{"id":28500,"date":"2013-02-20T20:43:07","date_gmt":"2013-02-20T18:43:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=28500"},"modified":"2016-12-23T17:51:05","modified_gmt":"2016-12-23T15:51:05","slug":"sua-maesta-fa-la-preziosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/sua-maesta-fa-la-preziosa\/","title":{"rendered":"Sua Maest\u00e0 fa la preziosa"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_28506\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/orechini-con-cammei.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28506\" class=\" wp-image-28506  \" title=\"orechini con cammei\" alt=\"orechini con cammei\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/orechini-con-cammei.jpg\" width=\"216\" height=\"196\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28506\" class=\"wp-caption-text\">Orechini con cammei<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo capolavori d&#8217;arte. Le collezioni reali inglesi includono anche 328 mirabili esemplari tra gemme e gioielli, senza contare il tesoro della Corona gelosamente custodito nella Torre di Londra. Solo una volta nel 1862, ai tempi della Regina Vittoria, \u00a0siffatte magnificenze furono esposte tutte insieme. Oggi abbiamo la possibilit\u00e0 di ammirare nella loro totalit\u00e0 i preziosi di Elisabetta II grazie all\u2019impeccabile lavoro della specialista italiana Cristina Aschengreen Piacenti (nota per essersi presa cura anche dell\u2019importante\u00a0 Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze), la quale ha stilato un catalogo magistrale: \u201cAncient and Modern Gems and Jewels in the Collection of Her Majesty the Queen\u201d (Royal Collection Pubblications, London).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si \u00e8 formata la collezione di gioielli e di gemme della sovrana d\u2019oltremanica? Cristina ci racconta questo ed altro. Alcuni pezzi appartennero a Carlo I Stuart, il re che venne decapitato nel 1649 al culmine della guerra civile inglese. Il nucleo della raccolta risale tuttavia a Giorgio III e venne acquisito a Venezia da Joseph Smith, console di Sua Maest\u00e0, provvisto di uno spiccato senso degli affari. Fu lui a far catalogare le proprie gemme da un erudito fiorentino, il canonico Anton Francesco Gori. Il volume definitivo fu edito nel 1767 dopo che le gemme erano passate nelle mani del Re, \u00a0mantenendo comunque, in onore del solerte funzionario, il titolo di \u201cDactyliotheca Smithiana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito il figlio di Giorgio III, salito al trono come Giorgio IV, acquist\u00f2 e collezion\u00f2 numerose opere di grande rilevanza e come lui fece la nipote Vittoria, divenuta Regina nel 1837. Il Principe Consorte Alberto, fine esperto d&#8217;arte, fu probabilmente il primo a comprendere l&#8217;importanza storica della collezione.<\/p>\n<div id=\"attachment_28507\" style=\"width: 168px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Rubino-con-croce.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28507\" class=\" wp-image-28507  \" title=\"Rubino con croce \" alt=\"Rubino con croce\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Rubino-con-croce.jpg\" width=\"158\" height=\"192\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28507\" class=\"wp-caption-text\">Rubino con croce<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso dell&#8217;Ottocento giunsero in Inghilterra alcune rarit\u00e0 appartenute al Cardinale Duca di York, ultimo erede diretto di Carlo I. Tra questi oggetti preziosi Giorgio IV compr\u00f2 un meraviglioso ciondolo smaltato con rubini, nel quale fece inserire dei capelli tolti dalla testa mozza di Carlo I, la cui salma fu rinvenuta nel 1813 nella cappella di Windsor. Dal Cardinale di York, inoltre, Giorgio IV ebbe in lascito alcuni modelli straordinari fra i quali il purpureo rubino, inciso con una croce, indossato durante l&#8217;incoronazione dei regnanti in Scozia. Uno dei pi\u00f9 antichi collari con San Giorgio e il drago, realizzato per Carlo II nel 1661, forse il pi\u00f9 antico esistente dell&#8217;Ordine della Giarrettiera, pervenne alle collezioni reali seguendo il medesimo percorso, al pari di un pendente con un cammeo di Sant&#8217;Andrea e il motto dell&#8217;Ordine del Cardo. In particolare la serie di insigne degli ordini reali \u00e8 eccezionale e comprende forse i pi\u00f9 begli esemplari esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello \u201cscrigno\u201d della Regina il Cinquecento \u00e8 degnamente rappresentato da due cammei a dir poco splendidi: un ritratto di Filippo II e uno di Elisabetta I, entrambi capolavori della glittica. Da sottolineare che quello di Filippo II \u00e8 stato attribuito all\u2019italiano Jacopo da Trezzo, a cui la corte inglese commission\u00f2 significativi lavori negli anni \u201950 del XVI secolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando di gioielli veri e propri, poi, \u00e8 d\u2019obbligo menzionare un pendente in oro, smalto e pietre semipreziose appartenuto alla Contessa di Lennox e poi allo scrittore e <em>connoisseur<\/em> Horace Walpole. Di simili gioielli nordici la collezione reale comprende altri esempi, talvolta arricchiti con pezzi provenienti da altre collezioni: in sostanza gioielli fatti di gioielli. Si badi: non mancano dei falsi, o meglio dei gioielli antichi migliorati o completati, come piaceva all&#8217;Imperatrice Eugenia, la quale mai temette di \u201critoccare\u201d, impreziosendoli, arredi settecenteschi appartenuti a Maria Antonietta.<\/p>\n<div id=\"attachment_28502\" style=\"width: 182px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Cammeo-dellImperatore-Claudio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28502\" class=\" wp-image-28502  \" title=\"Cammeo dell'Imperatore Claudio\" alt=\"Cammeo dell'Imperatore Claudio\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Cammeo-dellImperatore-Claudio.jpg\" width=\"172\" height=\"216\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28502\" class=\"wp-caption-text\">Cammeo dell&#8217;Imperatore Claudio<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bel catalogo della Aschengreen Piacenti le gemme antiche, di epoca romana e greca, sono state affrontate da uno dei massimi specialisti della materia, John Boardman, che ha evidenziato due assoluti \u201ctesori\u201d: il primo \u00e8 il solo cammeo esistente dei tempi dell&#8217;imperatore Claudio, considerato della stessa classe della Gemma Augustea di Vienna e del Grand Cam\u00e9e de France di Parigi; il secondo, una testa di Zeus, \u00e8 un frammento di epoca ellenistica, II-I secolo avanti Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che gioie per Elisabetta!\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-28500 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); 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