{"id":28632,"date":"2013-03-20T23:38:45","date_gmt":"2013-03-20T21:38:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=28632"},"modified":"2016-12-23T17:39:29","modified_gmt":"2016-12-23T15:39:29","slug":"le-origini-della-nostra-pasqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/le-origini-della-nostra-pasqua\/","title":{"rendered":"Le origini della nostra Pasqua"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_28633\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/moses-parting-red-sea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28633\" class=\" wp-image-28633 \" alt=\"Mos\u00e8 divide le acque\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/moses-parting-red-sea-300x120.jpg\" width=\"270\" height=\"108\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28633\" class=\"wp-caption-text\">Mos\u00e8 divide le acque<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La Pasqua ebraica, il Pesach di Liberazione, si celebra con i solenni riti della notte che precede l&#8217;Esodo dall\u2019Egitto, i quali ricordano il &#8220;passare oltre&#8221; dell\u2019Angelo di Dio davanti alle porte segnate con il sangue dell&#8217;agnello sacrificato. Comunque, la genesi della Pasqua \u00e8 legata ad un antico rito di popolazioni semitiche nomadi che praticavano la transumanza delle greggi. Questa aveva luogo proprio in primavera, allora scandita sul calendario lunare, e per tale ragione la data pasquale era vincolata alla fase di luna piena primaverile (ancor oggi la Pasqua cade la prima domenica dopo il plenilunio di primavera). Si trattava, in sostanza, di una festa pastorale, ciclica e naturalistica, e come tale \u00e8 filtrata nella tradizione ebraica (quindi nella nostra, tramite il Cristianesimo). Infatti, nel libro biblico dell\u2019Esodo si citano vari elementi legati all\u2019arcaico rito della transumanza: il pane azzimo, l\u2019agnello sacrificale, il sangue asperso sulle porte delle case. Presso gli Ebrei la Pasqua si trasforma cos\u00ec da solennit\u00e0 stagionale in occasione commemorativa della liberazione di Israele dalla schiavit\u00f9 d\u2019Egitto. Con il corpo ed il sangue di Ges\u00f9 (l\u2019ostia ed il vino, ovvero il pane azzimo ed il vino del calice presenti nella simbologia ebraica), si afferma la nostra Pasqua, che ha nell\u2019Ultima Cena il suo punto di origine e, nello stesso tempo, di svolta. I segni antichi, per mezzo di Cristo, alludono al suo sacrificio ed alla sua presenza perenne nella storia. Non siamo pi\u00f9 davanti, pertanto, ad una nuova liberazione dalla schiavit\u00f9, ma dal peccato e dal male.<\/p>\n<div id=\"attachment_28634\" style=\"width: 228px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Salvator-Dal\u00ec-Crosto-di-San-Giovanni-della-croce.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28634\" class=\" wp-image-28634 \" alt=\"Salvator Dal\u00ec, Cristo di San Giovanni della Croce\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Salvator-Dal\u00ec-Crosto-di-San-Giovanni-della-croce-272x300.jpg\" width=\"218\" height=\"240\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28634\" class=\"wp-caption-text\">Salvator Dal\u00ec, Cristo di San Giovanni della Croce<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; L\u2019usanza rituale della Via Crucis risale all\u2019epoca successiva alle Crociate, quando i pellegrini si recavano in Palestina a ripercorrere la drammatica via affrontata da Ges\u00f9 sotto il peso della croce. Ovviamente non tutti potevano raggiungere la Terra Santa, per cui si decise di commemorare la passione di Cristo anche nei nostri Paesi, seguendo un cammino illustrato con le varie stazioni dell\u2019iter di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Nel tempo pasquale di un anno imprecisato fra il IV e il V secolo Sant\u2019Agostino, il grande filosofo e Padre della Chiesa, recitava un sermone (contenuto in un manoscritto scoperto solo di recente da studiosi austriaci) dedicato al battesimo, un tempo impartito durate la veglia del Sabato Santo, ed alla risurrezione dei morti, nel quale esortava: \u201cCredi ci\u00f2 che ancora non vedi! Che farai di straordinario, se crederai solo dopo aver visto?\u201d. In un altro richiamo, invece, il vescovo d\u2019Ippona invitava i fedeli a non ubriacarsi durante le cerimonie religiose. Non stupiamoci troppo di ci\u00f2: basti pensare che ancora oggi in tante parti d\u2019Italia la Pasqua \u00e8 un\u2019occasione per esuberanze di ogni tipo, dalle grida ai mortaretti, dai balli alle bevute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La Pasqua, in effetti, \u00e8 una delle poche feste cristiane a cui \u00e8 associato il riso (la parola \u201cridere\u201d ricorre rare volte nelle Scritture e la tradizione vuole che Ges\u00f9 non abbia nemmeno mai sorriso). L\u2019evangelista Luca esalta la gioia pasquale che pervade gli Apostoli, da cui discendono, soprattutto nel Medioevo, quelle celebrazioni della Risurrezione degeneranti in un\u2019allegria addirittura sgangherata, con mimi, scenette ed interludi venati di oscenit\u00e0 (vedasi il <i>Risus paschalis<\/i>). D\u2019altra parte, il ritratto di un Ges\u00f9 serio tratteggiato dall\u2019iconografia classica (per arrivare al pasoliniano \u201cVangelo secondo Matteo\u201d) \u00e8 da associare alla sua immagine di uomo\/Dio schernito durante la Passione, quindi umiliato e sofferente: un mistero prima psicologico che teologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La liturgia pasquale \u00e8 particolarmente sentita anche da chi abbia una visione completamente laica del mondo. Scriveva il poeta Blaise Cendrars in \u201cPasqua a New York\u201d nel 1912: \u201cForse la fede mi manca, Signore, e la bont\u00e0, \/ per vedere l\u2019irradiarsi della tua Bellezza\u2026 Signore, sono nel quartiere dei ladri, dei vagabondi, dei pezzenti, dei ricettatori. \/ Penso ai due ladroni ch\u2019erano con te suppliziati, \/ so che ti degni di sorridere a questi sventurati\u2026 Signore, sono troppo solo. Ho freddo. Ti invoco\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_28636\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Risurrezione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28636\" class=\"size-medium wp-image-28636\" alt=\"La Resurrezione\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Risurrezione-209x300.jpg\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Risurrezione-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Risurrezione.jpg 299w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28636\" class=\"wp-caption-text\">La Resurrezione<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Fabrizio de Andr\u00e8 in \u201cTre madri\u201d fa dire alle mamme dei due \u201cladroni\u201d Tito e Dimaco, rivolte a Maria: \u201cLascia a noi piangere un po\u2019 pi\u00f9 forte \/ chi non risorger\u00e0 pi\u00f9 dalla morte\u201d. A cui la Madonna risponde: \u201cPiango di lui ci\u00f2 che mi \u00e8 tolto, \/ le braccia magre, la fronte, il volto, \/\u2026 Non fossi stato figlio di Dio \/ t\u2019avrei ancora per figlio mio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Un tempo, i rami di ulivo benedetti nel periodo pasquale trovavano impiego durante tutto l\u2019anno con funzione apotropaica (si legga: scongiuri). Si pensi al rito arcaico delle \u201cRogazioni\u201d (invocazioni), oscillante fra sacro e profano, ben radicato nei paesi di campagna. Per tre giorni, dal 23 al 25 Aprile (S. Marco), all\u2019alba i contadini si avviavano in processione nei campi, intonando le litanie dei Santi e chiedendo protezione contro la grandine, la siccit\u00e0, i parassiti delle coltivazioni. E il prete ogni volta impartiva la benedizione ai terreni con l\u2019acqua santa. Le donne in corteo, nel frattempo, tenevano in seno i semi dei bachi da seta, perch\u00e9 ottenessero anch\u2019essi la tutela divina. A conclusione delle cerimonie, i contadini fissavano all\u2019angolo di ogni campo una croce rudimentale per invocare un\u2019annata favorevole e deponevano un ramo d\u2019ulivo sui filari come deterrente contro le tempeste. Guai se, in seguito, la croce fosse caduta, annuncio di disgrazia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo singolare rito, che si svolgeva ad un\u2019ora cos\u00ec ingrata (in genere alle 5) per consentire poi ai contadini di recarsi al lavoro per tempo, \u00e8 associato a San Marco probabilmente perch\u00e9 questo martire era considerato fautore dei raccolti abbondanti (le sue reliquie erano state trafugate da Alessandria d\u2019Egitto, nascoste in un paniere, da parte di due mercanti veneziani).<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28632?pdf=28632\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; La Pasqua ebraica, il Pesach di Liberazione, si celebra con i solenni riti della notte che precede l&#8217;Esodo dall\u2019Egitto, i quali ricordano il &#8220;passare oltre&#8221; dell\u2019Angelo di Dio davanti alle porte segnate con il sangue dell&#8217;agnello sacrificato. Comunque, la genesi della Pasqua \u00e8 legata ad un antico rito di popolazioni semitiche nomadi che praticavano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,6189],"tags":[5875,5874,5877,5876],"class_list":["post-28632","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-modaemodi","tag-esodo","tag-pasqua","tag-sanragostino","tag-via-crucis"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28632"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28632"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28632\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36910,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28632\/revisions\/36910"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}