{"id":25721,"date":"2012-06-04T14:34:23","date_gmt":"2012-06-04T12:34:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25721"},"modified":"2016-12-31T10:32:57","modified_gmt":"2016-12-31T08:32:57","slug":"mash-up-mostra-sullimmaginario-estetico-e-comunicativo-di-gattinoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/mash-up-mostra-sullimmaginario-estetico-e-comunicativo-di-gattinoni\/","title":{"rendered":"Mash-Up, mostra sull\u2019immaginario estetico  e comunicativo di Gattinoni"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_25724\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25724\" class=\" wp-image-25724 \" title=\"MashUp_03\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_03-300x211.jpg\" alt=\"MashUp\" width=\"240\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_03-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_03-768x541.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_03.jpg 886w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25724\" class=\"wp-caption-text\">MashUp courtesy Gattinoni<\/p><\/div>\n<p>Il termine Mash-Up viene utilizzato dai dj in sostituzione del concetto di remix, tecnicamente la parola indica, in ambito musicale, un brano composto da frammenti di altri brani. Il termine traslato in senso artistico non designa semplicemente l\u2019atto di decostruire o reinterpretare, bens\u00ec il gesto di plasmare materiale preesistente, donandogli una nuova forma, ed \u00e8 divenuto il titolo di una mostra fotografica curata dal Presidente della maison Gattinoni, Stefano Dominella, visitabile dal 1 giugno al 22 luglio presso il Museo di Roma in Trastevere.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione ripercorre il risultato della collaborazione instaurata fra lo stilista Guillermo Mariotto, il fotografo Antonio Barrella e l\u2019art director Luca Cosenza, che lavorando insieme dal 1998 al 2012, hanno dato vita ad una vera e propria svolta nel campo della comunicazione visiva. La mostra accoglie una serie di immagini che non parlano solo di moda, esprimono un contenuto profondo, raccontano una storia, stupiscono, scandalizzano, generano riflessioni e pensieri, a volte scatenano critiche feroci, a volte suscitano vere e proprie ovazioni. Le immagini dunque, possono essere lette secondo diversi livelli interpretativi, come foto di moda impeccabili ma anche come la narrazione di un evento, espressione visuale di un punto di vista e di un pensiero, denuncia di una necessit\u00e0 sociale, pura narrazione poetica.<\/p>\n<p>In occasione del vernissage che si \u00e8 tenuto il 31 maggio, Stefano Dominella, ci ha spiegato che: \u00ab<em>Il percorso espositivo racconta con abiti e belle foto, attraverso il lavoro di tre professionisti, 15 anni di storia della moda da una parte e dall\u2019altra 15 anni di storia del nostro paese, perch\u00e9 sono esposte delle foto di abiti-denuncia o di abiti legati al sociale che illustrano come vanno e come sono andate le cose in Italia <\/em>\u2013 aggiungendo \u2013 <em>molte di queste foto sono provocatorie, con un abito si fa il giro del mondo ed una creazione di moda pu\u00f2 diventare un manifesto per denunciare situazioni importanti o per scoprire certe verit\u00e0<\/em>\u00bb<em>. <\/em>Stefano Dominella ha inoltre sottolineato: \u00ab<em>Non si pu\u00f2 fare moda e prescindere dal mondo artistico e dalle arti, perch\u00e9 la moda deve farne parte, quindi vanno raccontate delle storie attraverso la creativit\u00e0 e vestiti molto belli; gli abiti sono sempre i protagonisti e devono essere sempre bellissimi-<\/em> continuando \u2013<em> siamo partiti anni fa da un\u2019idea di comunicazione, interrogandoci su come potevamo comunicare attraverso le nostre creazioni, non esaltando soltanto le meraviglie dell\u2019alta moda, delle lavorazioni, dei ricami o la maestria del direttore creativo, ma realizzando un abito che fosse anche in grado di parlare, di far parlare<\/em>\u00bb.<em><\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_25723\" style=\"width: 202px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_02-High.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25723\" class=\" wp-image-25723 \" title=\"gattinoni_sante 3.tif\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_02-High-240x300.jpg\" alt=\"MashUp\" width=\"192\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_02-High-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/MashUp_02-High.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25723\" class=\"wp-caption-text\">MashUp courtesy Gattinoni<\/p><\/div>\n<p>Le <em>\u201cprove d\u2019autore\u201d<\/em> di Mariotto, vestiti che divengono fulcro per lo studio creativo dell\u2019immagine fotografica, stupiscono per il portato sensazionale, per la natura esagerata di alcune creazioni come opere create per far discutere, opere mediatiche appunto. Gli abiti vengono illuminati da una fotografia che \u00e8 sempre pi\u00f9 curata e trasmette delle sensazioni inusuali che vanno oltre la bellezza dell\u2019immagine, dell\u2019abito e della modella. La luce, segno identificativo nelle foto di Antonio Barrella, conquista in modo pervasivo tutte le fotografie, grazie anche, alla sua inseparabile Hasselblad: abiti ed art-work prendono vita attraverso un uso potente e Pop del colore, o sfocando nella magia di un bianco e nero soffuso. Luca Cosenza va oltre la forma e riesce ad esprimere al massimo il contenuto, ricorrendo a citazioni colte, audaci parallelismi culturali, giocose provocazioni.<\/p>\n<p>Gli ultimi 15 anni di comunicazione della maison Gattinoni, si caratterizzano per una produzione di immagini che elaborano e realizzano una rappresentazione fotografica di moda che si emancipa dalla solita immagine tradizionale, creando una <em>\u201ccapsule\u201d<\/em> di geniale amore per l\u2019arte che guarda al futuro e al regno dell\u2019immaginazione, come presupposto e vera essenza, base di partenza per nuove avventure estetiche.<\/p>\n<p>La mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico \u2013 Sovraintendenza ai Beni Culturali, con i servizi museali di Z\u00e8tema Progetto Cultura, comprende cinquanta opere fotografiche esposte accanto ad istallazioni e citazioni, restituisce un\u2019atmosfera in bilico fra un universo mitico e fantastico che vede convivere lo spirito della factory e i camouflages di Warhol, i graffiti di Keith Haring, il museo Dal\u00ec.<\/p>\n<p>Giacomo Daniele Fragapane ha scritto: \u00ab<em>In questo laboratorio possono convivere, palesemente esibite oppure appena accennate, precise reminiscenze (la <\/em><em>Pala di Brera <\/em><em>di Piero della Francesca, alcune opere di Dal\u00ec o di Warhol); riferimenti simbolici ellittici o fin troppo palesi (alla \u201csociet\u00e0 dello spettacolo\u201d, all\u2019immaginario gay, all\u2019iconografia religiosa); accenni all\u2019attualit\u00e0 politica o culturale; allusioni autobiografiche. La presenza di un titolo estrapolato da frammenti di noti brani musicali Pop, e anch\u2019esso in qualche modo \u201ciconicizzato\u201d mediante la sua contrazione e riduzione a slogan, attiva ulteriori connessioni e suggerisce una chiave di lettura, una cornice semantica entro cui collocare tutti i riferimenti. Pi\u00f9 precisamente, ogni fotografia nasce a partire da un abito o una linea di prodotti; fotografo, art director e stilista ne discutono l\u2019iconografia e i riferimenti alla contemporaneit\u00e0; l\u2019immagine viene \u201cmediatizzata\u201d e inserita in un circuito narrativo, trasformata in una storia e infine realizzata (\u2026)<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La mostra fotografica diviene un vero e proprio happening, con incontri con stilisti e conferenze, la realizzazione di uno shooting dal vivo, privato degli schemi di uno studio fotografico. Tra il 7 e l\u201911 luglio nel calendario ufficiale di AltaRoma AltaModa, quattro fotografi, fra cui Antonio Barrella e Paolo Belletti, realizzeranno fotografie sul tema <em>\u201cExagerate Shooting\u201d<\/em> alla presenza del pubblico e dei media; 10 modelle indosseranno per l\u2019occasione le collezioni create da 5 giovani stilisti mentre le immagini verranno trasmesse su un apposito video wall posto alla fine del percorso-passerella.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25721?pdf=25721\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine Mash-Up viene utilizzato dai dj in sostituzione del concetto di remix, tecnicamente la parola indica, in ambito musicale, un brano composto da frammenti di altri brani. 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