{"id":26614,"date":"2012-09-12T17:26:22","date_gmt":"2012-09-12T15:26:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=26614"},"modified":"2012-09-15T17:35:36","modified_gmt":"2012-09-15T15:35:36","slug":"milano-fashion-global-summit-2012-nasce-una-nuova-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/milano-fashion-global-summit-2012-nasce-una-nuova-via-della-seta\/","title":{"rendered":"Milano Fashion Global Summit 2012. Nasce una nuova via della seta?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_26616\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Platea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-26616\" class=\"size-medium wp-image-26616\" title=\"Raffaele Jerusalmi;Mario Boselli; Claudio Piovesana;Cesare Romiti;Paolo Panerai\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Platea-300x199.jpg\" alt=\"Milano Fashion Global Summit 2012\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-26616\" class=\"wp-caption-text\">Milano Fashion Global Summi 2012 .R. Jerusalmi;M. Boselli; C.Piovesana;C.Romiti;P.Panerai<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori dell&#8217;undicesima edizione del <strong>Milano Fashion Global Summit<\/strong> -organizzato da <strong>Class Editori<\/strong> in collaborazione con The Wall Street Journal, la Camera Nazionale della Moda Italiana e Merrill Lynch i giorni 7-8 settembre u.s al Paslazzo della Borsa di Milano- vanno considerati come un ulteriore approfondimento di quanto gi\u00e0 messo a fuoco in ottobre del 2010 nel Global Summit svolto Shanghai durante l\u2019Esposizione Universale e poi a Firenze in dicembre del 2012. Se i primi due eventi sono da considerarsi un approccio al mercato cinese, il clima di Milano 2012 \u00e8 stato quello di una mutua volont\u00e0 di cooperazione \u201cperch\u00e9 questo porter\u00e0 sviluppo reciproco a entrambi i Paesi&#8221; come ha concluso il primo intervento della mattinata <strong>Du Yuzhou<\/strong> del <strong>China Textile and Apparel Council, <\/strong>e presidente della <strong>China National Garmeny Association,<\/strong> in un\u2019approfondita analisi della situazione macroeconomica della Cina nel momento attuale di crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conoscersi <\/strong>e <strong>Cooperare<\/strong> sono le parola chiave, da segnare in rosso, che potrebbe riassumere il significato delle due giornate. Mettere a fuoco queste possibilit\u00e0 era evidentemente nell\u2019intendo degli organizzatori del Summit: il titolo \u00e8 sembrato da subito emblematico in questa direzione: <strong>&#8220;Cina e Italia, due sarti in un mercato globale. Nuove sfide, nuove opportunit\u00e0 di business e partnership&#8221;. <\/strong>Questo intento \u00e8 stato confermato dal ricco programma e dalla presenza di relatori, imprenditori, consulenti e rappresentanti delle istituzioni italiani e cinesi -difficile nominare tutti e tentare di sintetizzare i loro interventi- in un confronto che non potr\u00e0 che avere conseguenze positive. I rappresentanti cinesi hanno fatto, da parte loro, uno sforzo per mostrare con oggettivit\u00e0 i chiaroscuro dell\u2019economia e della societ\u00e0 del loro Paese e palesarsi come partner affidabili. Ma hanno anche hanno voluto esibire le loro aziende, leader del settore del fashion, per presentarsi non solo come fruitori di abbigliamento e di accessori di lusso, ma anche come produttori capaci di affiancarsi all\u2019Italia: interlocutori attendibili per ripristinare l\u2019antica via della seta \u2013 ricordata da molti relatori &#8211; che univa strettamente Cina e Italia in tempi passati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vediamo i dati forniti dai relatori\/imprenditori cinesi <strong>Miao Hongbing<\/strong>, presidente di <strong>Beijing White collar fashion<\/strong> ha detto: \u00abI marchi cinesi sono molto giovani, dal 1999 al 2011 il numero delle aziende di abbigliamento in Cina \u00e8 passato da 2 mila a 120 mila. mentre l\u2019importo complessivo delle vendite al dettaglio di abbigliamento \u00e8 di circa 178,7 miliardi euro pari all\u20198% del totale delle vendite al dettaglio dei beni di consumo in Cina\u201d Ha suggerito poi la necessit\u00e0 di puntare sulle consumatrici che hanno un\u2019et\u00e0 media compresa tra i 25 e i 50 anni, quelle che sono inserite nel mondo del lavoro e hanno una maggior capacit\u00e0 di acquisto\u201d. Forte del fatto che il consumo dei beni di lusso in Cina \u00e8 passato nel 2011 alla cifra di 8,3 miliardi di euro -ed \u00e8 destinata a diventare nel 2012 circa 11,4 miliardi di euro<em>-, <\/em>Miao Hongbing ha chiesto agli imprenditori italiani collaborazione e interscambio di know how per la promozione e diffusione dei marchi cinesi a livello internazionale. Dal canto suo <strong>Zhou Yan<\/strong>, presidente di <strong>Dalian Sunfed fashion<\/strong>, ha evidenziato che la collaborazione con l\u2019Italia risale al 1998 per la fornitura di materie prime ed ha chiesto alle aziende italiane aiuto concreto per lo sviluppo degli accessori, del concetto di brand e per l\u2019espansione sui mercati internazionali. <strong>Xia Hua<\/strong> presidente di <strong>Beijing Eve fashion<\/strong>, presentando le proprie iniziative a favore di dieci giovani designer cinesi durante l\u2019edizione di febbraio della London Fashion Week.di, ha insistito sul tema dell\u2019aiuto per l\u2019espansione sui mercati. Dal canto suo <strong>Wu Jianmin<\/strong>, presidente di <strong>Shandong Showlong fashion<\/strong> ha voluto mostrare di essere all\u2019altezza di grandi possibili partner italiani presentando il suo impero costituito da otto brand per cui lavorano complessivamente 10 mila dipendenti. Pi\u00f9 mirato a mostrare la qualit\u00e0 e lo stile raggiunto \u00e8 stato l\u2019intervento di <strong>Zhang Zhifeng<\/strong>, designer e fondatore del marchio di alta moda <strong>Ne.Tiger<\/strong>, che nella serata del 7,\u00a0 nella sala Tiepolo di Palazzo Clerici a Milano, ha presentato la sua collezione di alta moda.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_26615\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Boselli-Yuzhou-Panerai.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26615\" title=\"Milano Fashion Global Summit  2012\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Boselli-Yuzhou-Panerai-300x199.jpg\" alt=\"Milano Fashion Global Summit 2012\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Milano Fashion Global Summit 2012 &#8211; M. Boselli, Du Yuzhou, P.Panerai<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di rimando i relatori italiani, per bocca del <strong>Cav. Boselli<\/strong>, <strong>presidente della Camera delle Moda<\/strong>, hanno ribadito di voler considerare come punto di partenza degli accordi la presenza di griffe cinesi sulle passerelle italiane e di aziende italiane in manifestazioni cinesi ed hanno comunque rilevato una crescita in qualit\u00e0 dell\u2019industria moda cinese dal momento che le esportazioni di tessuti pregiati made in Italy verso la Cina sono cresciute. Boselli non ha per\u00f2 mancato di rilevare che gli accordi devono poggiare su basi solide:\u201d si tratta di stabilire un percorso fatto di accordi, partnership, joint-venture,fino ad arrivare anche alla possibilit\u00e0 di considerare l\u2019intervento sui capitali\u00bb. Questa idea \u00e8 stata ribadita da <strong>Cleto Sagripanti,<\/strong> presidente di <strong>Anci<\/strong>,\u201d Imprese italiane e cinesi devono stabilire una vera alleanza ed \u00e8 importante che si investa anche nel nostro paese, salvando la filiera produttiva\u201d e si \u00e8 spinto a chiedere \u201cai fondi di investimento di scommettere sulle realt\u00e0 italiane entrando nel loro capitale e aiutandole a crescere non solo in Cina ma anche nel resto dell\u2019Asia\u201d. Questa prospettiva \u00e8 stata sottolineata anche da <strong>Paolo Zegna<\/strong> <strong>vice-presidente di Confindustria<\/strong> con delega all\u2019internazionalizzazione -che avverte-\u00ab bisogna guardare al paese asiatico non solo come grande bacino di clienti o fornitori, ma anche per un interscambio delle quote azionarie\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gianluca Brozzetti<\/strong>, <strong>ceo di Roberto Cavalli<\/strong> ha richiamato la necessit\u00e0 di garantire da parte della Cina, pari opportunit\u00e0 alle aziende italiane che vogliono entrare in Cina, agevolandole nei modi seguenti: abbassare ulteriormente le tasse d\u2019importazione, ancora troppo alte; snellire la burocrazia bancaria, troppo complicata;facilitare i visti per chi vuole lavorare nel Paese Migliorare le norme sulla proibizione dei falsi.<em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati sul mercato interno cinese sono stati confermati da una ricerca di <strong>Ibg-International brand growers<\/strong> che spinge le previsioni fino al 2015. <strong>Roger Vickery<\/strong>, chairman dell\u2019Ibg ha spiegato che \u201cnel 2011 il mercato del lusso in Cina \u00e8 cresciuto del 30%; nel 2015 ci sono ottime possibilit\u00e0 che possa appropriarsi del 20% del fatturato globale dei beni\u00a0 di lusso. Sar\u00e0 infatti soprattutto l\u2019Asia, insieme a paesi come Africa e Sud America, a trainare la crescita mondiale nel 2025, dovuta soprattutto all\u2019aumento di miliardari in queste zone del mondo\u201d; e avverte \u201c\u00e8 questo il momento giusto per rafforzarsi in questo territorio. In futuro le misure protezionistiche potrebbero aumentare\u201d I dati di crescita del mercato del lusso cinese sono confermati da <strong>Paola Durante<\/strong>, managing director investment bank divisionand head of corporate broking di Bank of America, <strong>Merrill Lynch<\/strong> per l\u2019Italia. Pur constatando che il consumo del lusso sta rallentando, ha affermato che questo non impedir\u00e0, secondo le previsioni da lei riporate, che il mercato del lusso cinese arrivi gi\u00e0 nel 2015 al 22% del mercato globale, di fatto a medio termine avr\u00e0 oltre 180 milioni di potenziali consumatori di prodotti di lusso \u00abBisogna cogliere le opportunit\u00e0 E\u2019 da segnalare inoltre che le griffe occidentali hanno ancora ampio spazio per crescere perch\u00e9 non in tutte e 60 le citt\u00e0\u00a0 minori, ma di dimensioni simili a Milano le griffe sono arrivate\u201d<strong> <\/strong>Il suggerimento di\u00a0 puntare verso queste citt\u00e0 \u00e8 stato espresso anche <strong>Wu Jianmin<\/strong>, Presidente, Shandong Showlong Fashion Co., Ltd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati positivi\u00a0 del mercato cinese non vanno letti solamente a vantaggio dei grandi marchi del lusso; anche le piccole e medie imprese possono tentare di entrare nel mercato asiatico e cogliere questa opportunit\u00e0, ma per questo ha affermato Paolo Zegna \u00e8 necessario fare squadra perch\u00e9 non \u00e8 possibile affrontarlo singolarmente. Un esempio di modalit\u00e0 \u00e8 il progetto Storytalia di Confindustria che prevede l\u2019apertura in alcune citt\u00e0 chiave del mondo di concept store multibrand non solo del settore moda, ma anche del design e del food.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi i dati pi\u00f9 significativi per affrontare il mercato cinese emersi dal convegno. Si tratta ora di rendere operative le collaborazioni intraviste.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26614?pdf=26614\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I lavori dell&#8217;undicesima edizione del Milano Fashion Global Summit -organizzato da Class Editori in collaborazione con The Wall Street Journal, la Camera Nazionale della Moda Italiana e Merrill Lynch i giorni 7-8 settembre u.s al Paslazzo della Borsa di Milano- vanno considerati come un ulteriore approfondimento di quanto gi\u00e0 messo a fuoco in ottobre del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2009],"tags":[5292,104,5298,5294,69,5288,5287,5289,1307,5303,5296,5286,5291,5305,1310,5293,125,5290,5302,5307,5304,5306,5300,1309,5299,5297,5301,5295],"class_list":["post-26614","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-moda-e-consumi","tag-cina-e-italia-due-sarti-in-un-mercato-globale-nuove-sfide-nuove-opportunita-di-business-e-partnership","tag-anci","tag-beijing-eve-fashion","tag-beijing-white-collar-fashion","tag-camera-nazionale-della-moda-italiana","tag-china-national-garmeny-association","tag-china-textile-and-apparel-council","tag-cina-e-italia","tag-class-editori","tag-cleto-sagripanti","tag-dalian-sunfed-fashion","tag-du-yuzhou","tag-fare-business-con-la-cina","tag-ibg-international-brand-growers","tag-merrill-lynch","tag-miao-hongbing","tag-milano-fashion-global-summit","tag-moda-cinese-e-made-in-italy","tag-ne-tiger","tag-paola-durante","tag-paolo-zegna","tag-roger-vickery","tag-shandong-showlong-fashion","tag-the-wall-street-journal","tag-wu-jianmin","tag-xia-hua","tag-zhang-zhifeng","tag-zhou-yan"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26614"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26614"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26618,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26614\/revisions\/26618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}