{"id":2822,"date":"2009-02-05T16:24:10","date_gmt":"2009-02-05T14:24:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=2822"},"modified":"2009-02-07T13:00:03","modified_gmt":"2009-02-07T11:00:03","slug":"moda-oggi-identikit-di-un-mutante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/moda-oggi-identikit-di-un-mutante\/","title":{"rendered":"Moda oggi: identikit di un mutante"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3259\" title=\"copia-2-di-polimoda-21\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/copia-2-di-polimoda-21.jpg\" alt=\"copia-2-di-polimoda-21\" width=\"252\" height=\"113\" \/>E&#8217; il post-moderno, bellezza, e tu non ci puoi fare niente! Mi \u00e8 scappata la parafrasi della celebre battuta di Humphrey Bogart in &#8220;L&#8217;ultima minaccia&#8221;, per introdurre il tema del dove \u00e8 arrivata al giorno d&#8217;oggi la moda (e i modi) come riflesso delle pulsioni della nostra societ\u00e0 ultra-capitalistica (Dorian Gray e il suo ritratto?).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_3237\" style=\"width: 114px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3237\" class=\"size-medium wp-image-3237     \" title=\"copia-di-81_385\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/copia-di-81_385-116x300.jpg\" alt=\"copia-di-81_385\" width=\"104\" height=\"270\" \/><p id=\"caption-attachment-3237\" class=\"wp-caption-text\">Grimaldi Giardina Courtesy AltaRoma<\/p><\/div>\n<p>Mi colpisce sempre pi\u00f9, innanzitutto, il paradosso dell&#8217;immensa proposta di identit\u00e0 che la moda offre, nello stesso tempo annullandole, proprio perch\u00e9 tante\/troppe (anche la deriva semantica dell&#8217;etichetta &#8220;lusso&#8221; ha contribuito non poco a tale cannibalismo). Ne consegue pure il venir meno del senso in un mondo che, vorticosamente proiettato al futuro <em>obtorto collo<\/em>, non guarda pi\u00f9 alle sue origini con consapevolezza civile e morale. Sedotti dalla fata morgana di un superfluo infinito, di un &#8220;bling-bling&#8221; incessante, pochi &#8211; siano essi<em> <\/em>insider o consumatori &#8211; mettono in discussione la prosopopea (quella che i Greci chiamavano <em>\u00f9bris<\/em>, tanto invisa agli dei olimpici, ormai detronizzati dagli stessi fashion guru) che alligna tra le righe dei bilanci siderali del sistema moda planetario. Prendo a prestito dal sociologo Gilles Lipovetsky le parole per definire la moda: &#8220;un modo per perpetuare una forma di pensiero mitico nel cuore delle culture mercantili e desacralizzate&#8221;.<\/p>\n<p>Ma resta ancora qualcosa di mitico nella moda d&#8217;oggi?<\/p>\n<div id=\"attachment_3239\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3239\" class=\"size-medium wp-image-3239  \" title=\"copia-di-81_384\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/copia-di-81_384-124x300.jpg\" alt=\"copia-di-81_384\" width=\"112\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/copia-di-81_384-124x300.jpg 124w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/copia-di-81_384.jpg 141w\" sizes=\"(max-width: 112px) 100vw, 112px\" \/><p id=\"caption-attachment-3239\" class=\"wp-caption-text\">Grimaldi Giardina Courtesy AltaRoma<\/p><\/div>\n<p>Per fortuna la risposta \u00e8 affermativa, e il merito \u00e8 anche di noi italiani, che sovente sappiamo capire gli umori stilistici e, soprattutto, l&#8217;importanza degli aspetti teorici e culturali che stanno dietro la spettacolarit\u00e0 della moda (da molti considerata l&#8217;unico magnete di questa grande industria).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se da anni alcune produzioni si collocano decise sul fronte conformista e scolastico, non rischiando nulla in guizzi o divagazioni e indulgendo alla memoria sul crinale fra creativit\u00e0 e sistematicit\u00e0 (scelta che non stigmatizzo, sia chiaro), altre hanno scelto di collocarsi nello sperimentalismo individuale, che asseconda le contaminazioni coinvolgendo anche i materiali (sempre pi\u00f9 ibridi e tecnologici fino al virtuosismo: in ottica non tanto estetica, quanto funzionale e salutistica). Una tendenza che su entrambe le rive si \u00e8 ormai consolidata \u00e8 comunque il rifiuto dell&#8217;omologazione e dell&#8217;estetica globale, la voglia di recuperare il valore del lavoro artigianale, personalizzato, in cui il dettaglio conta. Mi chiedo, a questo punto, se in un futuro non lontano cadr\u00e0 la parete, gi\u00e0 parecchio assottigliata, che divide pr\u00eat-\u00e0-porter e haute couture&#8230;<\/p>\n<p>Tutti si muovono pur sempre in una galassia di riferimenti culturali precisi, perfino iconografici, senza pi\u00f9 aspirare ad esporre qualcosa di veramente nuovo sotto il sole (complice la crisi economica mondiale che ha pervaso di incertezza ogni ambito?).<\/p>\n<div id=\"attachment_3005\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3005\" class=\"size-medium wp-image-3005 \" title=\"burberry-ai-2009-2010\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/burberry-ai-2009-2010-112x300.jpg\" alt=\"Burberry a\/i 2009-2010\" width=\"112\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-3005\" class=\"wp-caption-text\">Burberry a\/i 2009-2010<\/p><\/div>\n<p>Non avrei immaginato, solo qualche anno fa, che l&#8217;avanguardia dello stile sarebbe tornata a rivalutare modelli tradizionali (diciamo pure borghesi) di gusto sobrio e leggero, a recuperare la precarizzata identit\u00e0 maschile, a riscoprire il valore dell&#8217;eleganza. E pensare che quegli stilisti, in nome di una spontaneit\u00e0 ormai impossibile, avevano decostruito il mondo, per raccontarne a brandelli il disagio, femminilizzandolo e sdoganandolo sessualmente (chi non ricorda certe immagini pubblicitarie shock, ambientate in luoghi squallidi popolati di ambigue creature in apparenza dissociate mentali, sciattamente vestite?).<\/p>\n<p>Da qualche tempo in qua, sulle passerelle mi pare tornata la fisicit\u00e0 autentica: uomini che non sono pi\u00f9 la parodia di un maschio immaginario e donne che non giocano ancora ad interpretare una Lolita in preda a lune esistenziali.<\/p>\n<p>Di questo, forse, ha davvero bisogno la moda: mutare angolo di visuale, capovolgere la prospettiva, senza mantenere intatte modalit\u00e0 e liturgie, facendo finta che tutto sia sempre uguale. Agli stessi membri dell&#8217;establishment si richiede questo sguardo funambolico, perch\u00e9 non appaiano pi\u00f9 divisi fra irrisolte tensioni, incerti perfino su chi sia l&#8217;interlocutore a cui desiderano piacere di pi\u00f9.<\/p>\n<div id=\"attachment_3246\" style=\"width: 130px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3246\" class=\"size-medium wp-image-3246  \" title=\"copia-di-86_4621\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/copia-di-86_4621-120x300.jpg\" alt=\"Renato Balestra\" width=\"120\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-3246\" class=\"wp-caption-text\">Renato Balestra Courtesy AltaRoma<\/p><\/div>\n<p>Lo stesso dicasi per l&#8217;apparato mediatico che, mentre continua ad enfatizzare opulenza e sogno, non pu\u00f2 pi\u00f9 esimersi dall&#8217;ignorare &#8220;the dark side of the moon&#8221;: gli spetta di approfondire non solo gli aspetti legati all&#8217;economia del fashion business, ma anche e soprattutto (e sempre pi\u00f9) quelli relativi all&#8217;etica ed all&#8217;inclinazione del gusto in senso socio-culturale.<\/p>\n<p>Concludo dicendo che la &#8220;macchina&#8221; della moda, ingigantitasi in pochi decenni e divenuta troppo autoriferita, insensibile alle nuove istanze e ad eventuali forme di dissenso, sta finendo per tradire l&#8217;idea di s\u00e9 come organismo flessibile e aperto. Il rischio, tanto pi\u00f9 ora che il dissesto internazionale l&#8217;ha resa pi\u00f9 vulnerabile, \u00e8 quello di perdere il controllo di questa stessa macchina (con poche leve di comando) lanciata a velocit\u00e0 eccessiva. Decelerare, del resto, potrebbe causare la fine per molti. <em>Quid tum<\/em>? Come uscire da questo <em>status<\/em> ansiogeno?<\/p>\n<p>Ascoltare il respiro del mondo con pi\u00f9 sensibilit\u00e0, rileggere la propria storia e ponderarla alla luce dei propri ideali di uomini e di professionisti, con occhi diversi, per continuare ad immaginare una continuit\u00e0 nell&#8217;innovazione.<\/p>\n<p>Buon Rinascimento, moda!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2822?pdf=2822\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; il post-moderno, bellezza, e tu non ci puoi fare niente! 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