{"id":25520,"date":"2012-05-01T12:13:17","date_gmt":"2012-05-01T10:13:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25520"},"modified":"2016-12-31T10:39:32","modified_gmt":"2016-12-31T08:39:32","slug":"linsostenibile-leggerezza-dell-essere-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/linsostenibile-leggerezza-dell-essere-bella\/","title":{"rendered":"L\u2019insostenibile leggerezza dell&#8217; essere bella"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_25521\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Boldini-l43-agenda24-110624200526_big.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25521\" class=\" wp-image-25521 \" title=\"Boldini  l43-agenda24-110624200526_big\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Boldini-l43-agenda24-110624200526_big-300x200.jpg\" alt=\"G. Boldini ritratto di donna\" width=\"240\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Boldini-l43-agenda24-110624200526_big-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Boldini-l43-agenda24-110624200526_big-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Boldini-l43-agenda24-110624200526_big-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Boldini-l43-agenda24-110624200526_big.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25521\" class=\"wp-caption-text\">G. Boldini ritratto di donna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale donna non vorrebbe essere bella, anzi bellissima? Esserla, per\u00f2, pu\u00f2 trasformarsi in un handicap, tradursi in solitudine, volgersi in sofferenza. Ne sa qualcosa la free-lance inglese Samantha Brick \u2013 segni particolari: bellissima \u2013 che nei giorni scorsi ha provocatoriamente denunciato dalle pagine del <em>Daily Mail<\/em>: \u201cLe donne mi odiano perch\u00e9 sono bella\u201d. Ne \u00e8 seguito un fuoco di fila di messaggi su vari social network, in primis Twitter, nonch\u00e9 su stampa e tv del Regno Unito e non solo, con commenti che in gran parte esprimevano scarsa solidariet\u00e0, specialmente da parte di altre donne, quasi a conferma dell\u2019accusa lanciata dalla giornalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la bellezza fisica scateni reazioni di invidia e gelosia, addirittura ostilit\u00e0 e timore, non \u00e8 una novit\u00e0. Ma perch\u00e9 una condizione di per s\u00e9 positiva pu\u00f2 indurre tanta paura se non avversione vera e propria? Forse perch\u00e9 evoca un quid di mistero, di sacro, di ancestrale, che induce chi la contempla a restare stupito, a sentirsi spaventato, a non capire cotanto prodigio. Ecco che allora si reagisce allontanando ed isolando la persona bella, che paradossalmente proprio perch\u00e9 attrae, finisce suo malgrado per respingere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono rari i casi di donne splendide, alcune anche molto famose, che raccontano di aver vissuto un\u2019esistenza infelice, solitaria, per il solo fatto di essere belle. La giornalista e scrittrice Paola Pastacaldi, commentando la girandola mediatica suscitata dalla Brick, ha citato il caso di una donna straordinariamente bella che fin da bambina veniva evitata ed emarginata dalla compagne, finch\u00e9 la madre un giorno la port\u00f2 da un medico per chiedergli le ragioni del disagio della figlia. Al che, l\u2019uomo rispose sorridendo: \u201cSua figlia sta benissimo ed \u00e8 normale, ma l\u2019ha guardata bene sua figlia, non ha visto quanto \u00e8 bella?\u201d.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_25523\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 263px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Girl_with_a_Pearl_Earring.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-25523\" title=\"Girl_with_a_Pearl_Earring\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Girl_with_a_Pearl_Earring-253x300.jpg\" alt=\"Jan Vermeer - La ragazza col turbante\" width=\"253\" height=\"300\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Jan Vermeer &#8211; La ragazza col turbante<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 chi usa la propria bellezza come uno strumento di seduzione, una scorciatoia per raggiungere fini non sempre commendevoli, un mezzo per gratificare la propria vanit\u00e0 e assecondare la propria superbia, nonch\u00e9 per umiliare e colpire gli altri. Molte donne, a volte deliberatamente, a volte coercitivamente, si prestano col proprio corpo a compiacere alla brama di possesso di certi uomini, per i quali la figura femminile \u00e8 mero terreno di conquista, con cui gratificare la propria autostima machista, dar sfoggio a potere e ricchezza, assecondare un ego predatorio, un\u2019ansia di prestazione, un complesso di superiorit\u00e0, tutti caratteri tipici di uomini che invece sono insicuri e talvolta frustrati. Ma c\u2019\u00e8 anche la donna che sa trasformare la propria prestanza fisica in un\u2019arma benigna, ossia per recare armonia, gioia, pace nello sguardo e nel cuore di chi guarda. Questo vuol dire fare dell\u2019estetica il riflesso dell\u2019etica: uno specchio metaforicamente opposto al ritratto di Dorian Gray, in cui alla bellezza corrisponde effettivamente la bont\u00e0. Del resto, gli antichi Elleni per designare l\u2019uomo perfetto avevano coniato l\u2019endiadi \u201ckal\u00f2s kai agath\u00f2s\u201d, in cui bello \u00e8 sinonimo di buono, a sottolineare che ci\u00f2 che \u00e8 piacevole all\u2019occhio \u00e8 solo ci\u00f2 che ha valore morale e spirituale. Come sosteneva Goethe, di fronte alle doti superiori di una persona non resta che l\u2019amore. Altro che invidia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di giornaliste, in conclusione, vogliamo ricordare la presenza del Ministro del Lavoro Elsa Fornero il 5 Aprile scorso presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi) a Roma, dove ha stigmatizzato gli \u201cstereotipi orrendi\u201d e la \u201cmentalit\u00e0 ammiccante\u201d che regnano ancora in Italia, per cui quando si assume una donna \u201csi pensa che sia stata scelta per altri motivi che non siano il merito\u201d. Ne consegue che, ogni volta che si promuove una donna \u201cc\u2019\u00e8 qualcuno che dice che \u00e8 un po\u2019 immorale\u201d. La Fornero\u00e8 intervenuta in quest\u2019occasione per la firma, con il Segretario Generale della Fnsi Franco Siddi, della \u201cCarta per le pari opportunit\u00e0 e l\u2019uguaglianza sul lavoro\u201d, le cui linee direttrici sono \u201cparit\u00e0, promozione del merito e abbattimento degli stereotipi\u201d. \u201cVoi donne giornaliste \u2013 ha dichiarato il Ministro \u2013 avete la responsabilit\u00e0 di evitare che si offra anche all\u2019estero un\u2019immagine distorta della donna sui media. Il giornalismo ha rappresentato lo specchio di una societ\u00e0 italiana rissosa, ma le giornaliste con la loro sensibilit\u00e0 e freschezza possono contribuire a modificare una concezione che vede la donna oggetto di stereotipi orrendi e puntare invece alla promozione del merito\u201d.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25520?pdf=25520\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale donna non vorrebbe essere bella, anzi bellissima? Esserla, per\u00f2, pu\u00f2 trasformarsi in un handicap, tradursi in solitudine, volgersi in sofferenza. 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