{"id":27494,"date":"2012-11-07T21:00:44","date_gmt":"2012-11-07T19:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=27494"},"modified":"2012-11-08T17:03:48","modified_gmt":"2012-11-08T15:03:48","slug":"blue-jenas-da-genova-al-mondo-350-anni-di-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/blue-jenas-da-genova-al-mondo-350-anni-di-mito\/","title":{"rendered":"Blue jeans, da Genova al Mondo: 350 anni di mito"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27495\" style=\"width: 195px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/2Il-Maestro-dei-Blue-Jeans.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27495\" class=\" wp-image-27495 \" title=\"2Il Maestro dei Blue Jeans\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/2Il-Maestro-dei-Blue-Jeans-231x300.jpg\" alt=\"Il Maestro dei blue Jeans\" width=\"185\" height=\"240\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27495\" class=\"wp-caption-text\">Il Maestro dei blue Jeans<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cBlue Jeans \u2013 350 years\u201d: \u00e8 questo il titolo di una strepitosa mostra che il Centraal Museum di Utrecht (in Olanda) presenta dal 24 Novembre al 10 Marzo 2013 per rendere omaggio ad uno dei capi \u201cgiovani\u201d (ma non solo) pi\u00f9 amati e indossati in virt\u00f9 di una straordinaria versatilit\u00e0. Il percorso espositivo si dipana tra raffinate creazioni di Chanel e proposte decisamente pi\u00f9 casual di Levi&#8217;s, la giocosit\u00e0 di Jean Paul Gaultier e la sofisticatezza di Yves Saint Laurent. Fu proprio quest\u2019ultimo stilista a definire i jeans un indumento dal \u201ccarattere forte\u201d, un concentrato di sensualit\u00e0 e modestia, di vita semplice ed eccessiva allo stesso tempo. La mostra, che comprende anche dipinti d&#8217;epoca e installazioni, dedica ampio spazio alla creativit\u00e0 ed alla sperimentazione, ospitando un Blue Jeans Workshop, ossia un laboratorio dove i visitatori possono sbizzarrirsi a disegnare il proprio modello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono passati almeno 150 anni da quando Levi Strass a San Francisco cominci\u00f2 ad impiegare il tessuto blu per confezionare pantaloni da lavoro, certamente ignorando che quei grezzi calzoni erano destinati a diventare l\u2019icona stessa della contemporaneit\u00e0 ed a conquistare il mondo. In effetti la loro praticit\u00e0 ed \u201cestroversione\u201d li ha portati ad essere usati pi\u00f9 che mai sia nella vita quotidiana sia nella moda, prestandosi tanto alle lavorazioni tradizionali quanto ai processi tecnologicamente pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quando vennero inventati davvero i jeans? E da chi? La risposta ci \u00e8 arrivata solo di recente dal mondo dell\u2019arte, a seguito della riscoperta di un anonimo pittore seicentesco attivo in Lombardia e Veneto, soprannominato \u201cMaster of the Blue Jeans\u201d. Autore del rinvenimento \u00e8 stato Maurizio Canesso, noto antiquario di Parigi, che nel 2004 acquist\u00f2 ad un\u2019asta newyorkese un quadro del Maestro dei Blue Jeans, di cui aveva individuato una copia anche in Italia nel Varesotto. Il gallerista riusc\u00ec ad aggiudicarsi altre tele del medesimo artista, decidendo poi di organizzare una mostra ad hoc. Fu cos\u00ec che alla Biennale degli Antiquari di Parigi del 2010 la Gallerie Canesso (proprietaria di ben sette delle dieci opere in circolazione di tale Maestro) allest\u00ec un\u2019esposizione di grande risonanza internazionale interamente dedicata al \u00abMaestro della tela jeans\u00bb, personaggio del quale tuttora nulla si sa se non che i suoi quadri ritraggono contadini, mendicanti e poveri diavoli vestiti di stracci di colore blu, nella cui trama, composta da fili bianchi, appare la struttura tipica della stoffa genovese, ovvero l\u2019attuale tela di jeans.<\/p>\n<div id=\"attachment_27497\" style=\"width: 178px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Collezione-Catharijneconvent-di-Utrecht..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27497\" class=\" wp-image-27497 \" title=\"Collezione Catharijneconvent di Utrecht.\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Collezione-Catharijneconvent-di-Utrecht.-210x300.jpg\" alt=\"Collezione Catharijneconvent di Utrecht.\" width=\"168\" height=\"240\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27497\" class=\"wp-caption-text\">Collezione Catharijneconvent di Utrecht.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici avevano ipotizzato che il jeans avesse origine o da un tessuto prodotto a Nimes (da cui forse deriva denim), in Francia, o da un fustagno tipico di Genova (\u00abGenes\u00bb in francese, \u201cGeanes\u201d in inglese, donde jeans), fabbricato in misura minore anche a Milano. Esistevano solo documenti frammentari che potessero attestare le spedizioni di tessuti da Genova verso l\u2019Europa settentrionale e in particolare in Inghilterra a met\u00e0 del \u2018600. Come infatti risulta da precisi resoconti di un sarto d\u2019oltremanica, il tessuto da lui utilizzato proveniva proprio da Genova. Se ne deduce che gi\u00e0 nel XVII secolo in Italia si portavano i jeans ed erano soprattutto le classi proletarie ad indossarli, dal momento che il tessuto era particolarmente robusto e resistente. Altro che \u201cgiovent\u00f9 bruciata\u201d o \u201ceasy driver\u201d, quindi: i jeans poco avevano da spartire con lo spirito dell\u2019avventura a stelle e strisce e molto con la fatica dei mestieri pi\u00f9 umili!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019odierna mostra del Centraal Museum in Olanda non poteva mancare qualche dipinto del Maestro dei Blue Jeans, a cui si aggiungono altre \u201cchicche\u201d per gli appassionati d\u2019arte, come le statue settecentesche che raffigurano un uomo ed un ragazzo con i pantaloni blu, provenienti dalla collezione Catharijneconvent di Utrecht.\u00a0Riguardo al \u00abMaestro della tela jeans\u00bb, possiamo aggiungere qualche particolare in pi\u00f9. Si tratta di un pittore seguace di Caravaggio, interessato alla rappresentazione della realt\u00e0 e, nella fattispecie, dell\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 misera e negletta, osservata sempre con occhio rispettoso della dignit\u00e0 di ciascuno. Questa sensibilit\u00e0 si coglie specialmente nei ritratti dei fanciulli costretti ad elemosinare, vestiti di cenci, spesso dolenti, stanchi, affetti da menomazioni nel corpo e sicuramente nell\u2019animo. I suoi dipinti, per certi aspetti, sono stati accostati talvolta a quelli di sommi artisti come lo spagnolo Diego Velazquez o il francese Georges de La Tour. Nelle sue tele appare costantemente il medesimo tessuto color indaco, cucito con filo bianco, i cui strappi rivelano una tessitura spessa, sia sulle giacche dei contadini che in quelle sbrindellate dei giovani mendicanti, nonch\u00e9 sulle gonne lacere delle donne.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27494?pdf=27494\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBlue Jeans \u2013 350 years\u201d: \u00e8 questo il titolo di una strepitosa mostra che il Centraal Museum di Utrecht (in Olanda) presenta dal 24 Novembre al 10 Marzo 2013 per rendere omaggio ad uno dei capi \u201cgiovani\u201d (ma non solo) pi\u00f9 amati e indossati in virt\u00f9 di una straordinaria versatilit\u00e0. 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