{"id":25363,"date":"2012-03-29T13:46:32","date_gmt":"2012-03-29T11:46:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25363"},"modified":"2012-03-29T14:17:50","modified_gmt":"2012-03-29T12:17:50","slug":"forum-di-voci-sulla-moda-eco-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/forum-di-voci-sulla-moda-eco-sostenibile\/","title":{"rendered":"Forum di voci sulla Moda eco-sostenibile"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 la moda essere sostenibile?<\/p>\n<div id=\"attachment_25365\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Copia-di-Abito-Giorgio-Armani-Newlife-tm-Filature-Miroglio-per-signora-Livia-Giuggioli-Firth-Golden-Globes-2012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25365\" class=\"size-medium wp-image-25365\" title=\" Abito Giorgio Armani, Newlife tm Filature Miroglio, per signora Livia Giuggioli Firth,  Golden Globes 2012\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Copia-di-Abito-Giorgio-Armani-Newlife-tm-Filature-Miroglio-per-signora-Livia-Giuggioli-Firth-Golden-Globes-2012-199x300.jpg\" alt=\"Abito Giorgio Armani, Newlife tm Filature Miroglio, per Livia Giuggioli Firth\" width=\"199\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25365\" class=\"wp-caption-text\">Abito Giorgio Armani, Newlife tm Filature Miroglio, per Livia Giuggioli Firth<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u00e8 stata posta in 4 tavoli di relatori\u00a0 nel forum<strong>\u00a0&#8220;La moda pu\u00f2 davvero essere sostenibile? La moda sostenibile tra tecnologia e creativit\u00e0 \u201d. <\/strong>Un\u2019iniziativa di informazione e cultura organizzata da AGIIS (Associazione Giuristi italo-ispanici) e dallo Studio Legale e Tributario Capecchi &#8211; Piacentini &amp; Valero di Milano, che ha avuto il merito di riunire specialisti del settore fortemente impegnati sul tema della sostenibilit\u00e0. I lavori sono stati condotti con intelligenza da Fiammetta Capecchi che ha saputo cogliere il messaggio che tutti relatori hanno voluto lasciare e che si pu\u00f2 sintetizzare in due parole <strong>responsabilit\u00e0 e rispetto<\/strong> per quanto riguarda l&#8217;impresa e <strong>consum-attore<\/strong> una parola coniata al momento per indicare la nuova consapevolezza del consumatore di fronte all&#8217;acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi relatori hanno saputo mettere le basi teoriche del concetto di sostenibilit\u00e0 molto spesso sottoposto ad equivoci. La sostenibilit\u00e0 hanno affermato <strong>Laura Gherardi, <\/strong>docente di Sociologia della Tecnica e dell\u2019Innovazione &#8211; Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e <strong>Francesca Romana Rinaldi<\/strong>, docente del MAFED\u00a0 &#8211; SDA Bocconi,\u00a0 deve segnare un nuovo modello di impresa: non \u00e8 pi\u00f9 la responsabilit\u00e0 di impresa che sconfina nella filantropia, oggi la sostenibilit\u00e0 deve entrare nel business di impresa, pu\u00f2 diventare essa stessa business e fonte di ricerca e di innovazione. <em>&#8220;In base alle vecchie regole &#8211;<\/em>ha aggiunto Laura Gherardi<em>-, un&#8217;impresa non nociva per l&#8217;ambiente era gi\u00e0 meritevole, oggi questo non basta: la responsabilit\u00e0 diventa business e fa della permeabilit\u00e0, dell&#8217;apertura e dell&#8217;interazione con altre realt\u00e0 altrettante leve strategiche&#8221;.<\/em> In questa ottica\u00a0 anche l\u2019informazione deve cambiare perch\u00e9 anche il consumatore \u00e8 cambiato: \u00e8 selettivo ed anche lui interessato agli elementi che riguardano l\u2019impatto ambientale. \u201c<em>Se il XX secolo ha consacrato il modello dell&#8217;iper-consumo<\/em> -ha detto Francesca Romana Rinaldi<strong><em>&#8211; <\/em><\/strong><em>\u00a0il XXI si riconosce in un &#8216;consumo iper-collaborativo&#8217;, con la regola delle tre &#8216;p&#8217; (people, product, planet). Tutto ci\u00f2 si sta facendo strada anche tra le griffe: basti pensare al progetto &#8216;made in the world&#8217; di Prada, che non sfrutta le expertise del cosiddetto terzo mondo, ma le valorizza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moda insomma deve reinventare le sue logiche in chiave sostenibile. Una prospettiva non solo possibile, ma necessaria -sostiene\u00a0 il sociologo <strong>Francesco Morace <\/strong>di Future Concept Lab- \u00a0\u201c<em>Non siamo pi\u00f9 in un\u2019epoca di cambiamenti ma nel cambiamento di un\u2019epoca. Un po\u2019 come nel 1800, quando l\u2019igiene divent\u00f2 paradigma imprescindibile della societ\u00e0, dell\u2019industria e dei comportamenti; il nuovo paradigma di oggi, anche nella moda, \u00e8 la sostenibilit\u00e0 che \u00e8 anche sensibilit\u00e0. E\u2019 uno stile di pensiero. Essere e agire secondo i parametri della sostenibilit\u00e0 diventa condizione imprescindibile per continuare a rimanere, in un\u2019ottica di medio-lungo termine, dentro ai mercati.\u201d<\/em> Bisogna inoltre andare a ci\u00f2 che \u00e8 fondamento; <strong>crucial and sustainable, unique e universal<\/strong> sono \u00a0per Morace 2 dei \u00a0&#8220;paradigmi del futuro&#8221;. Accanto quindi alla sostenibilit\u00e0 e alla riscoperta del valore del patrimonio economico, ambientale, sociale e culturale locale si tratta di superare l&#8217;antinomia tra globale e locale verso un concetto di locale capace di produrre un carattere talmente intenso da trasformarsi in un riferimento globale. Prospettive \u00a0&#8220;facili&#8221; per il Made in Italy -ha fatto notare- perch\u00e9 \u00e8 nella sensibilit\u00e0 italiana la responsabilit\u00e0 sociale, ed \u00e8 nella struttura industriale dell&#8217;Italia -l&#8217; Italia dei distretti- la sua pi\u00f9 autentica forma di competitivit\u00e0 sul mercato globale, perch\u00e9 il modello dei distretti \u00e8 \u00a0anche un modello produttivo da esportare.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_25367\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/FORUM-Ma-la-moda-pu\u00f2-davvero-essere-sostenibile_Da-sin-Bettoni_Cochis_Farag\u00f2_De-Judicibus_Capecchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-25367\" title=\"giusy bettoni;stefano cochis;?;silvio farago';fiammetta capecchiTavola Rotonda &quot;Ma la Moda pu? davvero essere sostenibile?&quot;Milano, Palazzo Isimbardi27\/03\/12Ph. Giulio Tanzini\/SGP\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/FORUM-Ma-la-moda-pu\u00f2-davvero-essere-sostenibile_Da-sin-Bettoni_Cochis_Farag\u00f2_De-Judicibus_Capecchi-300x199.jpg\" alt=\"\u201cLa moda pu\u00f2 davvero essere sostenibile? La moda sostenibile tra tecnologia e creativit\u00e0 \u201d\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">\u201cLa moda pu\u00f2 davvero essere sostenibile? La moda sostenibile tra tecnologia e creativit\u00e0 \u201d<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda tavola di relatori ha avuto come tema \u201c<strong>Tecnologia e ricerca: alleate dell\u2019ecologia\u201d.<\/strong> Composta\u00a0 da <strong>Silvio Farag\u00f2<\/strong>, Divisione Stazione Sperimentale della Seta di Innovhub &#8211; Azienda Speciale per l\u2019Innovazione della CCIAA Milano, <strong>Dario de Judicibus<\/strong>, Fashion Industry Leader in IBM Italia che hanno esposto le ampie possibilit\u00e0 di ricerche nel tessile e l&#8217;applicazione dell&#8217;informatica per raccogliere dati sulla soddisfazione dei clienti, attraverso ad esempio il &#8220;manichino intelligente&#8221;. \u00a0<strong>Stefano Cochis, <\/strong>Business Unit Director di Filature Miroglio ha illustrato in particolare la gamma dei tessuti <strong>Newlife,<\/strong> ricavati al 100% da bottiglie riciclate. Per dar vita a questo prodotto \u00a0&#8220;<em>Abbiamo attivato\u00a0 una filiera locale in provincia di Cuneo &#8211; ha aggiunto &#8211; ed entro il 2015 vogliamo far s\u00ec che Newlife diventi il pilastro della nostra produzione di poliestere<\/em>&#8220;. \u00a0\u00a0A sostegno del lavoro della storica azienda di Alba era possibile ammirare in sala un abito di Armani fatto proprio con questo materiale e indossato da Livia Giuggioli Firth (fondatrice dell&#8217;iniziativa Green Carpet Challenge) alla cerimonia dei Golden Globe. &#8220;<em>Newlife \u00e8 uno degli articoli in cui crediamo &#8211; <\/em>ha commentato <strong>Giusy Bettoni<\/strong>, co-fondatrice del network internazionale C.L.A.S.S. (Creativity, Lifestyle And Sustainable Synergy) promotore di tessuti eco-sostenibili<em> &#8211; e ce ne sono sempre di pi\u00f9, in grado di rendere il &#8216;bello e ben fatto&#8217; anche sostenibile: ma tuttora sul tema c&#8217;\u00e8 poca chiarezza<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conciliare bello e bene, etica e creativit\u00e0 \u00e8 possibile: innovazione da un lato e dall\u2019altro capacit\u00e0 di valorizzare le tradizioni e le esperienze gi\u00e0 esistenti, spesso parte integrante del made in Italy. <em>&#8220;La moda sostenibile \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0. La stiamo facendo\u201d. <\/em>Lo \u00a0ribadisce<em> \u00a0<\/em><strong>Livia Giuggioli Firth<\/strong> \u00a0che con il progetto \u00a0<strong>Green Carpet Challenge<\/strong> accoppia glamour e etica facendo indossare alle celebrities del cinema, in occasione dei pi\u00f9 alti eventi \u201cred carpet\u201d al mondo, abiti sostenibili creati da firme come Giorgio\u00a0Armani, Chanel, Alberta Ferretti, Tom Ford, Gucci, Yves Saint Laurent, Stella McCartney, Lanvin, Paul Smith, Valentino, Roger Vivier e Ermenegildo Zegna. &#8220;<em>Personalmente ho indossato sul red carpet dei Golden Globes un bellissimo abito creato da Giorgio Armani con un tessuto ricavato da bottiglie riciclate (<\/em>presente in sala e realizzato con tessuto Newlife n.d.r).<em> A febbraio ai BAFTA a Londra portavo uno smoking creato da Paul Smith per il Green Carpet Challenge e agli Oscars un abito splendido realizzato da Valentino, sempre seguendo i nostri rigidi criteri&#8221; <\/em>Alla domanda su come reagiscono gli stilisti di fronte alle sue proposte, ha detto<em>: &#8221; Per i designer avere a che fare con nuovi materiali come i tessuti ecologici,\u00a0 \u00e8 come per un bambino trovarsi in un negozio di giocattoli e avere nuove, inaspettate possibilit\u00e0 creative. E a volte, insieme ai designer e ai produttori di moda, \u00e8 stata una piacevole scoperta verificare che le filiere erano gi\u00e0 sostenibili, mancava solo la consapevolezza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un altro anello fondamentale, in una moda davvero sostenibile, \u00e8 la distribuzione. Ne ha parlato <strong>Domenico Brisigotti<\/strong>, direttore del prodotto a marchio Coop Italia, illustrando il lancio negli ipermercati e supermercati Coop della linea di capi eco disegnata da Katharine Hamnet. <em>\u201cCon questo progetto siamo andati incontro ad una domanda reale. Questo \u00e8 l\u2019anno dove la profonda crisi c\u2019\u00e8 e si fa sentire, ma \u00e8 anche l\u2019anno dell\u2019esplosione dei consumi biologici e dei comportamenti virtuosi. Il consumatore \u00e8 pi\u00f9 \u201cpovero\u201d, ma pi\u00f9 attento, consapevole ed evoluto.\u201d<\/em>. \u00a0E&#8217; \u00a0questo il parere anche \u00a0di <strong>Marina Massimino<\/strong> di <strong>Change up!<\/strong> che sottolinea la necessit\u00e0 di \u00a0convincere -educare e informare- il settore di retail dell&#8217;opportunit\u00e0 di dare spazio a prodotti eco-sostenibili, uscendo da schemi pregressi per due ragioni, perch\u00e9 la moda sostenibile \u00e8 fashion, e perch\u00e9 va crescendo la domanda di questi prodotti. Bisogna per\u00f2 riconoscere che gli addetti alla vendita di questi prodotti necessitano di una preparazione specifica perch\u00e9 sono prodotti che devono essere raccontati \u00a0al cliente, al consum-attore che pu\u00f2 cos\u00ec sentirsi protagonista \u00a0di una storia, di tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 dietro la produzione di un capo eco-sostemibile, come possono essere ad esempio i capi Cangiari. Ne ha parlato <strong>Vincenzo Linarello<\/strong>, Presidente di Cangiari, che ha raccontato l\u2019esperienza della sua impresa, nata nel difficile territorio della Locride, con l&#8217;utilizzo di tessuti vegetali ricavati dalle coltivazioni locali di ginestre e attraverso \u00a0il recupero di millenarie tecniche di tessitura grecaniche e bizantine. <strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla questione riciclo e smaltimento dei rifiuti, di cruciale importanza nell\u2019industria tessile, hanno discusso\u00a0 <strong>Edoardo Amerini, <\/strong>Presidente di \u00a0Conau, e \u00a0il responsabile marketing di Jetro: Japan External Trade Organization,<strong> Massimo Sella, <\/strong>con un focus sulle eco tecnologie giapponesi e sui tessuti naturali ricavati dalla carta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A chiudere l\u2019incontro, la testimonianza della \u00a0presidentessa della Fondazione Rava, \u00a0<strong>Mariavittoria Rava<\/strong> su i laboratori tessili ad Haiti, e la presentazione della prossima mostra fotografica a Palazzo Isimbardi di <strong>Stefano Guindani <\/strong>su Haiti.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25363?pdf=25363\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 la moda essere sostenibile? 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