{"id":27510,"date":"2012-11-10T19:11:11","date_gmt":"2012-11-10T17:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=27510"},"modified":"2016-12-30T18:10:36","modified_gmt":"2016-12-30T16:10:36","slug":"una-cosa-per-esplorare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/una-cosa-per-esplorare-il-mondo\/","title":{"rendered":"Una &#8220;Cosa&#8221; per esplorare il mondo"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27514\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Riva-008.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27514\" class=\"size-medium wp-image-27514\" title=\"Lorenzo Riva Spring Summer 2013\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Riva-008-199x300.jpg\" alt=\"Lorenzo Riva Spring Summer 2013\" width=\"199\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27514\" class=\"wp-caption-text\">Lorenzo Riva Spring Summer 2013<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cos\u2019\u00e8 un abito? Una cosa, un oggetto, una merce? Attenzione, non si tratta di termini sinonimi e la questione non \u00e8 banale. A differenza degli oggetti, che si manipolano in modo impersonale, e delle merci, che hanno una mera accezione commerciale, le cose rappresentano i fili virtuali che uniscono persone e gruppi, storie individuali e collettive. In questo senso gli abiti sono cose, non sono altro da noi, ma ne possono diventare parte integrante. In quanto tali \u2013 se ci mettiamo dal loro punto di vista \u2013 ci consentono di andare oltre una sterile interiorit\u00e0 e di esplorare il senso del mondo. Alle cose, tra cui quelle di moda, \u00e8 stato dedicato niente meno che il FestivalFilosofia 2012, svoltosi di recente nelle citt\u00e0 di Modena, Carpi, Sassuolo, che ha visto la presenza di illustri relatori, tra cui la sociologa della comunicazione Elena Esposito e il Segretario Generale di AltaGamma Armando Branchini, le cui \u201clezioni magistrali\u201d hanno avuto come temi rispettivamente la transitoriet\u00e0 della moda e l\u2019alto valore simbolico dei beni di lusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunta alla sua dodicesima edizione, la prestigiosa manifestazione emiliana &#8211; che ha proposto circa 200 tra convegni, prolusioni accademiche, mostre, concerti, spettacoli, cene filosofiche \u2013 ha visto autorevoli esperti discutere della natura delle cose, dei \u201cfeticci\u201d di cui le persone amano circondarsi, di arte e artefatti, della loro produzione e del loro consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto interessante \u00e8 stato l\u2019intervento del filosofo Remo Bodei che ha posto l\u2019accento sull\u2019etimologia di cosa, derivante dal latino \u201ccausa\u201d, che significa \u201cquanto ci sta a cuore\u201d. La cosa \u00e8 dunque ci\u00f2 di cui ci appassioniamo, per cui siamo disposti a combattere, in cui ci identifichiamo, che siamo disposti a difendere e conservare. In fondo, non \u00e8 tutto questo un abito di moda? Non \u00e8 quella cosa che investiamo \u2013 magari inconsapevolmente &#8211; \u00a0di simboli, affetti, idee? E quanto pi\u00f9 ne comprendiamo i valori, tanto pi\u00f9 ci sentiamo (anzi, siamo) capaci di capire il mondo, proprio perch\u00e9 i suoi significati storici, teorici, emotivi ci permettono di interpretare i cambiamenti, di allargare i nostri orizzonti di mente e cuore, di approfondire la conoscenza di quanto ci attornia. L\u2019ha spiegato in termini efficaci il professor Bodei: \u201cLe cose rappresentano nodi di relazioni con la vita degli altri, anelli di continuit\u00e0 fra le generazioni, ponti che collegano storie individuali e collettive, raccordi tra civilt\u00e0 umane e natura, dalle cui risorse tutto ha origine. Ci spingono a dare ascolto alla realt\u00e0, a farla entrare in noi aprendo le finestre dell\u2019anima, cos\u00ec da ossigenare un\u2019interiorit\u00e0 altrimenti asfittica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trasponendo le parole di Bodei al mondo della moda, potremmo concludere che recuperare il significato di un abito, ovvero riscattarlo dal suo uso meramente strumentale, vuol dire diventare pi\u00f9 consapevoli di se stessi e della realt\u00e0 in cui siamo inseriti, dal momento che le cose \u201craccontano\u201d, stabiliscono legami tra le storie particolari e universali, \u201csinapsi di senso\u201d tra l\u2019uno e il tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma razionalizzare gli eventi ha conseguenze di pi\u00f9 vasta portata. Sempre per restare nel settore della moda e del suo indotto, basti pensare al caso della macchina da cucire, indispensabile ad ogni maison che si rispetti: i primi esemplari, prodotti industrialmente da Isaac Merritt Singer a New York nel 1854, funzionanti a pedale, sono una dimostrazione di come una cosa che incorpora l\u2019intelligenza e l\u2019esperienza di milioni di donne possa contribuire all\u2019emancipazione delle stesse, concedendo loro pi\u00f9 tempo libero, minor fatica, migliori performance.<\/p>\n<div id=\"attachment_27516\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3Musei-Mazzucchelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27516\" class=\"size-medium wp-image-27516\" title=\"3Musei-Mazzucchelli\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3Musei-Mazzucchelli-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27516\" class=\"wp-caption-text\">Musei Mazzucchelli courtesy Musei Mazzucchelli<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvincente \u00e8 stato anche l\u2019intervento di carattere antropologico del filosofo Krzysztof \u00a0Pomian, esperto di storia culturale europea, secondo il quale i mutamenti avvenuti nella psicologia umana nel corso degli ultimi cinquantamila anni sono dovuti anche all\u2019evoluzione degli artefatti, tra cui gli abiti e gli accessori, carichi di valenze simboliche. Da quando gli uomini hanno cominciato a produrre cose e ad inventare quelli che il professor Pomian chiama \u201csemiofori\u201d, ovvero \u201cportatori di segni\u201d, gli stati interiori degli individui sono stati esteriorizzati non pi\u00f9 soltanto per mezzo degli enunciati linguistici, bens\u00ec lasciando tracce, segni, cambiando stabilmente la forma degli oggetti materiali. Gli emblemi, comparsi tra il periodo in cui si sono fabbricate le prime immagini e quello in cui si \u00e8 inventata la scrittura, rivelano lo statuto straordinario di una persona, la sua vicinanza al regno dell\u2019invisibile o addirittura la sua qualit\u00e0 di esponente dell\u2019invisibile presso gli umani. Tra questi emblemi possiamo includere le \u201ccose di moda\u201d. Si tratta di tessuti di eccezionale raffinatezza o dai colori affascinanti; di gioielli fatti con metalli lucenti, pietre brillanti dai colori accesi, oggetti che fino ad un\u2019epoca relativamente recente rivelavano come gli uomini interpretassero il mondo secondo una gerarchia verticale. In sostanza, ha concluso Pomian, \u201cnoi, individui appartenenti al genere umano, siamo i prodotti degli artefatti che abbiamo prodotto e non ci sarebbe possibile comprendere noi stessi senza partire da questo dato di fatto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrano temi ostici, ma in realt\u00e0 possono farci comprendere molto di noi e del mondo in cui viviamo, se solo ci sforziamo di rifletterci meglio. Giover\u00e0 anche alla moda stessa!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27510?pdf=27510\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 un abito? Una cosa, un oggetto, una merce? Attenzione, non si tratta di termini sinonimi e la questione non \u00e8 banale. 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