{"id":25777,"date":"2012-06-11T13:23:27","date_gmt":"2012-06-11T11:23:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=25777"},"modified":"2016-12-31T10:31:11","modified_gmt":"2016-12-31T08:31:11","slug":"un-grande-orafoanche-questo-fu-leonardo-da-vinci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/un-grande-orafoanche-questo-fu-leonardo-da-vinci\/","title":{"rendered":"Un grande orafo:anche questo fu Leonardo da Vinci"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/venturelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25782 alignleft\" title=\"venturelli\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/venturelli.jpg\" width=\"170\" height=\"235\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orafo. Non avevamo bisogno di venire a conoscenza di questa ennesima professione esercitata da Leonardo da Vinci per affermare che egli fu un genio eclettico di ineguagliabile levatura. Ma tant\u2019\u00e8; ora abbiamo appreso anche questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a pittore, scultore, architetto, ingegnere, musicista, medico e chiss\u00e0 cos\u2019altro, il grande scienziato quattrocentesco fu anche disegnatore di gioielli\u00a0 e \u2013 udite, udite \u2013 inventore di \u201cricette\u201d per fabbricare gemme sintetiche. A provarlo sono gli schizzi ed i manoscritti del Maestro, che Paola Venturelli (studiosa di gioielleria rinascimentale) ha esaminato in profondit\u00e0, spiegando poi in un libro il curioso rapporto fra Leonardo ed i preziosi (cfr. \u201cLeonardo da Vinci e le arti preziose. Milano tra XV e XVI secolo\u201d, Marsilio Editore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane Leonardo giunse a Milano nel 1482, gi\u00e0 poliedrico e colto, e vi trov\u00f2 un ambiente stimolante, ricco e mondano, attratto dai lussi e dai decori. Com\u2019\u00e8 facilmente comprensibile, la passione per i gioielli faceva un tutt\u2019uno con questa inclinazione dei gaudenti signori milanesi, tanto che il poeta Bartolomeo Taccone scriveva: \u201cNon andare a Melan senza denari, d\u2019oro, d\u2019ariento, seta, lana e smalti, pi\u00f9 che Melan par nessun se exalti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il versatile Leonardo si adatt\u00f2 al clima ambrosiano in tutti i sensi e fu cos\u00ec che inizi\u00f2 a progettare cammei, pendenti, braccialetti, diademi, perfino accessori (come le borsette per dama), e poi fabbric\u00f2 attrezzi per orefici, speriment\u00f2 macchine per tagliare e lucidare le gemme, per coniare le monete della Zecca, per lavorare l\u2019avorio ed i metalli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i suoi appunti la studiosa Paola Venturelli ha rinvenuto una miriade di annotazioni relative a gioielli, a cominciare dai famosi \u201cnodi\u201d vinciani, che sembrano creati per dar vita a viluppi metallici da adattare ai braccialetti. Leonardo riusc\u00ec a trasformare in gioielli gli oggetti pi\u00f9 prosaici, ad esempio impugnature di spade, bordure di vestiti, fibbie, cinture, tessuti.<\/p>\n<div id=\"attachment_25778\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Da-Vinci1-British-Museum.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-25778\" class=\"size-medium wp-image-25778 \" title=\"Da-Vinci1 British Museum\" alt=\"Nodo Vinciano\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Da-Vinci1-British-Museum-240x300.jpg\" width=\"240\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25778\" class=\"wp-caption-text\">Nodo vinciano disegno del British Museum<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbe anche fama di \u201cperito\u201d di gemme, e spesso alla corte di Ludovico il Moro gli si chiedeva un parere in vista di acquisti preziosi, come faceva, ad esempio, Isabella d\u2019Este.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevamo che l\u2019esuberanza intellettuale del Maestro travalic\u00f2 il mero ambito della progettazione per sconfinare nella ricerca pura ed applicata, finalizzata ad approntare miscugli da cui ottenere pietre sintetiche. Speriment\u00f2 cos\u00ec la corniola, il calcedonio, il vetro mosaico, vari tipi di smalto e, soprattutto, le perle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il celebre Codice Atlantico contiene una ricetta \u201csegreta\u201d da lui messa a punto proprio per realizzare \u201cperle grosse\u201d, rigorosamente false: occorre sciogliere perle vere di piccole dimensioni in succo di limone, essicarle e miscelarle con albume d\u2019uovo, per ricavare una pasta da modellare a piacere. Sembra, tuttavia, che il Maestro non perseguisse il sogno di riprodurre le perle solo per motivi estetici, ma perch\u00e9 credeva fermamente nel loro potere terapeutico e di talismano. Un retaggio medioevale questo, sopravvissuto anche nell\u2019illuminato Rinascimento: \u00e8 certo, ad esempio, che a Lorenzo il Magnifico ormai agonizzante, fu fatta trangugiare una cospicua pozione di perle tritate!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esistono documenti precisi attestanti la realizzazione di gioielli ad opera di Leonardo stesso, che pure disponeva di grande manualit\u00e0 artigianale. Sappiamo, per\u00f2, che molti operatori del mondo orafi di quel tempo frequentavano assiduamente la sua bottega: Boltraffio possedeva un tornio per modellare le pietre, Marco d\u2019Oggiono era figlio di un orefice, Gian Giacomo Caprotti (detto Sala\u00ec) lasci\u00f2 in eredit\u00e0 un piccolo tesoro di gemme grezze e lavorate. Da non dimenticare, poi, che molti disegni e dipinti di allievi leonardeschi milanesi abbondano di gioielli (si vedano Andrea Solario e Cesare da Sesto in particolare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dulcis in fundo, resta la tradizione. Nelle \u201cMemorie\u201d su Leonardo a Milano, Giovanni Ambrogio Mazenta riporta che il Maestro gestiva un\u2019accademia, \u201cun fecondo seminario di perfettissimi artefici\u2026 nell\u2019intagliar christalli, gioie, avori, ferro, e nell\u2019arti fusorie d\u2019oro, argento, bronzo\u201d. Il Mazenta ggiunge anche che il noto incisore e gioielliere Annibale Fontana \u201cprofessava d\u2019aver da le cose di Leonardo appreso quanto sapeva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manca &#8211; per ora &#8211; il preciso ritrovamento di un monile \u201cgriffato\u201d da Leonardo di suo pugno, ma certo \u00e8 che lui era proprio un genio tutto d\u2019oro!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25777?pdf=25777\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Orafo. Non avevamo bisogno di venire a conoscenza di questa ennesima professione esercitata da Leonardo da Vinci per affermare che egli fu un genio eclettico di ineguagliabile levatura. Ma tant\u2019\u00e8; ora abbiamo appreso anche questo. 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