{"id":24453,"date":"2012-01-30T17:51:07","date_gmt":"2012-01-30T15:51:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=24453"},"modified":"2017-10-20T11:57:16","modified_gmt":"2017-10-20T09:57:16","slug":"in-quale-forma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/in-quale-forma\/","title":{"rendered":"In quale forma?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24457\" title=\"bigne\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bign\u00e8.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>E\u2019 trascorso appena un mese dai \u201cbagordi\u201d alimentari messi in atto durante le festivit\u00e0. E forse non abbiamo ancora ripreso la \u201cgiusta via\u201d.<\/p>\n<p>Tra poco, pochissimo, occorrer\u00e0 riprendere in mano tessuti fluenti, capi leggeri, colori spietatamente chiari. Che non nascondono nulla.<\/p>\n<p>Che fare dunque per ovviare alle trasgressioni da cui,\u00a0 nel periodo lasciato alle spalle, ci siamo fatte sedurre? Ci si riferisce con ci\u00f2 a quei piccoli e grandi peccati di gola, quelle piccole e grandi pigrizie, quei piccoli e grandi desideri di dare soddisfazione, oltre alle papille gustative, anche agli occhi e all\u2019odorato.<\/p>\n<p>Difficile in effetti, per chi era in montagna, rinunciare a quelle fantastiche fette di torta alte una spanna servite con vino rosso dolce e fumante in malghe disperse tra i boschi.<\/p>\n<p>Impossibile per chi -al contrario- era al mare, dire di no alle specialit\u00e0 da forno salate cos\u00ec condite e trasudanti olio di altissima qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Frustrante per chi girovagava per citt\u00e0 d\u2019arte vicine o fra atolli sospesi in acque lontanissime, non assaggiare le leccornie locali cos\u00ec diverse, cos\u00ec caratteristiche e cos\u00ec introvabili una volta rientrati a casa.<\/p>\n<p><em>\u201cSemel in anno licet insanire\u201d<\/em>, afferma una nota locuzione latina che generalmente veniva usata in riferimento al periodo di carnevale, ma pare che, da un po\u2019 di tempo in qua, si \u201cinsanisca\u201d tutto l\u2019anno. A detrimento non solo della linea\u2026\u2026.<\/p>\n<p>Ebbene, dopo una trentina di giorni spesi a seguire suggerimenti e bombardamenti che ci arrivano da ogni parte riguardanti diete, movimento, indirizzi di palestre esclusive e ricette di beveroni indicibili, indicazioni di corsi di auto-disciplina alimentare e promesse di risultati irrealizzabili, illusioni piene di frivolezze esagerate, fuorvianti e sicuramente poco educative per chi \u00e8 ancora \u201cin divenire\u201d\u2026\u2026\u2026.ebbene \u2013ripetiamo-, cosa possiamo dire noi, noi che parliamo di moda, di una moda che ora, tra l\u2019altro, volge lo sguardo anche altrove e mostra un volto pi\u00f9 sobrio e pacato del solito? Cosa possiamo consigliare per porre rimedio a \u201cmorbidi\u201d regali che vorremmo volentieri \u201criciclare\u201d?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-24463\" title=\"Peter_Paul_Rubens_111\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-300x298.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-768x763.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-1024x1017.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-1080x1073.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157-640x640.jpg 640w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Peter_Paul_Rubens_111-e1327938201157.jpg 2012w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Potremmo proporre di sfogliare cataloghi d\u2019arte figurativa e di sostare compiaciute davanti alle tonde donne di Rubens, di Botticelli, di Botero. Cos\u00ec femminili, piene, belle. O, banalmente, di acquistare una maglia con le maniche a pipistrello e un pantalone non propriamente a sigaretta. O ancora, di togliere la cintura a un cappotto che solitamente strizzavamo -e che ora invece otticamente allarga il puntovita- e di aggiungere una sciarpa che verticalizzi la silhouette \u201cperduta\u201d.<\/p>\n<p>Potremmo indicare che il tipo emaciato e nevrotico \u00e8 fuori moda e che l\u2019interesse sta virando verso figure decisamente pi\u00f9 simili ad Anita Ekberg vista con occhio felliniano, piuttosto che ad una anacronistica e inarrivabile, se pur meravigliosa, Tilda Swinton (chiss\u00e0 se la sua -magari apparente- freddezza deriva dal fatto di essere figlia di un generale?).<\/p>\n<p>Potremmo ricordare che quest\u2019anno il vestito la far\u00e0 da padrone e che, come \u00e8 ben noto, \u00e8 molto pi\u00f9 facile mascherare piccole ridondanze con un abitino, magari \u201clento\u201d, che con uno spezzato fasciante. Il primo, inoltre, dona sicuramente di pi\u00f9 a un corpo curvilineo che a uno scheletrico. Derek Lam, direttore creativo di Tod\u2019s, \u00e8 un accanito sostenitore di questa filosofia della lentezza, della morbidezza, necessaria secondo lui in tutti gli aspetti creativi che portano alla realizzazione di cose \u2013e non solo. In una intervista ha dichiarato con grande orgoglio: <em>\u201cNon amo niente di ci\u00f2 che arriva veloce e se ne va velocemente\u201d. <\/em>Serve anche sostare.<\/p>\n<p>Potremmo dire tante altre cose. E altre. E altre ancora\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..\u2026\u2026Ma ci fermiamo. E focalizziamo la nostra attenzione su un piccolo ma efficace antidoto per coprire e per \u201coccultare\u201d. Benignamente, \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p>Si dice solitamente che l\u2019eleganza tout court consista nel realizzare la leggerezza cercando di mostrare il meno possibile lo sforzo fatto per raggiungerla. Sforzo che, a volte, serve. Sforzo lecito, per\u00f2, senza accanimento; attuabile, concretizzabile.<\/p>\n<p>Siamo rimaste sicuramente tutte quante disturbate dalle dichiarazioni fatte da alcune donne (et\u00e0 media 25 anni) intervistate presso un centro dell\u2019Universit\u00e0 inglese del West England qualche mese fa. L\u2019indagine riportava il desiderio di molte di \u201cbarattare\u201d anni \u2013\u201cANNI\u201d- di vita pur di ottenere un fisico snello. O di rinunciare a \u201cun po\u2019\u201d di salute, per indossare capi improponibili. O di sacrificare qualcosa di \u201cpesante\u201d sull\u2019altare della forma fisica. \u00c8 vero, spesso alla base \u2013oltre a una chiara irragionevolezza- c\u2019\u00e8 anche una patologica e distorta forma di dismorfofobia, vale a dire l\u2019incapacit\u00e0 di vedere \u201cper bene\u201d il proprio aspetto esteriore. Ma dov\u2019\u00e8 il limite? Ne vale la pena? Siamo diventate cos\u00ec vergognosamente scellerate?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corsetteria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24460\" title=\"corsetteria\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corsetteria-e1327938511325.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"197\" \/><\/a>Occorre dare al peso il \u201cgiusto peso\u201d. E lavorare magari un pochino \u201csotto\u201d l\u2019abito.<\/p>\n<p>Ed eccoci all\u2019artificio. S\u00ec, tra la pelle e il vestito ci pu\u00f2 stare un piccolo trucco, pu\u00f2 insinuarsi un antico rimedio, senza controindicazioni di sorta. Gioco scherzoso -ma non troppo- usato abbondantemente dalle nostre mamme, dalle nostre nonne e via via, a ritroso nel tempo. Stiamo parlando di guainette, corsetti, body contenitivi, collant rinforzati non solo nei talloni e nelle punte. Tutta \u201croba\u201d prepotentemente tornata alla ribalta. Un segreto che, con saggezza e giusta misura, aiuta e conforta, modella e delinea, assottiglia e snellisce; ricacciando quell\u2019idea che -in certi \u201canni bollenti\u201d- mostrava e demonizzava di questi capi il lato costrittivo, colpevole di togliere la libert\u00e0 al corpo emancipato di esprimersi totalmente.<\/p>\n<p>Non pi\u00f9, ora. I \u201ccedimenti\u201d ammettono la loro presenza e \u201ccedono\u201d umilmente all\u2019avvento di questa \u201cvecchia novit\u00e0\u201d che, ossimoro per ossimoro, aggiungendosi, toglie. Miracolosamente o, pi\u00f9 frequentemente, con discreta complicit\u00e0. Certo, non pi\u00f9 stecche, gancetti-trappola, lacci rigidi, elastici-corazza.\u00a0 A sostituzione, tessuti serici, cerniere invisibili, chiusure a strappo, e tulle, e stretch, e jersey.<\/p>\n<p>Le rotondit\u00e0, con questa tipologia di camouflage soft, ringraziano.<\/p>\n<p>La femminilit\u00e0, con rinnovata grazia, riprende il suo posto. E la sua natura.<\/p>\n<p>E il corpo pu\u00f2 reinventarsi, rimodellarsi, senza ricorrere ad espedienti invasivi o definitivi dai quali \u00e8 spesso impossibile tornare indietro e dei quali (lo leggiamo tutti i giorni sui giornali), \u00e8 invece facilissimo pentirsi. Scolpirlo nell\u2019intimo, \u201ccon\u201d l\u2019intimo, in poche parole. Grazie a qualcosa che sostenga senza ferire, che appiattisca senza eliminare, che sottolinei senza incidere\u2026..la pelle. Difendendola e accarezzandola. Proprio in questi giorni, alla Triennale di Milano, \u00e8 in corso una mostra multidisciplinare che, per la prima volta, si indirizza \u201cin toto\u201d a questo involucro \u201cisolante\u201d che ognuno di noi si porta addosso, con un approccio serio e culturale. E, la primavera scorsa, la stessa Triennale ha ospitato un\u2019esposizione dedicata alla corsetteria e alla sua capacit\u00e0 di modificare \u201cprodigiosamente\u201d e con stile l\u2019esuberanza di certe parti corporee. La bellezza della semplicit\u00e0. La semplicit\u00e0 della bellezza. E l\u2019impegno di ricordarlo \u2013in entrambe le situazioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/36-category.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-24455 alignright\" title=\"36-category\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/36-category-300x134.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"121\" \/><\/a>Ecco, a noi viene da dire che questo gioco del \u201csotto\/sopra\u201d\u00a0 pu\u00f2 davvero conquistare. Perch\u00e9 \u00e8 fantasioso, eclettico. Non si ferma mai a staticizzare un aspetto della figura, ma sottolinea proprio ci\u00f2 che in quel momento interessa far risaltare. Magari proprio a partire dal \u201cveniale\u201d capriccio di voler indossare una gonna che esalta una vita da vespa che proprio cos\u00ec sottile non \u00e8 pi\u00f9 (e che vedremo, causa pantaloni a vita bassa, sempre meno, anche nelle giovanissime). O a partire dal perdonabile sfizio di rientrare in una camicia ripescata dal baule dei ricordi e che non si riesce pi\u00f9 ad allacciare causa una zip laterale impietosa con i sopraggiunti centimetri e i diabolici bign\u00e8.<\/p>\n<p>S\u00ec. Perdere una taglia si pu\u00f2. Anche senza bisturi, anche senza sfinimenti, anche senza mortificazioni inutili. Basta non perdere la testa, e l\u2019ironia, e la voglia di rimanere se stesse.<\/p>\n<p>Ero appena adolescente quando mio padre, un giorno, lesse a mia madre e a me un trafiletto preso non so da quale quotidiano. Si trattava di una riflessione espressa da un giornalista su pensierini \u201cgraziosi\u201d pronunciati da alcuni bambini in occasione della festa della mamma. Ne venivano elogiati parecchi, ma a me ne \u00e8 rimasto impresso uno in particolare\u2026..<\/p>\n<p><em>\u201cLa mia mamma \u00e8 grassa e lei, per questo, non \u00e8 molto contenta. A me invece piace tanto, perch\u00e9 cos\u00ec ho pi\u00f9 mamma \u201cda volerle\u201d bene\u201d.<\/em><\/p>\n<p>A volte basta una frase come questa per cancellare l\u2019ossessione di un chilo di troppo. O \u00a0per guardare con nuova tenerezza un odiato \u201ccuscinetto\u201d.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24453?pdf=24453\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 trascorso appena un mese dai \u201cbagordi\u201d alimentari messi in atto durante le festivit\u00e0. E forse non abbiamo ancora ripreso la \u201cgiusta via\u201d. Tra poco, pochissimo, occorrer\u00e0 riprendere in mano tessuti fluenti, capi leggeri, colori spietatamente chiari. Che non nascondono nulla. 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