia Grande) che ha appena girato &#8220;Midnight in Paris&#8221; (in Italia dal 2 Dicembre), dove si narra di un giovane scrittore che si perde nella capitale francese del giorno d&#8217;oggi&#8221;\u00a6 e si ritrova nei Roaring Twenties appunto, tra artisti dell&#8217;epoca come i pittori Picasso e Dal\u00ec o gli scrittori Hemingway e Fitzgerald.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ad aprire le danze dello stile \u00e8 stato soprattutto il Brooklyn Museum che fino al 29 Gennaio ospita la mostra &#8220;Youth and Beauty: Art of the American Twenties&#8221;, dedicata all&#8217;arte del tempo. La rassegna comprende 140 opere tra quadri, sculture, stampe, foto di incredibile suggestione, come quella scattata alla diva del muto Gloria Swanson dall&#8217;ungherese Nickolas Muray o uno dei primi nudi di Imogen Cunningham. Tra i dipinti ci hanno colpito una tela dell&#8217;italiano Luigi Lucioni raffigurante il &#8220;look&#8221; dei ragazzi d&#8217;allora e un quadro di Thomas Hart Benton che ritrae se stesso a torso nudo e la moglie in costume da bagno sulla spiaggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutto 68 autori-cult &#8211; da citare anche Edward Hopper, Georgia O&#8217;Keeffe, Charles Demuth, Edward Weston, Alfred Stieglitz, Yasuo Kuniyoshi, Gaston Lachaise, Aaron Douglas, Gerald Murphy &#8211; i quali tra la fine della I Guerra Mondiale e l&#8217;inizio della Grande Depressione hanno saputo cogliere gli stimoli per fondare un realismo moderno, che fa trionfare l&#8217;immagine di un corpo liberato, mentre sul fondale passa la trasformazione urbana e ambientale provocata dallo sviluppo industriale, dall&#8217;affermazione della cultura della macchina e del taylorismo come modalit\u00e0 organizzativa del lavoro (con i suoi effetti alienanti sulla vita umana). Curata da Teresa Carbone e Andrew W. Mellon, l&#8217;importante esibizione newyorkese ben documenta il difficile lavoro degli artisti della Jazz Age alle prese con l&#8217;esperienza del mondo moderno, in cui trovano ragioni di speranza e fiducia unicamente nelle potenzialit\u00e0 dei giovani e nel valore della bellezza.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23658\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 210px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ralph-lauren-pe-2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23658\" title=\"ralph lauren pe 2011\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ralph-lauren-pe-2011-200x300.jpg\" alt=\"ralph lauren pe 2011\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ralph-lauren-pe-2011-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ralph-lauren-pe-2011.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Ralph Lauren p\/e 2011<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stesse ragioni di speranza e fiducia in quegli ideali vorremmo recuperarli anche noi oggi (allorch\u00e9 pi\u00f9 che mai <em>mala<\/em> <em>tempora currunt<\/em>) e chiss\u00e0 se baster\u00e0 una moda all&#8217;insegna degli Anni&#8217;20 a farsene ambasciatrice. Comunque, la prossima primavera vedr\u00e0 il revival di abiti e accessori degni di dive alla Louise Brooks, destinati a diventare feticci anche ai nostri giorni. Ad esempio Francisco Costa, direttore creativo di Calvin Klein, ha proposto abiti retr\u00f2 di seta a svasatura morbida, lunghezza a met\u00e0 polpaccio, scarpe con cinturino alla caviglia, mentre Frida Giannini per Gucci ha pensato ad una moda un po&#8217; architettonica, scolli a V, preziosi ricami dorati cuciti sulla seta, scarpe con i lacci, cappellini a campana; e Ralph Lauren sembra aver attinto a piene mani al guardaroba della Daisy del Grande Gatsby, con mises in lungo, tulle arricchito di perline d&#8217;argento, piume all&#8217;altezza delle gambe, boa di struzzo, calzature stilizzate lavorate all&#8217;uncinetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, c&#8217;\u00e8 voglia di &#8220;ruggire&#8221; ancora al futuro, con rinnovata fede nella giovent\u00f9 e nella bellezza!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23654?pdf=23654\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se \u00e8 un nuovo anelito di liberazione del corpo (e non, piuttosto, un mero riciclo storico) il ritorno in auge degli anni &#8217;20 in passerella. 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