{"id":23877,"date":"2012-01-13T12:32:19","date_gmt":"2012-01-13T10:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=23877"},"modified":"2012-01-13T12:32:19","modified_gmt":"2012-01-13T10:32:19","slug":"zapping-tra-le-notizie-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/zapping-tra-le-notizie-di-moda\/","title":{"rendered":"Zapping tra le notizie di moda"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_23878\" style=\"width: 196px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/loden.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-23878\" class=\"size-full wp-image-23878 \" title=\"loden\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/loden.jpg\" alt=\"loden\" width=\"186\" height=\"173\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-23878\" class=\"wp-caption-text\">Cappotto in loden<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cappottino in loden verde bordato di rosso che Valentino cre\u00f2 per Audrey Hepburn &#8211; in mostra recentemente al Museo dell\u2019Ara Pacis in occasione del 50\u00b0 anniversario del film \u201cColazione da Tiffany\u201d &#8211; ha consacrato il ritorno in voga del loden, il celebre tessuto tirolese caldo e resistente che dal Medioevo \u00e8 giunto fino ai nostri giorni. Tra gli alti e bassi dei diktat del fashion system, questa stoffa di lana infeltrita e cardata (in origine solo di colore grigio, usata dai pastori della Val Pusteria per proteggersi dalle intemperie) sta vivendo da qualche tempo una nuova et\u00e0 dell\u2019oro, ed \u00e8 persino diventata emblema del Governo Monti, dato che pi\u00f9 di un ministro ha mostrato di apprezzare molto il classico cappotto verde indossandolo anche in occasioni ufficiali. Capo della pi\u00f9 solida tradizione, il loden venne sottratto alle sue umili origini niente meno che dall\u2019imperatore austriaco Francesco Giuseppe che commission\u00f2 un candido mantello al lanificio M\u00f6ssmer di Brunico, lanciando cos\u00ec una moda tra l\u2019aristocrazia asburgica. Oggi il loden sfila anche in passerella, facendo la sua comparsa da Pucci sotto forma di redingote, mentre il marchio trendy Moncler ha lanciato con successo sul mercato il piumino impermeabile di loden (non a caso considerato il Gore-Tex di una volta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23879\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 202px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Dior-Couture-Patrick-Demarchelier-copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23879 \" title=\"Dior-Couture-Patrick-Demarchelier copertina\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Dior-Couture-Patrick-Demarchelier-copertina-240x300.jpg\" alt=\"Dior-Couture-Patrick-Demarchelier copertina\" width=\"192\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Dior-Couture-Patrick-Demarchelier-copertina-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Dior-Couture-Patrick-Demarchelier-copertina.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Copertina di Dior Coture<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande fotografo francese Patrick Demarchelier ha raccontato l\u2019alta moda di Dior dal 1947 ai nostri giorni in uno strepitoso volume fotografico intitolato semplicemente \u201cDior Couture\u201d (Rizzoli), la cui prefazione \u00e8 stata scritta dall\u2019artista americano Jeff Koons. Le immagini di Demarchelier impressionano per la loro forza icastica e per la potenza evocativa, che le rende estremamente moderne, frutto comunque degli ideali personali di chi le ha scattate. Il perdurante vitalismo della maison parigina emerge, oltre che dallo stile del suo fondatore Christian Dior (scomparso nel 1957), creatore del New Look, nei modelli concepiti da Yves Saint-Laurent che gli successe, a cui poi fece seguito Marc Bohan e infine John Galliano (geniale in termini professionali, ma giustamente \u201cpunito\u201d con l\u2019allontanamento per alcune infelici battute razziste), per arrivare ad oggi in cui il posto di direttore creativo risulta vacante (non per molto ancora, si suppone). Va per\u00f2 rilevato che stranamente De Marchelier non ha documentato con le sue foto nel libro l\u2019ottimo lavoro che il \u201cnostro\u201d Gianfranco Ferr\u00e8 comunque svolse nei sette anni di collaborazione con l\u2019atelier di Avenue Montaigne (peraltro molto stimato dalle maestranze sartoriali), unica nota stonata forse in un\u2019opera documentaria che come poche sa esaltare la mirabile vocazione per l\u2019alta moda del marchio Dior.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23880\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 220px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Ferragamo-sbarca-in-Borsa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23880 \" title=\"Ferragamo-sbarca-in-Borsa\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Ferragamo-sbarca-in-Borsa-300x219.jpg\" alt=\"Ferragamo-sbarca-in-Borsa\" width=\"210\" height=\"153\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Sfilata di Salvatore Ferragamo<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa piacere, ma indubbiamente desta stupore, la carriera-lampo in Borsa di un\u2019azienda di moda simbolo del <em>made in Italy<\/em> come Salvatore Ferragamo, che in soli sei mesi \u00e8 passata da matricola a <em>blue chip<\/em>. Come spiegare questo exploit (in tempo di crisi per il mercato in generale) dello storico gruppo fiorentino? Senz\u2019altro ha contato l\u2019effetto \u201crarit\u00e0\u201d, cos\u00ec come l\u2019appartenenza al settore del lusso italiano che non conosce battute d\u2019arresto da anni, anzi risulta sempre pi\u00f9 redditizio. Ferragamo, che \u00e8 stata l\u2019unica matricola del2011 a Piazza Affari, ha visto i suoi titoli crescere di oltre 11 punti percentuali dal momento della quotazione nel Giugno scorso, e gi\u00e0 a fine Dicembre ha potuto fare il suo ingresso nell\u2019indice Ftse-Mib fra le 40 societ\u00e0 pi\u00f9 capitalizzate della Borsa di Milano. Gli investitori hanno particolarmente apprezzato i buoni risultati di bilancio dell\u2019azienda, che ha messo a segno una crescita del fatturato del 27,6% nei primi 9 mesi del 2011 e un\u2019impennata dell\u2019utile netto pari al 77,6%, potendo vantare una liquidit\u00e0 di tutto rispetto tale da coprire gli oneri finanziari. Sull\u2019ottima performance borsistica di Ferragamo ha pure influito il promettente piano di espansione nei Paesi emergenti, basato sull\u2019autofinanziamento, che ha convinto pienamente la business community.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23881\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 250px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lv_architecture_book.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23881 \" title=\"lv_architecture_book\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lv_architecture_book-300x170.jpg\" alt=\"lv_architecture_book\" width=\"240\" height=\"136\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lv_architecture_book-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lv_architecture_book.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Louis Vuitton Architecture and Interiors<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coco Chanel sosteneva che la moda, essendo questione di proporzioni, \u00e8 architettura. In effetti, che moda e architettura siano fatte per dialogare tra loro lo dimostrano sempre pi\u00f9 spesso i grandi gruppi del lusso che \u2013 in ottica di mecenatismo, oltre che di interesse &#8211;\u00a0 commissionano alle cosiddette archi-star non pi\u00f9 solo negozi, ma anche uffici, centri produttivi e spazi culturali in tutto il mondo. Stilisti e architetti, a ben vedere, sono proprio coloro che sanno intercettare meglio i cambiamenti dei luoghi, che siano corpi o citt\u00e0. Ormai \u00e8 folto il parterre degli autori che hanno dedicato riflessioni e libri al rapporto fra le due discipline, da Gisella Giammaresi a Brooke Hodge, da Bradely Quinn a Helen Castle e Martin Pawley. Ora \u00e8 arrivato fresco di stampa l\u2019intrigante \u201cLouis Vuitton Architecture and Interiors\u201d (di Mohsen Mostafavi, Fr\u00e9deric Edelmann, Ian Luna, Rafael Magrou) che racconta la collaborazione della maison francese con i pi\u00f9 visionari maestri dell\u2019architettura: Peter Marino, Shigeru Ban, Zaha Hadid, Jun Aoki, Kumiko Inui. Il citato Peter Marino \u00e8 anche l\u2019artefice della Maison Etoile a Roma, in apertura a Gennaio, che recupera i vecchi locali di un cinematografo, puntando a farne un polo culturale di grande attrazione per valori non meramente estetici. La genesi del desiderio di lusso passa anche di qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_23882\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 250px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/schiaparelli-prada.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23882 \" title=\"schiaparelli-prada\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/schiaparelli-prada-300x214.jpg\" alt=\"schiaparelli-prada\" width=\"240\" height=\"171\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Miuccia Prada e Elsa Schiaparelli<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La primavera del Metropolitan Museum of Art di New York sar\u00e0 all\u2019insegna della moda, proponendo un omaggio a due stiliste italiane che, seppur distanti cronologicamente tra loro, si sono caratterizzate per una forte carica innovativa ed un coraggio pioneristico esemplare. \u201cElsa Schiaparelli e Miuccia Prada: On Fashion\u201d \u2013 cos\u00ec si intitola la mostra che aprir\u00e0 i battenti il 7 Maggio 2012 \u2013 mira a confrontare dialetticamente due personalit\u00e0 altamente creative della moda italiana fattasi globale, articolandosi in un percorso segnato da 80 bozzetti della Schiaparelli (dagli anni \u201920 ai \u201950) e modelli d\u2019archivio di Prada (dagli anni \u201980 ad oggi), passando per i temi dell\u2019arte, della politica, della condizione della donna. La rassegna, il cui allestimento sar\u00e0 eseguito dal regista di \u201cMoulin Rouge\u201d Baz Luhrmann, avr\u00e0 come curatori Harold Koda e Andrew Bolton, i quali cercheranno di evidenziare il comune gusto per la sperimentazione delle due stiliste, nonch\u00e9 la loro visione estetica alternativa, che molto ha attinto al pozzo delle avanguardie delle rispettive epoche: in primis Cocteau e Dal\u00ec per Elsa Schiaparelli (da cui l\u2019ispirazione per il cappello a foggia di scarpa o l\u2019abito con i cassetti) e la poliedricit\u00e0 del postmodernismo per Miuccia.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23877?pdf=23877\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cappottino in loden verde bordato di rosso che Valentino cre\u00f2 per Audrey Hepburn &#8211; in mostra recentemente al Museo dell\u2019Ara Pacis in occasione del 50\u00b0 anniversario del film \u201cColazione da Tiffany\u201d &#8211; ha consacrato il ritorno in voga del loden, il celebre tessuto tirolese caldo e resistente che dal Medioevo \u00e8 giunto fino ai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[4135,4136,1702,4139,4138,95,2785,4137,531],"class_list":["post-23877","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura-di-moda","tag-cappotto-in-loden","tag-dior-coture","tag-elsa-schiaparelli","tag-elsa-schiaparelli-e-miuccia-prada-on-fashion","tag-ferragamo-quotato-in-borsa","tag-miuccia-prada","tag-moda-e-architettura","tag-patrick-demarchelier","tag-salvatore-ferragamo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23877"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23877"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23877\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23877"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}