{"id":25419,"date":"2012-04-10T12:23:14","date_gmt":"2012-04-10T10:23:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25419"},"modified":"2016-12-31T10:43:58","modified_gmt":"2016-12-31T08:43:58","slug":"langolo-del-dandy-in-mostra-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/langolo-del-dandy-in-mostra-a-roma\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;angolo del Dandy&#8221; in mostra a Roma"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_25422\" style=\"width: 192px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/012.-Angolo-Visconti-Divisa-di-Helmut-Berger-nel-Ludwig-di-Luchino-Visconti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25422\" class=\" wp-image-25422 \" title=\"012. Angolo Visconti - Divisa di Helmut Berger nel Ludwig di Luchino Visconti\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/012.-Angolo-Visconti-Divisa-di-Helmut-Berger-nel-Ludwig-di-Luchino-Visconti-202x300.jpg\" alt=\"Angolo Visconti - Divisa di Helmut Berger nel Ludwig di Luchino Visconti\" width=\"182\" height=\"270\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25422\" class=\"wp-caption-text\">Angolo Visconti - Divisa di Helmut Berger nel Ludwig di Luchino Visconti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl dandy deve aspirare ad essere sublime, senza interruzione. Deve vivere e dormire davanti ad uno specchio\u201d<\/em> sosteneva Charles Baudelaire nell\u2019opera <em>\u201cIl mio cuore messo a nudo\u201d<\/em>. Il dandismo, movimento culturale e di costume che ha imposto una vera e propria dottrina dell\u2019eleganza, nato in Inghilterra alla fine del XIX secolo, ha plasmato il pensiero e l\u2019immaginario sia moderno che contemporaneo. La mostra <em>\u201cL\u2019angolo del dandy\u201d<\/em> ospitata pressola Casina delle Civette dei Musei di Villa Torlonia a Roma, dal 4 aprile al 6 maggio 2012, invita i visitatori a partecipare a una riflessione inedita sul dandismo come filosofia esistenziale ed estetico-etica. Un percorso originale, all\u2019insegna dello stile, unisce letteratura, arti figurative, musica e cinema attraverso il racconto della vita e delle opere di alcuni personaggi simbolo: Karen Blixen, Luigi Ontani, Erik Satie e Luchino Visconti. Ad ognuno dei quattro protagonisti verr\u00e0 dedicata una settimana caratterizzata da un ricco calendario di eventi correlati alla mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le curatrici dell\u2019esposizione, Tiziana Gazzini e Maria Grazia Massafra, hanno voluto rappresentare un pensiero esistenziale che intreccia uno stile di vita, utilizzando linguaggi trasversali; il respiro europeo dell\u2019iniziativa ribadisce una circolazione della cultura, delle arti, della moda che non conosce confini. La mostra promossa dall\u2019Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico \u2013 Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale e dall\u2019Associazione Culturale <em>\u201cLa coda dell\u2019occhio\u201d<\/em> con il supporto organizzativo di Z\u00e8tema Progetto Cultura gode infatti del patrocinio dell\u2019Ambasciata di Danimarca, di Francia e della Repubblica Federale di Germania.<\/p>\n<div id=\"attachment_25420\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/05.Luigi-Ontani-Progetto-per-Primatys.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25420\" class=\" wp-image-25420 \" title=\"05.Luigi Ontani Progetto per Primatys\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/05.Luigi-Ontani-Progetto-per-Primatys-300x114.jpg\" alt=\"Luigi Ontani Progetto per Primatys\" width=\"240\" height=\"91\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/05.Luigi-Ontani-Progetto-per-Primatys-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/05.Luigi-Ontani-Progetto-per-Primatys-768x292.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/05.Luigi-Ontani-Progetto-per-Primatys.jpg 865w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25420\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Ontani Progetto per Primatys<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa location che accoglie il percorso \u00e8 espressione dei gusti raffinati ed esclusivi di un altro esteta, il principe Giovanni Torlonia Junior. Ciascuna sezione \u00e8 rappresentata da una vetrata-icona della Casina delle Civette che fu eletta dal principe a residenza. La vetrata <em>\u201cRose, farfalle e nastri\u201d <\/em>dal balcone delle rose, creata da Paolo Paschetto nel 1920, simboleggia il racconto estetico dedicato a Karen Blixen. <em>\u201cI pavoni\u201d<\/em> di Umberto Bottazzi, dalla stanza dei ciclamini, introducono gli studi per le vetrate d\u2019arte di Luigi Ontani.<em> \u201cLa finestra delle civette\u201d<\/em> di Duilio Cambellotti ben si presta a rappresentare la figura del dandy esoterico impersonata con rigore minimalista, nell\u2019arte e nella vita, da Erik Satie.Visconti e il suo alter ego Ludwig II di Baviera vengono introdotti dalla vetrata <em>\u201cIl lago del cigno\u201d <\/em>realizzata dal Laboratorio Picchiarini nel 1914 (del resto, proprio alla legenda di Lohengrin, cavaliere del cigno, \u00e8 dedicato il fiabesco castello di Hohenschwangau acquistato dal padre di Ludwig, re Massimiliano II).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sezione dedicata a Karen Blixen, intitolata <em>\u201cI fiori del dandy\u201d <\/em>\u00e8 caratterizzata dalla presentazione, da foto e riproduzioni ispirate alle composizioni floreali selvagge e trasbordanti, ascetiche e barocche che la scrittrice amava realizzare per la sua casa di Rungstedlund, vicino Copenhagen. Composizioni floreali che tuttora vengono riproposte nella casa-museo della Blixen attingendo dal giardino di fiori da taglio. Il dandismo si esprime dunque, anche attraverso opere d\u2019arte che durano un soffio, romanzi, racconti e poesie composte con il linguaggio policromo dei fiori, che vivono appena il tempo di uno stelo reciso e che si pongono accanto alle opere <em>\u201cpermanenti\u201d<\/em>: fra i successi letterari della scrittrice ricordiamo romanzi come <em>\u201cLa mia Africa\u201d<\/em> o <em>\u201cIl pranzo di Babette\u201d<\/em> (che hanno ispirato pellicole pluripremiate) e raccolte letterarie come le <em>\u201cSette Storie Gotiche\u201d<\/em> o <em>\u201cRacconti d\u2019inverno\u201d.<\/em> Immagini e testi ricordano la donna elegante che ha sedotto fotografi e scrittori. In <em>\u201cObservations\u201d<\/em> , volume del 1959 con foto di Richard Avedon e testi di Truman Capote, l\u2019autore di <em>\u201cColazione da Tiffany\u201d<\/em> descriveva Karen Blixen con le seguenti parole: <em>\u201cUna figura indimenticabile, uscita fuori da uno dei suoi racconti, che il tempo ha rifinito e distillato fino alla sua essenza, come un acino diventa uva secca, le rose diventano olio (\u2026) la vraie chose, un vero qualcuno\u201d. <\/em>Il corpo segnato da una magrezza estrema, l\u2019espressione di un dandismo al femminile, suggeriscono il legame con una celeberrima signora dello stile, Gabrielle Chanel, che rincontreremo pi\u00f9 tardi nella sezione della mostra dedicata a Luchino Visconti.<\/p>\n<div id=\"attachment_25421\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/06.-Angolo-Ontani-I-pavoni-vetrata-di-Umberto-Bottazzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25421\" class=\" wp-image-25421 \" title=\"06. Angolo Ontani - I pavoni vetrata di Umberto Bottazzi\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/06.-Angolo-Ontani-I-pavoni-vetrata-di-Umberto-Bottazzi-300x205.jpg\" alt=\"Angolo Ontani - I pavoni vetrata di Umberto Bottazzi\" width=\"240\" height=\"164\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25421\" class=\"wp-caption-text\">Angolo Ontani - I pavoni vetrata di Umberto Bottazzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa trasparenza del dandy\u201d<\/em> \u00e8 il titolo della sezione dedicata a Luigi Ontani. Tra studi e vetrate, come tutti i grandi dandy, Ontani formula la sua storia e fonda la sua avventura sull\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 e della maschera. Cos\u00ec la maschera di <em>\u201cscena\u201d <\/em>e la foggia della quotidianit\u00e0 forniscono entrambe prospettive all\u2019arte; il processo \u00e8 dimostrato dalle immagini del guardaroba dell\u2019artista esposte nella mostra. Il pavone, simbolo di vanit\u00e0, ricorre come soggetto ed icona-guida anche nella statua in maiolica intitolata <em>\u201cErmEstetica PavonDante\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erik Satie viveva negli anni di Montmartre, al numero 6 di Rue Cortot, in una stanza talmente piccola che lo stesso compositore la soprannomin\u00f2 <em>le<\/em> <em>placard <\/em>(l\u2019armadio). La sezione intitolata <em>\u201cL\u2019armadio del dandy\u201d <\/em>accoglie i paradossi estetici, esistenziali e non solo musicali di un uomo che ha portato praticamente per vent\u2019anni lo stesso vestito e quando pioveva proteggeva l\u2019ombrello sotto la giacca (nel <em>placard<\/em> erano conservati un numero esorbitante di ombrelli accanto a ritratti e disegni di Picasso, Picabia ed Ert\u00e9). La bombetta, il bastone, il colletto pi\u00f9 che accessori divengono parti essenziali di una personalit\u00e0 trasgressiva. La scelta estetica di indossare la bombetta, il colletto rigido, gli occhiali pince-nez e una giacchetta nera restituiva un abbigliamento formale che risultava eccentrico fra gli artisti dell\u2019epoca. Satie prese parte cos\u00ec vestito ad <em>\u201cEntr\u2019acte\u201d,<\/em> breve film di Ren\u00e9 Clair del 1924: il regista colpito dalla sua <em>mise<\/em> inser\u00ec in seguito, nelle sue pellicole, numerosi personaggi abbigliati alla stessa maniera. Eccentricit\u00e0, dandismo e minimalismo caratterizzano anche la musica del compositore. La <em>\u201cMusique d\u2019ameublement\u201d<\/em> \u00e8 a tutti gli effetti <em>\u201cun accessorio estetico da consumare\u201d<\/em> e musica da vedere \u00e8 anche quella del <em>\u201cPr\u00e9lude en tapisserie\u201d <\/em>in cui alcuni gruppi di note ritornano regolarmente come i motivi decorativi di una stoffa, di una carta da parati, di un tappeto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019attenzione maniacale per l\u2019estetica e per il dettaglio segnano, infine, l\u2019opera filmica di Luchino Visconti. La grandezza degli interni, lo sfarzo regale di costumi e memorie si prestano per ricostruire il rapporto critico di Visconti con il concetto di economicit\u00e0, l\u2019anti-economia della sua messa in scena. La ricostruzione, proposta dall\u2019esposizione, va dai riferimenti alle sete damascate e costosissime utilizzate per tappezzare l\u2019abitazione del protagonista di <em>\u201cGruppo di famiglia in un interno\u201d,<\/em> interpretato da Burt Lancaster ed ispirato a Mario Praz, ai costumi indossati da Helmut Berger nel film<em> \u201cLudwig\u201d. <\/em>La mostra include l\u2019alta uniforme e immagini del mantello utilizzato per la scena dell\u2019incoronazione in velluto bordeaux, foderato e bordato in ermellino bianco con rifiniture in oro, entrambi disegnati dal costumista Piero Tosi e realizzati dalla Sartoria Tirelli. L\u2019esposizione racconta inoltre, il rapporto di amicizia e di collaborazione che lega Visconti e Coco Chanel. Vengono affiancate foto degli anni \u201830 di Horst P. Horst che ritraggono il grande regista e la grande fashion designer. A Parigi, all\u2019et\u00e0 di trent\u2019anni, Visconti comincia ad avvicinarsi al mondo dello spettacolo e in particolare ad interessarsi al cinema; proprio Chanel introdurr\u00e0, quello che sarebbe diventato uno dei pi\u00f9 grandi maestri della filmografia mondiale, nell\u2019ambiente politico-culturale parigino e lo presenter\u00e0 a Jean Renoir con cui Luchino Visconti inizia a lavorare come aiuto regista per i film \u201c<em>Les basfonds<\/em>\u201d e \u201c<em>Une partie de campagne\u201d <\/em>del 1936. Passando per l\u2019esperienza comune al Th\u00e9\u00e2tre de Paris del 1961 il sodalizio fra i due durer\u00e0 praticamente per tutta la vita. Il percorso della mostra accoglie immagini di Romy Schneider che prova un tailleur Chanel aiutata da mademoiselle Coco e l\u2019attrice vestita Chanel che discute con il regista una scena dell\u2019episodio <em>\u201cIl lavoro\u201d <\/em>girato per il film Boccaccio \u201970. Visconti amava ricordare Gabrielle Chanel con queste parole:<em> \u201cUna donna straordinaria, intelligente, deliziosa, gelosa\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per scoprire gli eventi teatrali e musicali correlati alla mostra <em>\u201cL\u2019angolo del dandy\u201d<\/em> \u00e8 possibile visitare i siti <a href=\"http:\/\/www.zetema.it\/\">www.zetema.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.museivillatorlonia.it\/mostre_ed_eventi\/mostre\/l_angolo_del_dandy\" target=\"_blank\">www.museivillatorlonia.it\/mostre<\/a>.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25419?pdf=25419\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl dandy deve aspirare ad essere sublime, senza interruzione. 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