{"id":25312,"date":"2012-03-22T16:10:11","date_gmt":"2012-03-22T14:10:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25312"},"modified":"2016-12-31T10:47:48","modified_gmt":"2016-12-31T08:47:48","slug":"mix-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/mix-di-moda\/","title":{"rendered":"Mix di moda"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_25313\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hamnett.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25313\" class=\" wp-image-25313 \" title=\"Katherine Hamnett\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hamnett-300x268.jpg\" alt=\"Katherine Hamnett\" width=\"240\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hamnett-300x268.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hamnett.jpg 501w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25313\" class=\"wp-caption-text\">Katherine Hamnett<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVESTO COME PENSO\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando creativit\u00e0 fa rima con consumo responsabile, la stilista inglese Katharine Hamnet \u00e8 in prima fila, riconosciuta pioniera della cosiddetta \u201cmoda etica\u201d fin dagli anni \u201980. Per l\u20198 Marzo, festa della donna, ha presentato in partnership con Coop, azienda leader della grande distribuzione, la sua nuova collezione primavera\/estate battezzata \u201cVesto come penso\u201d, contrassegnata dallo slogan \u201cTogether is possibile\u201d a sottolineare il valore nobile della cooperazione (di cui il 2012 \u00e8 stato dichiarato l\u2019anno internazionale). L\u2019iniziativa, che si inscrive nel programma \u201cSolidal Coop\u201d con cui il brand italiano gi\u00e0 da tempo promuove vari prodotti del commercio equo e solidale, prevede la vendita dei capi firmati dalla Hamnet in 1440 supermercati: si tratta di magliette, camicie, leggins, short, polo, non solo per donna e uomo, ma anche per bambini. Il tutto in cotone bio certificato Fairtrade (prodotto in India), di cui la stilista britannica \u00e8 paladina, considerandolo uno strumento fondamentale per emancipare dalla povert\u00e0 milioni di persone, nel pieno rispetto dell\u2019ambiente (il cotone biologico \u00e8 coltivato senza pesticidi e fertilizzanti chimici). E\u2019 facile prevedere un grande successo per queste creazioni, specialmente per le celebri t-shirt \u201cparlanti\u201d, da sempre capi-cult della Hamnet, che divenne famosa appunto per le magliette di protesta civile (indossate dai Vip in tutto il mondo, da Naomi Campbell al gruppo rock dei Queen), come quella anti-militarista che esib\u00ec in occasione di un incontro con Margaret Thatcher nel 1984 (recante la scritta contro i missili nucleari: \u201c58% don\u2019t want Pershing\u201d). Ci \u00e8 piaciuto che la designer, gi\u00e0 impegnata a disegnare per Coop anche la collezione autunno-inverno, abbia voluto dialogare a Bologna, durante la presentazione della nuova linea d\u2019abbigliamento, con 50 studenti del corso di moda della scuola Aldrovandi-Rubbiani. Una donna veramente \u201cimpegnata\u201d da tutti i punti di vista!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div id=\"attachment_25314\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mostra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25314\" class=\" wp-image-25314 \" title=\"mostra\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mostra-300x225.jpg\" alt=\"Locandina della mostra &quot;Per Crucem ad Lucem&quot;\" width=\"240\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mostra-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mostra.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25314\" class=\"wp-caption-text\">Locandina della mostra &quot;Per Crucem ad Lucem&quot;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">NELL\u2019ANIMA DI UN GIOIELLO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019artista fiorentino Iznav Oruam un gioiello non \u00e8 un mero ornamento, ma rappresenta un concentrato di simboli, ovvero un\u2019espressione dello spirito a cui la nobilt\u00e0 delle materie preziose ed il talento dell\u2019artigiano orafo donano forma concreta. Firenze rende omaggio alla versatilit\u00e0 di Oruam con una mostra allestita nella Limonaia di Palazzo Medici Riccardi fino al 25 Marzo, dal titolo potente e suggestivo \u201cPer Crucem ad Lucem\u201d. Si tratta di un itinerario concettuale attraverso dieci capolavori in oro, diamanti e pietre preziose, nei quali religione, musica, poesia, cultura dialogano fra loro evocando immagini ultraterrene e dell\u2019inconscio, per condurre tappa dopo tappa (gioiello dopo gioiello) verso una sorta di \u201cIlluminazione\u201d. Solo per citare qualche esempio fra le opere dell\u2019estroso designer, segnaliamo per la loro forza icastica: l\u2019anello \u201cNotte e Giorno\u201d con diamanti bianchi e zaffiri blu, che ruota attorno al proprio asse,\u00a0 rappresentando l\u2019alternanza cosmica di luce e buio; \u201cCulmen Terrae\u201d, una calotta di diamanti capovolta recante una lente d\u2019ingrandimento incassata sopra, visibile solo se ci si pone perpendicolarmente rispetto all\u2019oggetto; \u201cCrucem\u201d in cui una croce in oro rosso, rubini e smalto \u00e8 collocata su un anello che si apre mostrando la luce di un pav\u00e9 di diamanti e un rubino (emblema del sangue di Cristo); \u201cGlobus\u201d, una sfera che si dischiude trasformandosi in una croce fatta di sei piramidi in cui sono incastonati 240 diamanti. L\u2019esposizione fiorentina, promossa dall\u2019Associazione Culturale Liberarte e patrocinata dalla Provincia, si avvale anche di un raffinato volume e di un originale video a cui ha contribuito Giacomo Artale. Va sottolineato, infine, che \u201cPer Crucem ad Lucem\u201d aderisce al Kimberley Process, un importante accordo internazionale per fissare un sistema di garanzie dell\u2019origine dei diamanti (contro il commercio illegale dei cosiddetti \u201cconflict diamonds\u201d) e al World Diamond Council, organismo che vigila sul business mondiale delle preziose gemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div id=\"attachment_25315\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/cover_DiorJoaillerie300dpi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25315\" class=\" wp-image-25315 \" title=\"cover_DiorJoaillerie300dpi\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/cover_DiorJoaillerie300dpi-225x300.jpg\" alt=\"&quot;Dior Joaillerie&quot; ed. Rizzoli\" width=\"180\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/cover_DiorJoaillerie300dpi-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/cover_DiorJoaillerie300dpi.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25315\" class=\"wp-caption-text\">&quot;Dior Joaillerie&quot; ed. Rizzoli<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">SUPERBE DIOR<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 tutta la magnificenza del celebre marchio francese nel volume \u201cDior Joaillerie\u201d, che in 360 pagine racconta la storia dei gioielli della maison fondata da Christian. Pubblicato in italiano da Rizzoli, il libro offre uno spaccato \u201cdi lusso\u201d &#8211; dalla prima collezione nel 1998 all\u2019ultima nel 2011 &#8211; della creativit\u00e0 e della perizia artigianale dei maestri orafi che negli anni hanno alimentato il mito dell\u2019eccellenza della casa parigina d\u2019alta moda. Sfogliando il volume, affascinano in particolare le immagini dei voluminosi e fantasiosi modelli concepiti dalla designer Victoire de Castellane, all\u2019insegna di una poliedricit\u00e0 che ha saputo stravolgere, pur nel solco della tradizione, la gioielleria d\u2019alta gamma dettandole nuovi colori e forme, avvalorando l\u2019impiego anche delle pietre semi-preziose. Aliena al minimalismo,la Castellanein effetti ha reso chic la ridondanza barocca, mescolando armonicamente motivi floreali e pop, in un mix bilanciato di cultura e natura che ha contribuito a \u201csvecchiare\u201d vetusti stilemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div id=\"attachment_25317\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/intro_evento299_museo_madre_ita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25317\" class=\" wp-image-25317 \" title=\"intro_evento299_museo_madre_ita\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/intro_evento299_museo_madre_ita-300x84.jpg\" alt=\"&quot;Tra arte e moda\u2026 materia, forma e pigmenti&quot;\" width=\"270\" height=\"76\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/intro_evento299_museo_madre_ita-300x84.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/intro_evento299_museo_madre_ita-768x216.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/intro_evento299_museo_madre_ita.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25317\" class=\"wp-caption-text\">&quot;Tra arte e moda\u2026 materia, forma e pigmenti&quot;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMADRE\u201d DI MODA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta in Italia un museo d\u2019arte spalanca le porte alla moda, esponendo 40 abiti che rileggono gli stilemi della creativit\u00e0 contemporanea incarnati dalle opere presenti nel museo stesso. Si tratta del \u201cMadre\u201d di Napoli, che nelle proprie sale ospita i modelli realizzati dagli allievi dell\u2019Accademia della Moda partenopea allo scopo di intrecciare rapporti insoliti tra due realt\u00e0 identitarie forti, offrendo soluzioni stilistiche artisticamente significative. Ispirati dal prestigioso sito museale, i ragazzi dell\u2019Accademia sono chiamati a dar prova di originalit\u00e0 nel far dialogare i due mondi, che sono pi\u00f9 vicini di quanto si creda, in tacito connubio da sempre. Il clou dell\u2019evento \u201cTra arte e moda\u2026 materia, forma e pigmenti\u201d \u00e8 il 31 Marzo, quando tra le statue del Museo sfilano 40 modelle in carne ed ossa indossando gli abiti \u201copere d\u2019arte\u201d. Questa iniziativa vuole sottolineare innanzitutto la scelta dell\u2019Accademia della Moda napoletana di perseguire le strade della sperimentazione come stimolo dell\u2019estro creativo. Ma rappresenta altres\u00ec un\u2019opportunit\u00e0 per sensibilizzare il pubblico in generale e il fashion system in particolare verso un\u2019istituzione museale che solo qualche mese fa sembrava a rischio di chiusura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div id=\"attachment_25318\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ballgowns_2057887c.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25318\" class=\" wp-image-25318 \" title=\"Ballgowns_2057887c\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ballgowns_2057887c-300x187.jpg\" alt=\"\u201cBallgowns: British Glamour Since 1950\u201d\" width=\"240\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ballgowns_2057887c-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ballgowns_2057887c.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25318\" class=\"wp-caption-text\">\u201cBallgowns: British Glamour Since 1950\u201d<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL BEL PARTY CHE FU<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avverte ovunque un\u2019intensa nostalgia di certe epoche del passato che mai torneranno e che tuttavia si vuol far rivivere in chiave idealizzata. Uno di questi periodi \u201caurei\u201d coincide senz\u2019altro con il primo ventennio post II Guerra Mondiale, quando si gettarono le fondamenta della moda contemporanea, in un clima pregno di ottimismo, <em>joie de vivre<\/em>, spensieratezza, balli e party all\u2019insegna del bello ma anche dell\u2019eccentrico. Un meraviglioso excursus nell\u2019alta moda nata allora e assurta a protagonista dei decenni a seguire \u00e8 quello che propone il Victoria and Albert Museum di Londra con una super-mostra di notevole durata (dal 19 Maggio 2012 al 6 Gennaio 2013), intitolata \u201cBallgowns: British Glamour Since 1950\u201d. Gli abiti \u201cda ballo\u201d in rassegna attingono agli atelier dei maggiori stilisti, da Alexander McQueen a Norman Hartnell, da Catherine Walker a Zandra Rhodes, da Hussein Chalayan a Erdem. Questa passione per \u201cmitiche\u201d atmosfere lontane, in cui le ore sembravano correre leggere nella piacevolezza di un cocktail infinito in stile \u201cGrande Gatsby\u201d, \u00e8 la stessa che permea il sontuoso volume fresco di stampa \u201cBals. Legendary Costume Balls of the Twentieth Century\u201d (Assouline). Mentre lo si sfoglia, scorrono davanti agli occhi in rapida carrellata immagini scintillanti di raffinata mondanit\u00e0, lusso sofisticato, \u201cfollie\u201d di un jet-set di intellettuali, artisti, aristocratici che avevano nel <em>dress code<\/em> uno dei loro stessi riferimenti esistenziali.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25312?pdf=25312\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVESTO COME PENSO\u201d Quando creativit\u00e0 fa rima con consumo responsabile, la stilista inglese Katharine Hamnet \u00e8 in prima fila, riconosciuta pioniera della cosiddetta \u201cmoda etica\u201d fin dagli anni \u201980. 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