{"id":25600,"date":"2012-05-16T13:13:45","date_gmt":"2012-05-16T11:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25600"},"modified":"2016-12-31T10:37:08","modified_gmt":"2016-12-31T08:37:08","slug":"omaggio-ad-un-grande-orafo-del-passato-giuseppe-gillio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/omaggio-ad-un-grande-orafo-del-passato-giuseppe-gillio\/","title":{"rendered":"Omaggio ad un grande orafo del passato:  Giuseppe Gillio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gillio-Mostra1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25602\" title=\"Gillio Mostra\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gillio-Mostra1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gillio-Mostra1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gillio-Mostra1.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Nel 1867 nasceva a Torino quello che sarebbe diventato uno dei pi\u00f9 celebri orafi italiani, stimato a livello internazionale, vale a dire Giuseppe Gillio (scomparso a Valenza Po nel 1964), il quale &#8211; coetaneo di Picasso &#8211; attravers\u00f2 come lui gran parte della parabola creativa del Novecento, spaziando tra esperienze artistiche diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noto al grande pubblico soprattutto per la realizzazione di un cofanetto portagioie donato al Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1959, Gillio \u00e8 stato riscoperto in patria grazie alla bella mostra che Valenza gli ha dedicato nel 1997. Come ha scritto la studiosa Maria Carla Manenti (cfr. \u201cGioielli in Italia\u201d, AOV-Marsilio), \u201cla straordinariet\u00e0 dell\u2019opera di Gillio \u00e8 data dalle sue indiscusse capacit\u00e0 creative ed esecutive, che ne fanno un vero <em>artifex<\/em> rinascimentale, e dalla eccezionale longevit\u00e0 lavorativa che lo ha portato ad affrontare tanti cambiamenti di moda e stile, mantenendosi costantemente aggiornato senza mai rinunciare a una classicit\u00e0 di forme; oltre a questo, la sua sete di novit\u00e0 e uno spirito inquieto, anarchico e solitario lo portarono tra il 1889 e il1895 a Parigi e a Londra dove lavor\u00f2 per famosi atelier\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere, in effetti, offrono una panoramica esemplare dell\u2019evoluzione del gioiello tra Ottocento e pieno Novecento. Si va, cos\u00ec, dai suoi esordi simbolisti a Torino all\u2019adesione all\u2019<em>art nouveau<\/em>, per cui gli vennero commissionati vari lavori da prestigiose aziende parigine, relativi non solo a gioielli, ma anche a cornici, medaglie e oggetti d\u2019arte. Tra il 1905 ed il 1919 egli arriv\u00f2 a dotarsi di un proprio punzone caratterizzato da due spighe incrociate, tra le quali si inseriscono le iniziali JG (Joseph, alla francese, Gillio). Sono questi gli anni dominati dai motivi vegetali ed <em>animalier<\/em>, nonch\u00e9 dalla figura femminile interpretata come <em>femme fatale<\/em>, che evoca suggestioni erotiche ed ambiguit\u00e0, colta in atteggiamenti che si spingono fino al labile confine tra arte e pornografia (vedasi quale chiaro esempio l\u2019anello denominato \u201cLa primavera\u201d, raffigurante un plastico e sensuale nudo a figura intera).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si inseriscono nella sua produzione, poi, anche temi classicheggianti e, in particolare, di ispirazione rinascimentale, finch\u00e9 Gillio tra il 1915 e la fine degli anni \u201930 si volge al geometrismo art-d\u00e9co, tornando solo negli anni \u201940 a forme pi\u00f9 morbide e ampie, a riprova della sua continua disponibilit\u00e0 ad aggiornarsi secondo la moda del tempo (si ammiri questo suo mutamento di stile nel magnifico pendente in oro, platino e diamanti, che rappresenta il mito di \u201cAmore e Psiche\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte del sommo maestro, alcune sue opere sono state completate dall\u2019allievo valenzano Luigi Baggio, che Gillio ebbe sempre molto caro ed a cui fece dono dei suoi attrezzi da lavoro.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25600?pdf=25600\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1867 nasceva a Torino quello che sarebbe diventato uno dei pi\u00f9 celebri orafi italiani, stimato a livello internazionale, vale a dire Giuseppe Gillio (scomparso a Valenza Po nel 1964), il quale &#8211; coetaneo di Picasso &#8211; attravers\u00f2 come lui gran parte della parabola creativa del Novecento, spaziando tra esperienze artistiche diverse. 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