{"id":27487,"date":"2012-11-06T21:19:59","date_gmt":"2012-11-06T19:19:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=27487"},"modified":"2016-12-30T18:12:25","modified_gmt":"2016-12-30T16:12:25","slug":"udite-udite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/udite-udite\/","title":{"rendered":"Udite, udite"},"content":{"rendered":"<p><strong>DIOR A MILANO: UNA BORSA PER L\u2019ARTE<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_27488\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/4x3_dior.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27488\" class=\" wp-image-27488 \" title=\"\u201cLady Dior\u201d \" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/4x3_dior-300x225.jpg\" alt=\"\u201cLady Dior\u201d\" width=\"210\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/4x3_dior-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/4x3_dior.jpg 504w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27488\" class=\"wp-caption-text\">\u201cLady Dior\u201d<\/p><\/div>\n<p><strong>\u201cLady Dior as seen by\u201d<\/strong> \u00e8 il titolo della mostra alla Triennale di Milano (fino al 4 Novembre) che, prendendo spunto dalla celebre borsa creata per la principessa inglese Diana\u00a0 nel 1995, \u00e8 gi\u00e0 stata presentata a Shanghai, Pechino, Tokio con grande successo, a conferma del sensibile mecenatismo della griffe d\u2019Oltralpe. La \u201cLady Dior\u201d (caratterizzata dall\u2019impuntura cannage ispirata alle sedie Napoleone III amate da Christian) era stata commissionata dalla moglie del Sindaco di Parigi e poi Presidente della Repubblica francese Chirac alla maison Dior per omaggiare la principessa di Galles in occasione del vernissage di una rassegna di C\u00e9zanne al Grand Palais. Tale accessorio, di cui Lady Diana fu testimonial d\u2019eccezione, ottenne un successo clamoroso, l\u2019eco del quale perdura tutt\u2019oggi. All\u2019esposizione milanese sono presenti 77 opere tra fotografie, cortometraggi (aventi Marion Cotillard protagonista) e sculture, con artisti di varia estrazione tra cui Luca Trevisan, il duo Vedovamazzei, Liu Jianhua, Gregor Hildebrandt. Dior ha pensato davvero in grande per questo evento, promuovendo anche un concorso per gli studenti dell\u2019Accademia di Brera (i cui vincitori Alessandro Carano e Davide Stucchi partecipano alla mostra assieme ai big dell\u2019arte contemporanea) e, soprattutto, riaprendo la mega-boutique di Via Montenapoleone (495 mq), il cui restyling \u00e8 stato affidato al super-architetto Peter Marino.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cSIR\u201d ARNAULT, CAVALIERE DI SUA MAESTA\u2019 <\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_27489\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Bernard-Arnault.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27489\" class=\" wp-image-27489 \" title=\"Bernard-Arnault\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Bernard-Arnault-300x210.jpg\" alt=\"Bernard Arnault\" width=\"210\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Bernard-Arnault-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Bernard-Arnault.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27489\" class=\"wp-caption-text\">Bernard Arnault<\/p><\/div>\n<p>Il magnate del lusso francese<strong> Bernard Arnault<\/strong> sar\u00e0 presto insignito del titolo di<strong> <\/strong><strong>Cavaliere Comandante dell\u2019Ordine dell\u2019Impero Britannico<\/strong><strong>,<\/strong> istituito nel 1917 dal re Giorgio V per rendere onore a quanti si distinsero durante la prima guerra mondiale. Il numero uno del colosso <strong>LVMH<\/strong><strong>,<\/strong> di recente balzato agli onori della cronaca per la richiesta di cittadinanza belga che tante polemiche ha suscitato, \u00e8 particolarmente legato all\u2019Inghilterra: i brand Thomas Pink (abbigliamento) e Glemmorangie (whisky) appartengono al suo gruppo e a Londra il potente imprenditore ha addirittura fondato una scuola di business.\u00a0Arnault, che \u00e8 l\u2019uomo pi\u00f9 ricco d\u2019Europa (il suo patrimonio ammonta a 41 miliardi di dollari), ricever\u00e0 formalmente il prestigioso titolo all\u2019ambasciata inglese di Parigi da <strong>Sir Peter Ricketts<\/strong><strong>,<\/strong> ambasciatore di Sua Maest\u00e0 in Francia. L\u2019imprenditore d\u2019Oltralpe risulter\u00e0 essere tra i pochi premiati non inglesi, affiancando cos\u00ec personaggi del calibro di \u00a0Bill Gates e Steven Spielberg. La nomina \u00e8 arrivata in contemporanea alla decisione della Francia di tassare del 75% la parte di reddito annuo superiore a un milione di euro (i \u201cmaligni\u201d sussurrano che la scelta di Arnault di diventare belga sia dettata proprio da ragioni fiscali).\u00a0 Si tratta di una scelta agli antipodi di\u00a0quella adottata in Gran Bretagna, dove nel 2013 l\u2019aliquota scender\u00e0 dal 50 al 45% per chi guadagna pi\u00f9 di 150 mila\u00a0 sterline (circa 180 mila euro).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A VIVIENNE PIACE IL PALLADIO<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_27492\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Vivienne-Westwood-e-Georgia-May-Jagger-Couture-Palladium-Tiara-and-Earrings-Gainsborough.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27492\" class=\" wp-image-27492 \" title=\"Vivienne Westwood , e Georgia May Jagger Couture Palladium Tiara and Earrings Gainsborough\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Vivienne-Westwood-e-Georgia-May-Jagger-Couture-Palladium-Tiara-and-Earrings-Gainsborough-300x251.jpg\" alt=\"Vivienne Westwood , e Georgia May Jagger Couture\" width=\"210\" height=\"176\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27492\" class=\"wp-caption-text\">Vivienne Westwood , e Georgia May Jagger Couture<\/p><\/div>\n<p>E\u2019 stata battezzata \u201cGainsborough Collection\u201d la seconda linea di gioielli in palladio lanciata dalla stilista britannica Vivienne Westwood in collaborazione con International Palladium Board (IPB). La nuova collezione include collane, orecchini e anelli in filigrana, con alcuni articoli impreziositi da zaffiri e diamanti. La Westwood ha pensato anche a gioielli personalizzati, realizzati su ordinazione e ispirati alla moda, compresa la tiara, un pezzo che ha conosciuto di recente un autentico revival. Non mancano i modelli per cos\u00ec dire commerciali, con prezzi che vanno da poco pi\u00f9 di 400 dollari per un paio di orecchini e 1260 dollari per una collana. La Gainsborough Collection ha debuttato durante la Paris FashionWeek. La prima collezione della Westwood e dell\u2019IPB, chiamata \u201cGet a Life\u201d, \u00e8 stata proposta l\u2019anno scorso con l\u2019obiettivo dichiarato di aumentare la consapevolezza ambientalista e, in particolare, la sensibilit\u00e0 verso i problemi climatici. Caratterizzata da una forte simbologia che attinge alla natura ed ai riti pagani degli antichi Celti, presenta forme che richiamano i cuori, gli alberi di quercia, le ghiande. La collaborazione tra l\u2019estrosa designer inglese (di casa in Italia) e IPB rientra nella campagna istituzionale di Palladium Visions, che chiede ad artisti e stilisti di tutto il mondo di creare nuovi gioielli usando questo nobile metallo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ADDIO A ANNA PIAGGI, AMBASCIATRICE DEL MADE IN ITALY<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_27491\" style=\"width: 149px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/paris-fwaw2009-anna-piaggi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27491\" class=\" wp-image-27491 \" title=\"paris-fwaw2009-anna-piaggi\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/paris-fwaw2009-anna-piaggi-199x300.jpg\" alt=\"Anna Piaggi\" width=\"139\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/paris-fwaw2009-anna-piaggi-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/paris-fwaw2009-anna-piaggi.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 139px) 100vw, 139px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27491\" class=\"wp-caption-text\">Anna Piaggi<\/p><\/div>\n<p>Ci sembra che nel mondo della moda italiana non sia stato tributato il giusto omaggio alla grande giornalista di haute couture Anna Piaggi, scomparsa a Milano lo scorso agosto. Pochi media l\u2019hanno ricordata come avrebbe meritato in virt\u00f9 della sua professionalit\u00e0 e del suo temperamento. Commentatrice di razza delle passerelle planetarie, lei stessa ispiratrice di numerosi stilisti, ma soprattutto portabandiera dello stile italiano nel mondo, pur se interpretato e mixato secondo il suo estro personale, la Piaggi \u00e8 stata per cinquant\u2019anni una delle \u201cpenne\u201d pi\u00f9 visionarie, intelligenti e acutamente provocatorie del fashion editing, al punto che il <em>New York Times<\/em> la defin\u00ec \u201cl\u2019unica italiana che valesse la pena di fotografare\u201d, soprannominandola \u201cwalking museum\u201d (museo ambulante), mentre Karl Lagerfeld per lei cre\u00f2 addirittura un fumetto intitolato \u201cAnna-Chronique\u201d. Capace di precorrere le tendenze, perch\u00e9 sempre desiderosa di sperimentare, approfondire, innovare,\u00a0 scoprire, la Piaggi amava giocare con le parole e in effetti le sue \u201cDoppie Pagine\u201d su <em>Vogue<\/em> hanno fatto scuola, entrando nel \u201cmito\u201d del magazine. Nel 2006 il Victoria &amp; Albert Museum di Londra le dedic\u00f2 una mostra personale in cui espose un migliaio di suoi cappelli, quasi tremila abiti e circa trecento paia di scarpe (accorsero a visitarla decine di migliaia di persone facendo la fila). Stimatissima specialmente all\u2019estero (in Italia forse venne vista dai pi\u00f9 essenzialmente come un personaggio eccentrico), Anna Piaggi intu\u00ec le potenzialit\u00e0 del made in Italy ante-litteram e contribu\u00ec a definire, realizzare, promuovere il sistema moda. A lei si deve anche l\u2019invenzione del vintage, perch\u00e9 amava \u201cdivertirsi\u201d con gli stili e con le epoche, cos\u00ec che in un\u2019intervista si rivel\u00f2 in questi termini: \u201cLa mia filosofia della moda \u00e8 umorismo, scherzo, gioco\u201d. Probabilmente dovrebbe essere cos\u00ec per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA TERZA VIA PER IL RETAIL DI MODA<\/strong><\/p>\n<p>La modesta capacit\u00e0 delle piccole aziende italiane di radicarsi all\u2019estero in termini commerciali \u00e8 alla base della caduta verticale dell\u2019export di prodotti moda negli ultimi anni. L\u2019autorevole Centro Studi di Confindustria ha affermato che il nostro Paese \u201csconta la mancanza di retailer nazionali affermati a livello internazionale che fungano da vetrina per i prodotti made in Italy\u2026 In alternativa le imprese devono affidarsi alle grandi catene distributive internazionali o aprire punti vendita diretti in loco\u201d. La Scuola di Direzione Aziendale dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano ha condotto una ricerca su nuovi format del dettaglio multimarca che potrebbero aprire alle piccole e medie imprese italiane una terza via tra retail diretto e distribuzione organizzata. In particolare, sono stati identificati due modelli: il primo riguarda un singolo imprenditore che aggrega vari fornitori intorno ad una visione innovativa (ad esempio Officine Slowear, che unisce 4 brand maschili); il secondo vede un ente creare un punto vendita collettivo in cui diverse aziende si alleano per accedere ai mercati esteri (ad esempio la piattaforma e-commerce I-love-Italian-shoes promossa dall\u2019Associazione calzaturieri italiani per favorire gli acquisti diretti di scarpe made in Italy). Entrambi i modelli offrono alle aziende l\u2019opportunit\u00e0 di pubblicizzarsi ed approcciare l\u2019ambito internazionale a costi ridotti e in modo accattivante per il consumatore.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27487?pdf=27487\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una miscellanea di notizie dal mondo della Moda: La mostra alla triennale \u201cLady Dior as seen by\u201d appena conclusa; il titolo di Cavaliere dell&#8217;Impero Britannico per Bernard Arnault; la seconda collezione di gioielli firmata da Vivienne Westwood, la morte di Anna Piaggi; una ricerca della Bocconi. <\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5518,5519,5517,2565,5520,1182],"class_list":["post-27487","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","tag-gainsborough-collection","tag-anna-piaggi","tag-bernard-arnaul","tag-lady-dior","tag-palladio","tag-vivienne-westwood"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27487"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36958,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27487\/revisions\/36958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}