{"id":27803,"date":"2012-12-22T15:36:09","date_gmt":"2012-12-22T13:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=27803"},"modified":"2016-12-23T18:48:40","modified_gmt":"2016-12-23T16:48:40","slug":"notte-magica-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/notte-magica-per-tutti\/","title":{"rendered":"Notte magica per tutti"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27810\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Guttuso-Sacro-Monte-di-Varese1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27810\" class=\" wp-image-27810 \" title=\"Guttuso -Sacro Monte di Varese\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Guttuso-Sacro-Monte-di-Varese1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Guttuso-Sacro-Monte-di-Varese1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Guttuso-Sacro-Monte-di-Varese1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Guttuso-Sacro-Monte-di-Varese1.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27810\" class=\"wp-caption-text\">Guttuso -Sacro Monte di Varese<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019infanzia di Cristo, contrariamente alla retorica natalizia, fu segnata dalla sofferenza e dall\u2019esilio (la fuga in Egitto) fin dai primi giorni. Una condizione, quella del profugo, condivisa oggi da milioni di persone, soprattutto nelle aree pi\u00f9 arretrate ed insanguinate del mondo. Il pittore Renato Guttuso in una delle cappelle del Sacro Monte di Varese ha voluto, appunto, raffigurare Maria, Giuseppe ed il Bambino come una famiglia di profughi palestinesi, miseri e spauriti, costretti ad abbandonare la loro casa errando nel deserto. \u00a0In un Vangelo apocrifo del III secolo Ges\u00f9 stesso pronuncia queste parole: \u201cIo divenni molto piccolo e povero perch\u00e9, attraverso la mia piccolezza, potessi portarvi in alto donde siete caduti. Io vi porter\u00f2 sulle mie spalle\u201d. E come scriveva Bertolt Brecht in una poesia sul Natale, sono i poveri gli unici per i quali Cristo \u00e8 \u201cdavvero necessario\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino che possiamo scegliere come icona di questo Natale ha, dunque, i tratti \u201cesotici\u201d, accentuati dalla magrezza del corpo soggetto a privazioni, \u00e8 intelligente, ma non ha ancora l\u2019et\u00e0 per comprendere che cosa significhi nascere in una religione piuttosto che in un\u2019altra e perch\u00e9 ci siano uomini capaci di odiare ed uccidere nel nome di Dio. Ma un giorno legger\u00e0 il Corano e vi trover\u00e0 parole di pace e di speranza: \u201cGareggiate nelle opere buone, perch\u00e9 a Dio tutti tornerete, e allora Egli vi informer\u00e0 di quelle cose per le quali ora siete in discordia\u201d. Sar\u00e0 un bambino sensibile e, se visiter\u00e0 l\u2019Italia, capir\u00e0 che molti di noi vogliono vivere in un Paese tollerante, aperto ad ogni cultura e ad ogni etnia, ma che non abdica alla propria identit\u00e0 ed alle proprie radici: a cominciare proprio dalle tradizioni natalizie. Con ci\u00f2 non pensiamo solo alla coreografia di luci e regali, all\u2019enfasi pubblicitaria, a qualche buon sentimento rispolverato per l\u2019occasione e frammisto impunemente a capitoni e panettoni. Pensiamo, piuttosto, ad un simbolo come il presepe o al recupero dell\u2019interiorit\u00e0 od alla riscoperta della vita familiare.<\/p>\n<div id=\"attachment_27807\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Presepe-Agira_Buttafuoco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27807\" class=\" wp-image-27807 \" title=\"Presepe-Agira_Buttafuoco\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Presepe-Agira_Buttafuoco-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"170\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27807\" class=\"wp-caption-text\">Presepe vivente di Agira &#8211; Enna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Natale, di fatto, porta con s\u00e9 l\u2019evidenza di una nascita, che \u00e8 qualcosa di atteso con trepidazione e, nello stesso tempo, di inaspettato con la sua dimensione di sorpresa. Induce a riflessioni che aprono la strada ad un cammino interiore verso la realt\u00e0 della propria nascita, mettendo in moto memoria e coscienza fino ad una personale \u201crinascita\u201d. Qualcuno ha scritto che il Natale \u00e8 \u201cun viaggio dell\u2019anima nell\u2019anima\u201d. Certamente, \u00e8 un cammino che conduce tutti a meditare sull\u2019incarnazione di Cristo; cos\u00ec \u00e8 stato per tutti i personaggi descritti da Matteo e Luca nella scena evangelica della nativit\u00e0, nei quali si manifesta la condizione umana alla ricerca di un significato da dare alla propria vita ed al proprio lavoro. Ma, a poco a poco, l\u2019evento si dilata sull\u2019onda della fantasia, della fede, dei sentimenti, ed ecco che nell\u2019allestimento del presepe entra tutta la vita quotidiana con i suoi splendori e le sue miserie, dove le statuine, gli ambienti, la natura, gli animali diventano immagine del mondo reale e rappresentazione delle dinamiche sociali e personali. Sulla scena saliamo anche noi, allora, cogliendo nella visibilit\u00e0 della carne l\u2019umanit\u00e0 di Ges\u00f9 e gli aspetti del mistero che ci avvicinano a Dio. Al riguardo, scriveva Salvatore Quasimodo: \u201cNatale. Guardo il presepe scolpito, \/ dove sono i pastori appena giunti \/ alla povera stalla di Betlemme\u2026 \/ Ma c\u2019\u00e8 chi ascolta il pianto del bambino \/ che morir\u00e0 poi in croce fra i due ladri\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_27809\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Catacombe-di-Priscilla.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27809\" class=\" wp-image-27809 \" title=\"Catacombe di Priscilla\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Catacombe-di-Priscilla-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27809\" class=\"wp-caption-text\">Catacombe di Priscilla<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tradizione fa risalire la \u201dinvenzione\u201d del presepe a San Francesco d\u2019Assisi nel 1223, ma la storia documenta che la prima realizzazione risale all\u2019anno 230, quando nelle catacombe di Priscilla, a Roma, fu dipinta in una grotta la nativit\u00e0. Il tema divenne poi ricorrente nel IV secolo, in seguito all\u2019istituzione della festivit\u00e0 del Natale (354), distinta dall\u2019Epifania ad opera di papa Liberio. Ed inizia cos\u00ec un\u2019attenzione ai particolari dell\u2019incarnazione destinata a produrre scenografie sempre pi\u00f9 ricche ed intense. Si pensi agli esempi di presepe nati in Toscana nel Trecento, che sono gruppi scultorei imponenti, dapprima scolpiti nel legno, poi modellati in terracotta o in cera, commissionati dalle famiglie aristocratiche pi\u00f9 facoltose. Il fenomeno si accentua, poi, nel corso del Seicento barocco e del Settecento rococ\u00f2. Si arriva al presepe popolare, a mezza strada fra il teatrino familiare e lo strumento pedagogico-ludico, solo nell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, mi permetto di suggerire alcuni libri dedicati al presepe da leggere durante le feste: \u201cI segreti del presepe\u201d di Cesare Biasini Selvaggi (Piemme), che svela dettagli di ogni personaggio, animale ed oggetto della sacra rappresentazione; \u201cIl viaggio di Natale\u201d di Zaira Zuffetti (Ancora), che ricostruisce l\u2019avventura e la figura dei Magi attraverso i quadri di vari pittori; \u201cStorie di Natale\u201d di Bruno Ferrero (Elledici), una raccolta di testi tradizionali e moderni; \u201cPiedini nudi\u201d di Anna Maria Canopi (Interlinea), suora di clausura nell\u2019isola di San Giulio; \u201cGli angeli custodi. Storie e figure dell\u2019amico vero\u201d di Carlo Ossola (Einaudi), silloge di trattati barocchi sui fidi compagni celesti aleggianti sulla grotta di Betlemme; \u201cNatale dei poeti\u201d (Ancora), un\u2019antologia di cento poesie.<\/p>\n<div id=\"attachment_27804\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27804\" class=\"size-medium wp-image-27804\" title=\"cappala palatina Palermo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo-768x538.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo-1024x717.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo-1080x756.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/cappala-palatina-Palermo.jpg 1161w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27804\" class=\"wp-caption-text\">Mosaico della Cappella Palatina Palermo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E termino accennando ad un altro rituale di antica sapienza tipico delle feste natalizie: quello conviviale, fatto di grandi pranzi e robuste cene in famiglia, che trasformano il cibo consumato in una sorta di cerimonia. Il Natale, in effetti, \u00e8 anche una festa di luci e di colori, di profumi e di suoni, incastonati in una stagione che invita alla calda intimit\u00e0 della casa, segnati dal raccoglimento di adulti e bambini davanti all\u2019albero addobbato e al presepe, oltre che dalla solidale meraviglia per i doni scambiati. E il punto focale di questa scenografia scandita dalla tradizione \u2013 che \u00e8 poi la versione laica del mito \u2013 resta la tavola, in cui nulla \u00e8 lasciato al caso perch\u00e9 tutto deve concorrere all\u2019unit\u00e0, anche in senso estetico. Scriveva il milanese Carlo Dossi, esponente della Scapigliatura, ripensandosi bambino a Natale: \u201cOh come lieta ci accoglie oggi la tavola, inondata di luce, riscintillante d\u2019insolita argenteria, re il Panettone! Oh come vi ci sediamo volentieri!\u201d. Parole che suonano forse un po\u2019 leziose e zuccherose alle nostre orecchie, ma che ben rendono l\u2019idea dell\u2019incanto infantile per un evento che si annuncia &#8211; allora come oggi &#8211; con le classiche letterine, l\u2019attesa dei regali, la solenne abbuffata di cose rare e deliziose\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, anche se sulle festivit\u00e0 gravano molte angosce legate ai mali del mondo, cerchiamo almeno di passarle in serenit\u00e0 con i nostri cari, magari leggendo o tuffandoci in iniziative di arte e di cultura. Sar\u00e0 un bel modo per far \u201cfruttare\u201d gli auguri, che rivolgo calorosi e in gran copia a tutti!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27803?pdf=27803\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infanzia di Cristo, contrariamente alla retorica natalizia, fu segnata dalla sofferenza e dall\u2019esilio (la fuga in Egitto) fin dai primi giorni. Una condizione, quella del profugo, condivisa oggi da milioni di persone, soprattutto nelle aree pi\u00f9 arretrate ed insanguinate del mondo. 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