{"id":26541,"date":"2012-09-04T18:45:11","date_gmt":"2012-09-04T16:45:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=26541"},"modified":"2016-12-30T18:38:48","modified_gmt":"2016-12-30T16:38:48","slug":"ultime-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/ultime-news\/","title":{"rendered":"Ultime news"},"content":{"rendered":"<p>RIAPRE A PARIGILA CASA DI ELSA<\/p>\n<div id=\"attachment_26550\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Music-Gloves-Elsa-Schiaparelli-c-1939.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-26550\" class=\" wp-image-26550 \" title=\"Elsa Schiaparelli\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Music-Gloves-Elsa-Schiaparelli-c-1939-300x249.jpg\" alt=\"Elsa Schiaparelli\" width=\"240\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Music-Gloves-Elsa-Schiaparelli-c-1939-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Music-Gloves-Elsa-Schiaparelli-c-1939.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-26550\" class=\"wp-caption-text\">Elsa Schiaparelli<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Parigi sta per rinascere come l\u2019Araba Fenicela <strong>Maison Schiaparelli,<\/strong> il celebre atelier della stilista italiana a cui la capitale francese assegn\u00f2 lo status di \u201cmito\u201d. A decidere la riapertura della casa \u00e8 stato l\u2019intraprendente <strong>Diego Della Valle<\/strong>, che nel 2007 ha rilevato il brand e l\u2019archivio storico. L\u2019indirizzo \u00e8 quello di sempre in Place Vend\u00f4me, nel palazzo che vide fiorire la creativit\u00e0 di Elsa e fu da lei irradiato: in effetti si \u00e8 ricreato un ambiente estremamente sofisticato, con pezzi di altissimo artigianato che spaziano dai fasti di Versailles alle opere pi\u00f9 bizzarre di arte contemporanea. Del resto, Elsa Schiaparelli fu colei che pi\u00f9 di tutti seppe coniugare arte e moda, contaminando l\u2019una con l\u2019altra, lasciandosi ispirare in modo assoluto e a sua volta ispirando generosamente (fu amica di numerosi artisti). Per la nuova collezione della Maison Schiaparelli, che sar\u00e0 presentata a Gennaio 2013 e conster\u00e0 di 10 modelli al massimo, \u00e8 gi\u00e0 stata coniata l\u2019espressione \u201cpr\u00eat-\u00e0-couture\u201d, a significare che questi abiti, bench\u00e9 di lusso top, verranno realizzati su misura con tempistica moderna: solo 48 ore. Ma l\u2019atelier proporr\u00e0 anche accessori quali borse, guanti, bijoux, profumi. Dominatrice dell\u2019alta moda internazionale per vent\u2019anni tra il 1935 e il 1954 (anno in cui decise di ritirarsi dalla scena), Elsa Schiaparelli fu la stilista prediletta da aristocratici, attori, pittori, poeti, affascinati dalla sua visionaria fantasia che precorreva i tempi. Chi sar\u00e0 il\/la designer che Della Valle chiamer\u00e0 a rilanciarne il mito? La risposta in autunno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL BELLO, VERA ARMA CONTROLA RECESSIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Censis<\/strong> ha calcolato che in Italia la cosiddetta <strong>\u201cindustria del bello\u201d<\/strong> (abiti, borse, scarpe, articoli di design, auto di lusso, yacht, hotel pluristellati) incide sulla produzione di ricchezza addirittura per il 5,4%, realizzando un valore aggiunto di 74,2 miliardi di euro. Questi dati confermano l\u2019analisi effettuata dall\u2019organismo che riunisce le cinque associazioni dell\u2019alta gamma di Italia, Francia, Regno Unito, Spagna e Germania (ECCIA), secondo cui il lusso europeo arriver\u00e0 nel 2020 ad un fatturato di 900 miliardi, dando lavoro ad oltre 2 milioni di addetti. Ma tutto ci\u00f2, come ha sottolineato Armando Branchini, Segretario Generale di Altagamma e Presidente del team esecutivo di ECCIA, avverr\u00e0 solo a quattro condizioni: una maggior difesa della propriet\u00e0 intellettuale con decisa lotta alla contraffazione; la promozione dell\u2019artigianalit\u00e0 tramite un adeguato sistema formativo; la riduzione delle barriere tariffarie, che purtroppo nel mondo stanno aumentando anzich\u00e9 contrarsi; la tutela della distribuzione selettiva contro i rischi di vendite online poco trasparenti. Questi fattori, sui quali si fonda il modello di business dei nostri marchi, sono oggetto delle pressioni di ECCIA sulla Commissione Europea per sollecitare l\u2019approvazione di una legge comunitaria di tutela del nostro \u201cbello\u201d: un patrimonio che non possiamo permetterci di penalizzare se vogliamo battere efficacemente la crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BIANCO CONTEMPORANEO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/concorso-di-moda-etica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-26547\" title=\"concorso di moda etica\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/concorso-di-moda-etica.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"178\" \/><\/a><strong>Artigianauti,<\/strong> il portale per la promozione dell\u2019<strong>Artigianato Contemporaneo e delle Autoproduzioni,<\/strong> ha organizzato &#8211; con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali e dell\u2019Associazione Gioiello Contemporaneo &#8211; il primo <strong>Concorso di Moda Etica<\/strong> rivolto a designer, stilisti e creativi per valorizzare le competenze, la professionalit\u00e0 e la creativit\u00e0 di chi \u00e8 particolarmente attento alla filiera produttiva scegliendo tessuti e tinture naturali da un lato, dall\u2019altro utilizzando gli scarti e i rifiuti in modo innovativo. Il concorso intende sostenere il Made in Italy delle auto-produzioni per creare una rete di studenti, designer, stilisti, piccole e medie imprese, aziende di moda e professionisti del settore che investa sul design come elemento strategico di competitivit\u00e0 e sui talenti come imprescindibile risorsa creativa del sistema moda. Il tema scelto per la prima edizione \u00e8 \u201cIl Bianco &#8211; La luce della contemporaneit\u00e0\u201d, una sfida per i creativi della moda ai quali si chiede d\u2019interpretare questo colore-noncolore sia come linea di tendenza 2013 sia come espressione stilistica originale e personale. Al concorso possono partecipare designer\/creativi\/artigiani del bijou, del gioiello, dell\u2019abbigliamento, di accessori moda e del tessile, professionisti o autodidatti, studenti iscritti a istituti pubblici o privati di moda, accademie e universit\u00e0. I candidati devono privilegiare materiali naturali, riciclati, ecologi, organici, innovativi, nonch\u00e9 tinture naturali. La documentazione deve essere presentata entro il 31 marzo 2013. Tutte le informazioni sono pubblicate sul sito <a href=\"http:\/\/www.gliartigianauti.com\/\">www.gliartigianauti.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PIZZI E FORCHETTE TRA MODA E MODI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non tutti sanno che si deve all\u2019abbigliamento la creazione di particolari regole e abitudini dello stare a tavola. Ci\u00f2 avvenne soprattutto nel Seicento, allorch\u00e9 per evitare che, a contatto col cibo, si lordassero i pizzi ed i merletti decorativi di colli e polsi delle dame e dei signori della ricca Europa, venne introdotto e codificato l\u2019uso delle posate. In realt\u00e0, coltello, cucchiaio e forchetta hanno ciascuno una storia peculiare. L\u2019utensile pi\u00f9 antico \u00e8 indubbiamente il coltello, fabbricato dall\u2019uomo gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 della pietra e poi perfezionato con la lavorazione dei metalli. Usato principalmente come arma e in subordine per tagliare la carne in grossi pezzi, fu poi adottato a tavola quando si diffuse il costume di consumare i pasti seduti ed in compagnia. Pare che sia stato il re di Francia Luigi XV, a fine \u2018600, ad introdurre a corte il coltello a punta arrotondata anzich\u00e9 appuntita (temendo un attentato alla sua persona). Tale usanza si diffuse poi ovunque per imitazione. L\u2019impiego del cucchiaio, invece, diffusosi per prevenire \u201csbrodolamenti\u201d in caso di avvicinamento della bocca ai recipienti, \u00e8 relativamente pi\u00f9 recente, mentre l\u2019uso della forchetta (in origine con due sole punte) viene fatto risalire ad una principessa bizantina che non voleva assolutamente sporcare i suoi abiti eleganti toccando i cibi con le mani. In generale, fu la vita in societ\u00e0 cittadina a rendere le mode ed i modi pi\u00f9 gentili, favorendo le attenzioni di nobili e borghesi a mantenere le vesti linde e ad a rispettare certe regole di comportamento in pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ADDIO ALLO \u201cSTILISTA DI DIO\u201d<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_26546\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 175px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ChinoBert62.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26546 \" title=\"ChinoBert62\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ChinoBert62-206x300.jpg\" alt=\"Chino Bert\" width=\"165\" height=\"240\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Chino Bert<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte tra il 19 e il 20 Luglio \u00e8 scomparso ad Albenga, all\u2019et\u00e0 di 80 anni, il prete-artista <strong>Padre Gianfranco Bertolotti<\/strong>, meglio noto col nome d\u2019arte di <strong>Chino Bert<\/strong>. Nato a Pavia, questo sacerdote <em>sui generis<\/em>, appassionato di moda e design sin dalla giovinezza, aveva debuttato appena ventenne come stilista, presentando in una cornice prestigiosa come Palazzo Pitti la collezione \u201cScatola\u201d, che subito attir\u00f2 l\u2019attenzione di molti addetti ai lavori, compresi il Marchese Giovanni Battista Giorgini, la giornalista Irene Brin, la pittrice Brunetta Mateldi. Padre Bertolotti disegn\u00f2 poi le collezioni della sarta romana Maria Antonelli, ma come talento creativo fu scoperto e valorizzato veramente da Maria Carit\u00e0 che a Parigi dirigeva il celebre Salone di bellezza in Rue St. Honor\u00e8. Quindi avvi\u00f2 un\u2019intensa collaborazione come illustratore di moda con il quotidiano \u201cL\u2019Aurore\u201d e con la rivista mensile \u201cL\u2019Art e la Mode\u201d, disegnando non solo abiti, ma anche accessori, gioielli, tessuti, costumi teatrali. Nel 1963 inizi\u00f2 a lavorare per Mila Sch\u00f6n e Loris Abate, conquistando pure l\u2019ambito premio Neiman Marcus a New York, e poi nel 1965 per le sorelle Fendi al loro debutto ufficiale sulle passerelle. Nel 1973 si ecliss\u00f2 dal mondo della moda per entrare in un monastero benedettino e poi diventare don Franco, lo \u201cstilista di Dio\u201d (come venne soprannominato). La sua vocazione artistica comunque non sub\u00ec battute d\u2019arresto, anzi si volse in modo pi\u00f9 deciso verso la pittura (sia astratta sia figurativa sia informale), sempre caratterizzata da colori brillanti e qualche tocco d\u2019oro \u201cdivino\u201d.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 20%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-26541 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 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loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/2Chino-Bert-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Chino Bert\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption26542\"><span class=\"imagecaption\">Chino Bert<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Chino Bert<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ChinoBert62.jpeg\" title=\"Chino Bert\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ChinoBert62-150x150.jpeg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Chino Bert\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption26546\"><span class=\"imagecaption\">Chino Bert<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Chino Bert<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/concorso-di-moda-etica.jpg\" title=\"\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/concorso-di-moda-etica-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"\" \/><\/a>\r\n<\/dt><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Elsa-Schiaparelli.jpg\" title=\"Elsa Schiaparelli\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Elsa-Schiaparelli-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Elsa Schiaparelli\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption26548\"><span class=\"imagecaption\">Elsa Schiaparelli<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Elsa Schiaparelli<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Music-Gloves-Elsa-Schiaparelli-c-1939.jpg\" title=\"Elsa Schiaparelli\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Music-Gloves-Elsa-Schiaparelli-c-1939-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Elsa Schiaparelli\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption26550\"><span class=\"imagecaption\">Elsa Schiaparelli<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Elsa Schiaparelli<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Schiaparelli-ispirazione-JeanCocteau.jpg\" title=\"Elsa Schiaparelli\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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Schiaparelli<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26541?pdf=26541\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notizie a caso? Notizie interessanti.<br \/>\nRiapre la maison di Elsa Schiappareli per volont\u00e0 di Diego della Valle. Il Censis decrea che la cosiddetta \u201cindustria del bello\u201d ci salver\u00e0 dalla recessione. Nasce il primo Concorso di Moda Etica. Lo sapevate che l\u2019uso della forchetta viene fatto risalire ad una principessa bizantina che non voleva  sporcare i suoi abiti eleganti toccando i cibi con le mani? Ed infine il ricordo di Chino Bert scomparso ad Albenga, all\u2019et\u00e0 di 80 anni, stilista  con Maria Antonelli, Mila Sch\u00f6n e Loris Abate, e le sorelle Fendi che nel 1973 etra nell&#8217;ordine Benedettino.  <\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1974],"tags":[5235,5230,2540,4330,5234,5233,5231,5232,5238,107,5239,5236,1411,5237],"class_list":["post-26541","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-breve","tag-il-bianco-la-luce-della-contemporaneita","tag-pret-a-couture","tag-armando-branchini","tag-arte-e-moda","tag-artigianato-contemporaneo-e-delle-autoproduzioni","tag-artigianauti","tag-bello-e-recessione","tag-censis","tag-chino-bert","tag-diego-della-valle","tag-gianfranco-bertolotti","tag-posate","tag-schiaparelli","tag-storia-delle-posate"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26541"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26541"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36984,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26541\/revisions\/36984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}