{"id":28620,"date":"2013-03-12T14:35:11","date_gmt":"2013-03-12T12:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=28620"},"modified":"2016-12-23T17:40:41","modified_gmt":"2016-12-23T15:40:41","slug":"parigi-o-cara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/parigi-o-cara\/","title":{"rendered":"Parigi o cara"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_28624\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Paris-Haute-Couture-Musero-Galliera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28624\" class=\"size-medium wp-image-28624\" alt=\"Haute Couture 2013 - Museo Galliera\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Paris-Haute-Couture-Musero-Galliera-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28624\" class=\"wp-caption-text\">Haute Couture 2013 &#8211; Museo Galliera<strong style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 (solo) una questione di <i>grandeur<\/i>. A conferma che la <i>haute couture<\/i> \u00e8 indissolubilmente legata a Parigi, il Museo Galliera propone \u201cParis Haute Couture&#8221;: una mostra che ripercorre un secolo (dal 1860 al 1960) di storia dell&#8217;alta moda attraverso 100 abiti scelti tra le pi\u00f9 raffinate creazioni dei massimi stilisti internazionali, da Worth a Yves Saint Laurent a Christian Dior a John Galliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, la storia dell<i>&#8216; haute couture <\/i>\u00e8 (quasi) tutta nella capitale francese dove, a inizio \u2018900, alcuni giovani stilisti iniziarono a contestare il carattere apparentemente frivolo dell\u2019abito da sera, sottolineandone l\u2019immenso\u00a0 potenziale artistico. Fu cos\u00ec che geniali <i>couturier<\/i> come Chanel, Christian Dior, Madeleine Vionnet, Poirot, Carven, Rochas, Roger Vivier, Balenciaga, Nina Ricci, Givenchy, Cardin, Alaia, Lanvin arrivarono a vestire con le loro favolose creazioni le serate di gala della Ville Lumi\u00e8re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi 100 anni di alta moda \u2013 i pi\u00f9 importanti in assoluto nella storia del mondo<i> fashion<\/i> &#8211; sono celebrati anche in uno splendido libro curato da Sylvie Roy e Anne Zazzo, pubblicato da Flammarion e Skira. Grazie alla collaborazione dell\u2019archivio del Mus\u00e9e Galliera (ed alle preziose foto di Katerina Jebb, la quale ha messo a disposizione le sue esclusive collezioni), il volume racconta per la prima volta gli stili e i materiali di un periodo \u201cbaciato\u201d dalle Muse della creativit\u00e0 e dell\u2019arte, che hanno dettato le tendenze in tutto il pianeta: non a caso, fra i temi presi in esame dalla rassegna parigina, vi sono i tessuti, i marchi, l\u2019artigianato, il lusso, l\u2019importanza del rapporto con l\u2019acquirente. Ci\u00f2 fa riflettere sull\u2019intensa rete di rapporti sensibili &#8211; saremmo tentati di scrivere \u201catti rituali\u201d &#8211;\u00a0 che uniscono i professionisti di questo ambito speciale, dallo stilista alla <i>premi\u00e8re<\/i>, dalle sarte alle ricamatrici, dalle venditrici alle clienti. Su tutto aleggia la magica atmosfera delle <i>maison<\/i> che si respirava nei decenni passati e che fece entrare nel mito la capitale francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, a ingresso gratuito, \u00e8 ospitata all&#8217;H\u00f4tel de Ville e rester\u00e0 aperta fino al 6 Luglio 2013. Curata da <strong>Olivier Saillard<\/strong>, direttore del Museo Galliera, e sponsorizzata da <strong>Swarovski<\/strong>, la manifestazione decolla nel cuore della Fashion Week parigina ed all\u2019inaugurazione, a inizio Marzo, ha ricevuto l\u2019omaggio di celebri fotografi, designer e stilisti, che con la loro presenza hanno voluto <strong>o<\/strong>norare gli abiti pi\u00f9 creativi ed iconici dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legame con Swaroski si spiega col fortissimo contributo offerto alla <i>haute couture<\/i> dal visionario <strong>Daniel Swarovski<\/strong>, che invent\u00f2 la macchina per cucire i cristalli sui tessuti pi\u00f9 preziosi, di cui si avvalsero sempre a piene mani Chanel, Elsa Schiaparelli, Givenchy, Christian Dior, Valentino, solo per citare qualche nome.<br \/>\nLussuosi gli allestimenti dell\u2019evento (in cui, accanto ai vestiti, \u201csfilano\u201d tanti bozzetti e immagini <i>d\u2019antan<\/i>), ma ancora pi\u00f9 sontuosi gli abiti, dove spiccano i colori e le <i>broderie<\/i> di Cristobal Balenciaga, lo storico tailleur di Yves Saint Laurent, le <i>doublure<\/i> e i ricami di Christian Dior, nonch\u00e9 i capolavori delle <em>petites mains<\/em>, gli artigiani che rendono tuttora possibile il \u201cmiracolo\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_28623\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/paris-haute-couture-Museo-Galliera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28623\" class=\"size-medium wp-image-28623\" alt=\"Haute Couture 2013 - Museo Galliera\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/paris-haute-couture-Museo-Galliera-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28623\" class=\"wp-caption-text\">Haute Couture 2013 &#8211; Museo Galliera<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A disposizione del Museo Galliera, in realt\u00e0, c\u2019erano 300mila modelli, e quindi per questa esposizione i curatori hanno dovuto necessariamente operare una selezione rigorosa che comunque fosse esaustiva del percorso della moda, privilegiando i pezzi ritenuti pi\u00f9 rappresentativi e in qualche modo coerenti tra loro. Cos\u00ec si va all&#8217;abito da t\u00e8 in velluto di seta verde realizzato nel 1859 dal padre dell&#8217;<i>haute couture<\/i> Charles Frederick Worth agli abiti da sera di Dior e Yves Saint Laurent attraverso un cammino che mostra ai visitatori come si siano evoluti il gusto per le forme e la scelta dei tessuti per gli abiti d&#8217;alta moda, conservati osservando rigidi criteri di luminosit\u00e0, temperatura e umidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli organizzatori della mostra hanno sottolineato l\u2019unicit\u00e0 di un evento di questo tipo ricordando che gli abiti pi\u00f9 belli spesso sono di una fragilit\u00e0 estrema, a causa degli anni e dell\u2019uso: \u201cQuesto \u00e8 una sorta di mondo parallelo. Normalmente i vestiti sono fatti per essere indossati, ma in un museo questo non accadr\u00e0 pi\u00f9. Un&#8217;esposizione a volte \u00e8 un evento anche violento. E alcuni abiti possono rovinarsi perch\u00e9 \u00e8 un po&#8217; come se qualcuno li indossasse per sei mesi di fila&#8221;. In fondo, come ha affermato Olivier Saillard, \u201cl\u2019<i>haute couture <\/i>\u00e8 l\u2019arte di fare abiti meravigliosi usando solamente due mani\u201d.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28620?pdf=28620\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 (solo) una questione di grandeur. 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