{"id":27947,"date":"2013-01-16T14:04:05","date_gmt":"2013-01-16T12:04:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=27947"},"modified":"2016-12-23T18:37:56","modified_gmt":"2016-12-23T16:37:56","slug":"moda-ed-etica-un-rapporto-sempre-piu-cool-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/moda-ed-etica-un-rapporto-sempre-piu-cool-2\/","title":{"rendered":"Moda ed Etica: un rapporto sempre pi\u00f9 cool"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27952\" style=\"width: 230px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/images2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27952\" class=\" wp-image-27952 \" title=\"Milton Friedman\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/images2.jpg\" alt=\"Milton Friedman\" width=\"220\" height=\"146\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27952\" class=\"wp-caption-text\">Milton Friedman<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu l\u2019economista americano Premio Nobel Milton Friedman a descrivere, negli anni \u201970, quella che per quasi un quarto di secolo si impose come la filosofia affaristica dominante: le imprese hanno un\u2019unica responsabilit\u00e0 e questa consiste nel fare profitti. Tuttavia lo stesso Friedman nei suoi articoli sul \u201cNew York Times\u201d ebbe anche ad affermare che, oltre al profitto, il business dovrebbe perseguire un codice morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei medesimi anni si alzarono poi altre voci a favore del movimento della \u201cCorporate Social Responsibility\u201d (CSR), in particolare da parte di K. Davis e R. Blomstrom che dichiararono: \u201cLa responsabilit\u00e0 sociale \u00e8 un dovere di chi assume decisioni operative, in ottica di proteggere e migliorare il benessere della societ\u00e0 unitamente ai propri interessi\u201d. In altri termini, il profitto \u00e8 un bene, ma \u00e8 ancora meglio quando reca vantaggi a tutti gli attori sociali coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono passati quasi quarant\u2019anni da allora ed oggi la CSR investe pienamente il ruolo che il settore moda ha nel promuovere lo sviluppo sostenibile della societ\u00e0 e dell\u2019economia nei Paesi nei quali si sviluppa, in particolare quelli meno privilegiati, dove le materie prime sono prodotte.<\/p>\n<div id=\"attachment_27950\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/csr-101.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27950\" class=\" wp-image-27950 \" title=\"Corporate Social Responsibility\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/csr-101-300x169.png\" alt=\"Corporate Social Responsibility\" width=\"240\" height=\"135\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27950\" class=\"wp-caption-text\">Corporate Social Responsibility<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le aziende del lusso e della moda, per\u00f2, sembrano un po\u2019 in ritardo rispetto a quelle di altri settori sul fronte della responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa. La causa \u00e8 da ricercarsi in modelli di comunicazione e di consumo basati sulla costruzione del sogno del brand e sulla partecipazione del consumatore ad un immaginario \u201caspirazionale\u201d nel quale le componenti sostanziali sono secondarie rispetto a quelle emozionali. Di recente, comunque, la crisi economica ha dato un\u2019accelerazione al dibattito sulla CSR, intesa come attenzione al complesso degli stakeholder, alla difesa dell\u2019ambiente e della salute, alla trasparenza ed all\u2019etica delle condizioni produttive. E\u2019 in pieno corso un\u2019autentica \u201crivoluzione\u201d del sistema di valori nelle maggiori imprese della moda\/lusso, dove le strategie competitive stanno ridando centralit\u00e0 alla qualit\u00e0 e all\u2019innovazione di prodotto e si sta diffondendo una consapevolezza sulle tematiche della tracciabilit\u00e0, della salvaguardia ecologica, della sostenibilit\u00e0 dei processi aziendali. Per le aziende italiane il recupero di una focalizzazione sul prodotto e sui processi di design, industrializzazione e produzione risulta di fondamentale importanza per la competitivit\u00e0: il nostro Paese, in effetti, \u00e8 l\u2019unico del mondo occidentale in cui \u00e8 sopravvissuto un sistema industriale\/artigianale articolato che lavora non solo al servizio dei brand nazionali, ma anche delle principali maison internazionali. D\u2019altra parte, il genius loci, oltre a incorporare un know how esclusivo, rappresenta anche un valore aggiunto d\u2019immagine, e il successo in Borsa di Ferragamo, Prada e Brunello Cucinelli &#8211; tutti marchi fortemente radicati nei rispettivi territori &#8211; ne \u00e8 la testimonianza.<\/p>\n<div id=\"attachment_27949\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mondo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27949\" class=\" wp-image-27949 \" title=\"Corporate Social Responsibility\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mondo1-300x148.jpg\" alt=\"Corporate Social Responsibility\" width=\"240\" height=\"118\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mondo1-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mondo1.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27949\" class=\"wp-caption-text\">Corporate Social Responsibility<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specialmente il caso di Cucinelli \u00e8 la dimostrazione tangibile di come nelle aziende del lusso stia facendo breccia una nuova concezione sul ruolo imprenditoriale, in cui si fondono responsabilit\u00e0 sociale ed etica: una visione che si basa sulla continua ricerca di un contemperamento degli interessi fra tutti gli attori che direttamente e indirettamente contribuiscono all\u2019esistenza dell\u2019azienda, non solo azionisti e manager, ma anche dipendenti e collaboratori, clienti, fornitori, cittadinanza locale, istituzioni pubbliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperto di management della moda e del lusso Salvo Testa, docente alla SDA Bocconi, ha giustamente osservato: \u201cLe aziende italiane della moda e del lusso sono le meglio attrezzate, rispetto a quelle di altri paesi maturi ed emergenti, per perseguire tale modello di lusso responsabile ed etico, perch\u00e9 i valori che ne stanno alla base, seppure fossero ultimamente sopiti, fanno parte del loro dna storico, sviluppatosi nelle comunit\u00e0 sociali, culturali ed economiche dei distretti industriali. \u00c8 quindi un buon segno che oggi si riprenda a parlare di Made in Italy (magari riconsiderando strategie di delocalizzazione produttiva motivate da ragioni di puro risparmio di costi) e anche di etica dell\u2019impresa. Se in passato le finalit\u00e0 economiche e quelle sociali erano considerate in conflitto, tanto da giustificare in nome del profitto comportamenti delle imprese moralmente discutibili, oggi pare che tale trade-off possa essere colmato. D\u2019altra parte \u00e8 evidente che una maggiore attenzione a tutti gli stakeholder dell\u2019impresa produce migliori performance economiche, specie nel medio lungo termine: ci\u00f2 attraverso il rafforzamento della reputazione dell\u2019azienda (brand equity e brand loyalty), il maggiore coinvolgimento e fedelt\u00e0 dei propri dipendenti, il rafforzamento della capacit\u00e0 innovativa, la propositivit\u00e0 dei fornitori e partner nella filiera, lo sviluppo di un clima positivo da parte delle comunit\u00e0 locali e della societ\u00e0 in generale, un rapporto di fiducia da parte dei media e dell\u2019opinione pubblica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi e in conclusione, oggi la moda etica \u00e8 pi\u00f9 cool e redditizia che mai.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27947?pdf=27947\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu l\u2019economista americano Premio Nobel Milton Friedman a descrivere, negli anni \u201970, quella che per quasi un quarto di secolo si impose come la filosofia affaristica dominante: le imprese hanno un\u2019unica responsabilit\u00e0 e questa consiste nel fare profitti. 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