{"id":23670,"date":"2011-11-30T20:35:33","date_gmt":"2011-11-30T18:35:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=23670"},"modified":"2011-11-30T20:35:33","modified_gmt":"2011-11-30T18:35:33","slug":"donne-non-stereotipi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/donne-non-stereotipi\/","title":{"rendered":"Donne, non stereotipi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_23675\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Johanness-Vermeer.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-23675\" class=\"size-full wp-image-23675\" title=\"Johanness Vermeer\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Johanness-Vermeer.jpg\" alt=\"Johanness Vermeer - La ragazza con lorecchino di perla\" width=\"200\" height=\"236\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-23675\" class=\"wp-caption-text\">Johanness Vermeer - La ragazza con lorecchino di perla<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra gli stereotipi pi\u00f9 duri a morire, quelli riguardanti la figura femminile godono sempre di ottima salute. I media e la pubblicit\u00e0, in particolare, si dimostrano ogni giorno una fonte inesauribile di immagini preconcette e di visioni iper-semplificate della realt\u00e0. La donna vi \u00e8 raffigurata manicheisticamente come angelo o demone, mamma sempre giovane e sorridente o tosta virago in carriera, casalinga nevrotica che va in estasi per un nuovo detersivo o sex-bomb no-limits, bruttina ma simpatica o bellona mal mostosa, e via classificando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno nega che il fine della pubblicit\u00e0 debba essere la vendita e che una certa dose di stereotipia sia talvolta utile all&#8217;efficace comprensione di un messaggio, ma un superiore slancio di creativit\u00e0 e soprattutto di etica potrebbe assicurare una resa migliore anche in termini commerciali. In nome di questo convincimento, pi\u00f9 di 40 aziende hanno sottoscritto il Manifesto della Pubblicit\u00e0, di cui si \u00e8 fatto promotore il Comitato &#8220;Pari o Dispare&#8221; con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda. Si tratta di un&#8217;iniziativa per stimolare un uso pi\u00f9 responsabile dell&#8217;immagine femminile, volendo in particolare sensibilizzare gli addetti al marketing delle imprese verso l&#8217;esigenza di invertire la rotta sull&#8217;immagine ultra-sessualizzata, &#8220;autistica&#8221; e paranoicamente giovane della donna che filtra dal circuito mediatico e va ad incidere su come il ruolo e l&#8217;autorevolezza femminili vengono percepiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Pari o Dispare&#8221; \u00e8 un comitato di persone e associazioni di ogni genere (presieduto da Cristina Molinari, mentre Emma Bonino \u00e8 Presidente Onorario), con lo scopo di elevare il livello di parit\u00e0 delle donne italiane in ambito lavorativo, partendo dalla premessa che a) il tasso di occupazione femminile \u00e8 drammaticamente basso; b) le donne faticano ad occupare posizioni di alto livello ovvero, per usare un&#8217;espressione colorita, &#8220;sfondare il tetto di cristallo&#8221;, sebbene ne siano pi\u00f9 che degne per merito.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23672\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 233px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/37-Leonardo-ritratto-di-donna-con-ermellino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23672\" title=\" Leonardo- ritratto di donna con ermellino\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/37-Leonardo-ritratto-di-donna-con-ermellino-223x300.jpg\" alt=\"Leonardo- ritratto di donna con ermellino\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/37-Leonardo-ritratto-di-donna-con-ermellino-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/37-Leonardo-ritratto-di-donna-con-ermellino.jpg 558w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Leonardo &#8211; Ritratto di donna con ermellino<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pubblicit\u00e0 \u00e8 senza dubbio uno dei principali responsabili della discriminazione professionale delle donne, contribuendo a forgiare &#8211; ma anche nutrendosi di &#8211; costumi, modi di pensare, cultura del Paese. Per usare le parole di Cristina Molinari a proposito di questo &#8220;circolo vizioso&#8221;: <em>&#8220;La rappresentazione delle donne nei media \u00e8 causa ed effetto della discriminazione: effetto perch\u00e9 sono poche le donne che occupano posizioni di alta direzione nei media; causa perch\u00e9 il bombardamento mediatico ci entra in testa che lo vogliamo o no. Se le donne sono sempre rappresentate come oche o come animali ornamentali, ben difficilmente esse potranno affrontare un cammino di carriera privo di pregiudizi&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le 5 regole auree del Manifesto della Pubblicit\u00e0 sono le seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) astenersi dal proporre immagini femminili riduttive o in termini di intelligenza o in quanto associate a stereotipi limitati, ripetitivi e segreganti e promuovendo una diversificazione delle immagini che comprenda taglie, proporzioni ed et\u00e0 differenti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) dissuadere da una trasformazione esagerata dell&#8217;aspetto fisico e della produzione di ideali estetici basati sulla finzione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) astenersi dal ridurre il ruolo femminile ad un corpo esposto a sproposito o non pertinente al contesto del prodotto\/servizio promosso e ridotto a merce per l&#8217;appagamento di pulsioni sessuali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) articolare le immagini proposte entro una variet\u00e0 di registri ed una pi\u00f9 moderna concezione dei ruoli, rispetto sia alle donne che agli uomini, essendo lo stereotipo bilaterale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5) garantire il rispetto della dignit\u00e0 umana e dell&#8217;integrit\u00e0 della persona, evitando messaggi che comportino discriminazioni dirette o indirette, o incitamento all&#8217;odio basato su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilit\u00e0, et\u00e0, orientamento sessuale, o contengano elementi che, valutati nel loro contesto, approvino ed esaltino la violenza contro le donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa sorta di &#8220;codice etico&#8221; non si vuole, comunque, censurare nessuno, bens\u00ec stimolare i pi\u00f9 diversi interlocutori mediatici a compiere lo sforzo di rappresentare pi\u00f9 donne reali, senza cedere alle lusinghe di canoni edonistici, per giungere cos\u00ec a riscoprire modelli di femminilit\u00e0 pi\u00f9 genuini.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23670?pdf=23670\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra gli stereotipi pi\u00f9 duri a morire, quelli riguardanti la figura femminile godono sempre di ottima salute. 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